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RHAPSODY OF FIRE - Alex Staropoli ci presenta il nuovo album
08/02/2019 (1735 letture)
Manca poco all'uscita di The Eighth Mountain , undicesimo album in studio dei Rhapsody of Fire, storico gruppo power nato a Trieste nel 1993. Per l'occasione il tastierista e fondatore Alessandro Staropoli ce lo racconta. Buona lettura!

Nic: Ciao Alex e benvenuto su Metallized.
Alex: Ciao, grazie.

Nic: Tutti conoscono il tuo curriculum e la storia dei Rhapsody of Fire e ad oggi sei rimasto l'unico della vecchia guardia. Nonostante questo continuate ad andare avanti. Qual è per te l'importanza di proseguire con questo progetto?
Alex: Be', l'importanza è a livello musicale. Ovviamente abbiamo una grande passione, ho una grande passione per la musica che facciamo, per i Rhapsody of Fire. Non vedo altre motivazioni, per cui è la musica che porta avanti tutto il discorso. Pur avendo una nuova line-up, pur iniziando con una nuova storia, un nuovo studio album con la nuova line-up, ritengo sia fondamentale e molto bello proseguire in quello che io credo sia un discorso musicale che va continuato per passione e proprio per il desiderio di continuare a trovare emozioni con questa musica e a farle provare a chi ci ascolta.

Nic: Siamo prossimi all'uscita del nuovo album The Eighth Mountain. Da quello che si è potuto sentire c'è tanta carne al fuoco. Cosa puoi dirci del disco?
Alex: Posso dire che è un disco che sta dando parecchie soddisfazioni: i risultati e i commenti sui primi brani che abbiamo rilasciato sono davvero davvero molto positivi. Ci abbiamo lavorato per più di un anno e mezzo. Personalmente ho curato la produzione, gli arrangiamenti, gran parte delle composizioni, assieme a Roby ovviamente. È un album che che come potrai sentire è molto positivo, molto più aperto degli album del passato, molto più allegro se vogliamo da un punto di vista musicale. Pur mantenendo drammaticità, epicità e l'approccio cinematografico, è comunque un album che ha dei brani che arrivano molto più velocemente e secondo me è stata una scelta veramente importante quella di ritornare un po' sul su una musica che fosse meno triste, meno drammatica.

Nic: The Eighth Mountain è il primo capitolo di una saga, “The Nephilim’s Empire”. Ce la puoi spiegare, se ci sono significati particolari a livello di concept o per il gruppo?
Alex: Sì, brevemente: The Eighth Mountain è il primo capitolo della saga “The Nephilim’s Empire”. Ed è appunto il resoconto di come un'anima persa e corrotta possa eventualmente recuperare il proprio essere attraverso coraggio, lealtà e veri valori. Questa saga è condita ovviamente da tutti gli elementi fantasy, epici dei Rhapsody of Fire e non rivelerei altri dettagli visto che ci saranno più dischi appunto su questa saga ed è importante anche che ogni ascoltatore possa avere una propria visione personale dell'intero album e delle liriche, dei testi di ogni singolo brano.

Nic: Il voler continuare a portare avanti i Rhapsody of Fire tramite saghe, continuando a restare nel tema fantasy non è un limite per te o per la band e come riuscite ad esprimervi dopo tutti questi album restando legati a queste tematiche? Com'è maturato il processo creativo?
Alex: Diciamo che sia per quanto riguarda Dark Wings of Steel che Into the Legend per entrambi gli album non ho voluto avere una saga, una storia particolare. Ho dato la libertà di scrivere i testi, che fossero pertinenti ma che non ci fosse una vera e propria storia. Con The Eighth Mountain invece ho voluto iniziare una storia proprio per dare anche un senso alla musicalità, anche perché i nostri fans sono molto legati alle saghe, al fatto di trovare un filo conduttore che prosegua album dopo album... è una cosa che non sempre funziona ma in questo caso sono davvero molto contento della storia che Roby ed io abbiamo scritto e che Giacomo è stato capace di tradurre in testi davvero meravigliosi. Sono molto critico sulle liriche ma in questo caso devo dire che sono davvero molto soddisfatto del lavoro, per cui in questo caso sono felice della scelta che ho fatto di iniziare una nuova storia.

