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SOULFLY - "Canta ciò in cui credi, credi in ciò che canti!"
15/11/2018 (739 letture)
Max Cavalera non ha certo bisogno di presentazioni: storico leader dei Sepultura, con molti fan che ancora sperano in una impossibile reunion, porta da decenni in giro per il mondo la bandiera del metal estremo; dopo la traumatica separazione dalla band brasiliana, ha avviato diversi progetti, i più noti dei quali sono i Cavalera Conspiracy e la sua creatura più personale, i Soulfly; come potrete leggere, il nostro, nonostante i tanti anni di carriera, conserva ancora intatta una sconfinata passione per la musica e la voglia di sperimentare.

Barry: Ciao Max e benvenuto su Metallized! Come stai?
Max: Bene amico mio! Spero sia così anche per te!

Barry: Direi di sì e sono molto felice di poter parlare con te! Iniziamo subito: in attesa dell'orario dell'intervista stavo riascoltando Archangel, che trovo sia invecchiato piuttosto bene: possiamo dire che ha rappresentato una rinascita per i Soulfly?
Max: Non so dirti se sia così, ma sicuramente è stato un album molto “selvaggio”! Avevo in mente questa idea ben precisa di realizzare un album dai toni biblici e quindi mi son preso la libertà di comporre qualcosa di diverso dal solito; trovo si tratti di un lavoro particolare, che segue un concept insolito per noi sia nei testi, sia nella copertina, sia proprio nello stile dei brani, un po' più estremo rispetto ad altri lavori dei Soulfly; ecco, per rispondere alla tua domanda mi sento di dire che Ritual è una vera e propria rinascita, dato che combina le sonorità storiche di questa band, le sue influenze tribali e groovy, con il sound death/thrash dei miei lavori più recenti, come Archangel e Psychosis. Sono sicuro che i fan storici della band lo apprezzeranno moltissimo!

Barry: Ne sono sicuro! Peraltro hai anticipato una delle mie domande, dal momento che volevo appunto chiederti se la combinazione fra sonorità death/thrash ed influenze tribali sia stata espressamente ricercata in sede di songwriting!
Max: Ritual è, di fatto, il risultato di una combinazione fra le nostre idee e quelle del produttore, Josh Wilbur: considera che lui, essendo nostro grande ammiratore, si è approcciato alla produzione dell'album più come un fan, che come un semplice produttore! Roots, Chaos A.D. e Soulfly sono i suoi lavori preferiti, fra quelli a cui ho preso parte e quindi voleva espressamente far sì che Ritual suonasse come un mix di questi tre album. Per quanto mi riguarda, trovo che ricordi molto Primitive, Prophecy e, come ti dicevo prima, Psychosis; quanto a quest'ultimo, trovo che la sua influenza possa essere ascoltata nei pezzi più thrash del nuovo album, come Dead Behind the Eyes, ma anche Under Rapture. Mi piace però molto anche il lato più groove di Ritual, ben rappresentato da pezzi come The Summoning ed Evil Empowered e che richiama espressamente il sound degli album di cui parlavamo poco fa.

