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BLACK WINTER FEST - Campus Industry Music, Parma, 01/12/2018
07/12/2018 (1104 letture)
Da mesi molti di noi, appassionati della frangia più estrema del metal, attendevamo questo evento in trepidante attesa: è arrivata l’ora dell’undicesima edizione del Black Winter Fest. Il festival dedicato al black più grande ed importante d’Italia (senza nulla togliere all’Hot Shower) è tornato quest’anno con un bill di ottima fattura, comprendente nomi che in molti mai avrebbero pensato di poter ascoltare nel nostro paese. Oltre i classici ed eterni Marduk (gloria a loro) v’era una schiera di band di alta fattura. Pensiamo ai novizi Antimateria, agli infernali Acherontas o al ritorno del figliol prodigo, gli Tsjuder e il loro black senza paragoni. Senza tergiversare andiamo al dunque, che mi ha visto arrivare per le 15:30 sul luogo del delitto. Purtroppo, a causa d’impegni personali, ho perso il primo gruppo, gli Afraid of Destiny -ci scusiamo con la band che ci proponiamo di recuperare live il prima possibile- riuscendo ad entrare mentre gli Scuorn di Giulian si presentavano sul palco. Andiamo con ordine.

SCUORN
Anche se la platea non è ancora gremita, gli astanti cominciano a popolare il sottopalco. I nostri, avendo sfornato un disco quale Parthenope, che ha fatto drizzare le orecchie a molti, riescono nell’intento di sorprendere e confermarsi allo stesso tempo. Una scaletta di mezz’ora e poco più, ma adeguata a far comprendere le doti messe in gioco dai nostri. Abbiamo di fronte ottimi musicisti, che omaggiano la tradizione europea del genere, ed entrano in contatto con l’anima del concept. Tutto ciò è veicolato verso una dimensione paradossale, ma mai come oggi dannatamente funzionale. Ogni brano è tratto dall’esordio, tutto rimane omogeneo e gradevole da ascoltare, anche se, purtroppo, a farne le spese sono i suoni negli speakers. Questi difatti sono ancora da livellare bene in quanto impastano il tutto: ciò tuttavia deturpa il valore intrinseco dell’esibizione. Applausi a scena aperta e la conferma personale, dopo la prestazione vista all’Alchemica nel Marzo 2017. Bravo Giulian: tieni alta la bandiera Italica!

ATTIC
È la volta del primo gruppo presente nel pacchetto originale del tour degli headliner. I tedeschi aprono il palco alla prima vera scenografia della giornata, tra candelabri, croci rovesciate e luci di tutto rispetto, conducendoci all’interno di una chiesa sconsacrata. Una musica, la loro, che tenta di far rinascere i fasti di un tempo passato riportandolo anche nel contemporaneo, attraverso una proposta a tratti discutibile che non ha riscosso molto successo tra il pubblico. L’impressione che abbiamo avuto -condivisa peraltro da alcuni degli astanti- è quella di una band che tenta di fare il verso ai Mercyful Fate senza però averne il carattere, l’istinto e il coraggio. Ispirarsi al passato e personalizzare è doveroso, ma farlo in assenza di un vero e proprio iter compositivo rende il tutto acerbo e senza feeling. Nulla può essere segnalato dal punto di vista prettamente musicale: la prestazione, seppur tecnicamente valida, risulta da rivedere in toto, andando a cercare una necessaria scintilla di personalità che li sottragga dalla nebbia assoluta. Il rischio è quello di rimanere una band eccessivamente derivativa.

SOJOURNER
Era molta la curiosità di vedere i Sojourner dal vivo da parte del sottoscritto. Si tratta difatti di un bel progetto che è riuscito a progredire notevolmente nel secondo disco, sbocciando in via definitiva e che di fronte ha un possibile futuro roseo. Certamente la giovane età non ha aiutato la band a sentirsi a proprio agio sul palco: la mancanza di carattere ed esperienza si è percepita, soprattutto nei primi minuti dell’esibizione. Ciò non è necessariamente un male poiché i ragazzi hanno tutto il tempo per migliorare, grazie alle loro capacità infinitamente elevate: dovrebbero soltanto perfezionare la loro resa in sede live. Ottimi i brani presi dall’ultimo The Shadowed Road, anche se purtroppo i suoni non li hanno aiutati. Nei primi minuti la voce di Chloe non era ben percepibile ed a tratti altalenante. Durante l’'esecuzione il pubblico rumoreggia e si palesa la sensazione che forse la band dovrebbe puntare più sull’aggressività e meno su raffinate soluzioni con il cantato femminile che, per quanto ben dosate, spezzano il ritmo dei singoli brani. La sensazione, razionalizzando ciò che si sta ascoltando, è i brani di Empire of Ash siano oggi troppo distanti dalle fantasiose realtà di The Shadowed Road, facendo diventare l’intera esecuzione non del tutto soddisfacente. Attendiamoli nel breve futuro: noi li supportiamo, ma ora è giunto momento di infondervi della grinta. Nonostante le perplessità appena delineate, le band ci ha regalato quaranta minuti da applausi che hanno inevitabilmente accesso in via definitiva gli animi. Siamo dunque pronti per il primo vero grande gioiello della serata.

