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U.D.O. - Intervista al cantante degli Accept
24/04/07 (3000 letture)
Forse per la prima volta sono veramente emozionato. Con Udo e gli Accept ci sono cresciuto, quindi… spero che molti di voi siano interessati a questo personaggio, perché questo è un tipo che ha scritto pagine importanti nel libro della nostra musica. Ecco l’intervista.


Francesco - Innanzi tutto vorrei dirti che sono veramente fiero di parlare con te, visto che ormai ti seguo dai tempi di Restless and Wild.
Udo – Da parecchio eh?

Francesco – Già, sarò onesto con te, ho saputo di questa intervista molto in ritardo, quindi ho ancora ascoltato poco Mastercutor, però credo già di poter dire che si tratta di un album molto “heavy” nel senso stretto del termine, molto quadrato, molto coerente stilisticamente, molto Udo.
Udo – Si, Mastercutor è un album sicuramente molto potente ed in grado di soddisfare vecchi e nuovi fans, ci ho lavorato molto, sia a livello compositivo che produttivo, ed il risultato finale è un muro del suono di notevole impatto sul quale puntiamo molto.

Francesco – Ecco, infatti la prima impressione è che soddisferà senza dubbio chi ti segue da sempre e catturerà anche qualche fan nuovo.
Udo – Credo che questa sia una prerogativa di tutti i miei lavori. Succede sempre quando si lavora con dedizione e convinzione.

Francesco – Da Animal House a Mastercutor, sono passati 20 anni. Come sei cambiato tu e come è cambiato il mondo attorno a te?
Udo – Dal punto di vista strettamente musicale molte cose sono indubbiamente cambiate, l’evoluzione dal punto di vista tecnico ha permesso di migliorare notevolmente la resa sonora, ma alla fine si tratta sempre dello stesso tipo di musica, possono cambiare molte cose, ma la sostanza rimane sempre quella. Molti di quelli che ci seguivano allora lo fanno ancora oggi e con la stessa passione, quindi… cosa posso dire? E’ una cosa che mi rende molto felice.

Francesco – Come è cambiata la tua vita dopo certi problemi fisici che hai avuto in passato?
Udo – (Prima sembra non ricordare, poi risponde –NdR-) Ah, capisco cosa vuoi dire, beh... si trattava praticamente di un breakdown nervoso, dovuto ai troppi impegni che talvolta questo lavoro richiede. E’ stato abbastanza brutto, ma mi ha insegnato a prendere le cose con più calma, imparare a fare un po’ di meno, quindi mi sono fermato completamente per circa tre mesi per riprendermi e poi sono ripartito.

Francesco – Come ha influenzato il tuo modo di produrre e mixare un disco la moderna tecnologia digitale?
Udo – E’ una tecnologia che ha completamente rivoluzionato il modo di incidere. Certi passaggi adesso sono decisamente più facili, altri più interessanti. In generale è di grande aiuto se non ci si fa sopraffare, e questo si sente pesantemente anche sul nuovo album.

Francesco – E cosa pensi del P2P ed in generale del download degli album da internet?
Udo – E’ un nuovo business che si è sviluppato molto rapidamente. E’ una buona cosa, la case discografiche sono un po’ in ritardo, dicono che così vendono meno dischi, ma credo che in pochi anni questa diventerà la sola forma di acquisto.
In pochissimo tempo puoi trovare tutto quello che vuoi utilizzando un modo diverso di pagamento, e penso che questo rappresenti il futuro.
Cosa possiamo farci? Penso che sia una cosa interessante, che sia il nuovo business nella musica e che dobbiamo interessarcene per non essere superati dagli eventi.

Francesco – Anche un attacco di pipistrelli durante le riprese di The wrong side of Midnigth, una singolare esperienza.
Udo – Già, stavamo facendo le riprese di una location ricavata all’interno di un tunnel utilizzato durante la seconda guerra mondiale nei dintorni di Stoccarda, quando lo stormo di pipistrelli che ci abitava ci ha avvertito che non gradiva la cosa, sono dovuto scappare molto alla svelta.

Francesco – Adesso la domanda obbligata, da parte di Spooky: perché una canzone chiamata Vendetta?
Udo – E’ ispirata dal film The Untouchables, alle gesta di Al Capone, al traffico illegale di alcolici ed alle rappresaglie che ogni tanto succedevano, questa è l’idea.

Francesco – Sarai in tour anche in Messico.
Udo – Sì, faremo quattro spettacoli prima di tornare in Europa in Settembre, dove cominceremo un lungo giro che toccherà anche Russia, Ucraina, per poi tornare in Sud America, Stati Uniti, credo intorno a Natale, poi in Asia . Dovremmo stare in giro credo per circa un anno.