Barry: Un bel calderone, insomma! Ti va, quindi, di parlarci più approfonditamente del processo di scrittura di musica e testi?
Max: Ti confesso di non essere un grande appassionato di scrittura dei testi...essenzialmente lo faccio perché devo farlo, ma da sempre la mia parte preferita del songwriting sono i riff! Scriverli mi diverte moltissimo e lo faccio in continuazione, non hai idea di quanto sia felice quando trovo un riff che mi sembra davvero ispirato! In Ritual, ad esempio, sono molto orgoglioso del riff portante della title-track, che sembra una versione metal dei Queens of the Stone Age, ma anche di quello di Dead Behind the Eyes, che richiama un po' le sonorità old school di un brano come From the Past Comes the Storm, dei primi Sepultura, mescolate con elementi moderni come la parte elettronica finale. Altri riff, ancora, sono invece ispirati dagli storici gruppi death, come Massacre, Death o Morbid Angel, di cui sono grande fan. Quanto ai testi, anche se, come ti dicevo, non amo tantissimo scriverli, sono un avido lettore di libri e quotidiani, nonché un appassionato di cinema, quindi sono queste le mie principali fonti di ispirazione: Blood on the Street, ad esempio, è ispirata all'omicidio realmente avvenuto di una ragazza da parte della polizia, in una riserva naturale in Arizona, che ritenevo meritasse un “commento”; Dead Behind the Eyes, invece, è ispirata ai Cenobiti di Hellraiser, film che adoro ed a cui ho quindi voluto rendere omaggio; The Summoning parla della colonizzazione del Sudamerica e della conversione religiosa forzata, imposta ai nativi dai conquistadores; Evil Empowered è una canzone dedicata a tutti quegli uomini che, investiti del potere, lo usano per scopi malvagi, come Hitler o Trump. Quando scrivo i testi, insomma, cerco sempre di partire da un'idea di base e di svilupparla, ma cerco anche di trattare argomenti stimolanti per chi ascolta, possibilmente evitando di trattare più volte lo stesso tema! Questo aspetto della composizione, solitamente, si svolge a stretto contatto con il produttore ed è stato così anche stavolta, con Josh Wilbur, che mi ha aiutato tantissimo: per farti un esempio, nella title-track volevo inserire la frase You think it's the end/But it's just the beginning; quando Josh l'ha letto, mi ha detto che la trovava troppo banale e, inquadrando la frase nella tematica del pellegrinaggio, di cui parlava il pezzo, l'abbiamo trasformata in When you're facing the end/The pilgrimage begins, molto più convincente. Sempre Josh mi ha convinto a cambiare il titolo di alcuni pezzi, per esempio quello di Dead Behind the Eyes, che in origine si chiamava proprio Cenobites...ora è decisamente meglio, suona molto più “metal”! Ancora, posso dirti che Josh mi ha aiutato con l'interpretazione dei brani: in The Summoning, ad esempio, voleva che si percepisse chiaramente la rabbia dei nativi americani, di cui canto: in particolare, nel passaggio I fear no one/The strength I summon, voleva che risultassi credibile e che anche gli ascoltatori potessero identificarsi in me, che poi è essenziale: quando tratti questi argomenti, devi cantare ciò in cui credi e credere in ciò che canti, altrimenti è tutto inutile! Penso che questo obiettivo sia stato raggiunto: le canzoni si sposano bene l'una all'altra, l'album non è eccessivamente lungo -mi pare sia sui quaranta minuti- e tutto è esattamente come lo avevo immaginato, non cambierei una virgola ora come ora. Sono davvero felice del risultato finale!

Barry: Penso proprio che Canta ciò in cui credi, credi in ciò che canti sarà il titolo di questa intervista, mi sembra perfetto!
Max: Beh, dopotutto è la chiave di ogni cosa! Come faccio, io musicista, a trasmetterti qualcosa, a convincerti di ciò che sto dicendo, se io per primo non mi sento coinvolto e non ci credo? Sarebbe frustrante sia per chi ascolta, sia per chi scrive! Logicamente non si tratta di un procedimento semplice, a volte non riuscire a trovare gli argomenti giusti può essere stressante, ma del resto nessuno ha detto che debba essere facile: ho sempre pensato che il bravo artista debba convivere con lo stress, con la pressione di dire qualcosa di credibile, altrimenti non crea vera arte, ma banalità che chiunque può esprimere. Dal canto mio, cerco sempre di agire al meglio delle mie possibilità, per realizzare qualcosa che faccia riflettere chi mi ascolta.

