Privacy Policy
 
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Locandina
Clicca per ingrandire
M-1
Clicca per ingrandire
M-2
Clicca per ingrandire
M-3
Clicca per ingrandire
M-4
Clicca per ingrandire
M-5
Clicca per ingrandire
M-6
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

17/11/18
HULKOFF
Kven

19/11/18
STRANABESTIA
Stranabestia

21/11/18
MADDER MORTER
Marrow

23/11/18
THOMAS SILVER
The Gospel According to Thomas

23/11/18
BLADE KILLER
High Risk

23/11/18
SINBREED
IV

23/11/18
ACCEPT
Symphonic Terror – Live at Wacken 2017

23/11/18
TRAGODIA
Before the Fall

23/11/18
UNEARTH
Extinction(s)

23/11/18
KALIDIA
The Frozen Throne

CONCERTI

17/11/18
MYSTIFIER + CRAVEN IDOL
CIRCUS CLUB - SCANDICCI (FI)

17/11/18
SIRENIA + TRIOSPHERE + GUEST TBA
LEGEND CLUB - MILANO

17/11/18
GLI ATROCI
EXENZIA - PRATO

17/11/18
SHINING (NOR) (ANNULLATO!!!)
TRAFFIC LIVE CLUB - ROMA

17/11/18
NANOWAR OF STEEL
LARGO VENUE - ROMA

17/11/18
ARCANA OPERA + GUESTS
ENJOY CLUB - TORRI DI QUARTESOLO (VI)

17/11/18
SPLEEN FLIPPER
ETEROTOPIA - SAN GIULIANO MILANESE (MI)

17/11/18
SATORI JUNK + VISCERA + THE RED COIL
BARRIO'S LIVE - MILANO

17/11/18
BAD BONES + TREVOR AND THE WOLVES + A CRIME CALLED
MEPHISTO APS - ALESSANDRIA

17/11/18
RESILIENZA: INSIEME PER RAFFA CADAVERIA RIVAROLO
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

MONUMENTS + VOLA + KADINJA + ATLAS - Circolo Svolta, Milano - 13/10/2018
17/10/2018 (319 letture)
E’ una placida sera autunnale in quel di Rozzano: persino la consueta umidità milanese pare farsi da parte in favore di un’aria frizzante e piacevole che ben fa presagire per la serata. L’etere pare vibrare di aspettative al mio arrivo al Circolo, perché sebbene le porte siano appena state aperte, trovo già molta gente in attesa nei pressi del palco. Sta per avere inizio una serata musicalmente ricchissima, parte del tour europeo da headliner dei britannici Monuments, alfieri di un prog metal/djent d’eccezione, con le tre band Vola, Kadinja e Atlas in apertura. I fautori dell’evento e delle date italiane sono i ragazzi di Versus Music Project. Io stessa trepido insieme all’aria vibrante mentre il primo set si appresta a incominciare…

ATLAS
Onere ed onore di aprire la serata spetta ai finlandesi Atlas: se la Scandinavia per luogo comune sta al viking/folk e al melodic death, lasciatemi dire che questi ragazzi hanno qualcosa da insegnarci sul metal-core.
Non per niente si definiscono “Northcore” e fanno bene: il loro è un mix di post-HC e metal core, con sprazzi che partono dal black per virare sull’emotional, sfiorando varie sfumature che ben si intonano cromaticamente alle luci fredde e soffuse del palco.
In cinque riempiono il palco con movimenti scenografici che accompagnano stacchi precisi su una base graffiante e un background di suoni digitali. La voce del frontman Patrik Nuorteva si alterna con gli accuratissimi ritornelli puliti del bassista Leevi Luoto, e i piccoli problemi tecnici subentrati verso il finire del set passano inosservati rispetto alla resa della band che prende i presenti, li emoziona, li fomenta e li prepara a puntino per il proseguo della serata. Ben fatto!

KADINJA
Breve cambio palco ed è il turno dei francesi Kadinja, mentre il djent viene servito sul piatto d’argento. I nostri sono una band metodica, composta ma dinamica, conservando a tratti certi modi e aspetti di band progressive classiche, sia per atmosfere metropolitane che per presenza scenica (gli assoli del chitarrista Pierre Danel su tutto). Sarà anche che i Nostri hanno per retaggio il bon ton francese, ma non per questo disdegnano momenti aggressivi e in-your-face. Le chitarre sono il fiore all’occhiello di una struttura musicale matematica, purtroppo penalizzata in alcuni momenti dai volumi non eccelsi. La voce del singer Philippe Dewandre è variegata e molto prestante sugli harsh vocals più che sul pulito, in ogni caso performante.
Forse più d’ascolto e meno d’impatto rispetto ai precedenti Atlas, i Nostri riescono a mantenere alto il livello della serata, mentre il Circolo Svolta è completamente gremito e partecipativo. E siamo solo a metà dell’opera.

