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Ande Braun & Steffen Haile
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POWERWOLF + AMARANTHE + KISSIN` DYNAMITE - Live Club, Trezzo sull'Adda (MI), 07/10/2018
10/11/2018 (574 letture)
È una fresca giornata d’autunno quella che mercoledì 7 ottobre accoglie, in quel del Live Club di Trezzo sull’Adda il Wolfsnachte Tour 2018 da headliner dei Powerwolf a supporto del loro ultimo album The Sacrament Of Sin. Insieme a loro ci sono i tedeschi Kissin’ Dynamite e gli scandinavi Amaranthe, anche loro con i rispettivi dischi usciti da poco, Ecstasy ed Helix. Già verso metà pomeriggio c’è una nutrita presenza di pubblico, con alcuni coraggiosi lì già dal mattino e, quando finalmente, alle 18.40 si aprono le porte del locale, il concerto può iniziare.

KISSIN’ DYNAMITE
Dopo aver dato un’occhiata rapida alla zona del merchandise (a dire il vero piuttosto deludente e scarna questa volta per tutte e tre le band), mi sistemo abbastanza in avanti mentre aspetto che scorrano quei pochi minuti prima che si spengano le luci del locale. Con il loro ultimo album Ecstasy, i Kissin’ Dynamite hanno ormai consolidato il loro status di realtà affermata e la gente che riempie già molto il Live Club lo dimostra. La doppietta iniziale è affidata ai due brani posti in apertura della loro ultima creatura, ovvero I’ve Got The Fire e Somebody’s Gotta Do It. L’impatto non poteva essere dei migliori, mostrandoci una band in piena forma, grintosa e con la voglia di spaccare il mondo nei circa tre quarti d’ora di tempo. Hannes Braun sfoggia una capigliatura ed un’energia invidiabile e tutta la band lo segue a ruota fornendo uno show coinvolgente e serrato. Tra Highlight Zone e Love Me, Hate Me c’è giusto il tempo di venire a conoscenza dell’amore del cantante per la pizza Calzone, prima di rituffarsi in un altro duo di canzoni provenienti dalla loro fatica discografica più recente. Waging War e il singolo You’re Not Alone, dedicata al pubblico, esaltano le chitarre di Ande Braun e Jim Mueller ed il basso di Steffen Haile. I Will Be King ci presenta un frontman letteralmente regale con scettro e mantello e, subito dopo la loro classica chiusura con Flying Colours, prima di dover abbandonare il palco, c’è il tempo di annunciare il loro ritorno da headliner il 10 aprile prossimo al Legend Club di Milano.
Hail to the King ed alla prossima.

SETLIST KISSIN’ DYNAMITE
01. I’ve Got The Fire
02. Somebody’s Gotta Do It
03. Highlight Zone
04. Love Me, Hate Me
05. Waging War
06. You’re Not Alone
07. I Will Be King
08. Flying Colours

AMARANTHE

Gli Amaranthe. Non mi sono mai trovato così in difficoltà a parlare di una band quanto a farlo per questo gruppo scandinavo. L’apertura è affidata a Maximize e noto che molta gente effettivamente canta e si scatena, come sui successivi brani, mentre altrettanti sono totalmente disinteressati. Questo è effettivamente lo specchio di ciò che suscitano oggi gli Amaranthe e la dicotomia abbraccia tutta la durata della loro setlist che, a parte l’abbondante spazio riservato ad Helix, concede un solo brano dagli altri album. Li odi oppure li ami, così si riassume tutto. Le vie di mezzo non sono ammesse perché loro non le concedono. L’elettronica "da discoteca" è fastidiosa ed onnipresente, l’alternanza tra le tre voci conferisce sì della varietà alla proposta, ma risulta banale e posticcia perché è fin troppo evidente l’intento di attizzare gli ormoni del pubblico femminile con il belloccio che canta in pulito ed il dannato in growl e quelli maschili con la bellezza della frontwoman. Non cito il bassista che, prima di Call Out My Name, interagisce col pubblico e, probabilmente per una vampata di calore, o perlomeno era quella la mia speranza, decide totalmente a caso di togliersi la camicia, invitando il pubblico maschile a seguirlo nel suo gesto, vedendo che la sua richiesta veniva persino accolta, anche se solo parzialmente. Finita questa parentesi, che francamente ho poco apprezzato, è ora di concludere con il brano The Nexus, che scorre via liscio come l’acqua. Tecnicamente non c’è nulla su cui disquisire: chitarra, basso e batteria sono stati eccellenti e perfetti, Elize Ryd, costretta in un vestito che credo fosse latex, non l’ho trovata così imprecisa come me l’avevano descritta anche se, per arrivare alle note più alte, si è percepita in lei un po’ più di fatica.

