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CELLAR DARLING - Anna Murphy ci racconta The Spell
05/03/2019 (1684 letture)
All’alba della pubblicazione del secondo capitolo discografico intitolato The Spell, abbiamo ospitato ai microfoni di Metallized la frontwoman dei Cellar Darling, ovvero la cantante e polistrumentista svizzera Anna Murphy. La band dei tre ex-componenti degli Eluveitie tornerà sul mercato il 22 marzo a due anni dall’uscita del fortunato This is the Sound e lo farà con un concept album dal sound folk/prog e dalle liriche oscure. Ecco cos’ha da dirci la giovane e talentuosa artista in merito al nuovo disco!

Annie: Ciao Anna, benvenuta su Metallized.it! Come stai? Come se la passano i Cellar Darling al momento?
Anna Murphy: Ciao! Sto bene, grazie, mi sto godendo l’inverno. Anche la band se la passa bene, siamo impazienti di vedere tutte le reazioni al nuovo materiale. Tra l’altro oggi abbiamo passato la giornata a conteggiare i voti dei fan per quello che sarà il nostro quarto singolo (NDR: il vincitore è Drown)…davvero emozionante!

Annie: State per tornare sul mercato con il nuovissimo album The Spell, a soli due anni dal debutto This is the Sound. Soluzioni musicali e stilistiche a parte, stavolta avete ulteriormente sperimentato realizzando un concept album. La storia di fondo è accattivante e alquanto sinistra: si tratta infatti di una love story un po’ anomala, che supera lo spazio, il tempo e le consuetudini. Ce ne vuoi parlare?
Anna Murphy: Di solito preferisco che sia la musica a parlare per se stessa, non c’è bisogno di un manuale o di motivazioni biografiche per spiegarla. Nonostante ciò, amo creare l’arte e diffonderla nel mondo, quindi essere del tutto silenziosa al riguardo non può essere un’opzione. Il concept è apparso nella mia testa apparentemente dal nulla. Penso che la creatività sia un processo costantemente in corso, ma si sviluppa a livello inconscio, quindi ecco perché le idee che ne derivano sembrano improvvise. Stavo facendo un’escursione con mio padre ed ero molto felice, è stato strano avere idee così oscure. La prima cosa su cui ho lavorato con la band è stato lo schema di base della storia, quindi la tracklist c’era già prima della musica. Poi abbiamo scritto la musica in base a ciò che succedeva nella storia. Il racconto parla di una ragazza senza nome nata in un mondo di dolore. Lei riflette il dolore della terra, è un’immagine speculare della condizione umana. Vagando attraverso una vita apparentemente inutile incontra la morte -rappresentata come un personaggio- e si innamora. La morte lancia un incantesimo di vita eterna sulla ragazza, la quale inizia un viaggio doloroso e pittoresco.

Annie: Con quali scelte importanti e con quali sfide difficili deve misurarsi la protagonista nel corso dei brani? Quali canzoni di The Spell racchiudono gli episodi più significativi a livello di trama e perché?
Anna Murphy: La storia è composta da tre parti. Presentiamo i nostri protagonisti nelle prime canzoni, che trattano (nell’ordine) il dolore che pervade il mondo in cui la ragazza è nata, la morte e i suoi compiti da assolvere, e l’amore che prova la ragazza dopo aver incontrato la morte. L’incantesimo della vita eterna lanciato sulla ragazza rappresenta la parte centrale e si colloca nella sezione più lunga: qui siamo testimoni del viaggio lungo ed epico in cui la ragazza vuole riconciliarsi col suo amore e osserva il mondo intero -scala il picco della montagna più alta e affoga nell’oceano più profondo. Successivamente giunge la svolta decisiva del racconto, che inizia con Love pt. II; qui viene trovato un nuovo amore, vicenda che si conclude tragicamente con Death pt. II

Annie: Il concept fa leva su tematiche tutt’altro che semplici e scontate, in un continuo alternarsi di vita e morte, di ragione e sentimento, di nervi saldi e istinto. In che cosa ti somiglia la protagonista della storia e in cosa, invece, ti è diversa?
Anna Murphy: Come ti dicevo prima vorrei che la nostra musica parlasse per se stessa, di modo che ogni ascoltatore possa creare di volta in volta la sua interpretazione personale. Chiaramente sì, ci sono motivazioni personali alla base di tutti i brani scritti da un artista. Di sicuro ho diversi lati oscuri che emergono dalla mia musica. Coi Cellar Darling, però, scrivo storie che voglio “liberare” dalla mia vita personale per dar loro un volto diverso. Io sono soltanto un tramite.