ANTIMATERIA
Valo Aikojen Takaa è una delle più belle sorprese degli ultimi anni: si tratta probabilmente del miglior disco rilasciato nel novero del filone atmosferico. La one-man band è guidata da Ahma, mastermind dell’intero progetto. Quest’ultimo ne conduce le movenze entro un mondo fatto di decadentismo, neve, foreste e freddo artico. Sarebbe stato impossibile trasporre i brani in solitaria, ed ecco che il Nostro viene egregiamente coadiuvato da validi musicisti che sono riusciti ad incarnare l’anima del full-length alla perfezione. Purtroppo per noi, per la band e lo svolgimento dell’esecuzione, si è verificato un errore tecnico: eravamo tutti rapiti da un caleidoscopico mondo costellato di alberi e laghi finlandesi che ci avvolgeva costantemente, ma le chitarre han deciso di scordarsi. Dieci minuti circa d’attesa ed un brano tralasciato hanno fatto sì che l’intera esibizione perdesse la propria intensità. L’audience non è stata dunque pienamente soddisfatta, certamente non per colpa dei finlandesi che hanno dimostrato quanto i brani siano meravigliosi ed il progetto solido nonché meritevole di rispetto incondizionato. In sede live si è percepito quanto siano profondi certi tessuti compositivi e come il black in veste atmosferica possa essere di pregevole fattura se realizzato con la dovuta coerenza. Nel caso in cui non abbiate mai ascoltato nulla degli Antimateria, date loro una possibilità: supporterete così la vera evoluzione del black.

SAOR
Il giovane artista scozzese porta per la prima volta in Italia il suo folkloristico progetto, lasciando i presenti sbalorditi per l’intensità della sua prestazione. La sala inizia a riempirsi di gente: c’è calore e l’atmosfera è perfetta per sentirsi smarriti tra le valli sperdute delle nordiche terre d’Albione. Saor è un progetto che merita di essere assaporato singolarmente: l’artista non ha le fattezze di un’animale da palco poiché la sua essenza, per quanto estrema, è più riflessiva e visionaria. La sede live si è dimostrata un ottimo banco di prova, che però non riesce a trasmettere l’intensità degli stessi brani ascoltati su stereo. Qualcosa sembra non quadrare alla perfezione: sembra che i musicisti che accompagnano Andy Marshall siano quasi fuori luogo, privi di un copione da seguire per la resa live. Si ha la sensazione che ciò che in quel momento viene suonato non sia avvertito nel profondo, come se fossero presenti allo stesso tempo anime diverse della stessa creatura. Nonostante i suoni siano stati potenziati in maniera tale da rendere lo spettacolo godibile, la proposta stenta a decollare e molti brani paiono eccessivamente prolissi e poco accattivanti, rendendo l’assimilazione degli stessi piuttosto difficoltosa. Si tratta senz’altro di un bellissimo progetto con potenzialità enormi, che però probabilmente merita più oscurità e meno riflettori. L’esibizione non è affatto da bocciare poiché non vi sono stati passi falsi e la band ha donato all’uditorio tutto ciò che sarebbe lecito aspettarsi da una combo del genere. Purtroppo, tuttavia, a fine corsa le sensazioni che emergono sono altre. Vedremo cosa il futuro riserverà alla band: che la buona sorte sia dalla loro!

ACHERONTAS
Per chi scrive, i greci sono stati la vera sorpresa dell’evento ed i vincitori dell’intera giornata. Si tratta infatti di una band che in studio stenta a dispiegare appieno la propria potenza, e non sempre riesce a esplodere a dovere pur scrivendo brani ottimi. Nonostante ciò, sono stati in grado di dar corpo ad un’esibizione formidabile, che ha lasciato di stucco in molti per l’intensità e le vibrazioni oscure emanate: tre fiaccole su ogni lato del palcoscenico, luci assolutamente rosse come da diabolica canonizzazione, bandane sul viso e via a tritare ossa. La formazione si presenta senza il bassista Hierophant ma non v’è alcun problema: ogni brano è l’espressione più pura della loro devozione al genere. I Nostri trasudano black da tutti i pori, come sotto l’effetto di una sostanza psicogena: lo stanno vivendo entro le proprie carni. Ad occhi spalancati verso il cielo Acherontas V. Priest recita i testi spaziando da vocalizzi più intensi con scream e harsh vocals fino a melodie in clean da lasciare a bocca aperta. Vi sono momenti nei quali pare di essere in una realtà parallela, mistica e oltranzista. Magnifica l’esecuzione di brani quali Legacy of Tiamat o Conjuration of the Five Negatives che, rispetto alla versione incisa su disco, prendono ancora più vigore e potenza in sede live. A differenza di quanto è stato detto per i Saor, le composizioni degli Acherontas meritano di essere ammirate dal vivo: si ha così la possibilità di entrare nell’universo della band, contribuendo allo sprigionarsi dell’energia occulta. I 45 minuti a loro disposizione sono stati pochi: ne volevamo di più, ancora di più. Disarmanti.

VALKYRJA
Apatia, insofferenza e delusione: l’esibizione degli svedesi può esser così sintetizzata. Dopo il magnifico show degli Acherontas la band appare puerile e di bassa lega. Si è trattata di una performance nebbiosa, non soltanto per via della scenografia -ricolma di fumo e led- ma per l’incoerenza della proposta, che risulta statica e indolore. La seconda band inserita nel festival con il pacchetto del tour dei Marduk è indubbiamente la peggiore tra quelle esibitesi nel corso della serata. Considerando i nomi presenti in scaletta, viene quasi da chiedersi come mai non abbiano aperto loro: i brani sono stanchi, prevedibili e pervasi da una staticità tecnica che risulta carente di idee. Il pubblico presente sotto il palco tuttavia apprezza pogando, ma non c’è l’entusiasmo prima percepito, manca qualcosa e lo si nota dall’andirivieni rumoreggiante del pubblico. Pur essendo arrivati quasi al culmine della capienza della sala, ora in molti sono fuori o distratti dagli smartphones, e dall’alto la situazione è molto chiara. I suoni non sono ottimali, ed a distanza alcuni passaggi non sono ben percepibili: quasi al termine dell’esibizione sono sceso in platea per saggiar meglio l’atmosfera, ma la sensazione è che ci sia noia nell’aria. Pur non essendo fini conoscitori del lavoro compiuto sinora dalla formazione, si comprende come non abbia conseguito maggior notorietà dopo oltre dieci anni di attività.

