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HOLLYBLOOD - # 22 – Nekromantik – Ménage à Trois col morto
05/01/2019 (627 letture)
Per la ventiduesima puntata della nostra serie legata alla trattazione di particolari film di estrazione Horror, tocca adesso ad un piccolo, grande cult indipendente degli anni 80. Nekromantik fu infatti un caso eclatante nel giro di cui sopra. Lasciate però perdere le produzioni Hollywoodiane e non tenete minimamente conto nemmeno di quelle classiche europee inserite nel normale circuito cinematografico. Nel caso di Nekromantik il marciume assoluto, la devianza, la non appartenenza a nessuna casa di produzione od al normale modo di procedere nel girare un film, sono parte integrante della cifra stilistica che ha governato l’intera operazione.

S(UPER)O(TTO) 36
Prima di parlare del film in sé, però, è necessario partire dalla figura del suo regista: Jörg Buttgereit. Il tedesco, appassionato sin da bambino di film sui mostri e di una telecamera Super 8 avuta in regalo per la prima comunione, firma con lo stesso tipo di attrezzo dapprima Gags und Schwarzer Humor e Color Trip, dei corti molto sperimentali; specialmente il secondo. In collaborazione con Manfred Jelinski, altro nome conosciuto tra i cultori dell’underground (Geliebter Wahnsinn), sempre col formato Super 8 passa ai lungometraggi con So War Das S.O.36 - Ein Abend Der Nostalgie, un documentario incentrato sulla storia dell’S.O.36, il famoso locale anarco-Punk sito in Kreuzberg dove si sono esibiti infiniti gruppi non solo di quell’area. Dai Dead Kennedys ai Bauhaus; dagli U.K. Subs agli Echo & The Bunnymen; da Adam And The Ants ai Pere Ubu ed un numero spropositato di altri. Dopo il corto muto Hot Love, un prodotto Horror già avente a che fare con del sesso malato che sarà poi incluso nell’edizione Blu Ray di Nekromantik, il “botto” –si fa per dire, visto l’ambito- con il film oggetto di questo articolo.

SILENZIO, PREGO; BUIO (OMEGA) IN SALA
Uscito nel 1987, Nekromantik mostra di essere un film decisamente lontano dal voler blandire il pubblico con atmosfere Horror di maniera e con trame di genere. Girato in estrema povertà (tradotto: letteralmente senza alcun budget), utilizzando come attori amici e conoscenti e con gli effetti speciali che sono quelli possibili date le condizioni, Nekromantik colpisce molto più di pellicole ben più blasonate proprio per la forza intrinseca della trama, assolutamente corrotta e per le immagini incredibilmente crude, da cinema di serie D e spesso molto sgranate un po’ per scelta, un po’ perché girate ad organo riproduttivo maschile di quadrupede da compagnia appartenente alla famiglia dei canidi. Insomma: un prodotto per veri appassionati di tutto ciò che non dovrebbe mai essere proiettato in nessun cinema ufficiale e di cui le persone normali non dovrebbero conoscere e nemmeno sospettare l’esistenza. Neanche quelli che hanno visto e sono sopravvissuti a Buio Omega di Joe D’Amato.

MENAGE A TROIS COL DEFUNTO
Ambientato in una periferia urbana spersonalizzante e spersonalizzata, l’opera narra di Betty e Rob, una coppia che coltiva una poco comune passione per i resti umani. Tanto da collezionarli sotto formaldeide, complice il lavoro di Rob. Il ragazzo, infatti, è alle dipendenze di una ditta che ha il compito di intervenire sulla scena di gravi incidenti stradali per ripulirla. Un giorno, però, la grande occasione di impadronirsi di un intero cadavere, che la depravata coppia non si lascia sfuggire. La vera parte malata comincia qui, con i due che si innamorano letteralmente degli amabili resti e lo fanno in senso fisico ottenendo la funzionalità della tipica peculiarità maschile, di solito non garantita dai deceduti, utilizzando un tubo in metallo molto… rigido, innestato nel punto giusto. E non credo sia il caso di insistere in particolari. La situazione precipita quando Rob viene licenziato in tronco e la coppia resta senza soldi. Betty, tra i due uomini della sua vita sceglie quello meno vivace, per così dire. Rob capisce allora di non poter competere con un cadavere, per ambedue il non plus ultra nella loro visione dell’amore che definire distorta è leggermente riduttivo. L’uomo decide allora di… no, questo lo lascio a chi non ha ancora visto il film e non lo descrivo neanche vagamente per non guastare la visione della scena clou di Nekromantik a chi volesse gustarsi una seratina tranquilla in famiglia durante queste festività che ormai volgono pigramente al termine.

COME UNA DEMO REGISTRATA IN CANTINA
Diventato rapidamente oggetto di culto anche a causa della sua scarsissima reperibilità –difficilmente il cinema parrocchiale lo avrebbe proiettato e la rete non esisteva ancora- e spesso sequestrato in quelle pochissime copie esistenti, cominciò a girare in maniera semi-clandestina su VHS e solo con l’avvento di Internet è diventato realmente disponibile per chi volesse interessarsene, fino all’uscita su DVD ed a quella in Blu Ray prima ricordata. Ma si trattava davvero di un’opera così importante? Quando si ha a che fare con prodotti basati sulla passione e senza nessun budget, il confine tra capolavoro senza mezzi (il regista è stato anche autore del soggetto, sceneggiatore, montatore e addetto agli effetti speciali) e cialtronata priva di senso è spesso labile. Quello che è certo, però, è che la forza disturbante di certe scandalose immagini ultra splatter ottenute -la scena del coniglio non è un effetto speciale, siete avvertiti- spesso difficili da decifrare specialmente se si ha a che fare con una copia del Super 8 originale, miste ad inquadrature morbose ed a dirla tutta non strettamente necessarie di nudità varie, rendono tutto ancor più schizofrenicamente affascinante. Un po’ come quando si acquistavano e si ascoltavano quelle demo registrate in presa diretta in cantina, il cui risultato era in parte proprio da immaginare e proprio perciò ammaliante in quanto in parte costruito dall’ascoltatore e dalla sua sensibilità personale.