Annie: Poco fa hai detto che l’idea del concept ti è venuta in mente mentre stavi facendo un’escursione con tuo papà. Che rapporto hai con la fase creativa che precede un disco? Cerchi gli spunti e gli stimoli all’esterno oppure si tratta di una ricerca più volta verso l’interno?
Anna Murphy: Penso di essere sempre alla ricerca di idee pur non rendendomene conto. Trovo l’ispirazione quando succede qualcosa. Non mi piace avere periodi di stallo, ecco perché ho bisogno di muovermi e fare molte nuove esperienze. Le idee sono ovunque, sia dentro che fuori… Ciò che proviamo internamente è influenzato dall’esterno.

Annie: I Cellar Darling nascono dalla forte coesione tra te e i tuoi due compagni di band, Merlin e Ivo. Lavorare in un team in cui traspare una forte amicizia è una cosa che motiva, sprona, aiuta e (last but not least) rilassa, e i risultati si vedono tutti. Come vi siete approcciati alla creazione dei nuovi brani a livello di team? Vi è mai capitato per The Spell di avere qualche divergenza in termini di idee oppure siete stati sempre piuttosto affini?
Anna Murphy: Devo dire che abbiamo sempre lavorato molto bene insieme. Anche se ci scontriamo, i nostri brani riescono sempre in qualche modo ad andare per il verso giusto, come per magia. Capita che non siamo d’accordo su qualcosa, ma penso che sia necessario e che a volte sia anche una cosa positiva. È in questo modo che le cose fanno progressi e si sviluppano.

Annie: Concept a parte, cosa troveranno i fan in The Spell? Si tratterà della naturale evoluzione di ciò che avete brillantemente dimostrato in This is the Sound o ci sarà dell’altro?
Anna Murphy: Penso che in The Spell ci sia sicuramente un progresso musicale. Abbiamo preso gli elementi che amavamo di più del nostro debutto per portarli ad un livello successivo, o almeno è così che io sento che sia… E sì, anche scrivere basandosi su un concept rappresenta un’enorme differenza. Ci sarà inoltre la versione audiobook del disco, registrata da me, e sarà disponibile nel formato digipack. Proprio grazie a questo elemento e all’artwork abbiamo dato molto valore alla versione fisica dell’album.

Annie: A proposito, parliamo adesso dell’artwork, realizzato da Costin Chioreanu. Si tratta di un lavoro davvero evocativo tanto per la copertina in sé quanto per i video di The Spell e Insomnia e per le grafiche ideate per sintetizzare ognuno dei tredici brani del disco. Quanto reputi sia importante la parte visiva per un disco?
Anna Murphy: In generale molto, e per questo album ancora di più! Abbiamo voluto escludere la band dall’aspetto visivo nella sua interezza. Non ci sono foto del gruppo nel booklet, e allo stesso modo la band non compare nei video. È una scelta un po’ audace, si può dire, ma penso dia più importanza al concept. Vedo il gruppo come un tramite della storia, ma il vero fulcro è proprio il concept stesso. Per questo c’è bisogno di più immagini a suo sostegno.

Annie: A livello prettamente strumentale, quale brano di The Spell ti vede più soddisfatta? Quale invece è stato più difficile comporre e perché?
Anna Murphy: Non saprei dire quale brano mi renda più soddisfatta, nessuna canzone in realtà è perfetta (e non deve esserlo) ma tutte sono esattamente in grado di comunicare ciò che devono. Senza dubbio, la più difficile da comporre è stata una delle mie tracce preferite, un brano molto importante per me. Si intitola Drown. Era il primo demo che ho realizzato per l’album e non ha mai funzionato. Credo che abbiamo scritto più o meno dieci versioni del brano lavorando con tre produttori diversi, tutti intenti a trovare una soluzione per ciò che non andava. Non mi sono arresa finché la canzone non è diventata come doveva essere…e per fortuna lo è!