ARCHGOAT
Avevo già avuto modo di assistere ad un live degli “Arcicaprini” sempre in quel di Parma (oramai la città più estrema d’Italia). In quell’occasione si erano esibiti con Svartidauði e Bölzer facendomi un’ottima impressione. Squadra che vince non si cambia: i bellici finlandesi entrano in scena, bardati e incensati di tutto punto, dopo un corposo sound check che ha visto far slittare il programma di almeno venti minuti. A dispetto degli animi raffreddati a causa della lunga attesa, tutto si converte in un enorme e stratosferico caos controllato, dove brutalità e perizia compositiva si uniscono all’unisono. La combo rappresenta l’involuzione del metal estremo, la classica band da cantina portata sul palcoscenico mondiale senza nemmeno curarsi di apparire professionale: proprio per questo non può che risultare adorabile. L’ascesa degli Archgoat si protrae inesorabilmente dal 2015: da perfetti semisconosciuti di vecchia data -si sono formati ufficialmente nel 1989- a divinizzati per giusta causa nel giro di pochi anni attraverso una serie di tour che li hanno portati in ogni dove per devangelizzare il popolo. I nostri mettono sul piatto brani che pescano da tutta la carriera, mentre una raffica di blast beat travolge in pieno viso gli astanti. Se ascoltato distrattamente, l’amalgama sembrerebbe non avere alcuna variante al proprio interno ma, se sezionato riflette ogni aspetto del black/death contemporaneo, entrando in sintonia con la sua anima più gretta e profonda. A dispetto di tutte le lodi qui spese, la band non riesce a lasciarsi apprezzare a pieno in sede live a causa di una staticità compositiva di base. I brani, gli album in generale, grazie alla durata medio bassa si fanno ben apprezzare mentre dal vivo, superati i quaranta minuti, si viene colti da una certa dose di sfinimento. Probabilmente il problema è a monte, ma con loro è sempre un prendere o lasciare. Il pubblico apprezza, si accalca, e i suoni sono corposi potenti mentre tutto fila via liscio. Noi, dall’alto sopra la platea, comprendiamo come la band sia leggermente statica sul palco, ma ciò è ben compensato dall’entusiasmo dei presenti, le cui magliette si inzuppano di sudore nel pogo. Si tratta di un gruppo da vivere sottopalco, con l’odore di marcio e la vitalità dei ragazzini a braccia tese verso il malcapitato accanto a te, in attesa di deturparlo. A mio modesto parere, promossi come ogni volta!

TSJUDER
Dei motocarri al servizio di Satana: che piaccia o meno gli Tsjuder sono stati tra i padroni della serata per diversi motivi. Ammetto e premetto che non sono mai stato un grande amante dei norvegesi, ma quando c’è classe e bravura, bisogna togliersi il cappello persino di fronte al nemico. Era dal tour di Desert Northern Hell che non assistevo ad un loro spettacolo: devo ammettere che oggi, come allora, confermano di essere in splendida forma, di riuscire a tenere il palco alla perfezione e di essere qualitativamente all’altezza rispetto a quanto si ascolta su disco -aspetto che non guasta mai. La folla oramai raggiunge ogni angolo del locale, siamo al limite della capienza e, come da tradizione, basta un nonnulla per far esplodere ogni essere umano come una confezione di coriandoli a carnevale. Che pogo sia! Canzoni come Kill For Satan, The Deamon Throne o la conclusiva Antiliv sono la ovvia dimostrazione che la band va a pieni regimi, e calca la scena da comandante supremo. Un’ora di spettacolo intenso, esauriente ed esaustivo; verso il finale hanno avuto anche la faccia tosta di proporre LA cover dei Sarcofago , I.N.R.I e di farla splendidamente: delirio in pista. Ognuno dei tre esegue alla perfezione la sua parte: Nag è impressionante e si muove da una parte all’altra del palco come un forsennato, cambiando microfono, interagendo in maniera costante con il pubblico alla norvegese. Certamente la loquacità non è dalla loro, ma poco importa dato che siamo qua tutti per la musica, e nulla più. L’unico “difetto” che mi viene da riscontrare è la sospetta struttura degli assoli di Draugluin, che hanno un certo retrogusto di Kerry King, nella misura in cui le note vengono messe a sentimento, senza un vero e proprio nesso logico e armonico. Poco cambia: la sostanza è corposa e siamo di fronte ad un live riuscito perfettamente, in barba alle mie aspettative.

