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METALLIZED CHARTS 2018 - Redazione C “Death/Doom Metal”
23/01/2019 (1098 letture)
Nonostante fosse sicuramente possibile avventurarsi nel mare magno delle uscite del 2018 compilando una lista di titoli consistente, ho preferito concentrare l'attenzione su dieci titoli a mio avviso degni di nota; la maggior parte di essi appartiene al filone death/doom, anche se troverete qualche doverosa eccezione e con l’aggiunta di tre uscite non affrontate in veste di recensore. Sul versante strettamente qualitativo, devo infine ammettere che, al di là di alcuni nomi che rappresentano ormai una garanzia, sono rimasto parecchio colpito dall'album di debutto dei Convocation. Dal preludio passiamo ordunque ai dettagli, buona lettura e mi raccomando: let's take it slow!


SINISTRO – SANGUE CÁSSIA
Con questo terzo tassello della loro carriera i Sinistro assestano un'ennesima prova che riconferma la classe indiscussa emersa già ben più che in filigrana nel fortunato predecessore Semente, perfezionando alcune caratteristiche chiave del loro sound. A livello di portata si può affermare che i due album si posizionano sul medesimo livello, pur rilevando come il diverso dosaggio degli elementi porti stavolta a intersezioni ed equilibri in parte diversi rispetto al passato. Da una parte più accessibile, raffinato, maturo, dall'altra ancora più intenso e struggente, Sangue Cássia si configura quale ulteriore gradino di una lenta discesa negli spazi introspettivi dell'Essere, assopendo inquietudine e malinconia con i loro reciproci contrapposti ed annebbiandone la coscienza.

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MOURNFUL CONGREGATION – THE INCUBUS OF KARMA
Una caratteristica chiave del songwriting dei Mournful Congregation consiste nella loro capacità di riuscire a creare con assoluta coerenza e naturalezza delle continue transizioni tonali. Nella fattispecie si riscontrano una successione di esempi piuttosto eloquenti in cui la formazione australiana domina e direziona il brano a proprio piacimento con un'eleganza cristallina, includendo inoltre le fluttuazioni soliste a configurarsi quali uno degli elementi vincenti di questo lavoro.

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HOODED MENACE – OSSUARIUM SILHOUETTES UNHALLOWED
Pur rimanendo fedeli al verbo elargito fin dagli esordi, con Ossuarium Silhouettes Unhallowed gli Hooded Menace dimostrano di saper apportare, seppur a piccole dosi, nuova linfa al proprio songwriting, confermando un processo di crescita che, lungi dall’essere figlio del caso, è la prova di come anni di duro lavoro e costanza abbiano ormai consacrato la creatura di Pyykkö quale uno delle migliori realtà in ambito death/doom. Pur non imponendosi ancora una volta come un lavoro imprescindibile, Ossuarium Silhouettes Unhallowed è un album solido, onesto e di altissimo livello, che ribadisce lo status di una band inossidabile ed in grado di garantire la medesima continuità senza arretrare di un millimetro sul versante qualitativo, ma, anzi, potendosi permettere di alzare progressivamente l'asticella ad ogni nuova uscita.

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VOID OF SILENCE – THE SKY OVER
Concept, artwork ed infine una produzione eccellente si incastrano coerentemente con gli arazzi sonori partoriti dall'accoppiata Zara-Conforti, il cui estro compositivo qui tocca l'ennesimo apice. Nuovamente la formazione italiana, preservando tutta la sua identità, si spinge oltre, costruendo un doom in cui malinconia ed estasi oscillano in un gioco di contrappesi divenendo simmetria perfetta.

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UN - SENTIMENT
Attraverso un songwriting articolato e raffinato, fondato su un continuo passaggio di testimone tra riff memorabili, dove tra l'altro si palesa un'opera meticolosa in sede di arrangiamento, gli Un sono riusciti, già alla soglia del loro secondo lavoro, a sfoggiare una maturità compositiva cristallina, degna di raggiungere un pubblico ben più ampio rispetto all’attuale, limitata portata. Trama in cui si intersecano e si snodano angosce, tormenti, bagliori di speranze sopraffatte dalla disillusione, Sentiment è il classico album da cui si vorrebbe fuggire per la profondità delle emozioni che è in grado di toccare, ma da cui risulta impossibile sottrarsi una volta penetrati i suoi anfratti sonori.

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EIDULON - COMBUSTIONI
Così, da una prospettiva squisitamente sonora, Gemelli attua in parallelo la sua personale combustione, fondendo strumenti analogici a layer digitali con il fine di impartire alle sette tracce una struttura che non cristallizza ma piuttosto permane in uno stato amorfo. Le due tracce toccate dall'ugola di Luca Soi, Grande Rosso (ovvero il titolo di una delle opere più celebri del Burri) e Immanence, rappresentano -a detta di chi scrive- l'acme di Combustioni; dal turbine di sensazioni angoscianti della prima, che si sprigionano all'impatto dell'opera provocando la trasfigurazione del Burri in una sorta di demiurgo del fuoco, si passa celermente all'estasi e alla mutazione in sublime della stessa nella seconda, tramite un canto etereo che dal climax giunge al suo flemmatico spegnersi.

