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L‘ARCHIVIO DELLA ‘ZINE - # 32 - Plini, The Ocean, Heroes del Silencio, Calvary, Death SS, Strana Officina, Folkstone, ma anche...
31/12/2018 (608 letture)
Insomma, basta! Mettete un po' da parte panettoni, pandori, ogni tipico dolce natalizio locale (vi ho mai parlato delle vucciddate?), smettete di pensare a quel capitone che non sembra essersi accorto di essere stato mangiato e continua a dimenarsi nel vostro stomaco od a quegli involtini di pesce spada che paiono aver conservato la spada prima di essere ingoiati. Piantatela di pensare allo zampone che avete ingurgitato per intero senza masticarlo oppure a quel cotechino accompagnato da mezzo chilo di lenticchie praticamente disintegrato e concentratevi su altro. No, non intendevo riferirmi alla quantità di alcolici trincati pro capite, pari alla produzione stagionale di Langhe e Monferrato nelle loro annate migliori. Intendevo suggerirvi invece di dare una licenza premio di alcune ore al vostro apparato digerente e di distrarvi all'uopo leggendo qualcosa di interessante. Cosa? Ovvio: le recensioni che di seguito troverete, ossia quelle inserite direttamente in data base nel corso degli ultimi tre mesi. Buona digest... buona lettura.

PROG/PROG METAL/POST METAL
Arca Progjet - Arca Progjet
Gli Arca Progjet nascono da un'idea che girava nella testa di Alex Jorio (Elektradrive) già ad inizio Nineties e che prende finalmente forma nel 2016 grazie alla collaborazione dell'amico di sempre Gregorio Verdun. Il logo della band graficamente rimanda a quello degli Asia e pure la direzione musicale intrapresa è quella: un progressive rock che però non insiste su tecnicismi esasperati favorendo la melodia e una forma-canzone più di ampio respiro. I due fondatori avevano inizialmente pensato di reclutare diversi cantanti per i loro brani ma alla fine decidono di affidare il microfono unicamente al bravo Sergio Toya, il quale si cimenta per la prima volta nel cantato in lingua italiana anziché inglese.

Plini - Sunhead
È innegabile lo stupore nell'ascoltare un EP di un coetaneo australiano dell'altra parte del mondo, che con semplicità scrive, arrangia, registra e passa alla fase di missaggio e produzione in maniera del tutto autonoma. Dopo il bellissimo Handmade Cities (2016) il chitarrista è ormai in tour con colossi del progressive metal odierno come TesseracT e Between the Buried and Me. Nonostante -a detta di Plini- il materiale scritto risulti immediatamente successivo a quello pubblicato due anni fa nel suo primo full length, si sente chiaramente che il musicista ha preso una nuova direzione musicale.

Mono / The Ocean - Trascendental (split)
Gli split sono sempre una formula che può rivelarsi molto concettuale e interessante, soprattutto per la loro breve durata. Dietro la bellissima copertina, che vede un bambino di spalle seduto su una fumante lava rossastra alle prese con dei demoni dallo stile giapponese, vi è una grande miscela di temi ed emozioni. La prima sensazione che arriva diretta è quella dell'inquietudine e del pericolo, tuttavia le tinte dello split sono decisamente più cupe e profonde. Entrambi gli artisti riescono a completarsi dando due punti diversi dello stesso argomento, ovvero il concetto di morte.

Una Stagione All’Inferno - Il Mostro Di Firenze
Che cosa conosciamo di un personaggio entrato tristemente nella storia della cronaca nera italiana per aver perpetrato una serie spaventosa di omicidi? Se n’è parlato tanto negli anni attraverso innumerevoli documentari, trasmissioni televisive, qualche libro e addirittura alcuni film. Nessuno però aveva mai deciso di realizzare un album attorno alla vicenda del Mostro di Firenze, o almeno, nessuno fino ad ora. In questo 2018 ricco di uscite nel campo prog, i genovesi Una Stagione All’Inferno hanno deciso di sfatare questo tabù e di essere i primi ad abbracciare musicalmente questo tema

Redemption - Long Night’s Journey into Day
Long Night’s Journey into Day è la settima fatica degli americani Redemption, band che dal 2001 a oggi si è imposta come una realtà positiva nell’ambito del progressive metal. Dopo la dipartita dello storico vocalist Ray Alder (cantante dei pionieristici Fates Warning), la band si è cimentata in una nuova opera complessa e articolata, dando il duro compito di sostituto a Tom Englund, degli svedesi Evergrey. L’ascolto inizia nel migliore dei modi, facendoci capire dopo pochi istanti il guitarwork che ci ritroveremo davanti per circa 70 minuti –escludendo il conclusivo radio edit della seconda traccia– di puri labirinti e virtuosismi musicali.