MARDUK
Gli headliner si presentano sul palco dopo un nuovo corposo sound-check, accompagnati da urla, sirene antiaeree e fanteria armata di tutto punto. In maniera diretta, senza battere ciglio, siamo travolti da suoni disumani, potenti come poche entità ed in grado ti trapanano le orecchie -goduria assoluta. Panzer Division Marduk in apertura è un colpo basso: vogliono proprio far sì che la gente si faccia male! Teniamo bene il colpo, tutti si divertono, ma dando un occhio in sala noto come molte persone siano uscite o andate via rispetto agli Tsjuder, come a sancire la vittoria ipotetica dei norvegesi sulla band che si sta esibendo. Ho avuto conferma di ciò all’uscita, nel parcheggio, quando un terzo delle auto erano già sparite: mistero della fede. Entrando nel dettaglio dello show posso affermare come, per quanto estremamente piacevole, non sia mai riuscito ad entrare in sintonia con l’atmosfera musicale: non mi sono calato nel personaggio, soffrendo molto le diverse pause tra un brano e l’altro per le costanti accordature. Aggiungiamo a tutto questo un break centrale di cinque minuti circa, qualche dialogo di Mortuus al pubblico e, a conti fatti, abbiamo meno di quanto ci si aspettassimo tra le mani. Quell’ora di spettacolo viene ridotta a quarantacinque minuti e poco più: ma tant’è. Due soli gli estratti dal terremotante Viktoria (NdR: redazione, datemi le emoticon dei cuoricini), mentre la maggior parte della setlist viene pescata dall’epoca Legion. Nel corso delle altre tre esibizioni della band alle quali ho avuto modo di assistere, ricordo che era stato tutto il contrario, ma credo sia giusto differenziare ogni tanto per evitare la noia assoluta. Baptism by Fire, Burn My Coffin, Wolves o The Levelling Dust sono brani tali da fomentare quasi una brama assassina. Ogni volta è un costante piacere riuscire a percepire la potenza di alcuni brani e comprendere come, pur passando gli anni, i Marduk, come il vino, migliorano con l’invecchiamento. Ho la netta impressione che Fredrik abbia un terzo braccio per come martella sulla batteria: impressionante, null’altro da aggiungere in merito. Sarà pure una band che oramai per molti ha fatto il suo tempo e che prosegue la propria carriera con il cambio automatico, per dir così, ma è impossibile non riconoscer come siano sempre e costantemente professionali e inattaccabili. I gusti non si discutono ma ignorare ancora oggi l’importanza degli svedesi è come mancare di rispetto ad un genere intero.

SETLIST MARDUK:
1. Panzer Division Marduk
2. Baptism by Fire
3. Werwolf
4. Of Hell's Fire
5. The Levelling Dust
6. Cloven Hoof
7. Throne of Rats
8. Equestrian Bloodlust
9. Burn My Coffin
10. The Blonde Beast
11. Into Utter Madness
12. Wolves

ENCORE
The Black...

CENSIMENTO DEI CADUTI
Che rimane da dire se non: grazie. Grazie all’organizzazione (anche a dispetto di alcuni momenti difficili, come si evince dal report) per aver dato luogo ad un festival per l’ennesima volta vincente sotto ogni fronte. Grazie ai seguaci del black che sono stati presenti in tanti, e grazie alle band, che han dato il loro meglio in una serata molto speciale per il settore. Da segnalare con molto piacere come le distro presenti avessero molto materiale raro. Quest’ultimo, per i maniaci come il sottoscritto, è fonte di gioventù e denaro che svaniscono. Ci rivedremo l’anno prossimo, con la fiamma nera che brucia.






No Fun
Martedì 11 Dicembre 2018, 14.48.04
57
Oddio, i Diocletian con la maglia degli All Blacks ce li vedo, macchine tritaossa entrambi (non è calcio ok, pardon, basta cazzate... tra l'altro a rugby tifo Francia...). Cmq bel report, purtroppo mi ha fatto aggiungere altre 2 band alla lista degli ascolti: Antimateria e Tsjuder. Maledetto Metallized...
Area
Martedì 11 Dicembre 2018, 12.35.00
56
@tino, jajaja é vero che lo facevano i Sepultura quella cosa delle maglietta da calcio... nel black metal non sarebbero credibili nemmeno indossate a brandelli.
tino
Martedì 11 Dicembre 2018, 9.49.12
55
Sono un gruppo Black metal mica i sepultura
ObscureSolstice
Lunedì 10 Dicembre 2018, 23.16.36
54
Ma gli scuorn si sono presentati sul palco con la maglia del napoli?
Alessio
Lunedì 10 Dicembre 2018, 16.55.14
53
Eh, lo sò..indubbiamente...ma onestamente se potessi tornare indietro di sicuro sarei andato via.
tino
Lunedì 10 Dicembre 2018, 16.52.17
52
Anche io sono del nord Italia ma Roma e Napoli sono città splendide nonostante i problemi enormi
Alessio
Lunedì 10 Dicembre 2018, 16.40.09
51
Area, ma certo...era per questo che dicevo "per qualche aspetto buono"..Nel senso se mi guardo attorno, non vorrei andare da nessuna altra parte..o comunque lo stesso discorso come dici te vale per tutta l'italia. Ma se guardo altri "fattori" non ambientali o panoramici o culturali,, di dove vivo io ( per la precisione in provincia di roma zona Castelli) allora non mi ritengo fortunato.
Area
Lunedì 10 Dicembre 2018, 16.33.35
50
@Alessio, personalmente trovo che il paese Italia nella sua interezza sia bellissimo.
Alessio
Lunedì 10 Dicembre 2018, 16.29.36
49
@Area, beato tu Io ahime sono rimasto impantanato qui al centro...che se per qualche aspetto è cosa buona, per altri decisamente no. Ogni rif al lavoro è casuale.
Area
Lunedì 10 Dicembre 2018, 16.22.50
48
@Alessio, non saprei io non sono Napoletano, vengo dal Nord Italia.