Barry: E' come se tu avessi un messaggio da consegnare, possiamo dire.
Max: Esatto! Quando hai un messaggio e vuoi che sia ricevuto, devi sentire che possiede una sua forza: l'heavy metal è una musica potente e, quando hai a che fare con canzoni tanto energiche, non puoi rovinarle cantandoci sopra qualcosa che non possiede la stessa intensità!

Barry: Testi potenti per musica potente; anche questa somiglia molto ad una dichiarazione di intenti!
Max: In effetti è così, è il motivo per cui facciamo questo mestiere e ciò che ho sempre cercato di realizzare, fin dai tempi di Bestial Devastation: l'heavy metal è aggressività, è forza e tu devi riuscire a catturare questa intensità per trasmetterla alle persone che ti ascoltano. Quando raggiungi questo risultato, ricevi dall'heavy metal un grado di soddisfazione che nessun altro di musica può donarti!

Barry: Come darti torto? Peraltro -correggimi se sbaglio- credo che fra tutti i tuoi progetti tu abbia pubblicato esattamente dieci album negli ultimi dieci anni. Qual è il tuo segreto?
Max: Penso che molto sia dipeso dall'aver adottato, per l'appunto una decina di anni fa, uno stile di vita “straight edge”, privo cioè di alcol, tabacco e droga: ho riversato quel tempo e quelle energie che prima dedicavo al bere, o al farmi nello scrivere musica, che è diventata realmente la mia prima ragione di vita! Oltre a questo, negli ultimi anni mi sono legato più che mai all'heavy metal: voglio dire, sono sempre stato un grandissimo amante del genere, naturalmente, ma negli ultimi anni, oltre ad ascoltare i grandi classici, mi sono interessato molto più di prima alle nuove leve; ci sono davvero tante bravissime band giovani e tantissima buona musica nuova da ascoltare! E' una bella sfida per me creare qualcosa che stia al passo con i tempi, ma mi piacciono molto le sfide e, dopotutto, come dicevo prima, scrivere nuovi album deve essere difficile! Ad ogni modo, sono anche molto orgoglioso di alcuni dei lavori rilasciati negli ultimi dieci anni: sono ad esempio molto fiero di Inflikted, il primo disco dei Cavalera Conspiracy, così come dell'ultimo, Psychosis, ma anche di Archangel e del primo album dei Killer Be Killed, che spero di superare con il secondo, cui lavoreremo nel 2019.
Ecco, possiamo dire che il vero segreto di ciò che faccio è che cerco di non vivere troppo nel passato: amo ciò che ho realizzato finora, amo ciò che ho fatto e mi ha reso quel che sono, ma penso sempre al presente, con un occhio rivolto al futuro e non al passato.

Barry: Mi pare un'ottima strategia! Ed è bello sentire che, dopo tanti anni di attività, hai ancora questa grande passione e questa voglia di metal!
Max: Sempre, amico mio. Ascolto sempre nuova musica e, quando sono a casa, ho con me un libretto dove mi segno i nomi dei gruppi che catturano la mia attenzione; magari -anzi, sicuramente- non so nulla su di loro, ma se sento un loro pezzo e mi piace, mi segno il loro nome, per poi approfondirli successivamente. Ripeto, c'è veramente un mare di ottima musica underground da scoprire e, in particolare, questo 2018 è un grande anno, perché tante grandi band -Deicide, Behemoth, Pig Destroyer- stanno pubblicando nuovi lavori. Naturalmente ascolto anche i grandi classici, come Celtic Frost -quanto è invecchiato bene Morbid Tales-, Death, Morbid Angel, Possessed, ma anche Deep Purple, Black Sabbath ed artisti che non ci si aspetterebbe possano piacermi, come Link Wray, Joe Walsh, Dead Can Dance, Massive Attack e New Model Army. E' bello, ogni tanto, anche ascoltare la lezione di qualche maestro del rock, come Carlos Santana, di cui ascoltavo giusto l'altro giorno lo strepitoso Abraxas; per quanto il mio amore primario resti ovviamente l'heavy metal, mi piace allargare i miei orizzonti ed ascoltare anche artisti di altri generi: c'è tantissima buona musica là fuori e sta a noi scoprirla!

