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AVANTASIA - Alcatraz, Milano (MI), 31/03/2019
06/04/2019 (1090 letture)
INTRODUZIONE
Il Moonglow World Tour di questa primavera non poteva non dedicare perlomeno una data al Belpaese e per la terza volta nel giro di sei anni gli Avantasia fanno tappa all'Alcatraz di Milano. Evidentemente la location si presta bene allo spettacolo messo in piedi da Tobias Sammet nell'ormai lontano 1999, un progetto che continua a stupire ad ogni nuova uscita discografica, soprattutto per le collaborazioni di spessore assieme ad artisti del panorama rock e metal internazionale.
Alle 18 del pomeriggio la fila è già corposa perciò decidiamo di attendere nel bar nei pressi del luogo dell'evento facendoci qualche birra prima del concerto. Intorno alle 19:30 inizia a calare il sole perciò capiamo che è il momento di entrare. Il locale è già abbastanza pieno, infatti andrà pian piano gremendosi fino alle 20:30, orario indicato per l'inizio delle tre ore di godimento che ci apprestiamo a vivere.

AVANTASIA
La prima parte dello show è quasi interamente dedicata all'ultimo lavoro e non poteva essere altrimenti vista la qualità dell'album, mentre una volta introdotti tutti gli ospiti del Moonglow World Tour ci sarà ampio spazio per le tracce appartenenti al passato recente e remoto della band. È così che il "folletto" Sammet fa la sua entrata in scena con tanto di cilindro in testa ed un look alquanto stravagante sulle note dell'entusiasmante opentrack di Moonglow, ovverosia Ghost in the Moon. Ciò che colpisce di più nei primi pezzi (e a dire il vero per gran parte della serata) è l'esecuzione impeccabile di Tobi, vocalmente davvero ispirato. Le luci soffuse verdi ed azzurre tendenti alla cover del disco raffigurata sullo sfondo e il palco, con l'ingresso sovraesposto proprio per presentare gli ospiti d'onore, rendono magica la prima parte di concerto. Sulle note di Starlight arriva il primo contributo: la possente voce di Ronnie Atkins. Un grande brano perfettamente eseguito, stupendo poi il duetto finale con gli acuti del frontman degli Edguy. Breve presentazione doverosa per il singer dei Pretty Maids e i due proseguono con un altro pezzo da novanta di Moonglow, cioè Book of Shallows, dopodiché è il turno di uno dei brani più attesi dell'intero tour, niente meno che la fantastica The Raven Child, dove appare in tutta la sua grandezza Jorn Lande. L'uomo dalla voce d'oro offre una prova maiuscola talmente robusta, impeccabile e trascinante da far apparire i suoi illustri colleghi dei "semplici" cantanti. Fortunatamente egli si ripeterà su Lucifer e più tardi su Let the Storm Descend Upon You (entrambe tratte da Ghostlights), oltre a fornire un'altra performance superlativa su The Scarecrow. Le presentazioni non sono finite ed è così che ancora due canzoni tratte da Moonglow (Alchemy ed Invincible) fanno da apripista a un Geoff Tate scalpitante nonostante le sessanta primavere da poco compiute e i capelli completamente scomparsi. È ingrato il compito che gli spetta: cantare dopo Lande! Ma dalla sua egli ha tanta esperienza e la fortuna di poter duettare assieme a Tobi su Twisted Mind e soprattutto sulla fantastica e attesissima Avantasia. La canzone rappresentante l'intero progetto e l'indimenticabile Reach Out for the Light (orfane di Michael Kiske, uno dei pochi dispiaceri della serata) regalano momenti memorabili e nostalgici ai fan di vecchia data, i quali non vedevano l'ora di cantare a squarciagola sulle note di The Metal Opera. In realtà il pubblico mostrerà il suo amore incondizionato per la band, manifestando il suo entusiasmo su tutte le esecuzioni, acclamando a più riprese Sammet e i suoi ospiti. È Adrienne Cowan a fare le veci di Candice Night su Moonglow e francamente la sua esecuzione non è per niente precisa, prova effettiva che il brano pur essendo alquanto catchy possiede linee melodiche non così semplici da riprodurre. Mancano ancora due ospiti all'appello e Tobias Sammet, fra una battuta e l'altra, ha chiaramente specificato che ci aspetta una sorpresa. Che sia il frontman dei Mr. Big Eric Martin con il quale duetterà sulla cover di Maniac e su Dying for an Angel oppure il leader degli Avantasia si riferisce al grande vecchio del rock epico e maestoso Bob Catley? In realtà la risposta ha poca importanza dato che in entrambi i casi siamo di fronte a tanta classe. L'autentica leggenda dei Magnum presta la sua splendida voce, neanche tanto scalfita dal tempo, su Lavender (uno dei momenti più alti della serata per il sottoscritto) e su The Story Ain't Over. Inoltre, prima della pausa tornerà sul palco per esibirsi in Shelter from the Rain e Mystery of a Blood Red Rose. Nel mezzo da segnalare l'esibizione scoppiettante di Master of the Pendulum, sulla quale Ronnie Atkins disintegrerà il microfono a suon di urla. L'encore è affidato a due grandi classici della band: la strappalacrime ballata Farewell, dove Adrienne Cowan si riprende parzialmente e il medley Sign of the Cross/The Seven Angels che prevede la partecipazione di tutti gli artisti coinvolti in questa magica nottata milanese.

