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NECRYTIS - “Non vogliamo essere come tutti gli altri!”
17/09/2018 (410 letture)
I Necrytis si stanno distinguendo come una delle realtà di metal classico (in questo caso parliamo di american power metal) più interessanti degli ultimissimi tempi, come testimoniato dall’ottimo esordio dell’anno scorso Countersighns, seguito dall’almeno altrettanto valido Dread en Ruin, uscito recentemente. Come leggerete, i Necrytis consistono in un atipico duo, e a parlare è il cantante/batterista Shane Wacaster, che ha concesso ai nostri microfoni una chiacchierata esauriente e ricca di aneddoti interessanti sull’approccio della band non solo verso la propria musica, ma anche verso la musica più in generale.

Sha: Ciao Shane, come stai? Benvenuto su Metallized! Vuoi presentare la tua band alla nostra community?
Shane: Ciao, grazie per il supporto dall’Italia! Noi siamo i Necrytis e suoniamo una peculiare forma di metal classico.

Sha: Come sono nati i Necrytis?
Shane: Cantavo e suonavo la batteria con i Sue’s Idol, band con all’attivo un album nel 2014 e uno nel 2016. Mentre mixavamo il nostro secondo lavoro Six Sick Senses mi balzarono alla mente diverse idee e melodie e praticamente scrissi quello che sarebbe poi diventato Countersighns nel giro di tre settimane. Ho mandato le tracce al chitarrista ma al tempo era impegnato con altri progetti, quindi ciò che doveva essere il terzo album dei Sue’s Idol divenne il debutto dei Necrytis. Trovai fortuitamente un bassista che suonò sulle mie idee abbozzate, ma avevo ancora bisogno di un chitarrista. Ne trovai uno ma non era pronto a registrare, non avendolo mai fatto prima. Gli ci volle un mese soltanto per la parte ritmica di un brano! Quindi chiesi aiuto a Toby (Knapp n.d.r.), che fortunatamente accettò. A quel punto attraverso un contratto con Pure Steel Publishing rilasciammo Countersighns in Europa, con un feedback decisamente positivo. Così vennero alla luce i Necrytis.

Sha: Che cosa significa “Necrytis”?
Shane: L’ho pensato anni fa, rappresenta la vita dopo la morte e le entità che ci conducono nell’al di là. Gran parte dei miei testi vertono su sconosciuto, sovrannaturale, science fiction, astrologia o tarocchi, molti hanno un doppio significato e alludono a qualcosa di indistinto, a una sorta di divinità.

Sha: Secondo te perchè un metalhead dovrebbe ascoltare la vostra musica?
Shane: Onestamente, per sentire del puro metal classico che non sia imbrigliato in formule e modelli a cui tutti si attengono. La produzione è old school, il che può non piacere a tutti, ma non vogliamo essere come tutti gli altri. Non utilizziamo software di re-amping, di rimpiazzo della batteria o autotune, ma lasciamo nel prodotto finale anche i piccoli errori, il che ai giorni nostri è visto come un peccato mortale

Sha: Come hai detto tu, la vostra musica ha un sound molto classico ma colpisce anche per un songwriting particolarmente raffinato, che cerca sempre di essere imprevedibile. Ci puoi dire qualcosa di più in merito?
Shane: Mi fa molto piacere sentirti dire questo! Quando scrivo cerco di non essere troppo ripetitivo in strofe, bridge e ritornelli, e Toby porta il tutto a un livello ancora più alto. È un grande professionista quando scrive le canzoni: a volte gli basta solo elaborare molto brevemente una parte di un brano per fare in modo che non risulti già sentita, altre introduce una melodia per poi ripeterla più avanti nella canzone ma in una forma differente. Questo fa sì che ogni volta che si ascolteranno le canzoni si sentirà qualcosa di nuovo, sfuggito dagli ascolti precedenti. Quando ho sentito il brano Necritys per la prima volta ne sono rimasto travolto perché punta molto sulle chitarre, ma ora quando la sento ci sono dieci o dodici “parti preferite” che adoro.

Sha: Quali band vi hanno influenzato maggiormente?
Shane: Toby una volta mi ha detto che una band dovrebbe ascoltare quei gruppi che andavano ad ascoltare i propri idoli musicali. Per esempio, se ascolti gli Iron Maiden, devi sentire Black Sabbath e Deep Purple per capirne l’essenza del sound. Se ascolti gli Helloween, devi sentire i Maiden per capirli davvero. È tutto stratificato, perché anche per esempio una band come i Motörhead è profondamente radicata negli anni Cinquanta e Sessanta. Noi siamo cresciuti con Loudness, Savatage, Omen, Slayer, Metal Church, Mercyful Fate e altri, e abbiamo anche ascoltato quello che i membri di queste stesse band ascoltavano, come Legs Diamond, Riot, Glenn Hughes, Led Zeppelin, e andando ancora più indietro Howlin’Wolf, Muddy Waters, Sonny Boy Williamson e così via. Se fossimo un gruppo death metal e ascoltassimo soltanto Death e Morbid Angel suoneremmo come ogni altro gruppo death metal. Bisogna ampliarsi e ascoltare più cose possibile, come i Ramones, il primo Elton John, i Jefferson Starship, i Kansas o i Toto per poter diventare “originali”.