Barry: Con la tua passione e competenza, hai mai pensato di fondare un'etichetta discografica?
Max: Ahah, no, troppo stressante! Non voglio altri pensieri che non siano scrivere musica e portarla in tour; specialmente con Internet, poi, non so onestamente come facciano oggi a sopravvivere molte etichette: i dischi si vendono poco, c'è scarsissimo margine di profitto, è una pazzia! E' già abbastanza difficile essere un musicista di questi tempi, perché, oltre ad essere sufficientemente prolifico e creativo, devi anche essere materialmente in grado di sopravvivere; la ragione per cui siamo così spesso in tour risiede proprio nel fatto che, non vendendo più dischi, dobbiamo sostentarci con l'attività dal vivo! I tempi in cui, con Chaos A.D., Roots, Soulfly e Primitive vendevamo centinaia di migliaia, se non milioni di copie, sono finiti: con la diffusione di massa della rete, nei primi anni 2000, le vendite sono letteralmente crollate; credimi, non è piacevole, per un artista, spendere tempo ed energie per realizzare un nuovo album, ricevendo così poco in cambio; ad ogni modo, fortunatamente, abbiamo trovato nell'attività live un nuovo modo per tirare avanti.

Barry: Sì, immagino sia frustrante e per fortuna vi viene in aiuto l'attività live. Quanto alla creatività, però, direi che non ci possiamo lamentare: oltre alla tua prolificità, hai sempre dimostrato una grande voglia di sperimentare: quanto è importante, per un artista, evolversi?
Max: Direi che è essenziale: senza la voglia di sperimentare, non avremmo mai avuto un album come Chaos A.D., che rappresentò un punto di rottura rispetto ai precedenti lavori dei Sepultura, ma neppure come Soulfly o Killer Be Killed; anche Psychosis, per quanto sia un album abbastanza semplice e diretto, presenta un pezzo insolito come Hellfire, con la partecipazione di Justin Broadrick dei Godflesh o la stessa title-track, che ricorda un po' lo stile dei Mastodon. Ho sempre cercato di spostare l'asticella un po' oltre, capisci? Ci sono band, come gli AC/DC ed in parte gli Iron Maiden, che vanno avanti riproponendo con successo il loro stile ed io, naturalmente, auguro loro sempre il meglio; ma per me, così come per altri che conosco, la sperimentazione è vitale! In tutta sincerità, ritengo di aver scritto alcuni dei miei album migliori, proprio quando ho deciso di non adagiarmi sugli allori, ma di provare a fare qualcosa di nuovo, di insolito, cui non avevo pensato in precedenza. Quando sei di mentalità aperta, quando hai sempre voglia di sperimentare, anche a costo di sbagliare qualcosa, non c'è niente che tu non possa fare: se puoi sognarlo, puoi farlo!

Barry: Una citazione di Walt Disney applicata all'heavy metal non è niente male! Tornando a Ritual, si tratta del primo album con il nuovo bassista, Mike Leon; come lo avete scelto per rimpiazzare Tony Campos?
Max: E' stato molto semplice, in realtà: fin da quando Tony ci ha lasciati per unirsi ai Fear Factory, abbiamo avuto in mente proprio Mike, che, oltre a provenire dalla scuola thrash, dove gode di grande stima -ha suonato con gli Havok-, ha un enorme talento, una passione bruciante, una valida voce ed un modo di suonare molto energico dal vivo. Siamo molto felici di averlo con noi e devo confessarti di amare molto questa line-up dei Soulfly: Mike è un gran bassista, mio figlio Zyon è un portento alla batteria, Marc Rizzo è il solito, straordinario chitarrista che è da quando ci conosciamo ed ha dato, come sempre, un gran contributo alla realizzazione di Ritual: nella title-track, per esempio, ha voluto espressamente adottare uno stile molto simile a quello di Prophecy, il che mi ha mandato letteralmente fuori di testa: non mi ha mai deluso in tutti questi anni, ha sempre immesso qualcosa di unico in ognuno dei nostri album. Spero proprio che questa formazione rimanga in piedi per diversi anni!