Alessio
Lunedì 10 Dicembre 2018, 16.19.18
47
Si, indubbiamente avete ragione Voi, ci mancherebbe eh...Ok non insisto gia mi sono spinto oltre, tanto chi mastica ste cose ha capito bene ciò che intendevo e cosa volevo esortare. Adesso vado ad ascoltarmi qualche gruppo, che assomiglia al precedente che ho ascoltato prima, il cui a a sua volta assomiglia a quello di prima ancora e così via. Va bùò...Senza rancore guagliù ( ho scritto bene???).
tino
Lunedì 10 Dicembre 2018, 16.14.01
46
In effetti era quello che intendevo e io di anni vado verso il mezzo secolo...e il Black metal lo ascoltavo già a metà anche 90 mentre i celtic e antenati vari a metà anni 80, adesso ammetto che ne ascolto pochissimo ma ne ho ascoltato un cagaio fino alla metà degli anni duemila ma mi piace ancora parlarne
Area
Lunedì 10 Dicembre 2018, 16.02.21
45
@Alessio, in realtà ho fatto io un errore a scrivere, intendevo dire che ha ragione tino quando dice che purtroppo se proponi dei pezzi cantati in dialetto Napoletano (come anche in Svedese o Norvegese) se lo fai in Screaming non si capisce nulla e il tutto si omologa al genere rendendolo alla fine quasi uguale a tutto il black metal che c'é già. Poi oh giustamente questo é il Black con tutti i suoi stereotipi va bene, ma il discorso era quello. Poi per tutto il resto... hai fatto tutto tu.
Alessio
Lunedì 10 Dicembre 2018, 15.39.59
44
Scusa mi è partito il messaggio...volevo concludere che quando scrivi sembra che tu sei nel giusto, sei una persona matura, sei andato oltre e tutto il resto. Noi poveri ignorantelli ancora andiamo dietro a sti 4 sgallettati. Se vuoi aver ragione per questo, ok và bene. Rimango contento e fiero di essere un ignorantello blackster d'altri tempi. Patente o non patente. Ciao
Alessio
Lunedì 10 Dicembre 2018, 15.37.15
43
Ma dove hai ragione scusa? Ma che significa poi aver ragione? Comunque...Io di anni ne ho 7 quasi 8 piu di Te (ahime), seguo sto cazzo di sito dall'incirca il 2005-2006 boh, manco mi ricordo..Per dirti che non c'è niente di nuovo qui quando si crtitica il black metal o il Death metal, che piace a noi 4 gatti. Se hai comprato musica, mi fà piacere per te, soldi ben spesi...Però onestamente trovo alcune tue uscite "dubbie" a mio modo di leggere, del tipo Vorrei Ma non Posso...ed è qui che ritorno al discorso, il black è questo con tutti i suoi stereotipi, anche se come detto è pieno di band per così dire diverse e distaccate. Non piace ? Bene meglio così, questo è lo spirito giusto. Però cavolo sti discorsi del tipo ok gli Emperor i Celtic frost i Dimmu Borgir sono bravi e possono mettere il pentagramma e tutti zitti ed è artistico...gli altri no. E vabbè siamo scemi noi che a quasi 40 anni andiamo dietro ancora a sta roba chissà....
Area
Lunedì 10 Dicembre 2018, 15.17.45
42
@Alessio... non so quanti anni hai tu, io ne ho 32 e di musica ne ho ascoltata e comprata tantaaaa... quando i miei amichetti e più in generale i miei coetanei 17 anni fa dovevano comrparsi i pacchetti di sigarette io non fumavo e mi compravo i CD (raramente del Vinile, che erano stampati in edizioni ancora più limitate)... quindi non é per farmi il viaggio ma di musica penso di capirne. E poi benché lo reputi il più delle volte pacchiano io e il buon tino non stavamo criticando il black metal, se però rileggi quello che ha detto e ci pensi un attimo capisci che ho ragione.
Alessio
Lunedì 10 Dicembre 2018, 15.16.06
41
No infatti non ci vuole la patente, però sai un orecchio per così dire "allenato"...non so se mi spiego.., ma non ci vuole nemmeno per dire cose inesatte o comunque per criticare a prescindere e per il gusto di farlo, nel senso generale. Qui non si incazza nessuno, almeno io. Ma ogni tanto mettere i puntini sulle I non guasta, anche quando me li mettono a me si intende.
tino
Lunedì 10 Dicembre 2018, 15.08.24
40
Meglio cosi allora lo approfondiremo con tutto l'interesse necessario, basta solo non arrabbiarsi stiamo solo parlando di musica e non penso ci voglia la patente da ascoltatore di Black metal per farlo
Alessio
Lunedì 10 Dicembre 2018, 14.47.56
39
Io il cd di Scuorn l'ho comprato appena uscito e mi è anche venuta voglia di riascoltarmelo ieri. Potrei dire tranquillamente dire che invece trasuda napoletanitàal contrario di voi e non lo dico solo perchè qui e li escono fuori i mandolini, la ciaramella, la tamburella i trcheballachhe e quant'altro. Ci sono riff che si rifanno palesemente alla musica napoletana, per non parlare dei testi a cui sono legati a doppia mandata. Di certo non potete giudicare un album solo da ascolti streming e similari, iol ci sono cd che compro che neanche dopo 10 ascolti si sono rivelati per quello che sono. Poi oh boh, quando c'è da sparlare del black mi pare che qui escono fuori sempre i soliti nomi. Cazzo vi dà fastidio girate altrove, c'è cosi stanta roba fortunatamente. @Area, mi pare che tu sai sempre tutto di tutti, eppure in presa diretta che hai vissuto il new metal o che sò boh, guarda che una cultura non è che te la fai solo leggendo su internet è sui generi degli anni passati. Siamo passati dal black winter fest ad almamegretta, Raiz e rap napoletano. Per carità li conosco pure io tutti bravi, anzi ti sei scordato Cosang. Solo perchè perchè si deve criticare al solito, senza magari saperne una mazza? Ci sono anche webzine di del tuo amato Rap in giro è, mica solo Metallized. Comunque apparte questo il black è vivo e vegeto, ci sono migliaia di band interessanti che sguazzano nell'undergorund e non e mi spiace per chi gli dà fastidio. Fatevene na, ragione.
