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FOTOGRAFIE SEGNANTI - # 4 - Quando l'idea sorge dal… basso
18/03/2019 (1493 letture)
Lo abbiamo già detto più volte: ci sono immagini che hanno il potere di comunicare immediatamente più di quanto milioni di discorsi potranno mai fare. Inoltre, le migliori hanno anche quello di sopravvivere allo scorrere del tempo e diventare istantanee non solo di un particolare momento, ma delle pulsioni di un’intera generazione. Come ha fatto lo scatto diventato la cover di London Calling.

DRESSED TO ROCK
Alcune volte, le copertine dei dischi che più amiamo sono un vero manifesto della nostra preferenza personale per un certo settore musicale. In altri casi esse sono invece così forti, così perfette nel loro fissare un unico, irripetibile istante in cui il potere della musica diventa totalizzante, da rendere il genere di appartenenza un dettaglio secondario. Chiunque ami il Rock e l’energia che questo emana qualunque sia il "vestito" che gli si cuce addosso, non può fare a meno di considerare il fotogramma della cover di London Calling come uno dei più importanti in assoluto della storia del medesimo. Ma cosa c’è dietro quella fotografia così comunicativamente perfetta da far pensare ad un accorta preparazione in previsione della sua realizzazione?

IL TRIANGOLO RINASCIMENTALE
Tanto è profondamente, intrinsecamente ribelle, potente e Rock la posa assunta da Paul Simonon mentre picchia con violenza il suo basso sul palco, tanto perfetta è quella "triangolarità" del musicista che rimanda al classico in pittura e così nette e decise sono le linee di forza che scaturiscono proprio dalla figura geometrica delineata da Simonon ed attraversata dal suo basso e da un braccio del musicista, da far pensare addirittura ad un omaggio a certi dipinti rinascimentali. Scattata da Pennie Smith alle 21,50 del 21 Settembre 1979 (l’orologio del musicista si fermò per l’urto) durante un concerto al Palladium di New York compreso nel Clash Take the Fifth tour e poi scelta tra tantissime da Joe Strummer e dal graphic designer Ray Lowry, quell'istantanea è stata invece il risultato di un istintivo lampo di genio della fotografa. E se omaggio la copertina contiene, è quello offerto ad Elvis Presley ed al suo primo album tramite la grafica delle lettere del titolo dell'album. Come sempre, però, anche il caso ci ha messo lo zampino.

UN PENNIE PER QUELLA FOTO
Lo stesso Simonon ha ricordato in seguito come lo spettacolo si stesse svolgendo con regolarità, per così dire, ma con un pubblico non troppo coinvolto a causa della conformazione del Palladium. I suoi posti a sedere avevano infatti creato un’atmosfera un po’ fredda e poco adatta ad uno show dei Clash e proprio questo aveva provocato in lui una certa insofferenza. Ad un certo punto cominciò a montargli da dentro una spinta irrefrenabile a manifestarla e da qui il suo sfogo improvviso ed imprevedibile contro il suo strumento che Pennie ebbe la fortuna e la bravura di catturare con la sua macchina fotografica. Ed a dimostrazione che nulla di quanto accaduto fosse stato preparato, il basso danneggiato da Simonon risultò essere il suo strumento principale e non, come sarebbe stato ovvio se si fosse trattato di una scena posticcia, uno di riserva e comunque di poco conto. Eppure la Smith era contraria all’uso della foto. Già in possesso di una solida fama ottenuta lavorando con varie Rock band e da poco per il New Musical Express che l'aveva mandata al seguito del tour statunitense dei Clash, come professionista di un certo tipo non considerava la foto particolarmente rilevante in quanto non certo perfetta tecnicamente. Di conseguenza, ne avrebbe sicuramente scelta un'altra.
Le cose, invece, andarono diversamente. Per fortuna.