Barry: In effetti, con ogni probabilità, è una delle migliori della vostra storia!
Max: Lo penso anch'io! L'aspetto positivo, poi, è che ora siamo anche più coesi come persone, non solo come musicisti: conosco Mike molto meglio di quanto non fosse tre anni, quando si è unito a noi, conosco ovviamente Zyon da quando è nato e Marc dal 2004. Non so cosa aspettarmi da questi ragazzi in futuro, ma so che, sia in studio, sia dal vivo, danno sempre il loro meglio: che sia davanti a cento, o a centomila persone, so che il loro atteggiamento sul palco sarà sempre lo stesso e che cercheranno sempre di dare il meglio per i nostri fan. Per tornare alla tua domanda, quindi, amavo molto anche la formazione originale, con Lucio Maia alla chitarra, Marcello D. Rapp al basso e Roy Mayorga alla batteria, ricordo quanto fossimo eccitati nel trovarci assieme in studio per registrare il primo album; ma, specialmente dopo l'ultimo tour europeo, trovo che l'attuale formazione abbia qualcosa di speciale!

Barry: Speriamo duri a lungo, allora! Una ulteriore particolarità dei Soulfly è quella di aver sempre avuto grandi ospiti e, anche su Ritual, vi fregiate della partecipazione di due musicisti come Randy Blythe e Ross Dolan: come avviene la scelta di questi saltuari ospiti?
Max: I criteri cambiano di album in album: a volte si tratta di persone che vengono a trovarci in studio di registrazione, altre volte sono musicisti che io stesso voglio fortemente per i nostri album e, quindi, sono io ad attivarmi per contattarli: per Ritual, ad esempio, volevo a tutti i costi avere come ospite Ross Dolan, perché adoro gli Immolation ed il loro particolarissimo stile death metal, che trovo fra i più originali di sempre; ho scritto Under Rapture apposta per lui e trovo che le parti vocali, soprattutto nella seconda metà del pezzo, siano ideali per la sua voce: ho i brividi quando lo sento cantare Rapture con la sua voce profonda!
Quanto a Dead Behind the Eyes, dove compare come ospite Randy Blythe, la cosa è nata in modo molto divertente: mentre lavoravamo a Ritual, il nostro produttore Josh Wilbur si stava contemporaneamente occupando anche dell'album di cover pubblicato dai Lamb of God, sotto il monicker Burn the Priest; scherzando con Josh, gli ho detto di far ascoltare un paio di pezzi di Ritual a Randy, casomai avesse avuto voglia di cantarne qualcuno...lui invece mi ha preso in parola e Randy, dopo aver sentito Dead Behind the Eyes, ha letteralmente perso la testa e mi ha pregato di farglielo cantare! Ho scritto quindi il testo pensandolo per la sua voce e devo dire che il risultato, un assalto frontale in pieno stile thrash metal, mi piace tantissimo; adoro la voce di Randy, anche perché un po' mi ricorda la mia: nessuno dei due ha una voce che si possa definire bella, melodica o professionale, ma abbiamo un nostro stile, che ci permette comunque di dire la nostra.

Barry: Beh, una voce, ancor prima di essere bella, deve essere in grado di trasmettere qualcosa a chi la ascolta!
Max: Esattamente! Per di più, trovo che la sua voce sia molto originale, rende i Lamb of God immediatamente riconoscibili e questa è una gran cosa! Apprezzo Randy anche come personaggio, ho letto ed apprezzato il suo libro ed ammiro ciò che ha fatto con i Lamb of God, quindi non potrei essere più felice di averlo avuto come ospite su Dead Behind the Eyes, che penso possa diventare negli anni un classico dei Soulfly. Lo stesso, naturalmente, vale anche per Ross Dolan!

