Privacy Policy
 
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Locandina
Clicca per ingrandire
Alkemy
Clicca per ingrandire
Arms Like Anchors
Clicca per ingrandire
Begin to Breath
Clicca per ingrandire
Circle Pit
Clicca per ingrandire
Crowd surfing
Clicca per ingrandire
Flowmotion
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

24/06/19
MONARQUE
Jusqu-à la Mort

26/06/19
ROB MORATTI
Renaissance

26/06/19
H.E.A.T
Live at Sweden Rock Festival

26/06/19
BLOODY HAMMERS
The Summoning

27/06/19
ORDER OF THE EBON HAND
VII: The Chariot

28/06/19
TURILLI/LIONE RHAPSODY
Zero Gravity (Rebirth And Evolution)

28/06/19
DENIAL OF GOD
The Shapeless Mass

28/06/19
VICTIMS
The Horse And Sparrow Theory

28/06/19
MAJESTY
Legends

28/06/19
RHODIUM
Scream into the Void

CONCERTI

24/06/19
THE MELVINS + RED FANG
CARROPONTE - SESTO SAN GIOVANNI (MI)

24/06/19
THE AMITY AFFLICTION
TUNNEL - MILANO

24/06/19
ANATHEMA + guests
Live Club - Trezzo sull'Adda

24/06/19
CARACH ANGREN + GUESTS
LEGEND CLUB - MILANO

25/06/19
LACUNA COIL + DAWN OF MEMORIES
PARK NORD STADIO EUGANEO - PADOVA

25/06/19
FLOGGING MOLLY + DESCENDENTS
CARROPONTE - SESTO SAN GIOVANNI (MI)

25/06/19
CANNIBAL CORPSE + SADIST
Parma Music Park c/o Villa del Fulcino - Parma

27/06/19
SLIPKNOT + AMON AMARTH + TESTAMENT + TRIVIUM + LACUNA COIL + ELUVEITIE + GUESTS TBA
ARENA PARCO NORD - BOLOGNA

27/06/19
ELUVEITIE
SONIC PARK - BOLOGNA

27/06/19
KADAVAR (GER) + THE OBSESSED + GUESTS TBA
CIRCOLO MAGNOLIA - SEGRATE (MI)

RESONANCE FEST 2019 - DAY I - Circolo Svolta (MI), 15/03/2019
22/03/2019 (848 letture)
Sono le idi di Marzo e l’aria milanese si appropinqua verso la primavera: il sole è da poco tramontato quando intorno alle sei e mezzo giungo nella location dell’evento (già luogo del fratello maggiore Dissonance Festival). Il Resonance Festival è la novità di quest’anno da parte della Versus Music Project, e gli amanti della nuova scuola non potevano che esserne entusiasti: l’organizzazione è da sempre impegnata nel portare gruppi modern metal in Italia e questa volta riporterà i britannici Our Hollow Our Home e gli olandesi The Royal – entrambe le band stanno girando l’Europa a supporto del loro nuovo album – più svariate band della scena europea e italiana/ locale.
Le band in apertura per il primo giorno sono Skywalker, InVisions, Arms Like Anchors Begin To Breathe, Flowmotion e Alkemy.


ALKEMY
Onere ed onore di aprire questo primo giorno spetta agli Alkemy, dalla Val Camonica, con il loro metalcore corredato di groove e nu metal e le loro due voci che alternano harsh vocals e parti sperimentali rap; il loro genere renderebbe maggiormente con un po’ più di pubblico – i presenti nel Circolo Svolta sono ancora esigui a quest’ora del venerdì – ma la loro è una buona prova comunque, con convinzione e fierezza. Ben fatto!

FLOWMOTION
Veloce line check e cambio palco ed è il turno dei comaschi Flowmotion: abbiamo già incontrato i cinque ragazzi in queste stesse sedi e il loro electronic metalcore melodico e incalzante non può che conquistarci, fra riffing possente, pose crab core, basi e interlude digitali smaglianti, ritornelli catchy e harsh vocals al bacio. Peccato per i piccoli problemi tecnici subentrati sull’ultimo loro pezzo, All But Nothing - altrimenti canzone e chiusura esemplare- ma in ogni caso un set notevole. Bravi!

BEGIN TO BREATHE
Altro breve cambio palco in cui è gradevole prendere una boccata d’aria, ed è il turno dei milanesi Begin To Breathe, con il loro melodic metalcore pieno di feelings. La segnante impronta emotional fa da padrona abbracciando suoni cristallini e alternandosi alle parti più aggressive e graffianti, creando un bel sodalizio fra atmosfera e irruenza. Ci piace!

ARMS LIKE ANCHORS
Come ultima band italiana prima della tripletta britannica abbiamo i milanesi Arms Like Anchors, forti del loro metalcore caustico a tratti oscuro a tratti melodico, dai suoni ruvidi e decisamente in your face. Le luci ciano/blu ben si prestano a coreografare la loro performance corredata da pochi fronzoli: si va dritto al sodo con riff spigolosi, breakdown sorprendenti e pochi ma intensi momenti più edulcorati. Il Circolo Svolta è nel frattempo più gremito e i presenti sono più che entusiasti. Ottimo lavoro!