Sha: Countersighns e Dread en Ruin suonano allo stesso modo ma hanno uno sviluppo e un’attitudine decisamente diversa. Il secondo è più complesso e sembra voler essere più ambizioso. ..
Shane: Questo accade soprattutto per il basso di Mark (Sobus, n. d. r.), che ha “bloccato” Toby entro determinati modelli da cui non si poteva troppo distaccare. Mark ha fatto un gran lavoro, ma per Dread en Ruin Toby ha preferito scrivere le parti di chitarra basandosi soltanto su batteria e voce, ascoltando le parti di basso contrapporsi alle chitarre in alcuni punti. L’idea era che Mark registrasse le parti di basso in un secondo momento, ma non ce n’era più bisogno, sarebbe stato soltanto uno spreco di tempo e denaro. Quando Toby ha scritto le partiture di chitarra e basso ha aggiunto quella complessità di cui parlavi, rendendo i Necrytis un po’ più progressivi.

Sha: Sempre a proposito di questo, nella vostra pagina Facebook avete reso noto di come tu inizialmente registri batteria e voce, e quindi successivamente Toby si occupa di basso e chitarre… è un procedimento decisamente strano!
Shane: Si, è completamente al rovescio. Immagina di essere un chitarrista e di ricevere le tracce di The Number of the Beast, ma che sono soltanto le parti vocali e di batteria; tu devi occuparti di chitarre e basso. Pensi di potercela fare? Io non ce la farei, haha! Non so come Toby ne sia capace, ma poi il risultato è ottimo, lui è davvero un maestro. Io mi ritrovo a sentire delle melodie e a cantare canzoni che immediatamente mi accorgo non esistere, quindi le registro con l’iPhone o con l’iPad prima di dimenticarmele. Spesso accade quando mi sveglio, e chissà quante canzoni fantastiche ho perso riaddormentandomi, haha! Successivamente registro in studio la batteria su un’immaginaria chitarra, per poi aggiungerci la voce. Su Dread en Ruin abbiamo lasciato le parti vocali com’erano per non perdere la spontaneità, ma per il prossimo album penso di ricantarle, in modo da farlo direttamente sulle chitarre. Registrate le mie parti di batteria e voce le mando a Toby, che le ascolta per un mese o due per poi registrare le sue. A questo punto mi rimanda indietro le tracce e le carico su ProTools.

Sha: Personalmente mi sono piaciute molto tracce come Sentry’s Scream, Countersighns o la notevole suite Heresiarch Profane. Quali sono i vostri pezzi che considerate migliori o comunque più importanti?
Shane: Credo che Countersighns sia un gran pezzo e che abbia una grande importanza. Mi piace molto anche Nova Meridian, Starshine è stata ben recepita e sono contento ti sia piaciuta Heresiarch Profane, è una delle mie preferite! Sono comunque convinto che anche il prossimo album avrà delle grandi canzoni.

Sha: State già lavorando al terzo album, ed è passato veramente poco tempo, meno di un anno, tra le vostre due prime uscite. Avete dimostrato di avere molte idee, ma non avete paura di star facendo le cose troppo in fretta?
Shane: In realtà sto cercando di stare al passo con le canzoni che continuano a venirmi in mente, ho già scritto altre tre canzoni per il quarto album! Sono contento di avere tante idee, e una parte di me si preoccupa per il fatto che un giorno tutto questo finirà, quindi finché mi vengono buone idee ho intenzione di scriverle subito per non perdere nulla. È divertente perché non avevo realizzato che cosa stava nascendo quando abbiamo composto Countersighns, e quando Dread en Ruin è arrivato così velocemente mi sono reso conto che era davvero una gran cosa, e ora sto soltanto lasciando fluire e dando voce a questa creatività. Il prossimo album sarà ancora più progressivo di Dread

Sha: A proposito di questo, avete qualche altra anticipazione sul prossimo lavoro? Qui a Metallized lo aspettiamo con curiosità!
Shane: Anche questo sarà cupo e ombroso. Batteria e voce sono già state registrate, e Toby si sta occupando delle chitarre, nello stesso modo in cui ho accennato prima. Ci saranno sette canzoni per una durata di circa quarantatrè minuti, si chiamerà Lux Mystere e sarà ancora JP Fournier (artista già noto a molti per i suoi lavori con Immortal ed Edguy, tra gli altri, n. d. r.) a occuparsi della cover. L’uscita dovrebbe collocarsi nella primavera del 2019.

Sha: Vedremo mai i Necrytis dal vivo? Magari in Europa? Magari in Italia?
Shane: Se andrà tutto bene e ogni cosa sarà al suo posto, senz’altro! Ci piacerebbe molto suonare in Europa!

Sha: Anche voi siete parte della scena contemporanea del metal più classico. Cosa potete dirci a proposito di questo e dei vostri colleghi?
Shane: Ci sono artisti molto talentuosi che suonano un metal classico davvero eccezionale. Enforcer, Ram, Sanhedrin, Starlight Ritual, che penso non abbiano nemmeno un contratto discografico ma sono davvero forti. Sono molto impressionato dal riemergere della scena, e questo prova come non si sia mai davvero consumata.

Sha: L’intervista è finita. Grazie per il tuo tempo, e in bocca al lupo con la vostra musica.
Shane: Grazie a voi!



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17/09/2018
Intervista
NECRYTIS
“Non vogliamo essere come tutti gli altri!”
 
 
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