Barry: Due grandi partecipazioni, senza dubbio! Lo scorso anno, con i Cavalera Conspiracy, avete suonato Roots nella sua interezza; pensi che ripeterete l'esperimento, magari con un altro dei lavori storici della tua carriera?
Max: Ci è piaciuto molto suonare dal vivo tutto Roots con i Cavalera Conspiracy e, per rispondere alla tua domanda, in autunno porteremo in Russia ed in Sudamerica un mix di Beneath the Remains ed Arise, con riserva magari di continuare anche più avanti, se la cosa dovesse avere successo. Mi piace l'idea di suonare il meglio di questi due album, invece di uno soltanto, anche perché credo che, pur essendo grandi lavori, ciascuno di essi presenti qualche filler di troppo; so che sono considerati dei classici e sono molto felice di questo, ma secondo me non tutti i pezzi sono abbastanza potenti, ahah! Mettendo assieme, il meglio di entrambi, invece, si ha a disposizione una scaletta davvero speciale; vedremo come andrà questo esperimento e, se andrà bene, magari continueremo nel 2019.

Barry: Due album al prezzo di uno!
Max: Esattamente! In futuro, mi piacerebbe suonare tutto Chaos A.D., uno dei miei album preferiti, oppure Schizophrenia, cui sono ugualmente legato. Ad ogni modo, ci sarà tempo per pensarci: a gennaio 2019, dopo aver celebrato il nostro passato con il minitour dei Cavalera Conspiracy, partirà un grande tour mondiale per la promozione di Ritual, il nostro nuovo album; sarà divertente creare una sorta di collegamento fra il vecchio ed il nuovo e siamo felicissimi all'idea di imbarcarci in un 2019 ricco di show dal vivo!

Barry: Saranno felici i vostri fan da tutto il mondo! Ora avrei una curiosità: ieri rileggevo la pagina, a te dedicata, del libro sui 100 più grandi chitarristi metal, ad opera di Joel McIver, che elenca fra i tuoi momenti geniali Inner Self, Slaves of Pain, Biotech is Godzilla e Tree of Pain: sei d'accordo con lui?
Max: Direi che sono tutte scelte azzeccate! Si tratta di quattro pezzi che non è stato facile scrivere, soprattutto Tree of Pain, che parla della morte di mio padre e del mio figliastro: ho scritto quella canzone partendo dalla drum machine che avevo all'epoca e dalla parte melodica iniziale, che amo molto. Slaves of Pain, da Beneath the Remains, è un altro pezzo molto potente, al pari di Inner Self, che inserirei in una mia personalissima top-3 assieme a Refuse/Resist ed Eye for an Eye.

Barry: Tre ottime scelte, ugualmente. Molto bene, ho concluso le mie domande e devo davvero ringraziarti, perché hai risposto a tutte in modo approfondito ed interessante, è stato davvero un piacere!
Max: Piacere mio e grazie a te, ci vediamo in Italia!