SETLIST AMARANTHE
01. Maximize
02. Digital World
03. 365
04. 1.000.000 Lightyears
05. Hunger
06. Amaranthine
07. GG6
08. Dream
09. Drop Dead Cynical
10. Call Out My Name
11. The Nexus

POWERWOLF

L’ultimo cambio palco ci svela piano piano il magniloquente assetto dove si esibiranno i Powerwolf; la parte posteriore è rialzata, con ai lati le postazioni per le tastiere di Falk Maria Schlegel e la batteria di Roel Van Helden, sul retro si staglia imponente il backdrop con la copertina di The Sacrament Of Sin. L’attesa per la band è ormai palpabile e, dal retro di un Live Club quasi completamente esaurito, si elevano persino le voci di alcuni coraggiosi a salmodiare Padri Nostri ed Ave Maria. Quando si spengono le luci e in sottofondo parte l’intro Lupus Daemonis un boato accoglie i Nostri e la "Holy Heavy Metal Mass", così definita dall’imponente cantante Attila Dorn, può iniziare. La scaletta alterna sapientemente brani meno recenti con altri estratti dall’ultima uscita discografica del combo tedesco. Si comincia col primo singolo di The Sacrament Of Sin, ovvero Fire And Forgive ed il pogo è già feroce, ma è con le successive Army Of The Night ed Incense & Iron che la pressione sulle prime file diventa incredibile ed incessante. I suoni sono estremamente bilanciati e nitidi sin da davanti, anche se ogni tanto prevaleva un filo troppo la batteria. La voce del nostro sacerdote preferito è potente e limpida e Let There Be Night ce ne dà l’ennesima prova. Il primo vero momento di pausa arriva prima di Armata Strigoi, dove Attila si dimostra un eccellente intrattenitore, ma soprattutto un intransigente con il coraggio di rampognare bonariamente il pubblico quando non esegue alla perfezione la traccia del ritornello. I fratelli Greywolf raramente stanno fermi troppo a lungo nella stessa posizione e si spostano di continuo, donando quel movimento visivo necessario a controbilanciare la staticità donata da tastiera, batteria e, parzialmente, voce. Subito dopo Blessed & Possessed è il momento per un losco figuro travestito da monaco di sistemare sul palco un organo, che serve per l’esecuzione della struggente ballad Where The Wild Wolves Have Gone, eseguita in un'atmosfera quasi intimista e con le luci dei cellulari ad illuminare la scena. La conclusione è affidata a dei getti di schiuma che vengono sparati sulle prime file e danno un tocco, oserei, gioioso e divertente che prepara il terreno per Resurrection By Erection. Stossgebet, che anticipa la doppietta di sangue All We Need Is Blood/We Drink Your Blood, è uno dei brani più riusciti della loro intera discografia. Il contrasto tra una salmodia latina e l’asprezza della lingua tedesca dona alla canzone un fascino che non si descrive facilmente a parole; a completare l’atmosfera una gigantesca croce fatta con tante piccole luci ad illuminare lo sfondo.
È Lupus Dei a concludere la setlist prima degli encore che, con Sanctified With Dynamite e Coleus Sanctus, spremono le ultime stille di sudore e di voce prima di un’ultima, breve, pausa. Siamo all’orazione conclusiva e bisogna prepararsi per bene e con scrupolo. Attila di distende, come su di un triclinio, sul rialzo collocato al limitare del palco e istruisce minuziosamente la folla, rapita dalla sua posa come Ulisse dal canto delle sirene, per quella che sarà la degna conclusione della serata: Werewolves Of Armenia. Gli applausi sono copiosi ed assolutamente meritati e anche stavolta la Heavy Metal Mass è stata un successo clamoroso che certifica ormai lo status di stelle che il nostro quintetto tedesco ha ormai raggiunto.

SETLIST POWERWOLF
Lupus Daemonis (Intro)
01. Fire And Forgive
02. Army Of The Night
03. Incense & Iron
04. Amen & Attack
05. Let There Be Night
06. Demons Are A Girl’s Best Friend
07. Killers With The Cross
08. Armata Strigoi
09. Blessed & Possessed
10. Where The Wild Wolves Have Gone
11. Resurrection By Erection
12. Stossgebet
13. All We Need Is Blood
14. We Drink Your Blood
15. Lupus Dei

Encore
Agnus Dei (Intro)
16. Sanctified With Dynamite
17. Coleus Sanctus
18. Werewolves Of Armenia Wolves Against The World (Outro)



Mauro Paietta
Lunedì 12 Novembre 2018, 8.01.35
2
Band strepitosa, in studio ma sopratutto live, chi non capisce il loro successo non li ha ascoltati con attenzione ma sopratutto non li ha mai visti dal vivo. Concerto superlativo.
Poss
Domenica 11 Novembre 2018, 15.28.18
1
c'ero. concerto bombaaaaaa!!!
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Il palco pronto per i Powerwolf
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Roel Van Helden
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Attila Dorn & Falk Maria Schlegel
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Werewolves Of Armenia
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Powerwolf
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10/11/2018
Live Report
POWERWOLF + AMARANTHE + KISSIN` DYNAMITE
Live Club, Trezzo sull'Adda (MI), 07/10/2018
 
 
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