SCATTO? SI, MO’ NON SO CHE DIRTI
Effettivamente sfocata a causa del fatto che la fotografa la scattò indietreggiando per paura di essere colpita da Simonon, anche a causa di questa sua imperfezione quell’immagine è davvero bellissima. Tante altre e molto più riuscite dal punto di vista formale vennero scattate prima, durante e dopo quel concerto ed in altre occasioni, ma perché proprio quella diventò mitica? Votata da Q Magazine come miglior foto Rock di tutti i tempi, quella che non avrebbe dovuto nemmeno esistere perché la Smith aveva in programma di non assistere al concerto in quanto invitata fuori da amici, è tutto quello che la rappresentazione del Rock è, o dovrebbe essere: ribellione; sudore; rabbia convogliata in gesti forti, ma innocui; comunicazione immediata; energia sfogata in modo spesso fine a sé stesso; pathos; forza; istinto e mille altre cose ancora. Ed anche quel bianco e nero incerto -peraltro cifra stilistica della fotografa- e quella esposizione carente risultano ancora adesso stranamente perfetti. Come succede quando le cose funzionano in maniera quasi magicamente involontaria.

FRANCOBOLLATE QUEL BASSISTA!
Come detto, Pennie Smith non sarà mai troppo entusiasta di quella fotografia che oggi può essere acquistata in copia ottenuta dall’originale con la sua firma in calce per circa 5000/6000 euro, pur riconoscendone il valore. La fotografa londinese formatasi alla Twickenham Art School ed "allevata" dall’artista Barney Bubbles (sue copertine di Ian Dury; Hawkwind; molte della Stiff Records ed autore di video di Elvis Costello e vari altri) il quale cominciò a lavorare dal 1979 proprio per NME -non è un caso- e dal critico Nick Kent, autore di The Dark Stuff: Selected Writings on Rock Music, a lungo coinvolto sentimentalmente con Chrissie Hynde -a sua volta al lavoro per NME- e dal rapporto molto conflittuale col Punk (Sid Vicious lo assalì con una catena da moto, tanto per dirne solo una), vanta comunque una carriera importante che prescinde certo da quel singolo scatto. Nel suo palmares ci sono lavori per Led Zeppelin; Iggy Pop; Siouxsie Sioux; Primal Scream; Radiohead; Rolling Stones; The Who e tantissimi altri gruppi ed artisti di primo piano. Molte sue foto, inoltre, sono state incluse nella mostra fotografica Who Shot Rock & Roll al Brooklyn Museum. Eppure, tutti la ricorderanno più che altro proprio per quella che per lei era solo una tra le tante e non certo la migliore, poi finita addirittura su un francobollo della Royal Mail.
Ma forse è proprio il Rock che è fatto per essere grande con cose piccole.