3.2 - The Rules Have Changed
tutto si interruppe nel peggiore dei modi: Emerson decise di togliersi la vita. L'evento ovviamente destò scalpore e dispiacere, in primis a Robert Berry, che proprio dopo i fatidici 30 anni summenzionati, fece risorgere dalle ceneri le vecchie memorie e ispirazioni di Keith per produrre –sotto l’etichetta Frontiers Music- una piacevole sorpresa: The Rules Have Changed. Utilizzando il nome 3.2, Berry si è fatto carico dell’arduo compito di scrivere, arrangiare e suonare tutte le canzoni di questo album, basando il tutto sulle idee del defunto tastierista ed ex compagno.

ROCK - HARD ROCK/HEAVY
Heroes del Silencio - El Mar no Cesa
Una data importante per quello che sarà El Mar no Cesa fu sicuramente il 1987, grazie all’incontro con il chitarrista degli Olè Olè e produttore Gustavo Montesano. Dico importante perché oltre ad aver scoperto il talento degli Heroes con tanto di firma presso la EMI Records (L’EP Héroe de Leyenda del 1987 fu un successo commerciale notevole, o meglio al di sopra delle aspettative) influenzò tantissimo il sound dell’album perché egli era un produttore di musica techno/ pop. Scelte produttive nettamente in controtendenza con quanto suonavano gli Heroes, ovvero del rock energico con parti melodiche molto efficaci.

Dario Mollo`s Crossbones - Crossbones
Basta ascoltare Fallen Angel, dove in poco più di quattro minuti e mezzo viene racchiusa tutta l’essenza dell’hard rock come lo si è sempre concepito. Da una parte si sentono riff portanti che strizzano l’occhio agli Scorpions, dall’altra accelerazioni e stop and go di batteria, senza dimenticare i tanti elementi aggiuntivi che contribuiscono ad impreziosire il tutto, come gli effetti di tastiera e i cori durante il refrain. Altro esempio di brano dalle molteplici influenze, dove però l’ombra dei Rainbow (in particolare di Ronnie James Dio) si fa sentire in modo più marcato, è la quasi suite Cry from the Heart, composta nella prima fase da un mid tempo marziale e roccioso come vuole la tradizione dell’heavy classico, mentre nella seconda le parti cesellate di chitarra e le rullate secche di batteria tempestano l’orecchio dell’ascoltatore.

Death SS - Beyond Resurrection
Beyond Resurrection, uscito nel giugno 2017 per conto della Lucifer Rising Records, è l’ultima raccolta in ordine temporale pubblicata dai Death SS. Il pacchetto completo comprende tre dischi: un CD live contenente brani presi dalla loro intera discografia, e due DVD, il primo dei quali ci mostra i videoclip di tutte le canzoni di Resurrection con in più un documentario intitolato proprio Beyond Resurrection, in cui Steve Sylvester ci racconta come sono nati i vari brani, e una vera e propria chicca rappresentata dal contenuto extra TV and Movie Trailers, che ci mostra appunto alcuni trailer e apparizioni televisive del gruppo italiano e in particolare di Sylvester, mentre il secondo è la versione video dei live contenuti nel primo CD.

Strana Officina - Non Finirà Mai
Il prodotto si presenta accompagnato da un bel libretto, molto piacevole da leggere ed osservare, ma soprattutto contiene nella seconda parte le versioni originali 1995 di Non Finirà Mai; Bimbo; Amore e Fuoco e Vittima, scritte a loro tempo come brani su cui basare la rifondazione del gruppo per un album mai uscito. Queste canzoni sono però precedute dalle versioni 2017, quindi arrangiate ex novo all'uopo, di Non Finirà Mai; Bimbo e Vittima, più la saxoniana Ricordo Di Lei. Non Finirà Mai, peraltro, apparve già su Roll The Bone, lavoro targato Bud Tribe del 2009.

STONER/DOOM
Elder - Lore
Misticismo, epicità e strutture progressive in salsa stoner si celano dietro la meravigliosa copertina in sfumature di blu, in grado di trasmettere la stessa sensazione di eleganza e reverenza che si prova durante l'ascolto del platter. Fin dalle prime note -apparentemente incerte- di Compendium gli Elder trasmettono una sensazione di ignoto e profondità, pronta poi a esplodere verso un'idea di folklore remota ed epica. Numerosi cambi di tempo e riff a cavallo tra lo stoner e l'heavy metal più classico portano l'ascoltatore a scuotere immediatamente il collo.

