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HATESPHERE - Parla Jacob
26/04/07 (1970 letture)
Francesco – Cominciamo? OK…in questi giorni metterò on-line la mia recensione di SSAKE, generalmente non mi piace fare la descrizione dell’album track by track, forse vuoi approfittare di questa chiacchierata per descrivere l’album più nei dettagli?
Jacob – Bè, preferisco anch’io descriverlo in generale. Si tratta dell’album più diverso dai precedenti che abbiamo mai fatto, del più sperimentale, ma sempre potente ed “Hatesphere” come deve essere. Siamo sempre gli HS e suoniamo come gli HS, suoniamo ancora Thrash metal, ma incorporiamo diversi elementi death, altri semplicemente Rock, ora anche alcuni più Darkeggianti. Il tutto reso in maniera molto potente ed energetica. E’ musica cattiva bello, eh eh.

Francesco – Che mi dici dei testi?
Jacob – Se hai ascoltato tutto il CD, (ci sono addetti hai lavori che non lo fanno? NdR), ti sarai accorto che ogni canzone ha una sua piccola storia da raccontare. Alcune trattano aspetti Dark, come fatti di sangue, Satana, insomma… la solita roba…ma si tratta solo di storie…di finzione, alcune trattano di storie vere, accadute alla band, magari quando alziamo un po’ il gomito. Ad ogni modo i testi sono solo un modo per riempire la musica, che è quello che veramente ci interessa.

Francesco – “Serpent Smiles and Killer Eyes” è uno strano titolo, come ci siete arrivati?
Jacob – Si , è strano anche per noi. Mi è saltato in testa così….una mattina, ho cominciato a pensare che fosse forte, che suonasse bene. Puoi avere la tua opinione in merito, ma molta gente che ci ha scritto ha detto che va bene. Il fatto è che ci sono molti Serpenti (mentitori) ed assassini dappertutto in questa società, e si sposa bene con testi. Penso che sia forte avere una certa originalità anche in questo, e la cover è molto azzeccata in relazione al titolo.

Francesco – Ecco… dimmi qualcosa anche di questa cover.
Jacob – Si… è come ti ho detto…..partendo dal titolo ho chiesto una cover che descrivesse a colpo d’occhio il concetto, e l’ho avuta, mi sembra che sia rimarchevole.

Francesco – Raccontami qualcosa della produzione.
Jacob – Eh?...Oh…Sì… beh… (dalla voce sembra che abbia appena terminato di espletare un tipo di attività ben più divertente di questa intervista –NdR), Abbiamo deciso di registrare la batteria assieme a Tommy Hansen, col quale abbiamo già lavorato in passato, e le chitarre, col basso e la voce nel mio studio, prodotte da me, quindi ci ho lavorato personalmente…ho fatto a modo mio…perché in passato talvolta abbiamo avuto problemi con la registrazione delle chitarre, allora ho detto hai ragazzi: “Bene, me ne occupo io, lasciate fare a me”, loro hanno creduto in me e fortunatamente le cose sono venute bene. E’ stato un processo di registrazione veloce e senza intoppi, tutto è andato bene, finivo ogni giorno alle sei in punto, la sola cosa pesante da sopportare è stato il molto tempo trascorso da solo, ed il fatto che abbia dovuto fidarmi del mio solo giudizio, senza pareri esterni. Talvolta è stato veramente duro stare solo soletto..eh eh, ma alla fine ce l’ho fatta.

Francesco – “The Sickness Within” è stato album dell’anno e produzione dell’anno, ti aspetti lo stesso risultato per SSAKE?
Jacob – Non so…. Non so bene cosa aspettarmi….non lo so proprio….(il tono di voce peggiora, deve averci dato dentro parecchio –NdR), ci sono molte altre buone bands che possono aspirare a questo, quindi, davvero, non lo so.

Francesco – Tra poco addirittura un tour in Cina, come ti aspetti i Kids Cinesi?
Jacob – Eh, eh, eh, mi aspetto certo che siano un po’ diversi, siamo la prima metal band a suonare là, e non riesco ad immaginare la reazione da parte di gente appartenente ad una cultura così differente…

Francesco – Potrebbe essere diverso in ogni città…
Jacob – Già, potrebbe… si tratta di una nuova avventura per la band, partiremo Domenica.

