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NEVER SAY DIE TOUR 2018: BEING AS AN OCEAN + NORTHLANE + ALAZKA & More! - 16/11/2018 - Santeria Social Club, Milano
20/11/2018 (210 letture)
L’autunno è pungente e severo a Milano, e il freddo e l’umidità non risparmiano l’esterno del Santeria Social Club, location per l’occasione. Ripararsi all’interno è un vero sollievo sia per il caldo sia per la prospettiva di ciò che mi aspetta: il Never Say Die è infatti uno dei tour più blasonati della scena metal internazionale, ricorrente ogni anno con molte band diverse e rappresentanti le varie sfumature di metal moderno.

Ad opera dell’Avocado Booking e dell’Impericon alla radice, la data italiana vede l’intercessione di Hellfire Booking Ag. ed Erocks Production per l’organizzazione: quest’anno gli headliner sono niente di meno che i Being as an Ocean e i Northlane, supportati dalle band Alazka, Casey, Polar, Currents e Thousand Below. Il mio viaggio da Bari mi impedisce di arrivare prima delle 9 di sera, poco prima che gli Alazka si apprestino a suonare in una sala già gremita, mentre i pochi ancora fuori si uniscono alla folla all’interno. Macchinetta e taccuino alla mano, sia le retrovie che il lato del palco si dimostreranno postazioni ideali per assistere alle prossime performance.

ALAZKA

La sala del Santeria Club si tinge di rosso e giallo quando gli Alazka salgono sul palco: i cinque ragazzi tedeschi sono qui per portarci il loro metal-core emozionale e melodico, accolti dall’ovazione dei presenti. La compagine riempie l’ampio stage, stagliandosi sui giochi di luci purpuree che ben si prestano al concept della loro musica: il loro primo album Phoenix è intenso e appassionato, e molti pezzi tratti da esso saranno suonati con altrettanta passione e trasporto, nonché cantati a gran voce da un pubblico emozionato. I due cantanti Tobias Rische e Kassim Auale (rispettivamente clean vocals e harsh vocals) si alternano sia vocalmente che nella loro posizione sul palco, fomentando i presenti; sono soprattutto le linee vocali pulite che caratterizzano il sound degli Alazka, insieme ai delicati e corroboranti intro e arpeggi di chitarra, dai suoni davvero peculiari e riconoscibili al primo ascolto. Fra i pezzi più noti della band spiccano Heart Of Gold, Ghost e Phoenix, il set scorre veloce e piacevole con la totale partecipazione degli astanti. A poco servirà il grido “One More Song!”, perché gli orari del Never Say Die sono precisi e serrati: fatto sta che si sente la mancanza del loro noto pezzo Everything. In ogni caso una performance ad hoc che ci bendispone per i due nomi grossi della serata. Ben fatto!

NORTHLANE

Quando parliamo di modern metal, dobbiamo parlare dei Northlane. Il loro è un progressive metal-core elevato, nelle composizioni e nell’attitudine, e ce ne daranno l’ennesima prova questa sera. Le luci virano su colori freddi: azzurro, blu, grigio si alternano e si stagliano sui giochi di fumo creando un’atmosfera perfetta per il set dei Nostri: le digressioni e i riff geometrici, i breakdown cubitali, i suoni digitali psicotropi sono qui per farci volare. L’aggressività si alterna con le parti più evocative e questa dicotomia prende la sua massima forma nella voce del frontman Marcus Bridge, performer davvero di classe con il suo screaming graffiante e perforante e i suoi clean vocals puliti fra i più periti della scena attuale. Il loro set avrà tuttavia poco spazio per i pezzi più soft della band, vertendo piuttosto sulle canzoni più schiaccianti sia dell’ultimo che dei precedenti lavori. Troviamo dunque una versione davvero in your face dei Northlane, e ci piace molto. Si parte con l’intro dell’album Singularity, la breve ma intensa Genesis, e siamo subito nel mood dei Northlane, che sapranno unire il passato e il presente della loro carriera con grande stile. Si procede infatti con l’ultimo singolo Vultures, forse fra le loro canzoni più cattive, in cui per impatto musicale e presenza scenica i nostri danno già il massimo. Rot, Dispossession fra i vecchi, Colourwave e Intuition fra i nuovi, il set dei 5 ragazzi australiani sarà ai limiti della perfezione: unica piccola penalizzazione i suoni inizialmente un po’ sbilanciati e poi ripristinati. In ogni caso il pubblico è giustamente in delirio: fra chi canta adorante e chi si cimenta in un mosh sfrenato a centro sala ben ispirato dai pezzi esplosivi, tutti i presenti si divertono parecchio, me compresa, così come i ragazzi sul palco con le loro suite traforate e le maschere nere, una sorta di costumi di scena. Momento davvero unico sarà l’esecuzione di un pezzo non ancora edito, dal titolo Talking Heads, in cui stupiranno le linee vocali del frontman Marcus soprattutto quando i musicisti silenziano i loro strumenti e si sentirà solo il suo screaming straziante. Marcus intrattiene poi gli astanti e approfitta per dare il benvenuto al nuovo bassista della band, Brendon Padjasek, nonché ringraziare e inneggiare le altre band esibitesi precedentemente. Arriva infine il termine della performance con la canzone simbolo dei Northlane, la profonda ed evocativa Quantum Flux: impossibile omettere questo capolavoro dal set se non si vuole incappare in una massa di fan scontenti! E ancora una volta i Nostri ci colpiscono non tanto per potenza quanto per intensità ed espressività, facendo sognare tutti i presenti e infondendo la carica che solo “l’infinito potenziale” può dare. Il sorriso sul volto della gente all’interno del SSC va solo a confermare quella che è la mia idea su questa esibizione: un grande momento di musica, perfetta anticamera per l’ultima band del bill, ma in ogni caso già con un’intenzione da headliner. Bravi!