tino
Lunedì 10 Dicembre 2018, 14.39.50
38
E' quello che ho scritto ad inizio articolo....gli scream e il tremolo picking sterilizzano il tutto, omologano, si salvano giusto i pochi stacchi atmosferici
Area
Lunedì 10 Dicembre 2018, 14.28.16
37
@tirno, si ma nemmeno a me piacciono i neomelodici, però se vai a Napoli e in generale al sud quella roba é dappertutto e la rappresenta bene. Si per carità io il black non lo ascolto da un eternità, l'idea dietro a Scuorn é pure interessante e ricorda in un certo senso Inchiuvatu, però boh il Black Metal travolge completamente tutto il resto e anche se fai Scream in "Napulitane Stritt" non si capisce una mazza lo stesso. Anche il Norvegese e lo Svedese, nel Black Metal tanto non si capisce perché é tutto urlato.
tino
Lunedì 10 Dicembre 2018, 14.23.10
36
Ah ah dai la musica melodica napoletana e' inascoltabile però la cultura campana mi affascina con le sue contraddizioni, scuorn sulla carta qualcosa di interessante ma il genere proposto non esalta quello che vorrebbero che fosse esaltato ed e' un peccato perché si tende a guardare con interesse solo ciò che è vichingo o pseudo tale...ma ci sta
Area
Lunedì 10 Dicembre 2018, 13.38.20
35
@lisablack, il "Satanismo" degli Emperor non era coatto e in your face come quello di diversi gruppi black metal venuti qualche tempo dopo o di quelli che facevano blackened death però... anche solo guardando le copertine tipo In the nightside eclipse (non lo ascolto più ma comunque lo rispetto) capivi che era tutto molto più "artistico" quasi. Nella loro musica e in quella di chi faceva Symphonic black era facile sentirci una reale sensibilità artistico / letteraria. @tino, io personalmente penso che per sentire Napoli sia più sensato andarsi ad ascoltare o i Neomelodici oppure altri generi che contengono elementi Napoletani per fare qualche esempio potrei direi i Napoli Centrale, Almamegretta o 24 Grana. Persino nel Rap c'é chi ha fatto bene nei 90 tipo Speaker Cenzou e La Famiglia che sono stati i primi a rappare totalmente in Napoletano.
Stagger Lee
Lunedì 10 Dicembre 2018, 13.11.36
34
Per non parlare di Baudelaire.
lisablack
Domenica 9 Dicembre 2018, 22.53.05
33
Si Carducci, certo, l'avevo dimenticato ( molto grave!!!)
Rob Fleming
Domenica 9 Dicembre 2018, 22.27.43
32
Beh, l'opera di Giger si intitola "L'Anticristo"...quanto all'Inno a Satana prima degli Emperor l'aveva scritto Giosuè Carducci.
lisablack
Domenica 9 Dicembre 2018, 22.24.49
31
Esatto tino, il messaggio che trasmette è inequivocabile ( stupenda copertina tra l'altro)
tino
Domenica 9 Dicembre 2018, 21.15.41
30
In effetti la copertina dei celtic Frost di giger di to mega therion e' abbastanza estrema
lisablack
Domenica 9 Dicembre 2018, 21.02.32
29
Ma quale stampino..?? Se ascolti Emperor,Immortal e Celtic Frost, non dovresti schifare "certe tematiche". Questi gruppi non sono mica all'"acqua di rose", gli Emperor eppure hanno scritto Inno a Satana, qui la tematica è chiara e limpida. Tu dovresti schifare pure loro..sei un po' in contraddizione eh?
duke
Domenica 9 Dicembre 2018, 17.45.44
28
....solo che le bands fatte con lo stampino e certe tematiche non le sopporto....
duke
Domenica 9 Dicembre 2018, 17.44.17
27
...eppure celtic frost .....emperor....immortal ...li ascolto pure io....
Alessio
Sabato 8 Dicembre 2018, 14.06.55
26
@No fun, troppo forte....mi hai ricordato una cosa analoga che succedeva a me nella seconda metà di 90. Quando entravamo a casa della nonna di un mio amico..la situazione era quella. Io però entravo con la maglia degli Emperor nera e rossa dell'EP omonimo. Dietro c'era il pentagramma con loro tutti pittati. La nonna era tutta incuriosita e spaventata...una brava donna di paese vecchie maniere. Alla fine però dava sempre qualche soldino al nipote...che non ti dico come li spendeva . A me ricordava quando entravo li il mitico King Diamond quando intonava " Grandma, welcome homeeee....let me touch you...let me feel...ahhhh. Ma solo perche stavamo fuori come due pigne. Comunque Duke e un bravo ragazzo, sta simpatico anche a me.
lisablack
Sabato 8 Dicembre 2018, 13.54.03
25
Quoto Alessio, lui dice che non hanno contenuti queste band, perché da religioso com'è, si sente offeso da 4 croci rovesciate. Il suo discorso fondamentalmente è questo..ma è inutile fare tutte le volte la predica sotto le recensioni di band black o articoli come questo. Se non ti piacciono, evita, tanto il genere musicale ( per fortuna) va avanti lo stesso.
