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THE OTHERS - # 11 - Punk spleen de France
12/01/2019 (469 letture)
Vi piacciono i Joy Division, il punk plumbeo e intimista senza distorsione e le atmosfere desolanti? Allora siete capitati nel posto giusto. Con questa puntata un po’ "atipica" della serie The Others, vi presentiamo una manciata di giovani gruppi dediti a tali sonorità. La loro particolarità? Provenire tutti dalla vicina Francia. Non si tratta certo di un movimento né di un fenomeno organico, ma di un ottimo pretesto per parlarvi di tanta buona musica.

Sette album, sette band che forniscono la colonna sonora di un viaggio attraverso una Francia particolarmente grigia, dove brume e nebbie si mischiano alle squadrate architetture delle città, ai campanili delle cattedrali gotiche, creando un blocco opaco che riflette le ansietà e l’anomia della vita postmoderna. Versione aggiornata e in quattro quarti del famoso spleen baudleriano?

LitovskLitovsk (2016)
Il nostro viaggio inizia a Brest, città portuale all’estremo Nord-ovest del paese. Qui ci accolgono i Litovsk, moniker che risuona con il nome della città, richiamando alla mente il trattato che sancì l’uscita dell’Impero russo dalla Prima guerra mondiale, firmato nella città bielorussa di… Brest-Litovsk. Nel debutto omonimo, i Litovsk ci propongono un grigio e pulsante post-punk, fatto di melodie gelide, disciolte su un rotondo e palpitante tappeto ritmico. Svetta sul tutto la voce del cantante, efficace seppur un poco strascicata. Allo stesso tempo diafano, asettico ed energico, l’album si rivela davvero pregevole, anche se non da primissimo ascolto. Da segnalare specialmente We don’t Belong here, Resist, e Meaning Nothing.

Discografia
Litovsk - 2016
Dispossessed - 2018

Douche FroideDouche Froide (2014)
Ci spostiamo all’estremo opposto dell’Esagono e raggiungiamo Lille, a due passi dal confine belga. La seconda band sulla nostra strada sono i Douche Froide, autori di un autodefinito cold wave post punk. Definizione abbastanza azzeccata in verità: il gruppo propone una musica minimale e angosciante, retta da una sezione ritmica clinica e da riff taglienti e lancinanti. Da segnalare la cristallina voce della cantante, che ben corona la strumentale, e i testi nella lingua madre. Se nell’insieme l’album si presenta non ancora del tutto compatto, emergono alcuni ottimi episodi come Forêt, che trova il perfetto equilibrio fra i succitati ingredienti.

Discografia
Douche Froide - 2014

KronstadtKronstadt (2018)
Sempre a Lille, ci imbattiamo nei Kronstadt, altro fosco gruppo post-punk, per la verità più “punk” che “post”. Se il carattere grigio e pulsante della musica rimane, la loro proposta è più energica e tendente all’oi. Come ormai avrete capito, una squadrata sezione ritmica fa da contraltare all’affilata chitarra. Anche qui si segnalano le liriche in francese. Forse meno fresco dei colleghi, questo self-titled si lascia ascoltare gradevolmente, grazie a brani come Mauvais Rêves. Si segnala un’altra referenza russo-sovietica: la città di Kronštadt fu teatro di un’insurrezione antibolscevica nel 1921. Decisamente una fissa…

Discografia
Kronstadt - 2018

TraitreDors Bien (2016)
Restiamo a Lille e restiamo in campo oi per parlarvi dei Traitre. Nei 16 minuti scarsi di questo EP, la band presenta un miscuglio tra uno sguaiato punk di strada e le vibrazioni desolanti e intimiste della darkwave. Il primo si manifesta in riff semplici e potenti, una voce grezza condita di cori, e in generale un groove sporco e trascinante. La seconda emerge nelle ansiose melodie di una chitarra talvolta tagliente e nell’onnipresente batteria metronomica, capaci di creare le atmosfere opprimenti tipiche del genere. Grezza la produzione, che più si avvicina al punk propriamente detto. Il tutto funziona davvero bene, ne sono la prova Je m’emmerde e Un noeud autour du cou. Dopotutto, anche i Joy Division facevano punk…

Discografia
Self Titled - 2014
Dors Bien - 2016

Short DaysShort Days (2017)
Lille ci regala anche questi Short Days, band dal piglio più moderno a cavallo tra il post punk e il post hardcore. Una chitarra secca e limpida, una batteria essenziale e una voce impastata animano una manciata di brani frenetici e nervosi, rapide e brevissime schegge che dipingono territori urbani asettici e decadenti. Ottima la produzione di questo ennesimo self-titled, dove convivono nostalgia, melodia e grinta. Difficile nominare i brani migliori di un lavoro notevole, che ha forse il solo difetto di finire troppo in fretta.

Discografia
Self-Titled - 2016
Short Days - 2017

Youth AvoidersRelentless (2018)
Dopo aver lasciato Lille, puntiamo un po’ più a Sud, verso il cuore politico del paese. A Parigi incontriamo gli Youth Avoiders, forse la band meno undeground tra quelle qui presentate. E si sente. I maligni potrebbero dire che si tratta della bella copia degli Short Days: l’effettiva somiglianza non diminuisce però la qualità di questi ultimi. Ugualmente inquieta e veloce, la musica degli Youth Avoiders è più potente, grazie alla presenza di massicce influenze oi e hardcore. Il suono è ancora più brillante, ancora più cristallino – senza essere per questo artificiale – e l’album fonde alla perfezione la riottosa malinconia con i muscoli e la potenza dell’HC. Eccellente. Si ascoltino a tal proposito Watch Me, Breakthrough, World Vision, Wide Opening.

Discografia
Time Flies EP - 2011
Youth Avoiders - 2013
Spare Parts EP - 2016
Relentless - 2018

Zone InfinieRester et Fuir (2017)
Ultima tappa del nostro viaggio è Saint-Étienne, ex-città industriale del Sud-est del Paese. Qui incontriamo gli Zone Infinie, band dedita ad un oi più leggero e allegro rispetto ai colleghi. Il loro street punk cantato in francese, quasi scanzonato, si tinge qua e là di umori più intimisti e cupi, dove si manifestano gli ingredienti tipici citati negli altri casi. En Retard e Vers le Chaos illustrano perfettamente questa simbiosi. Malgrado la produzione e la performance siano un poco approssimative, l’album risulta comunque ben riuscito e gradevole, e permette di chiudere l’avventura con una nota più positiva.

Discografia
Zone Infinie - 2015
Rester et Fuir - 2017

Eccoci giunti alla fine del nostro viaggio. Ora, forse, può iniziare il vostro, sulle onde di Youtube o Bandcamp, dove vi aspettano gli album che abbiamo presentato. Per accompagnare l’ascolto, un ultimo spunto letterario, di un autore da sempre maestro nel ritrarre le brutture e lo squallore del suo paese.

Chi ha potuto accreditare l’idea che la Francia era il paese dello scherzo e del libertinaggio? La Francia è un paese sinistro, completamente sinistro e amministrativo.
Michel Houellebecq, Plateforme, 2001.



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Short Days - Short Days
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Traitre - Dors Bien
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Youth Avoiders - Relentless
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Zone Infinie - Rester et Fuir
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