INVISIONS
È il turno degli InVisions: questi ragazzi saranno una vera sorpresa, poichè la loro resa live è ben più prestante che su disco. Su tutti si staglia la voce del singer Ben, soprattutto il suo screaming acre che alterna a growl con molti fraseggi veloci in stile Attila e After The Burial. Il suo totale coinvolgimento nel cantare è dimostrato dal suo sudore nonostante il freddo nella sala, mentre gli stacchi di precisione e i breakdown matematici degli strumentisti carica i moshers che finalmente si palesano nel loro consueto show di braccia e gambe: una vera e propria forma di ginnastica che andrebbe depositata come disciplina! Il primo wall of death, un fotografo fomentatissimo e un circle pit a più piani colorano una performance davvero energica e brillante: mood perfetto per proseguire al meglio questo bel festival.

SKYWALKER
E’ il momento degli Skywalker e insieme al cambio palco ci sarà anche un cambio di feelings, perché i Nostri portano con sé un post hardcore/pop punk veloce, allegro e a tratti agrodolce. La batteria tirata accompagna la sola chitarra in pieno stile hardcore, mentre i nostri si agitano esorbitanti on stage (lanciando peraltro la nuova audace moda dei calzini bianchi sotto a pantaloni con risvoltino). La partecipazione del pubblico è copiosa soprattutto nella prima fila dove alcuni fan cantano sfegatati le canzoni, mentre il frontman Jay alterna le sue harsh vocals a discorsi motivazionali contro l’odio e la depressione e ringraziamenti per il potersi esprimere come band. Feelings che riempiono appieno l’atmosfera in preparazione per gli headliner.

OUR HOLLOW OUR HOME
E’ arrivato l’apice di questa prima giornata e il Circolo Svolta freme. Un soundcheck più accurato precede l’esibizione della band di testa -occasione per prendere un ‘altra boccata d’aria- ma rientro al suono del delicato intro Denial, track d’apertura del nuovo album In Moment//In Memory. I fan sono accalcati intorno allo stage con gli occhi fissi sul quintetto pronto a proferire il proprio melodic metalcore emozionale ma solido; io occupo la mia consueta posizione laterale, mentre i nostri esplodono uno dei singoli clou del nuovo lavoro, l’agrodolce In Moment, per poi proseguire con l’altrettanto recente e toccante Father & Ghost in cui il chitarrista e cantante Tobias già si esprime appieno coi suoi ritornelli armoniosi. Successivamente gli Our Hollow Our Home si cimenteranno in quelli che il dinoccolato e carichissimo frontman Connor definirà giustamente essere fra i loro pezzi più pesanti: Worm Woods e Wraiths, per proseguire con la sfacciata Karmadillo, fra i classici della band in cui i presenti si scatenano, tant’è vero che i fan sotto al palco cantano a tutta voce e si palesa il primo crowd surfing e ancora una volta circle pit anche a più piani (la novità ricorrente della serata). Anche la presenza scenica sul palco è coinvolgente e dinamica, mentre il singer Connor intrattiene gli astanti fra un pezzo e l’altro. Le sue harsh vocals profonde corredano tutto il set mentre il chitarrista Josh (che spesso gira su se stesso come una trottola) e il bassista Bobby supportano le linee vocali con i loro cori. Seguirà la bellissima Pride: of Might and Mane, dal loro primo album, la cui intensità melodica non può che emozionare insieme all’adrenalina delle parti più aggressive. Lo stesso vale per il singolo Speak Of Sorrow con il suo crescendo enfatico. I nostri fingeranno poi di uscire di scena solo per sentire acclamare a gran voce l’encore tramite il consueto grido all’unisono del pubblico “ONE MORE SONG”. Dunque un’altra canzone sia, e che canzone: Feast for Crows, un altro classico della band, perfetta chiusura con il suo breakdown potentissimo in cui i ragazzi danno l’ultima scarica di vigore in un set che è stato tutto energico – oltre che appassionato ed emozionante. Una grande band di testa per la prima, entusiasmante giornata di questo neonato festival.

Ho avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con il cordiale e disponibile chitarrista Tobias riguardo la loro attività come band e il loro ultimo album.

Valeria Di Chiaro: Ciao Tobias! Allora come sta andando questo tour europeo?

Tobias Young: Ciao Valeria! Il tour sta andando benissimo, grazie! Probabilmente il più bel tour vissuto in Europa finora. Abbiamo avuto un sacco di show elettrizzanti e abbiamo persino fatto qualche data Sold out, non potremmo desiderare di più!

Valeria Di Chiaro: E come vi siete trovati e vi state trovando con i vostri gruppi d’apertura, gli InVisions e gli Skywalker?

Tobias Young: Sono dei grandi e ci troviamo benissimo! Allora, gli InVisions sono nostri amici, li conosciamo da parecchio. Abbiamo già suonato con loro in un tour in UK, sicchè avevamo già detto loro che appena possibile avremmo voluto portarli fuori con noi, e così è stato. Con gli Skywalker abbiamo suonato in passato, sebbene facciano un genere abbastanza diverso dal nostro, sono stati una bella sorpresa, sicchè li abbiamo voluti in tour.