No Fun
Sabato 8 Dicembre 2018, 13.53.00
24
È palese che a duke interessi solo rompere le scatole. Gli è stato già detto più e più volte di provare ad ascoltare le cose che critica in maniera superficiale, ma niente, neanche dopo risposte pacate e pertinenti come quella di Nattleite e Alessio che incuriosirebbero chiunque abbia un minimo interesse per la musica. Detto questo a me sta troppo simpatico, mi ricorda mia nonna abruzzese tutta vestita di nero che aveva la casa piena di croci e santini e lumini vari e una volta che mi vide con la maglietta dei Metallica e i pantaloni stracciati si fece il segno della croce... che figata quella casa, molto black metal se ci penso...
Alessio
Sabato 8 Dicembre 2018, 13.19.14
23
Duke, le croci rovesciate ti danno fastidio, posso pure capirlo...Pure se sarai ripetitivo hai tutto Il diritto di manifestarlo. Ma non cadere nell'errore di dire che sono pochi i gruppi che si distinguono. Quella è la classica scusa che usa chi non ha nessun interesse di approfondire le cose e parla a sproposito solo perché gli sta sul cazzo il black metal. Tu credo che sia più intelligente di chi solitamente generalizza. Io per dirti potrei nominarti 100 nomi di band che si differenziano. Gia qui ce ne sono almeno 4. Ma in fondo so' che a te manco interesserebbe e a me nemmeno scriverlo. Ma piace farmi i cazzi miei come al solito, ma stavolta volevo precisare. Il Black metal e suoi derivati è ad oggi ancora il genere che offre più sbocchi, contaminazioni e soluzioni. Poi è anche vero che quello classico è cosi perché deve essere così con tutti i suoi cliché, è il black metal se piace bene senno pazienza. Come dice Andrea la fiamma nera brucerà ancora, ma a sto punto pure quella bianca, verde, marrone e rossa. Saluti e buona giornata.
d.r.i.
Sabato 8 Dicembre 2018, 13.15.37
22
Secondo me Duke intendeva dire che, proprio perché queste band hanno contenuti, potrebbero (a meno di reali convinzioni) distaccarsi da certi simboli che oramai per molti non sono più credibili. È come fingersi nazi (e ce ne sono) per vendere di più (scandaloso)
lisablack
Sabato 8 Dicembre 2018, 12.55.21
21
Hanno contenuti anche queste band, anche se a te non piacciono..magari nemmeno le ascolti e ti incazzi subito per le croci da rovescio..eh?
duke
Sabato 8 Dicembre 2018, 12.25.35
20
e' stata solo una semplice osservazione....mi e' saltato agli occhi....nulla di piu'....la scena e' straffollata di bands tutte uguali.....sono poche quelle che si distinguono per musica e contenuti....non volevo offendere nessuno....
Federico S.
Sabato 8 Dicembre 2018, 0.29.35
19
Bel report. Anch'io mi sono trovato bene, nonostante la gente quest'anno fosse davvero tanta per via dei Marduk e talvolta facessi fatica pure a districarmi tra la folla per andare a prendere una boccata d'aria. Gli show più riusciti, nonostante i problemi tecnici che hanno inficiato tutta la serata in generale, sono stati quelli con protagonisti gli Antimateria, gli Archgoat e gli headliner. Saor e Sojourner per me sono gruppi da ascoltare su disco, ora come ora, mentre in netto contrasto con Andrea ho trovato leggermente noiosi gli Acherontas, giusto verso fine esibizione, ma nulla di grave. I Valkyrja poca roba: già i Watain non sono tra i miei preferiti, figuriamoci coloro che li scimmiottano in modo anonimo. Per quanto riguarda gli Tsjuder, ammetto di essere uscito durante il loro show per bisogno di respirare ed essere andato a bere birra con Ahma e due miei amici Il resto nella norma, scarsetti gli Attic. Il prossimo festival di dimensioni considerevoli che farò probabilmente sarà proprio l'Hot Shower citato nell'introduzione, dal quale mi aspetto sorprese per ciò che concerne le due grosse band ancora da annunciare. Qui al nord non siamo messi poi così male, dopotutto.
Grezzo
Sabato 8 Dicembre 2018, 0.28.46
18
@ Ad Astra Si beh non è che il tuo articolo adesso è la verità assoluta. Non è che perché hai scritto un articolo su sto sito che allora adesso tu detieni la verità. Basta con ste seghe mentali da pseudointellettualoidi di sta cippa...la croce rovesciata è un simbolo satanico usato in rituali satanici. Punto. Tutte il resto è puro autoerotismo mentale. O vorresti dirmi che chi espone una croce rovesciata lo fa per venerare quel tale che si fece crocifiggere a testa in giu perché dritto era già stato crocifisso Gesù Cristo e lui non ne era degno in quanto suo semplice seguace? Oppure perché è uno appassionato di fisioterapia e ama la panca di inversione per slegarsi un po le vertebre? Dai per piacere, certe volte la fate veramente fuori dal vaso. Siete di una supponenza irritante.
lisablack
Venerdì 7 Dicembre 2018, 20.47.51
17
Hai ragione, do' un'occhiata all'articolo!!