Nic: In questo disco si mantiene anche una certa continuità stilistica con il passato e con questo arriveranno le solite critiche sulla mancanza di innovazione e così via. Secondo te The Eighth Mountain ha le carte in regola per far ricrede i detrattori o alla fine la ripetitività è un limite intrinseco di ogni album o del genere power?
Alex: Be', secondo me entrambe le cose a livello generale... ovviamente quando una band ha una sua sonorità, ha un suo stile compositivo un fan si aspetta di trovare quegli elementi in ogni album. Chi si aspetta di trovare delle novità direi che spesso sia una minoranza, perché se io compro un album di una band mi aspetto di sentire quelle sonorità e per questo motivo ascolto quella band. Poi io penso che coi Rhapsody of Fire per la peculiarità della musica, dei testi e delle situazioni, sia per la diversità dei temi affrontati e per tutta la il numero di strumenti che usiamo, sia elettrici che acustici, non mi pongo questo problema. Io sono personalmente davvero molto stimolato e molto soddisfatto delle scelte musicali che faccio e che facciamo con i Rhapsody of Fire per cui posso essere d'accordo con eventuali critiche che lo stile rimane quello ma alla fine contano anche i brani, contano le nuove emozioni che i nuovi brani danno e per molti fans è importante trovare qualcosa di familiare nella band in cui si ascolta e questo è un percorso che preferisco fare.

Nic: Quindi alla fine valuteresti The Eighth Mountain in maniera pienamente positiva o c'è qualcosa che magari miglioreresti?
Alex: No, no, devo dire... ovviamente sì, se avessi tutto il tempo di questo mondo alla fine si starebbe sei mesi a mixare un album e a lavorare su ogni dettaglio ma questo toglierebbe un po' di spontaneità e The Eighth Mountain è un album che suona anche, certo complesso e orchestrale, con un approccio molto live per come è suonato, per cui no, sono davvero soddisfatto al 100% di quello che abbiamo fatto.

Nic: Evitando di tornare a parlare del passato: De Micheli e Voli si sono rivelati due elementi eccezionali. Ormai la formazione è stabile: come avete lavorato sul disco e che clima si respira nei Rhapsody of Fire del 2019?
Alex: Be' il clima è sicuramente molto diverso dal clima del passato. Senza nulla togliere al valore artistico di qualsiasi cosa fatta prima del 2011 devo dire che con l'avvento di Manuel Lotter e Giacomo Voli la line-up ha davvero acquistato una grande freschezza e entusiasmo. Giacomo è un ragazzo fantastico. A livello personale è una persona meravigliosa e per me è una cosa che contava prima della voce. Stessa cosa per Manu, Roby e Alessandro Sala, per cui assieme ci divertiamo, sul palco è veramente pura energia e non potrebbe essere diversamente in una band secondo me, per cui è davvero un altro mondo rispetto al passato. Devo proprio dire che sono davvero contento di poter aver a che fare con dei musicisti bravi ma anche con delle persone con cui comunicare e con cui non hai nulla da nascondere e non ci sono artifizi, non ci sono giochi matematici. Non c'è nulla di tutto questo. C'è molto entusiasmo, molta volontà di suonare dal vivo, di proporsi, di suonare i brani nuovi. È veramente entusiasmo e energia pura al 100%, non potrei chiedere di meglio.