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OMINATION – FOLLOWERS OF THE APOCALYPSE
Uno dei debutti più interessanti e da ciò che si legge in rete più sottostimati del 2018 (prevedibile, d'altronde, visto che si arriva ad adulare lavori di ben più che dubbio gusto tipo Alms). One-man band stanziata in Tunisia (!) che propone un doom decisamente peculiare se si considera che in esso vi convergono, a creare una sorta di simbiosi, differenti tratti distintivi. Dalle lugubri atmosfere degli organi che sembrano esser stati strappati dalle celeberrime colonne sonore dei Goblin, alle pregevoli linee soliste fino al resto del compartimento strumentale sul quale addirittura aleggiano sentori industrial (metal, nella fattispecie si allude sia all'impostazione dei suoni che all'approccio vocale), Followers of the Apocalypse sprigiona un'inaspettata freschezza sul piano del songwriting. Unico punto debole da segnalare è l'impronta “amatoriale” che contraddistingue la produzione del disco, difetto tutto sommato perdonabile considerata l'entità totalmente underground e la collocazione geografica di questo progetto. Purtroppo è stato un vero peccato non avere avuto il tempo necessario per dedicare una recensione a questo lavoro, si spera dunque di suscitare un po' di curiosità con questo breve trafiletto.

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CONVOCATION – SCARS ACROSS
ScarsAcross è un lavoro letteralmente mostruoso, su cui si stende un'atmosfera opprimente e al cospetto del quale si rimane impressionati e letteralmente inghiottiti come accaduto raramente con le uscite degli ultimi tempi. Nei quattro monumenti partoriti dalla mente di LL si evidenzia un songwriting tanto impeccabile nella forma (non un riff che non sia degno di nota, non un aggancio fuori posto) quanto distruttivo nella sostanza a cui si congiunge come ulteriore punto di rinforzo la follia delle parti vocali di MN (oltre al growl i passaggi in clean e i “choking” fanno venire letteralmente i brividi) ed una produzione praticamente perfetta. Nessun indugio dunque, con Scars Across i Convocation si confermano come la miglior sorpresa del 2018 nell'ambito death/doom.

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CORPSESSED – IMPETUS OF DEATH
Dopo il lavoro imponente che risponde al nome di Abysmal Thresholds i Corpsessed bissano il colpaccio con il secondo Impetus of Death, album nel quale gli equilibri delle due componenti cardinali dello stile della band finlandese vengono ridefiniti a favore di un death metal densissimo, ridimensionando dunque il fattore doom che aveva pesantemente contribuito a portare in primo piano il full di debutto. Così come per i conterranei Convocation, anche in questo caso si parla di un disco altissimo livello che nel contesto death metal è tranquillamente in grado di seppellire album di band più conosciute e con più anni di esperienza sul groppone e che affrontano il medesimo stile ma che attualmente ottengono con i loro lasciti discografici risultati soddisfacenti ma non di certo eccellenti. Da segnalare infine in qualità di highlights del disco la doppietta finale Begetter of Doom e Starless Event Horizon, da sole valgono di certo l'acquisto di questo discone.

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DÉCEMBRE NOIR – AUTUMN KINGS
A mo' di anticipo diremo: quando il melodic death/doom riesce ancora a stupire.
La recensione è attualmente in fase di scrittura dunque rimandiamo l'appuntamento alla sua prossima pubblicazione.

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Le Marquis de Fremont
Lunedì 28 Gennaio 2019, 13.56.15
7
Merci per la segnalazione dei Convocation. Devo ascoltare l'album. Con piacere sottolineo la presenza dell'eccellente The Sky Over dei Void of Silence e Sentiment degli Un. Aggiungerei, se fa parte del genere (non sono un esperto di etichette e classificazioni) anche Ibis degli Altars of Grief, a mio avviso la migliore uscita del 2018. Au revoir.
Stagger Lee
Domenica 27 Gennaio 2019, 20.01.42
6
Ma anche l'album dei Convocation!!!!
Stagger Lee
Sabato 26 Gennaio 2019, 14.37.56
5
per me Sinistro, M.Congregation, Hooded Menace, Void of Silence e UN sono state uscite favolose!! le consiglio a chi non le avesse ancora sentite. Le altre ancora mi mancano e vedrò di provvedere...
Macca
Sabato 26 Gennaio 2019, 0.54.10
4
Mournful Congregation tanta roba.
Galilee
Venerdì 25 Gennaio 2019, 21.23.02
3
Questa sezione mi interessa. Purtroppo non ho nulla, ma noto con piacere che 3 nomi della mia lista nera sono Nell'elenco. Bene, spero di recuperarli presto.
d.r.i.
Giovedì 24 Gennaio 2019, 10.09.41
2
Alcune cose le conoscevo bene: mournful e void davvero il top. Molto bello anche Autumn kings dei Decembre Noir Mi ha lasciato indifferente il lavoro dei Sinistro mentre personalmente ritengo davvero brutto e monotono Combustion degli Eidulon
Alessio
Mercoledì 23 Gennaio 2019, 9.17.17
1
Devo recuperarne un paio...Personalmente ritengo The Sky Over, un picco compositivo difficile da raggiungere per tutti. Se ancora oggi escono album del genere, possiamo dormire sonni tranquilli per altri 10 anni.
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