PUNK FLAMINGOS
Nekromantik non segue il normale format dei film dell’orrore, non propone un canonico accumularsi della tensione, ma segue un po’ la lezione sgangherata di John Waters. Tanto da essere Trash nel solco di Pink Flamingos (la scena iniziale mostra una ragazza che abbassa le mutandine per urinare e nell’edizione Blu Ray si sentono le risate in sottofondo del regista) e straniante come un pezzo dei Throbbing Gristle. I suoi dialoghi sono sceneggiati in maniera a dir poco approssimativa ("non era proprio una sceneggiatura, erano circa venti pagine di scarabocchi"), concepito all’origine solo come qualcosa da far circolare nella ristretta cerchia del regista stesso, estremamente Punk nella sua non organizzazione ed altrettanto tedesco nel rigore con cui questo approccio è stato seguito a dispetto della contraddizione di fondo che il tutto comporta. E tutto ciò che accade lo fa senza alcuna etica o giustificazione, senza intervento di un’entità superiore, di un poliziotto che detti una morale o altra autorità, senza seguire un percorso che porti ad un più o meno lieto finale. Ed il tutto è avvolto da un certo romanticismo che pervade larga parte del film, come nella scena d’amore con il cadavere che viene proposta al rallentatore e con musica adeguata in sottofondo. A proposito della colonna sonora, anche questa è molto interessante, data la partecipazione del compositore Hermann Kopp, anche se non la definirei certo di facile ascolto.

SABBIA E MORTE
Un film in cui il concetto di amore e morte viene portato alle estreme conseguenze, ma con purezza, descrivendo la visione delle cose dalla parte del necrofilo e con la sua ingenuità estrema, che lo porta a relazionarsi con la sua devianza come condizione naturale. Il che, sempre dal suo punto di vista, può anche essere compreso. Coerente con la tradizione di una certa letteratura tedesca che aveva già proposto il tema dell’amore col non vivente almeno da Der Sandmann di E.T.A. Hoffmann, Nekromantik sposta più in là l’approccio romantico ottocentesco per rapportare tutto ad una cosciente ed altrettanto romantica anormalità, risultando una delle più affascinanti cialtronate che possano essere viste dagli amanti delle pellicole "off", trash e malate che nessun proprietario di cinema serio si sognerebbe mai di far proiettare.
Specialmente al giorno d’oggi.



Analizzatore
Martedì 8 Gennaio 2019, 12.37.40
10
Nel ménage à trois col morto è senz'altro di grande utilità il rigor mortis.
GT_Oro
Lunedì 7 Gennaio 2019, 8.02.55
9
Mmh... prima o poi dovrete recensire anche Begotten di Mehrige.
No Fun
Domenica 6 Gennaio 2019, 23.22.43
8
@Raven, #5, "è sul tubo" la tipa sì, è sul famoso tubo...
Galilee
Sabato 5 Gennaio 2019, 16.11.43
7
Si lo so, ma sono uno da tv...old school. Non riesco a guardare i film su pc. Sono difficile lo ammetto.
InvictuSteele
Sabato 5 Gennaio 2019, 15.42.34
6
Filmone cult, marcio e romantico. Una vera chicca che tutti gli appassionati di horror morboso dovrebbero vedere.
Raven
Sabato 5 Gennaio 2019, 14.54.55
5
E' sul tubo
Galilee
Sabato 5 Gennaio 2019, 14.53.25
4
Ho visto altro di questo regista ma Nekromantik no. Prima o poi dovrò rimediare. Il fatto è che da collezionista ho sempre trovato il dvd a prezzi astronomici.
No Fun
Sabato 5 Gennaio 2019, 14.20.35
3
Ah ah Raven, intendevo un pezzo su Buio Omega, ma anche sul resto mica mi farebbe schifo
Raven
Sabato 5 Gennaio 2019, 13.56.35
2
Pink Flamingos è un altro di quei film che può essere indifferentemente considerato un capolavoro, come un'allucinante cialtronata. Bisogna calarsi nell'ottica del regista e sposarla per apprezzarlo, diversamente può essere noiosissimo, se non repulsivo. Per D'amato intendevi un pezzo su Buio Omega o sul resto della sua carriera? La tematica dell'amore col non-vivo trovo sia molto tedesca, molto surreale, ma anche irresistibilmente attrattiva per un certo tipo di pubblico cinematografico e letterario.
No Fun
Sabato 5 Gennaio 2019, 12.32.15
1
Ottimo, caffè uova strapazzate e la rece di Nekromantik! È un film romantico per l'appunto (Nek-Romantik come suggerito dalle lettere del titolo). Non ricordo la scena del coniglio, devo rispolverarlo. Mi sono sempre chiesto (oddio, sempre, non esageriamo, non è un dubbio che mi assilla la mattina mentre vado al lavoro) come mai la tipa non avesse messo un aggeggio più ergonomico per i suoi bisogni. Ma così è appunto molto più raw. Non ho visto Pink Flamingos, vale la pena? Invece, Raven che perle che hai citato: Buio Omega è uno degli horror più belli che abbia mai visto, incredibile! Prima che il buon Joe si desse al porno. Vedremo mai un articolo su questo E poi Hoffmann, letto da piccolo, non ricordavo questa tematica dell'amore verso un non-vivo, me lo sono riletto, splendido surreale e inquietante perché resta tutto senza spiegazioni, è un incubo.
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