Francesco – Un discreto tour mi pare.
Udo – Sì, eh eh, in effetti non è male, toccheremo praticamente tutto il mondo ed avremo modo di presentare il disco veramente a tutti.

Francesco – Anche in Italia?
Udo – Naturalmente, anche se ora non so dirti esattamente quando; probabilmente circa a metà tour, ma una data non è stata ancora espressamente schedulata.

Francesco – (E’ inutile, non riesco a farne a meno. – NdR-) E se te ne chiedessi una nel Sud?
Udo – Che vuoi dire?

Francesco – Ecco… Io sto in Sicilia…
Udo – Wooow, capisco…. Non so… mi piacerebbe… ma i promoters…

Francesco – Già, già…
Udo – (ridacchia), non dipende da me comunque.

A questo punto un episodio singolare: ho citato ad Udo la figura di Gaby Hauke, figura di spicco del management degli Accept, ma non ha ricordato, o non ha voluto ricordare il suo nome. Non ho voluto insistere.


Francesco – Ci sono, oltre te, un bel mucchio di “vecchietti” residuati dagli 80’s ancora nel Music-Biz, (lo dico ridendo –NdR-), qual è il segreto di questa longevità?
Udo – Forse ci sarà, ma io non lo conosco, continuiamo semplicemente a produrre albums di buona qualità, abbiamo sempre qualcosa da dire… forse è semplicemente che facciamo sempre la nostra musica senza mai cambiare troppo riuscendo a rimanere nel giro.

Francesco – Ti ricordi dei White Skull?
Udo – Certo, li ricordo nella mia etichetta.

Francesco – Sono un loro amico.
Udo – Bravo, buon gruppo.

Francesco – I primi dischi che hai ascoltato?
Udo – Bè, posso citarti i Rolling Stones, Hendrix, AC/DC, Deep Purple, li ascoltavo tutti… E probabilmente sono stati la mia fonte di ispirazione agli inizi.

Francesco – In ogni intervista c’è sempre la solita domanda circa la tua storia con gli Accept ed il tuo presunto ritorno con loro, (notare che così facendo lo faccio anche io, ma con una certa classe –NdR-), dì la verità, non ti sei proprio scocciato di sentirlo?
Udo – Si, certe volte è davvero pesante, voglio dire… ogni volta è la stessa storia… cosa posso dire? Intendo… sì, abbiamo suonato assieme talvolta, in qualche Festival, ma non c’è mai stata la reunion e non ci sarà mai, ci siamo solo divertiti un po’. E’ una storia ormai molto vecchia, è andata come è andata e non c’è altro da aggiungere.

Francesco – Vuoi lasciare i nostri lettori descrivendo brevemente Mastercutor?
Udo – Come posso fare?... posso ripetere quanto detto all’inizio, è un album molto forte, con un sound moderno, penso che piacerà alla gente, e questo è tutto quello che posso dire. (Ma poi parte – NdR), Mastercutor è come un collage della tipica metal song; The Instigator e Walker in the dark sono molto Udo-song, molto classiche; We do – for you ha una gran produzione; Master of Disaster si discosta un po’ dalle altre; Tears of a clown è molto bilanciata, con interventi di piano; di Vendetta abbiamo già parlato; ed il resto del disco credo sia all’altezza di queste.

Francesco – Ti piacciono gli altri tipi di metal di oggi? Tipo il Death?
Udo – E’ molto lontano dal mio genere, ma c’è spazio per tutti, devi avere una mente aperta ed essere attento a cosa ti succede attorno. E’ questo che dico: stai sempre con la mente aperta.

Francesco – Cosa ascolti fuori dal metal?
Udo – Tutta la musica, anche quella passata dalle radio. C’è sempre qualcosa di speciale se stai attento.

Francesco – E’ vero che te la cavi bene a tennis?
Udo – Oh no, mi serve solo per rilassarmi, ma non sono un gran chè in realtà.

Francesco – Bene, ci fermiamo qui?
Udo – Sì, spero di poterti vedere in Sicilia.

Francesco – Sarebbe il secondo miracolo dopo la visita dei Deep Purple.
Udo – Ah ah ah, a volte succedono, ciao Francesco!

Ciao Udo, a presto.



Philosopher3185
Giovedì 22 Gennaio 2015, 14.02.14
2
Divertente e intelligente questa intervista! Udo è davvero un personaggio...insieme a Rob Halford,lo reputo una delle menti piu' carismatiche e acute del mondo Metal...forse anche piu' di Dickinson..
Khaine
Mercoledì 24 Settembre 2008, 11.55.02
1
Intervista bellissima! E belle pure le risposte...
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