ObscureSolstice
Domenica 31 Marzo 2019, 16.20.17
15
Clash=punk. Quell'immagine di ribellione e spregiudicatezza ha segnato un frangente della musica. Non mi sono mai entrati di diritto tra le mie band band ultra preferite, quei sapori e sonoritá 'london bridge' del punkettino non li ho mai preferiti (anche se qualcosa mi piace..) Tuttavia anche se c'è del punk più spinto e rumoroso di questo, non significa che debba essere altro... i Clash sono sempre stati indirizzati al punk, quel gener e del calderone rock che come genere totale ingloba e rigurgita il genere punk. Pensi ai Clash e pensi al punk
Area
Giovedì 21 Marzo 2019, 13.34.14
14
Comunque i Clash sono stati i Rancid 15 anni prima... non a caso Tim Armstrong ha sempre detto che loro erano l'influenza primaria (soprattutto da Let's Go)
Area
Giovedì 21 Marzo 2019, 13.32.43
13
La copertina di London Calling trae in inganno, ti aspetteresti un disco di Punk 77 come il primo e invece é un altra cosa. L'omaggio ad Elvis penso che sia dovuto anche al fatto che era la musica che ascoltavano da bambini.
Blessed
Giovedì 21 Marzo 2019, 9.03.09
12
Il blastomero qua segna 9.33 eh.... dai... ammetti che hai fatto la figura del pirla e chiudetela in amicizia
Faking Calling
Mercoledì 20 Marzo 2019, 22.19.38
11
Ci vuole un po' di chiarezza in più. Se ti riferisci alle copie in serie limitata de lei autenticate nel 1980 ok, ma sono solo 200. Se invece intendi che se io oggi chiedo a Pennie di autenticarmi la foto dall' originale , non ha alcun valore ...
Raven
Martedì 19 Marzo 2019, 21.48.31
10
Dalla galleria d'arte che le tratta.
Fake Calling
Martedì 19 Marzo 2019, 20.42.54
9
Che la copia della foto originale, autenticata, sia valutata 5000 dollari, è una CAGATA PAZZESCA! Non so da dove arrivano certe fonti...
Raven
Martedì 19 Marzo 2019, 7.13.42
8
@Elluis: bellissimo episodio.
Metal Shock
Martedì 19 Marzo 2019, 0.01.22
7
I Clash sono stati un grande gruppo che partendo dal punk sono arrivati ad un sound più commerciale ma non meno efficace. Questo disco in realtà non riesco a digerirlo in pieno, tolta la classica e meravigliosa title track, ma la copertina rimane un'icona famosa che ben rappresenta lo spirito ribelle.
duke
Lunedì 18 Marzo 2019, 22.31.05
6
...copertina che nell' immaginario collettivo...raffigura il punk...una icona rock.......
Elluis
Lunedì 18 Marzo 2019, 21.25.15
5
@Raven ottimo articolo, come sempre, vorrei aggiungere una piccola curiosità che forse non tutti sanno: a due metri da Pennie Smith, e a circa 5 metri da Simonon, in prima fila, era presente un ragazzino di circa 12-13 anni. Nonostante il concerto fosse vietato (se ricordo bene) ai minori di 16 anni, lui era l'unico che era ammesso a tutti i concerti punk hardcore dell'epoca, dato che sua madre e sua zia conoscevano personalmente Joe Strummer, e il resto della band e frequentavano il suo giro di amicizie tra cui Andy Warhol, Debbie Harry e altri. Quel ragazzino era Harley Flanagan, che di lì a poco (a 13 anni compiuti) sarebbe diventato il batterista degli Stimulators, e in seguito il bassista e leader dei Cro-Mags: a dicembre di due anni fa l'ho conosciuto al Legend di Milano, e ha detto che quell'episodio, vissuto in diretta, proprio davanti ai suoi occhi, lo ricorda come se fosse successo il giorno prima, e rimarrà indelebile nella sua memoria.
Rob Fleming
Lunedì 18 Marzo 2019, 12.39.19
4
Copertina iconica senza dubbio. Anch'io la vedo come @Fabio Rasta. Dei Clash ho solo il debutto (quello sì che è punk) e questo perché fa parte di quegli album che non puoi non avere. Ma non mi ha mai detto più di tanto. E' un tipo di rock in cui il gruppo dimostra la sua poliedricità, ma in quell'ambito ne ho decine di album che preferisco ascoltare. I loro classici mi piacciono, ma un album intero (doppio, triplo...) non mi prende proprio.
No Fun
Lunedì 18 Marzo 2019, 12.31.38
3
Anche secondo me loro col punk c'entrano ben poco, il primo album ok poi no. Però restano una delle rock band più importanti di sempre e Strummer è stato un punto di riferimento. Ed è appunto di Rock che parla Raven nell'articolo, giustamente, non di punk, e quell'immagine è un bellissimo urlo rock n roll...
Silvia
Lunedì 18 Marzo 2019, 11.02.29
2
La penso come Fabio, la foto non rispecchia i contenuti ma e' comunque bellissima, molto "dinamica" e epocale. Un manifesto
Fabio Rasta
Lunedì 18 Marzo 2019, 9.45.51
1
Cover che accompagnò l'immaginario collettivo della scena Punk, per tutti gli eighties e oltre. Davvero curioso x me, giacché, a mio parere, in quel disco, di Punk così come lo intendo io, tolta forse la title track, ce n'era veramente poco e niente. Ovviamente non è la sede giusta x appiccicarsi con gli estimatori dei CLASH, e non voglio denigrare assolutamente il talento di STRUMMER & soci, ma x me rimane un classico esempio di come l'immagine sovrasti i contenuti musicali, in questo caso anche depistandoli. Parere personale, ovviamente, ma, ripeto, considero il Punk tutta un'altra cosa. Non si può non riconoscere infatti, che tutta 'sta violenza immortalata nella cover, non si riscontrava poi all'interno del disco, se non forse nei testi, che xò purtroppo non conosco.
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