Ad Astra
Venerdì 7 Dicembre 2018, 20.23.32
16
@lisa. collegandomi alla croce rovesciata, ricordiamoci che non è un simbolo "satanico" . chi crede in quel simbolo come fonte di devozione al male non sa molto, anzi nulla. Qui sul sito scrissi anni fa un articolo sulla croce rovesciata nella rubrica iconosclastica dove c'è molto di più, in caso
lisablack
Venerdì 7 Dicembre 2018, 20.15.59
15
Silvia, infatti io sono tranquillissima, cioè una persona come tutti, lavoro dalla mattina alla sera, non ho grilli per la testa..ha ragione tino, alla fine nel metal, la croce rovesciata diventa una moda, anche se penso che qualcuno ci crede veramente..
tino
Venerdì 7 Dicembre 2018, 20.01.46
14
troppo facile...scherzi a parte dovrebbero spingere più sul lato folkeggiante ma comunque riconosco che sono un ottimo gruppo che non ha nulla da invidiare ai soliti scandinavi
Nattleite
Venerdì 7 Dicembre 2018, 19.54.40
13
@tino: per tutto il resto c'è Liberato! Si scherza ovviamente
tino
Venerdì 7 Dicembre 2018, 19.46.37
12
gli scuorn sono bravi e interessanti, ma da ammiratore di napoli e della cultura partenopea trovo poche tracce visto il cantato incomprensibile (per motivi tecnici), giusto gli stacchi di mandolino rimandano alla tradizione mediterranea, poi quando ripartono le mitragliate e le orchestrazioni fai fatica a percepire le differenza con il materiale nordeuropeo
tino
Venerdì 7 Dicembre 2018, 19.43.17
11
non era una critica a te , ma visto che l'hai citato mi è sembrato doveroso puntualizzare che c'è di ben peggio in giro, per fortuna sono eventi rari
Silvia
Venerdì 7 Dicembre 2018, 19.39.14
10
@tino neanche a me del simbolismo metal è mai importato nulla
Ad astra
Venerdì 7 Dicembre 2018, 19.39.07
9
@tino, l’hot shower l’ho citato perché a prescindere del versante politicizzato o meno è l’altro dedicato esclusivamente al black. Non v’era nessuna altra idea dietro.
Silvia
Venerdì 7 Dicembre 2018, 19.37.14
8
@duke il tuo "sbruffoni" in generale senza aver approfondito è quanto mai superficiale. Rispetto se dici "mi dà fastidio" ma sbruffoni senza conoscere i gruppi non è corretto imo. @Lisa secondo me dipende molto da che tipo sei e da come ti porgi, nel senso che anche se indossi certi simboli ma sei una tipa tranquilla nessuno ti romperà le scatole @Costanza, ottimi suggerimenti
tino
Venerdì 7 Dicembre 2018, 19.35.56
7
io personalmemente trovo indifferente la croce rovesciata, nel metal l'ho sempre trovata una moda e non l'ho mai indossata perchè non sono antireligioso nonostante (sigh) sia un bestemmiatore seriale. Però paradossalmente trovo più affascinanti e sinistri coloro che sfoggiano grossi croci alla dritta tipo tony iommi, quelli poi che si attaccanio al collo (per fare le foto) i crocifissi da muro in 3d mi sembrano dei gran coatti
lisablack
Venerdì 7 Dicembre 2018, 19.29.29
6
Mah io quando ne ho voglia porto la croce rovesciata o il pentacolo al collo, come collana, per ora nessuno mi ha arrestato o detto nulla ( neanche si devono azzardare), O chi incontro non ha idea di cosa siano questi simboli, o se ne fregano altamente..ma nessuno mi ha mai rotto i coglioni per questo..
Nattleite
Venerdì 7 Dicembre 2018, 19.26.31
5
@duke: permettimi una considerazione a margine del tuo fastidio per l'anticristianesimo, più volte da te paventato in questa sede. Naturalmente qualora non volessi ascoltare band in conflitto con i tuoi valori religiosi e morali nessuno ti costringerebbe, ci mancherebbe. E tuttavia, hai mai provato ad ascoltare Parthenope degli Scuorn - con tutto il meraviglioso concept epico che ha alle spalle, la recensione è linkata nel corpo del testo- qualcosa dei Saor e l'ultimo Antimateria perlomeno? Hai mai ascoltato i Soujourner, visto le loro cover art, letto i loro testi? Credo possa esser per te utile ampliare gli orizzonti in tal senso, prima di ridurre ad uno scarno commento un intero evento del genere A presto!
tino
Venerdì 7 Dicembre 2018, 19.21.47
4
meglio le croci rovesciate che quelle uncinate visto che il recensore ha citato il festival delle docce...
lisablack
Venerdì 7 Dicembre 2018, 19.10.11
3
Meo male che ci sono..ben venga!! Anche qualcuna in più, non guasta!
duke
Venerdì 7 Dicembre 2018, 18.47.51
2
sul cartellone c'e' un alta densita' di croci rovesciate....i soliti sbruffoni....i soliti cliche' ripetuti all'infinito.....
Alessio
Venerdì 7 Dicembre 2018, 12.31.22
1
Un grande bill, per quelli che sono i miei gusti. Molto contento per Scuorn, Sojourner e Saor..spero di vederli piu spesso dalle nostre parti. Per i nomi piu grandi niente da dire i Marduk sono sempre in formissima sia su disco che dal vivo, gli Acherontas non sono piu una sorpresa ma una realtà, anche se l'ultimo a differenza degli altri mi ha entusiasmato meno. Archgoat, animali!
IMMAGINI
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Archgoat
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Tsjunder
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Marduk
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Tsjunder, da una prospettiva differente
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Valkyrja
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