tino
Mercoledì 28 Novembre 2018, 18.48.00
22
L'ultimo lavoro e' veramente spettacolare suonato benissimo e soprattutto canzoni riuscite con un tiro micidiale. Bravo max ma bravi anche i musicisti che ti accompagnano. Andreas kisser e' l'artefice dei riff dei sepultura, sicuramente sottovalutato, ma Marc Rizzo e' sicuramente uno dei migliori chitarristi sulla scena
Area
Venerdì 16 Novembre 2018, 15.13.57
21
@Silvia, guarda io su Against ci fnì per sbaglio, fu il primo disco dei Sepultura che comprai e non sapevo nemmeno la storia di Max e co... lo presi nel 99 figurati. Poi poco dopo l'acquisto di Arise e Chaos A.D. risolverono la situazione... però comunque Against a livello di concept e di suoni (era totalmente ispirato al Giappone) era valido, solo andavo fatto con Max. In quel periodo a me piacevano i Soulfly, il video di primitive era facile vederlo su TMC2 durante l'epoca di Sgrang.
lisablack
Giovedì 15 Novembre 2018, 19.16.23
20
Provvedo a comprare Ritual.. Mi pare che mena di brutto!!
lethalzorker
Giovedì 15 Novembre 2018, 18.56.51
19
Max Cavalera mito assoluto da amare in toto con le sue debolezze (poche per fortuna) e con le sue straripanti doti di umanita'. Come si fa a non amarlo e rispettarlo per tutte le gemme di metallo estremo che ci ha donato nelle sue molteplici incaranzioni ?? Chi non ha ascoltato ancora RItual provveda subito....per me discone!! Max idolo !!!
Fabio Rossi (già HM is the Law)
Giovedì 15 Novembre 2018, 18.56.13
18
Intervista spettacolare. Max è uno dei miei idoli da sempre e l'intervistatore è un mio caro amico (nonché collega scrittore)... meglio di così...
Silvia
Giovedì 15 Novembre 2018, 14.27.21
17
Condivido quello che dice della sua voce, non "una voce che si possa definire bella, melodica o professionale, ma abbiamo un nostro stile, che ci permette comunque di dire la nostra" (che poi e' cio' che conta. A me piace parecchio)
Silvia
Giovedì 15 Novembre 2018, 14.22.49
16
Io non sono riuscita ad ascoltare nessun album del post Max (lo spiego nell'articolo di metallized dedicato al sostituto) e invece considero la carriera dei Seps da Beneath a Roots un capolavoro. Comunque si' anche il "nuovo" batterista e' molto bravo ma il tocco di Igor x me su quegli album era fantastico, sia una bestia come dice Lisa, hahaha! che un grande percussionista x la sperimentazione e la commistione di stili che ricerco' su Chaos/Roots, senza snaturarsi!
Area
Giovedì 15 Novembre 2018, 14.02.42
15
Io sono uno di quelli che pensa che se Against i Sepultura lo avessero fatto con Max sarebbe venuto benissimo. Anche se forse non ci sarebbe stato il concept Giapponese.
tino
Giovedì 15 Novembre 2018, 13.49.29
14
questo sicuro, comunque anche il nuovo ragazzo dei sepultura, eloy casagrande è veramente mostruoso
lisablack
Giovedì 15 Novembre 2018, 13.30.43
13
Igor era una bestia..picchiava di brutto
Silvia
Giovedì 15 Novembre 2018, 12.55.37
12
Si' anch'io Lisa, Igor uno dei miei batteristi preferiti
lisablack
Giovedì 15 Novembre 2018, 12.49.21
11
Ho sempre ammirato i fratelli Cavalera, mi stanno pure simpatici. Igor poi era un signor batterista, il massacro di Beneath e Arise..è opera sua! Max mi piace anche come voce..rabbia, sofferenza, odio, ci sapeva fare alla grande. L'ultimo Soulfly è un disco valido..
Mulo
Giovedì 15 Novembre 2018, 12.41.09
10
Ai tempi di Benath the remains erano molto iconici...Capello lungo,sneakers alte,jeans stretti,magliette e chiodo,B.C. Rich...Thrashers all'ennesima potenza!!!
Silvia
Giovedì 15 Novembre 2018, 12.29.58
9
Si' ti do ragione tino in generale ma proprio x questo (se cosi' fosse) persa quell'immagine i due Cavalera non avrebbero piu' avuto seguito (questo intendevo). (E' vero in generale che mancando il tono della voce e la componente gestuale si fraintende molto di piu' nella vita virtuale che in quella reale )
