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METALLIZED CHARTS 2018 - Redazione B ''Progressive Rock, Progressive Metal, Metalcore''
31/01/2019 (1082 letture)
Grazie alla sua ricchezza di uscite discografiche il 2018 è stato certamente un anno interessante per gli appassionati di progressive in tutte le salse, dal metal al rock, nonché per i fan del metalcore. Con questo articolo vogliamo elencare, senza una vera e propria classifica, gli album che ci hanno emozionato e impressionato di più, da debutti svafillanti come quello degli Una Stagione all'Inferno, a ritorni importanti come quelli di Architects e Riverside, gruppi colpiti da tragedie sul piano personale, passando inoltre per nomi diventati ormai celebri nel panorama odierno quali Haken, Redemption, Unearth e Orphaned Land e per nuove sensazioni da Oriente come gli Ostura. Per chi non avesse avuto modo di seguire con attenzione tutte le uscite, quindi, l'articolo può fornire una utile guida all'ascolto.

A cura di Alessandro Pavoncello "Wonderboy" e Roberto "Vicarious" Di Gaudio.



HAKEN - VECTOR
Il quinto album dei britannici Haken, svanito l'effetto sorpresa, sembra essere quello della consacrazione a gruppo progressive metal del momento. Votati a delle sonorità dalle tinte ultramoderne, in Vector i cinque musicisti ripropongono il loro stile tecnico ma epico al tempo stesso che, pur non raggiungendo gli apici del passato di album quali The Mountain e Affinity, riesce a coinvolgere e appassionare.

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OSTURA - THE ROOM
Un album inaspettato dal vicino Oriente! Giunti alla seconda uscita discografica, i libanesi Ostura confezionano con The Room un album sinfonico, magniloquente e multiforme, che strizza l'occhio al celebre progetto Ayreon di Arjen Lucassen, mantenendo comunque una propria identità. Il disco, che si avvale della collaborazione di musicisti di assoluto valore come Michael Mills e Marco Sfogli, riesce nell'impresa di stupire anche l'ascoltatore più distratto. Certamente una sorpresa nel variegato panorama progressive metal.

Streaming ufficiale

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REDEMPTION - LONG NIGHT'S JOURNEY INTO DAY
Dopo l'abbandono di Ray Alder, impegnato a tempo pieno con i Fates Warning, i Redemption non si sono persi d'animo e ci hanno regalato l'ennesimo ottimo disco. Forti del reclutamento di Tom Englund, i cinque hanno confezionato un album duro e tecnico, fautore di un ottimo guitarwork e impreziosito da liriche introspettive e mai banali. Promossi senza ombra di dubbio!

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VOIVOD - THE WAKE
Cinque anni dopo Target Earth, gli storici Voivod tornano alla ribalta, più forti che mai, con The Wake, album poliedrico e intrigante. Influenzato come di consueto dall'immaginario sci fi che contraddistingue i Voivod, The Wake è un nuovo parto della follia creativa dei canadesi, capace di non annoiare mai e di riuscire a esorcizzare i vari cambi di line-up, riscrivendo nuovamente gli stilemi del progressive/thrash metal.

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ORPHANED LAND - UNSUNG PROPHETS AND DEAD MESSIAHS
Caratterizzati da uno stile unico e noti anche per la loro posizione critica verso le religioni, gli israeliani Orphaned Land hanno sempre destato l'attenzione del pubblico progressive, grazie alla perizia strumentale e all'originalità della proposta. Questo sesto disco non fa eccezione, mostrandoci i nostri ancora in gran forma, dal curatissimo artwork al messaggio veicolato dalle liriche, passando per le suggestive componenti microtonali che contraddistinguono la loro musica. Inossidabili.

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COHEED AND CAMBRIA - VAXIS - ACT I: THE UNHEAVENLY CREATURES
Il seguito del concept fantascientifico iniziato con The Second Stage Turbine Blade fa da sfondo a questo lungo, complesso e ambizioso album diviso in due parti, che ancora una volta conferma la qualità della musica del gruppo capitanato da Claudio Sanchez. Una miriade di influenze tra Rush, prog metal e modernismo trasportano l'ascoltatore in un mondo à la Guerre Stellari, da cui essere trascinato e in cui perdersi inesorabilmente. Inutile dire che ci si aspetta un seguito quantomeno all'altezza di questo primo episodio!

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IHSAHN - ÁMR
Che Ihsahn sia stato sempre affascinato dalle sonorità ambient e sinfoniche già dai tempi degli Emperor non è mai stato un mistero. Attraverso la sua carriera solista il musicista ha deciso di esplorare più in dettaglio tali sonorità, spaziando dall'ebm al post rock all'industrial. Ámr è l'ultima fatica discografica, un album difficile da incasellare in un genere ben preciso, ed è probabilmente la più pura dimostrazione che le definizioni sono solo etichette.