Fangtooth - ... As We Dive Into the Dark
Un doom di stampo classico, Candlemass e Black Sabbath sono forse i modelli che emergono maggiormente, antico e ancestrale, colossale nei suoi suoni, fatto giustamente di pesanti riff solenni e ripetuti che a volte somigliano più a scossoni di onde violente contro un promontorio. La sezione ritmica è d’incedere statuario, mentre la voce di Sfack aderisce ancora a standard classici ed è efficace nel dare alla musica un tono drammatico.

DEATH
Septicflesh - Codex Omega
I symphonic death metallers greci sono indubbiamente una delle band di metal estremo più in forma degli ultimi anni: è dal 2008, anno di uscita di Communion, che non pubblicano un disco che non sia più che ottimo, con una menzione d’onore per The Great Mass, ad ora il capolavoro di Spiros “Seth” Antoniou e soci. Anche il precedente Titan aveva centrato il bersaglio in pieno, mostrandoci un’autentica macchina da guerra perfettamente oliata, collaudata e per nulla intenzionata ad arrestarsi.

Calvary - Across the River of Life
Se invece che a Sassari, Mauro Pirino, frontman e fondatore dei Calvary, fosse nato e cresciuto in un posto tipo, che ne so, Londra o anche solo Helsinki, oggi saremmo qui a scrivere un’altra storia. Più che noi, miseri bevitori di filu ferru, ad un destino diverso sarebbero stati proiettati lui e i suoi degni compari, musicisti dei Calvary. Una gavetta tostissima la loro. Suonare metal in Sardegna non deve essere stato facile. Già
questo ce li dovrebbe rendere simpatici come quegli eroi che, pur sapendo che non avranno vita facile, comunque ce la mettono tutta e piantano la bandiera del reggimento nel campo nemico


Skeletal Remains - Devouring Mortality
Stilisticamente e musicalmente parlando, in Devouring Mortality non si può ascoltare nulla che non sia già stato proposto almeno una ventina di anni fa dalle band seminali del genere; in particolar modo sono facilmente individuabili le influenze dei Death del periodo Leprosy/Spiritual Healing, dei primi Gorguts, dei primissimi Pestilence e degli Atheist di Piece of Time. Quello che si avverte, rispetto alle precedenti uscite discografiche, è una maggiore personalità nelle composizioni, la quale permette a Devouring Mortality di godere di una certa fluidità d’ascolto; allo stesso tempo i brani sono dotati di strutture più complesse rispetto ai precedenti Beyond the Flesh e Condemned to Misery

FOLK/BLACK
Inchiuvatu - Via Lucis
Via Lucis, conclusione di una pentalogia iniziata con 33 nel 2008, è quanto di più creativamente illuminante si possa chiedere a una band italiana che osa cantare in dialetto proponendo musica rock/metal/folk dalle tinte black e dal mood blues in un mondo musicale dominato dall’appiattimento culturale e sonoro, perennemente esterofilo e privo di coraggio sperimentativo.

Folkstone - Ossidiana
abbiamo a che fare con un lavoro molto valido, ma, se non avete apprezzato la “svolta” del 2014, difficilmente apprezzerete il nuovo prodotto di casa Folkstone: Ossidiana, infatti, prosegue nel solco di Oltre... l'Abisso, spingendosi se possibile ancora più oltre. Pelle Nera e Rum, ad esempio, traccia scelta per inaugurare il disco, è aperta da un riff ai limiti con il southern rock e, effettivamente, all'inizio sembra di ascoltare quasi un pezzo country. Successivamente, le cornamuse fanno il loro ingresso ed i fan storici della band possono ricominciare a respirare, ma permane un gusto retrò da rock classico che, certamente, non guasta; pezzo coraggioso, indubbiamente, ma tutt'altro che brutto!

ASCOLTANDO LA PASTA AL FORNO
Bene, le recensioni inserite dovrebbero essere ottime ed abbondanti, in grado di distrarvi per qualche ora dalla tavola, sopra tutto se accompagnate da ascolti "d'assaggio", tanto per restare in atmosfera culinaria, relative ai dischi segnalati. Tra Heavy, Folk, Death, Stone, Prog e tutto il resto, il materiale messo a disposizione offre una panoramica che crediamo possa risultare interessante per i più. Non resta che ascoltare o riascoltare quanto vi abbiamo proposto e sognare teglie di pasta al for... cioè, no, un nuovo anno all'insegna della buona musica.
Ci sentiamo a fine Marzo, allora.



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Heroes del Silencio - El Mar no Cesa
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Una Stagione All’Inferno - Il Mostro Di Firenze
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