BEING AS AN OCEAN

E' arrivato il momento degli headliner: i Being as an Ocean come da monicker ben rappresentano musicalmente l'immagine dell'oceano, massa d'acqua placida e immobile, ma capace sia di movimenti ondeggianti che di moti improvvisi e violenti. Lenti, sincopati, meno moderni del resto delle band già esibitesi, il loro è un post hardcore melodico e ambient, sognante e dalle atmosfere soffuse. Il cantante Joel Quartuccio ondeggia in un mondo tutto suo mentre proferisce linee vocali espressive, che paiono voler provocare reazioni emotive dal profondo. Gli harsh vocals sono raschianti e solo a momenti un po' sottotono, i puliti sono recitativi e supportati dai controcanti appassionati del chitarrista, dando quell’impronta comunicativa e interiore che va a braccetto con i pattern di chitarra pulita. La presenza scenica è coreografica, il batterista specialmente si muove in maniera esorbitante (pur non arrivando ai livelli del loro fonico che gestisce i suoni ballando come un pazzo dietro al mixer). Il muro del suono è leggero e per lo più voluminoso grazie alla batteria ovattata: le distorsioni sono sottili in pieno stile post HC, corredate però da parti elettroniche, digitali e bassi elettronici. Non mancano frame più oscuri e pesanti, pur omettendo dei veri e propri breakdown. Anche per loro i volumi sono inizialmente sballati, risolti poi nel corso della performance dal fonico danzante.

Si passa attraverso pezzi dell’ultimo lavoro Waiting for Morning to Come, come Ok, Dissolve, Glow così come mini-classici quali How We Both Wondrously Perish e The Poets Cry For More che toccano e rivoltano l’interiorità. Il divenire della band ci porterà ad altri nuovi singoli e videoclip pubblicati quali Alone e Know My Name (il cui motivo ricorda decisamente il main theme di Game of Thrones). Il pubblico è partecipe e ancora una volta canta all’unisono i brani, incalzati dal frontman che porge il microfono con i fan più vicini al palco che vi si mettono intorno a mo’ di cerchio. Numerosi i crowd-surfing dei più audaci, anche se quello che più colpirà sarà lo stage-diving del cantante, che vagherà sulla testa della gente cantando come se nulla fosse e scomparirà all'improvviso nella folla, per poi riapparire nel fondo della sala e continuare a cantare girando intorno ai presenti stupiti: una bella scena inaspettata e davvero coinvolgente, che corona la performance dei Being as An Ocean.

Anche in questo caso a poco servirà la richiesta dell’encore, visto la precisione negli orari, ma tutto sommato la loro scaletta è più che soddisfacente e variegata e ancora una volta i presenti paiono più che soddisfatti. Non potrebbe essere altrimenti dopo una serata così ricca musicalmente e stilisticamente: un Never Say Die Tour davvero riuscito!



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ARTICOLI
20/11/2018
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NEVER SAY DIE TOUR 2018: BEING AS AN OCEAN + NORTHLANE + ALAZKA & More!
16/11/2018 - Santeria Social Club, Milano
 
 
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