VOLA
Altro breve cambio palco ed è il turno dei danesi Vola. Un monicker già auto-esplicativo del momento che ci apprestiamo a vivere. Le atmosfere stanno per cambiare, grazie al loro modern/alternative rock elettronico, che di metal ha ben poco, ma non per questo i ragazzi non ci colpiranno ugualmente, anzi: rimangono quelle sensazioni progressive e ambient, con un occhio verso l’industrial.
Vibe ricchissimi fin dall’inizio, grazie alle basi synth e all’espressività delle composizioni, sottolineate anche dalle movenze e dal trasporto della band. Questo trasporto e sentimento si riflette appieno sul pubblico, che canta sognante ad occhi chiusi, dondolando e quasi danzando all’unisono sui pezzi più emozionali della band (l’ultimo singolo Ghosts), mentre i feelings vengono sparsi a piene mani. I momenti più coriacei vengono sempre alternati a parti soffuse, mentre le luci celestine ben si adattano alla psicotropia del genere. Questo set pare smussare un po’ gli angoli cubitali prima dell’arrivo degli headliner.
La M calligrafica di Monuments si staglia già da un po’ vanitosa sul fondo dello stage ed è finalmente il loro turno, mentre forse può sembrare banale dire che i Vola ci hanno fatto volare, ma è proprio così. Semplicemente fantastici.

MONUMENTS
L’ultimo e ragionevolmente breve cambio palco, vissuto con assoluta trepidazione da tutti i presenti che non vogliono perdersi nemmeno un secondo dell’ultima, attesissima performance della serata e tengono d’occhio i movimenti sul palco. Un intensissimo intro di violino dà quel tocco di poesia e magia che non guasta mai e che –diciamocelo- va spesso a braccetto con le intenzioni modern metal, un genere che non disdegna le edulcorazioni nella cornice tagliente e aggressiva. I Monuments sono un significativo esempio di ciò.

La band esplode insieme all’ovazione del pubblico con A.W.O.L., ultimo singolo estratto dal nuovo lavoro Phronesis: pezzo in divenire, coinvolgente e perfetto per aprire il set dei Nostri, anche grazie a un ritornello smagliante e una resa semplicemente impeccabile.
Chris Barretto, carismatico e caratteristico coi suoi capelli prorompenti (una sorta di Caparezza del Djent!) da prova della sua perizia vocale: l’alternanza delle harsh caustiche e della sua voce pulita fra acuti e falsetti squisiti è da accademia.
I Monuments sono recitativi, elevati, paiono raccontare una storia con la progressione del loro songwriting geometrico, quasi palpabile, corredato dalla presenza scenica del frontman e la sua interattività, soprattutto coi movimenti delle mani. Intanto gli altri si scatenano sul palco a suon di riff spigolosi e squadrati, laddove i suoni sono a tratti cristallini a tratti pastosi mentre i volumi ad opera dei fonici rendono giustizia e tutelano la creatività e varietà sonora.
La presenza delle basi dà quello spessore al muro del suono e –soprattutto- consente ai chitarristi John Browne e Olly Steele di sbizzarrirsi. Si rischia di diventare strabici per seguire entrambi sui due lati del palco, mentre eseguono le stesse parti di tapping e special ipertecnici, sfalzati di una terza o una quinta in momenti chitarristici davvero elevati e strabilianti.
Il Circolo Svolta è ormai pienissimo e il pubblico si divide fra ascoltatori ammaliati, fan urlanti e mosher che colgono i frame più pesanti per darci dentro con le loro evoluzioni. Il palco continua invece ad essere di una precisione matematica, nonostante i momenti di headbanging sfrenato.
Il frontman Chris è affabile e intrattenente, incita i circle pit, fa abbassare tutti a terra per poi incominciare a saltare, fa alzare le mani al cielo a tempo con la musica. Poi ringrazia e fa inneggiare con affetto alle band di apertura; momento clou sarà tuttavia quando -lamentandosi del caldo- dirà testualmente di avere “un oceano nelle palle”, facendo uscire la signorina Silvani che è in me (“ANCHE POETA” è la frase che si profila cubitale nella mia testa!).
Citazioni fantozziane a parte, i veri momenti clou saranno i nuovi pezzi come Leviathan, con il suo groove e il suo notevole gusto pop tutto da ballare, segno che i nostri abbracciano il catchy senza mai essere banali e Mirror Image, con la sua giocosa intensità e dinamismo che catturano totalmente i presenti: impossibile stare fermi.

Fra digressioni, pezzi vecchi e nuovi e un Circolo pienissimo e completamente coinvolto, la setlist scorre fin troppo velocemente: i Monuments sono una band d’élite e lo dimostreranno durante tutta la performance. Momento di particolare trasporto sarà I The Creator tratta dall’album The Amanuensis, che il pubblico canta in un'unica voce, mentre la fine del set arriva ma la richiesta di encore porterà ben tre ulteriori pezzi per la felicità dei numerosissimi e presissimi presenti.
L’ennesimo sing-along avviene sul pezzo Origin of Escape, e poi Chris non si risparmierà un mirabolante crowd-surfing per chiudere in bellezza, mentre il pubblico canta le parti che lui è impossibilitato ad eseguire in quanto momentaneamente lontano dal microfono.

Ancora centro per Versus Music Project, nell’organizzazione e nelle scelte stilistiche: un sabato sera davvero straordinario in quel di Rozzano, per prestazione sia musicale che espressiva e con sensazioni indubbiamente fuori dal comune.



IMMAGINI
Clicca per ingrandire
M-7
Clicca per ingrandire
Stage Diving
Clicca per ingrandire
Atlas
Clicca per ingrandire
V-1
Clicca per ingrandire
V-2
Clicca per ingrandire
Sing-Along
ARTICOLI
17/10/2018
Live Report
MONUMENTS + VOLA + KADINJA + ATLAS
Circolo Svolta, Milano - 13/10/2018
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]