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UNA STAGIONE ALL’INFERNO - IL MOSTRO DI FIRENZE
C’è spazio anche per il nostro bel paese in questa speciale classifica. I genovesi Una Stagione All’Inferno tirano fuori dal cilindro un vero e proprio capolavoro d’esordio. Il concept Il Mostro Di Firenze analizza la vicenda da una prospettiva inedita, quella musicale. L’atmosfera inquietante aleggia attraverso tutto il disco, nel quale sono presenti anche estratti inediti tratti direttamente dal processo. È un lavoro molto cinematografico, le cui sonorità sarebbero perfette come colonna sonora di un film horror.

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SEVENTH WONDER - TIARA
Nel campo del progressive metal spesso ci si trova di fronte a temi ricorrenti, veri e propri topoi che costituiscono il genere. È il caso degli svedesi Seventh Wonder, che a quanto pare hanno molto a cuore il tema del viaggio interstellare e dell’estinzione della razza umana. Tiara ne è il secondo esempio e si assesta su ottimi livelli compositivi, all’altezza del precedente The Great Escape con il quale, oltre a condividere molte soluzioni musicali, spartisce l’argomento alla base del concept.

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RIVERSIDE - WASTELAND
Una delle notizie più belle dell’anno da poco concluso è sicuramente il ritorno all’utilizzo della chitarra da parte dei Riverside. I polacchi ci avevano saputo impressionare in questi anni con pezzi pregiati di musica progressiva ma la funesta perdita di Piotr Grudzinski nel 2016 sembrava aver minato definitivamente la loro carriera. Come una fenice che rinasce dalle proprie ceneri, i nostri hanno confezionato un grandissimo album, oscuro, cupo ma dal finale emozionante.

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SPOCK'S BEARD - NOISE FLOOR
I mostri sacri del neoprogressive made in U.S.A. sono tornati in pista forti del rientro di un membro fondatore e leader carismatico del gruppo, ovvero il batterista statunitense Nick D’Virgilio. Il miglioramento rispetto al precedente The Oblivion Particle è notevole e chi temeva un definitivo declino degli Spock`s Beard può tirare un sospiro di sollievo di fronte all’ottimo Noise Floor.

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THE PINEAPPLE THIEF - DISSOLUTION
Suona strano leggere in una classifica di album progressive il nome di una band che ha sempre prodotto validissimo materiale in campo indie e alternative. Che piaccia o no, l’approdo alla batteria del funambolico Gavin Harrison ha caratterizzato notevolmente il sound dei Pineapple Thief spostandolo verso quel progressive rock di matrice britannica caro ai Porcupine Tree e Dissolution ne è il perfetto esempio.

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ARCHITECTS - HOLY HELL
Ardua impresa quella di sostituire Tom Searle, chitarrista scomparso prematuramente alla giovane età di 28 anni, soprattutto se si considera che l’anima, il paroliere e la mente della band era proprio lui. La morte e l’oscurità pervadono inesorabilmente Holy Hell e proprio questi sentimenti funerei tradotti in musica hanno permesso agli Architects di bissare il successo già raggiunto con All Our Gods Have Abandoned Us, loro capolavoro indiscusso.

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UNEARTH - EXTINCTION(S)
Quando si parla di metalcore di matrice statunitense è impossibile non nominare gli Unearth, che ritornano sulle scene a quattro anni di distanza dal precedente Watchers Of Rule. Come suggerito dal titolo e dall’eccezionale copertina, il tema è la distruzione del pianeta Terra, che giunge alle orecchie dell’ascoltatore accompagnata da riff di violenza inaudita, in una vera e propria aggressione sonora. Quaranta minuti di pura e metallica poderosità strumentale guidata dal growl di Trevor Phipps.

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BETWEEN THE BURIED AND ME - AUTOMATA I/AUTOMATA II
Una strana formula quella adottata dai Between The Buried And Me per il loro ottavo album in studio: un doppio concept che ha come argomento i sogni, le cui parti sono state rilasciate a quattro mesi di distanza l’una dall’altra. Il motivo, a detta di Tommy Giles Rogers Jr., è la miglior assimilazione di un lavoro che altrimenti sarebbe risultato troppo complesso da digerire. Risultato? Dopo 19 anni di carriera i cinque americani continuano a non sbagliare un colpo, infallibili.

Spotify (parte 1)

Spotify (parte 2)

Tra le numerose uscite del 2018 è opportuno citarne anche alcune che, pur non avendo ricevuto un trafiletto, meritano comunque di essere considerate, nella fattispecie diversi dischi dal vivo molto interessanti:

OPETH - GARDEN OF THE TITANS (OPETH LIVE AT RED ROCKS AMPHITHEATRE)