tino
Giovedì 15 Novembre 2018, 12.11.48
8
Come sempre con i messaggi non ci si capisce, non ho detto che è solo immagine, ma è indubbio che una certa estetica per come sei e come vieni visto ti aiuta a raggiungere la popolarità maggiormanete se oltre al talento hai anche un certo aspetto in cui i tuoi fans possono ispirarsi e riconoscersi Negli anni 80 max e igor erano dei thrasher iconici con una presenza fortissima, un po’ come james hetfield, basti guardare max nei live dell’epoca, metteva in ombra i suoi colleghi senza dubbio.
Silvia
Giovedì 15 Novembre 2018, 11.59.27
7
x me non e' solo immagine, anzi, ma non voglio andare OT perche' l'intervista e' a Max sui Soulfly. Comunque concordo col tuo ottimo giudizio su Andreas e sull'aspetto fisico ci sono tanti parametri che determinano un aspetto giovane. Gia' chi si mantiene magro sembra piu' ragazzo (non che questo abbia importanza, e' solo una constatazione )
tino
Giovedì 15 Novembre 2018, 11.49.07
6
Max è leggendario e ha sempre oscurato i sepultura anche perché lui e il fratello erano due icone anche a livello di immagine, gli altri due, andreas e paulo, sono sempre stati in ombra ma alla fine si sono rivelati uno un chitarrista strepitoso e troppo sottovalutato, l’altro un motore diesel affidabile e instancabile anche se ad occhio sembra il nonno di andreas (e più o meno sono coetanei).
Silvia
Giovedì 15 Novembre 2018, 11.42.09
5
@tino, e' vero Andreas sembra sempre un ragazzo, ma a mio parere Max ha un grande carisma che attira sempre tanti fans, anche quando non e' in forma o e' dimesso. Leggenda. (oltretutto l'ultimo dei Soulfly sta avendo riscontri molto positivi - io non l'ho ancora ascoltato)
Orlok
Giovedì 15 Novembre 2018, 11.01.26
4
Max deve mollare la chitarra dal vivo e affidarla a qualche session, quando lo vidi l'ultima volta anni fa, credo per il tour di Prophecy faceva credo finta visto che i suoi riff erano solo mi vuoto! Magari adesso si è ripreso chissà...cmq massimo rispetto per la sua storia
tino
Giovedì 15 Novembre 2018, 10.23.36
3
Un altro che passa dal devastarsi con l’alcool allo stile di vita ascetico, la via di mezzo questi personaggi proprio non sanno cosa sia, comunque sono contento che si sia ripigliato anche se mi sembra ancora abbastanza trasandato e fuori forma, una specie di zucchero fornaciari metallaro, ma si sa che la residenza in arizona non aiuta a smaltire la panza…per lui era meglio il portogallo. Mi sembrano comunque molto più tonici i suoi rivali nei sepultura cioè paulo e soprattutto andreas che sembra ancora un ragazzino. Grande icona metal senza dubbio, un vero monumento, ma deve ringraziare sempre un certo marc rizzo che è veramente un chitarrista fotonico
Area
Giovedì 15 Novembre 2018, 10.05.50
2
Io rimasi fermo a Primitive, cioé in quello che fu il loro periodo di popolarità massima... 20 anni fa il video era in heavy rotation e proponevano un Nu Metal tribale, la strada che i Sepultura avrebbero dovuto continuare a tracciare.... Stando all'intervista adesso da anni mi sembra di capire che facciano Death/Thrash in salsa tribale. Come cambiano le cose in 20 anni.
Silvia
Giovedì 15 Novembre 2018, 9.32.13
1
Bellissima intervista @Barry ed è bello come Max risponda stile “fiume in piena”, una soddisfazione x chi legge ma penso anche x chi intervista. Sembra poi che abbia sempre un grande entusiasmo, x me un grandissimo artista o comunque uno a cui sono molto “affezionata”. (La citata Inner Self è uno dei miei pezzi preferiti dei Seps fra l’altro)
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22/2/2009
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SOULFLY
Ritorno primitivo
 
 
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