Francesco – Potreste aprire la via al metal in Cina, sentite questa responsabilità?
Jacob – Si, si, sappiamo che se svolgeremo un buon lavoro potremmo tracciare una via, e… si, sentiamo la responsabilità…oh oh, non dovevi farmelo notare, adesso sto peggio.

Francesco – Bene, e cosa ascolti normalmente durante il giorno?
Jacob – Bè, ascolto un po’ di tutto , ma sono un grande fan degli AC/DC. Chiaramente ascolto Death, Thrash, Hardcore, Punk, mi piacciono i Cult, i Black Crowes, e come detto AC/DC.

Francesco – Li vidi dal vivo durante il tour di “For those about to Rock” a Nettuno, qui in Italia.
Jacob – Wow, davvero?

Francesco – Già, qualche anno in meno e qualche capello in più, comunque…
Jacob – Quando è stato?

Francesco – Mi pare nell’84 se non vado errato, di spalla suonarono i Motley Crue, alla prima apparizione Europea.
Jacob – Fantastico, e com’è stato?

Francesco – Grande, prima i Motley che presentavano il primo disco, poi Angus & C. che hanno fatto qualche brano da “For Those..”, quasi tutto “Back in Black”, e tutta la roba migliore del periodo con Bon Scott.
Jacob – Cavolo, sarei voluto essere là con te.

Francesco – Non ti sarebbe convenuto, avresti parecchi anni in più. Vabè, secondo te ci sono profonde tra la situazione Scandinava e quella Italiana?
Jacob – Non conosco bene la vostra situazione, abbiamo suonato lì al tempo della Scarlet, ma mi piace il modo di essere degli Italiani, non credo che ci siano differenze tra i kids. Quando facciamo uno show, le persone che vengono sono tutte amanti del genere e vogliono solo vedere un bello spettacolo, quindi le differenze sostanzialmente non ci sono.

Francesco – Conosci gruppi Italiani?
Jacob – Si, I Disarmonia Mundi, i Node, i Lacuna Coil naturalmente, Strange Corner (Ovvio – NdR).

Francesco – Il disco che ti ha cambiato la vita?
Jacob – Probabilmente “Blessed are the sick”, dei Morbid Angel, ma più ancora, qundo ero proprio giovane, “High Voltage”, degli AC/DC. E per te?

Francesco – Vuoi proprio farmi sentire vecchio eh? In assoluto direi “Killers”, ma ero già stato introdotto al genere da “Made in Japan” quando avevo circa otto anni. Ecco… ci sei riuscito.
Jacob – Eh eh eh.

Francesco – E fuori dal metal cosa ascolti?
Jacob – Si, ascolto anche pop bands, tipo i Church, talvolta persino Madonna, cerco di stare con la mente aperta, ma non ascolto la radio, non ho l’abitudine.

Francesco – Chiudi tu l’intervista.
Jacob – Oh, bè…ascoltate il nostro CD e seguiteci nelle varie città, speriamo di venire in Italia presto, ma non sappiamo ancora dove. Tu dove stai?

Francesco – (Stavolta non è colpa mia, lo giuro –NdR) In Sicilia, quindi non vi vedrò
Jacob – Perché? Come siete combinati? Non avete gruppi e gente a cui piace il metal? Anzi, non potresti procurarci qualche concerto?

Francesco – (Beata ignoranza –NdR), ehm, non è proprio facilissimo…


E qui parte una discussione di circa un quarto d’ora, e che vi risparmio, sulla nostra situazione logistica per il metal e che culmina nella descrizione del numero di persone che si interessa a questo settore.


Francesco – Saremo al massimo un centinaio, ma meglio che negli 80,s, quando eravamo 12; 5 in un gruppo, 5 in un altro, e due a guardarli...
Jacob – Hi hi hi hi, (gli Hi Hi durano veramente parecchio – NdR).

Chiudiamo l’intervista tra le risate ed il solito tono di compatimento per il nostro fato musicale, ma ormai ci ho fatto il callo; alla prossima.



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