MARILLION - ALL ONE TONIGHT - LIVE AT THE ROYAL ALBERT HALL

FATES WARNING - LIVE OVER EUROPE

BLURRYCLOUD - PEDESIS

MICHAEL ROMEO - WAR OF THE WORLDS, PT. 1

KINGCROW - THE PERSISTENCE



Wonderboy
Mercoledì 13 Febbraio 2019, 20.08.06
17
Inserita in database la recensione di The Persistence dei Kingcrow
Maccarone
Giovedì 7 Febbraio 2019, 21.24.50
16
AAA Avete dimenticato anche "Orazium et Curiazium" dei "PinkinBall"!!!
Macca
Martedì 5 Febbraio 2019, 13.16.19
15
Concordo su Haken, Seventh Wonder, Kingcrow e Orphaned Land mentre devo ancora sentire Riverside, Pineapple Thief e Gazpacho (qualcuno ha sentito l'ultimo Soyuz?), non mi hanno invece convinto Ihsahn e Between The Buried And Me ma li devo risentire. Secondo me nell'elenco manca Phanerozoic dei The Ocean: un altro grande disco dei tedeschi, ma su queste pagine è stato accolto così così.
Ayreon
Venerdì 1 Febbraio 2019, 3.00.32
14
Avete dimenticato "double vision"degli arena e "la muerta "dei subsignal,ma anche il nuovo dei canadesi mystery .
tino
Giovedì 31 Gennaio 2019, 21.47.31
13
Io voto l'unico che ho preso cioè l'ultimo ihsahn, l'intellettuale norvegese non sbaglia un colpo, un lavoro difficile, introspettivo, ruvidamente etereo, ma sicuramente appagante. Purtroppo è un genere questo che richiede tempo e concentrazione purtroppo non sempre disponibili come una volta
HeroOfSand_14
Giovedì 31 Gennaio 2019, 20.27.21
12
Disco dell'anno in ambito prog (e forse non solo) per quanto mi riguarda è TIARA dei Seventh Wonder. Per chi apprezza il prog melodico con sprazzi di power e una voce pulita che può permettersi di fare quello che vuole..beh, è il disco giusto. Lode comunque anche agli Orphaned Land, sempre grandissimi nelle tematiche e nei testi, e buon disco anche degli Haken, anche se non eccezionale. Mi ha messo curiosità la descrizione di Una Stagione All'Inferno, gruppo che non conoscevo. Andrò a sentirli
No Fun
Giovedì 31 Gennaio 2019, 19.48.27
11
Quoto Alessio. E aggiungo: "Voivooood!! \m/ "
Alessio
Giovedì 31 Gennaio 2019, 18.28.10
10
Mi fà piacere sia stato ri-nominato l'album degli Una Stagione all'Inferno, un album superbo di dark progressive rock nostrano. Per me tra i top in generale.
entropy
Giovedì 31 Gennaio 2019, 15.43.19
9
Al contrario delle "chart " precedenti (della redazione c) che toccavano generi da me pochi frequentati, qui c'è molta più roba che ho acquistato nel corso dell'anno o che vorrei acquistare in futuro. Concordo con la scelta dei titoli , abbastanza rappresentativi dell'annata. Aggiungerei i nostrani "eldricht" che seppur senza raggiungere il livello delle ultime uscite, hanno cmq tirato fuori l' ennesimo ottimo album. Tra i lavori indicati per me top 3 redemption kingcrow pineapple thief. I voivod non so se li avrei inseriti in questo articolo, ma sono difficili da classificare.
duke
Giovedì 31 Gennaio 2019, 15.29.18
8
...certamente di questo 2018...ricordero' gli splendidi dischi di haken...opeth...fates warning...voivod ...e ...Riverside....
Pietro77
Giovedì 31 Gennaio 2019, 15.04.01
7
I Kingcrow hanno fatto un disco meraviglioso, forse il loro migliore in assoluto e assolutamente uno dei migliori dischi del 2018.
Wonderboy
Giovedì 31 Gennaio 2019, 14.54.05
6
@thrasher: perché questo è l'articolo sul prog, ma non disperare, l'articolo su death e affini arriverà nei prossimi giorni! @entropy: no problem, figurati
thrasher
Giovedì 31 Gennaio 2019, 14.10.35
5
Ma di uscite come i skeletal remains che trovo a dir poco eccezionali niente? Come mai non si parla di Death metal del 2018?
entropy
Giovedì 31 Gennaio 2019, 12.30.16
4
Grazie, che figuraccia!
Wonderboy
Giovedì 31 Gennaio 2019, 11.16.19
3
@Entropy: ci sono, clicca sui titoli dei dischi!
Entropy
Giovedì 31 Gennaio 2019, 11.00.53
2
Mi piace molto questa iniziativa delle chart. Sarebbe però comodo se oltre i link a spotify, ci fossero quelli alle recensioni (se presenti nel sito).
JC
Giovedì 31 Gennaio 2019, 7.04.34
1
Per me un 2018 bellissimo e impegnativo; ho ascoltato come al solito tanti dischi..ma dedicandogli pochi ascolti, spesso uno solo. Dalla lista il mio preferito é stato probabilmente quello degli Spock's Beard. Consiglio di non farsi scappare Proxy, dei The Tangent e il solista di Romeo, in un ideale podio.
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