Valeria Di Chiaro: Parliamo un po’ di questo nuovo album, In Moment//In Memory. Musicalmente possiamo dire che ha il vostro marchio di fabbrica. Liricamente invece, e possiamo capirlo non solo leggendo i testi ma anche solo leggendo i titoli delle canzoni, sembra parlare delle varie fasi del lutto. E’ dunque un concept? Qual è il significato di questo album, il messaggio per i fan?

Tobias Young: Nel 2016 ho perso mio padre per un cancro. E’ stato un dolore enorme.. Lui seguiva molto la band, e quando apprese della malattia terminale mi pregò di non lasciare l’attività musicale, ma di continuare proprio per esorcizzare l’inevitabile. Quindi ho voluto dedicargli questo album, se vogliamo. E’ un concept riguardo il lutto e il dolore, ogni canzone descrive una fase attraversata, ma guardando l’album nel complesso è in qualche modo un messaggio su come affrontare un dolore del genere. Ho tentato di creare qualcosa di positivo dal negativo, come mi ha sempre incoraggiato a fare lui. Mio padre mi manca ogni giorno sia chiaro, ma so che la morte e il dolore è un qualcosa che fa parte della vita di tutti prima o poi, sicché è stato un modo per creare qualcosa che possa magari aiutare gli altri nella stessa situazione. Oltre ad essere un epitaffio per mio padre, un retaggio. Ho sofferto molto ma ora so che lui non soffre più, e so che la sua memoria vive attraverso questo album: so che sarebbe fiero di ciò che abbiamo fatto. Inoltre molti fan sono venuti da me dicendomi che l’album li aveva aiutati in una condizione simile, questo mi ha toccato molto.

Valeria Di Chiaro: E la copertina con le due mani, una umana e una di scheletro che si stringono.. come mai questa immagine per rappresentare il concept?

Tobias Young: Rappresenta un po’ me con mio padre. Ogni canzone dell’album ha il suo significato, ma per la totalità dell’album questa immagine è perfetta: è l’unità della vita con la morte, non puoi avere la vita senza la morte. E’ un modo dolce per rappresentare che mio padre se né andato ma è ancora con me. E’ un artwork che vorrebbe comunicare immediatamente il messaggio dell’album.

Valeria Di Chiaro: Il video di In Moment vede una fanciulla vestita di bianco, e un vecchio uomo vestito elegantemente. La fanciulla raccoglie una rosa che poi l’uomo trasforma in sabbia… questa è un’altra metafora della vita e della morte?

Tobias Young: E’ un altro modo per rappresentare la vita e la morte che si completano. Ho trovato per caso su internet il poema che si vede all’inizio del video; è un traditional il cui autore si è perso nei secoli, ma l’ho reputato appropriato al concept. La morte non è rappresentata come uno scheletro e un falciatore, ma un anziano gentiluomo. Tutto deve morire, ma la rosa si trasforma in sabbia e la sabbia in un orologio, per rappresentare che il tempo può guarire tutto. E che l’accettazione che la morte fa parte della vita è necessaria.

Valeria Di Chiaro: Qual è stato il responso del pubblico per questo lavoro?

Tobias Young: Quando una band scrive un nuovo album vuole essere fiera di ciò che fa, e certa di fare un passo avanti rispetto al precedente lavoro. Il nostro In Moment//in Memory è più pesante musicalmente e più profondo liricamente rispetto al passato. Come band siamo arrivati ad essere come volevamo essere. E anche il responso del pubblico è stato positivo, i fan sono molto contenti così come le recensioni di giornali e stampa sono ottime. Abbiamo anche ottenuto molti nuovi ascoltatori con il lavoro: i progressi ottenuti con questo secondo album ci fanno capire che quella che stiamo intraprendendo è la strada giusta!

Valeria Di Chiaro: Grazie mille e alla prossima!


Si conclude ottimamente la prima serata del Resonance Festival, con uno scambio davvero interessante e uno show intriso di buona musica, bella gente e buoni sentimenti. Ciò fa davvero ben sperare per la seconda serata..



demetrio
Lunedì 25 Marzo 2019, 17.07.33
1
Feelings ovunque, impronta emotional, suoni in your facee quant'altro, ma una che sa scrivere in italiano? Comunque grandissima serata.
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Our Hollow Our Home
Clicca per ingrandire
Our Hollow Our Home
Clicca per ingrandire
Our Hollow Our Home
Clicca per ingrandire
Our Hollow Our Home
Clicca per ingrandire
Our Hollow Our Home
Clicca per ingrandire
Skywalker
Clicca per ingrandire
Valeria e Tobias Young
ARTICOLI
23/03/2019
Live Report
RESONANCE FEST 2019 - DAY II
Circolo Svolta (MI), 15/03/2019
22/03/2019
Live Report
RESONANCE FEST 2019 - DAY I
Circolo Svolta (MI), 15/03/2019
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]