Annie: Come hai accennato prima, The Spell non è soltanto un disco: i fan potranno trovarlo anche in versione audiobook! Com’è stata questa esperienza? Cosa aggiunge all’album?
Anna Murphy: Ti dirò, è stata un’esperienza terribile. Ho un enorme rispetto per gli scrittori e amo la letteratura, e sapevo di non poter essere all’altezza delle mie aspettative mentre davo vita alla storia di The Spell. Ho fatto del mio meglio e abbiamo sistemato la storia tutti insieme, Merlin si è occupato molto dell’editing e abbiamo mandato versioni a destra e a manca finché non apparisse bella al punto giusto. Il secondo ostacolo è stato registrare il mio discorso parlato. Se esistono artisti professionisti che si prestano per le voci fuoricampo c’è un motivo…ed è perché è dannatamente difficile parlare correttamente! Ho davvero sottovalutato ciò e ho fatto fatica a registrare la mia voce. Ora però posso dire di essere contenta perché ho fatto davvero del mio meglio, il risultato finale comunica brillantemente la storia. Dovete tenere a mente che non sono né un’autrice né una voce fuoricampo professionista (ride, NDR).

Annie: In concomitanza con l’uscita del singolo The Spell avete annunciato le date del tour, ci saranno anche due show in Italia ad aprile e sono sicura che i vostri fan italiani non vedono l’ora di partecipare… Oltre al tour avete altri progetti in cantiere per i prossimi mesi per supportare il disco?
Anna Murphy: Anche noi non vediamo l’ora, amiamo esibirci in Italia! Posso dire che al momento il nostro obiettivo principale consiste nel suonare dal vivo più che possiamo e nel fare un incantesimo sulla nostra audience (ride, NDR). Oltre a ciò vogliamo continuare a scrivere musica, lavorare su qualche brano cover e non prenderci una pausa troppo lunga da tutto questo, quindi vediamo cosa succederà…

Annie: A due anni dal debutto, che cosa rappresentano i Cellar Darling per te?
Anna Murphy: Fondamentalmente si tratta della mia occupazione principale, quindi significano molto per me.

Annie: La nostra intervista si conclude qui, ti ringrazio moltissimo per avermi dedicato parte del tuo tempo. Lascio a te questo spazio per aggiungere qualsiasi cosa tu voglia e per salutare i fan italiani…
Anna Murphy: Grazie mille per l’intervista, non vedo l’ora di visitare di nuovo l’Italia!



M. G.
Giovedì 7 Marzo 2019, 14.09.17
5
Son gusti; io la copertina di The Spell la trovo stupenda. Quanto alla musica, ho apprezzato molto il primo album, pur trovando qualche incertezza e qualche passaggio un po' debole. Stando ai singoli, il nuovo album potrebbe essere migliore del primo. Mi aspetto uno degli album migliori del 2019, spero di non essere deluso.
Galilee
Mercoledì 6 Marzo 2019, 23.34.23
4
Dicevo, ho visto un video e musicalmente sono ottimi, ma melodicamente nei punti chiave non li ho trovati eccelsi. Dovrò ascoltare altro per approfondire.
Galilee
Mercoledì 6 Marzo 2019, 23.31.21
3
Quoto il commento di Tino. Però il chorus non mi ha fatto impazzire.
tino
Mercoledì 6 Marzo 2019, 20.44.33
2
Sicuramente un gruppo interessante che ha fatto un ottimo debutto in netta contrapposizione con la band originaria ed è influenzata dalla anneke più modernista unendo convincenti inserti folk mai troppo invadenti e' soprattutto niente growl
Demetrio
Mercoledì 6 Marzo 2019, 14.49.07
1
Certo che se questa qui è abbastanza attaccata anche al lato figurativo della musica, la copertine non è proprio uscita bene. E' abbastanza grossolana.
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