Nic: Uscendo un po' dal discorso disco, abbiamo notato che Voli è uno che si diverte a girare in ambienti non tanto usuali nel mondo del metal come “The voice” o “Sanremo giovani”. Cosa ne pensi dei talent e del panorama musicale odierno?
Alex: Guarda, io ho scoperto Giacomo perché per caso ho cambiato canale mettendo sulla Rai, canale che non guardo mai, non guardo tv in generale. È davvero il destino che mi ha messo davanti Giacomo. A me il talent è servito perché cambiando canale ho visto un cantante straordinario che ho contattato e con cui ho voluto lavorare già all'epoca di Into the Legend, perché ho coinvolto Giacomo a cantare nei cori, per cui ci siamo già conosciuti lì... così a me a quel livello è servito, poi non ti so dire, non ti so dare un'opinione precisa perché non seguendo, non guardando tanta tv non saprei dire se possa essere positivo. Nel caso di Giacomo penso che lo sia... un cantante, e questo penso che valga anche per i musicisti, ma sopratutto per i cantanti hanno voglia di esprimersi, per cui quando Giacomo si diverte a cantare i Queen o si diverte a cantare i Led Zeppelin o si diverte a cantare in altri stili è fantastico perché lui lo sente, sente che ha il bisogno di trasmettere qualcosa anche se non sono brani scritti da lui. Penso sia importante per un cantante.

Nic: Parlando invece un po' di te e del tuo lavoro, una volta dicevi di volere un suono più chitarristico, infatti questo disco non è eccessivamente incentrato sulle tastiere, anche se hai tirato fuori comunque grande tecnica e attitudine come ho notato nell'assolo di Seven Heroic Deeds. Sei soddisfatto della tua prestazione e del suono in generale?
Alex: Sì, sì, infatti cercavo qualcosa di non sentito prima, perlomeno nei Rhapsody of Fire. Cercavo un suono più “malefico” se vogliamo, per cui ho usato vari organi distorti, per creare proprio quella sonorità. Questo è forse l'album in cui ci sono meno assoli di tastiera in assoluto e non è che sia una priorità per me. Se poi un assolo capita è perché proprio capita, non lo decido prima, per cui ho volutamente dato anche più spazio alle chitarre perché penso sia più importante

Nic: Dal punto di vista live ci sono novità invece?
Alex: C'è un tour che partirà il 21 Febbraio, un giorno prima della release del disco e il tour si concluderà in due date italiane, a Milano e a Bologna, dopo una breve pausa voleremo in Giappone a Osaka e a Tokio per i primi di giugno. Per ora questo è il calendario, ovviamente stiamo lavorando per altre date, altri eventi.

Nic: Ti ringrazio. Se vuoi aggiungere qualcosa e salutare i lettori...
Alex: Sicuramente speriamo e vogliamo vedervi numerosi ai concerti di Milano e Bologna e avremo una scaletta devo dire fantastica. Suoneremo i brani nuovi che abbiamo rilasciato assieme al video di Rain of Fury e suoneremo anche alcuni brani che i fans chiedono sempre, i nostri brani più famosi, per cui se volete divertirvi assieme a noi l'invito è aperto per Milano e Bologna!



Uomoragno
Giovedì 21 Marzo 2019, 12.37.03
4
Alex si conferma una bella persona, interessante ed intelligente. Intervista piacevole e ben fatta.
Silvia
Mercoledì 6 Marzo 2019, 10.55.37
3
Intervista molto interessante anche senza cattiveria 😂. Che poi se Alex avesse voluto lanciare qualche frecciatina penso l'avrebbe fatto! Invece bella, concentrato solo sul suo progetto 👍🏻. Carina la scoperta di Giacomo
Nic
Domenica 10 Febbraio 2019, 13.13.59
2
@Korgull Ciao e grazie per il feedback. Preparandomi per l'intervista ho preferito concentrarmi sulla musica e sull'album in uscita piuttosto che su domande scomode o tendenti al gossip (che comunque potevano essere interessanti da leggere e offrire spunti per capire meglio il background del musicista). Le prossime volte sarò più cattivo!
Korgull
Sabato 9 Febbraio 2019, 19.26.09
1
Mi sarebbe piaciuto leggere qualche domanda scomoda...buoa intervista in ogni caso
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The Eight Mountain
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