CONSIDERAZIONI
Un plauso incredibile va fatto ai "membri permanenti" sul palco, in particolare ai maghi dietro le composizioni degli Avantasia: Sascha Paeth e Oliver Hartmann alle chitarre, Miro alle tastiere e l'implacabile Felix Bohnke alla batteria. Se le esecuzioni a livello tecnico sono state ai limiti della perfezione è soprattutto merito loro. Come al solito la band non ha deluso le aspettative e i nuovi pezzi sono fortissimi anche dal vivo. Certamente la partecipazione di Michael Kiske e soprattutto di Hansi Kürsch avrebbe reso la tappa italiana perfetta ma sapevamo già che non avrebbero fatto parte della squadra quindi nessun rimpianto. Non mi sarebbe dispiaciuto neanche ascoltare qualche pezzo estratto da The Metal Opera - Part II, totalmente snobbato. Magari una The Looking Glass in duetto col mastodontico Bob Catley, unica voce presente dell'epoca. Come già accennato, sono rimasto positivamente stupito dalla prova dietro al microfono di Tobias Sammet, il quale si è dimostrato abile cantante oltre che mattatore indiscusso della serata. A lui va dato inoltre atto di essere l'unico (al mondo?) in grado di unire voci talentuose in un grande show della durata di tre ore. Cosa aggiungere se non che consiglio vivamente a tutti di vivere l'esperienza di un live show degli Avantasia, poiché è realmente Un mondo al di là dell'immaginazione umana.

SETLIST AVANTASIA
1. Ghost In The Moon
2. Starlight
3. Book of Shallows
4. The Raven Child
5. Lucifer
6. Alchemy
7. Invincible
8. Reach Out for the Light
9. Moonglow
10. Maniac
11. Dying For An Angel
12. Lavender
13. The Story Ain't Over
14. The Scarecrow
15. Promised Land
16. Twisted Mind
17. Avantasia
18. Let the Storm Descend Upon You
19. Master of the Pendulum
20. Shelter from the Rain
21. Mystery of a Blood Red Rose
22. Lost in Space
---- ENCORE----
23. Farewell
24. Sign Of The Cross/The Seven Angels


Foto a cura di Federico "Vandroy" Landini



tino
Sabato 6 Aprile 2019, 17.19.56
7
Alla faccia del capolavoro l'ultimo disco...sammet potrebbe chiudere la carriera a 40 anni dopo gli ultimi due
lux chaos
Sabato 6 Aprile 2019, 16.14.10
6
L'ultimo disco è un capolavoro e il concert non è stato da meno. Strepitosi!!!!!
tino
Sabato 6 Aprile 2019, 14.56.05
5
mamma che sventola la cowan
Togno89
Sabato 6 Aprile 2019, 14.25.03
4
Grazie @Luky. Moonlight??? Che rincoglionito sto diventando
Halo
Sabato 6 Aprile 2019, 13.31.17
3
Li ho scoperti con Moonglow e dopo aver letto il report mi sono già pentito di non essere venuto
tino
Sabato 6 Aprile 2019, 13.30.45
2
Invidia per chi è andato penso sia stato uno spettacolo grandissimo. Ottima scelta sostituire la somerville con la cowan ottima cantante infatti la nota al commento di luky e' perché ha omesso il fatto che moonglow e' stata impreziosita dalla prestazione di candice night in modo pazzesco. Per il resto purtroppo certi cantanti mancanti all'appello pesano e non poco specie Kiske e kursch nei brani del nuovo capolavoro
Luky
Sabato 6 Aprile 2019, 13.17.41
1
Concerto spettacolare, sia per l'esibizione del gruppo sia per il coinvolgimento del pubblico. Già da subito Tobi ha capito che l'atmosfera era accesa, e non ci ha delusi. In generale, tutte le canzoni del nuovo album sono venute bene in live: in particolare, Ghost in the Moon è stato un inizio da brividi di piacere; Starlight l'ho rivalutata molto in versione live; Book of Shallows è stata resa perfettamente nonostante le assenze, e Adrienne Cowan (che io conoscevo non per le sue band, ma per le sue cover su youtube ) ha interpretato la parte di Mille Petrozza niente male; in The Raven Child invece si sente la mancanza di Hansi, mancanza che è stata compensata da un Jorn in piena forma, il quale, come il vino, migliora con l'età. Dopo Lucifer è il turno di Geoff Tate, che ci regala una perfetta Alchemy e la ballad seguente. Anche Bob Catley si supera in Lavender (e in tutte le canzoni in cui canta), nonostante gli anni sul groppone; unica nota dolente a mio parere è Moonglow, dove la voce di Adrienne Cowan non ci sta per niente, ma hey, rimpiazzare Amanda Somerville per le esibizioni live è un'impresa difficilissima, e Adrienne comunque sprizza energia e sa bene come tenere il palco, sfornando comunque un'ottima esibizione in Farewell. Altra cosa che non mi è piaciuta molto è stata la resa live delle canzoni cantate in disco da Kiske, però che ci si può fare, è impossibile sostituire un dio. Oltre ai comuni pezzi da novanta, su cui non mi soffermo, mi è piaciuto molto Master of the Pendulum, che è stato uno dei miei pezzi preferiti di Ghostlights. In generale comunque, e senza stare a trovare il pelo nell'uovo, è stato un concerto bellissimo. Prova maiuscola di Tobi, intrattenitore e cantante, con una prestazione vocale che non lascia rimpiangere gli anni duemila. P.S. : nota sulla recensione, Togno hai scritto due volte Moonlight invece di Moonglow, e su Twisted Mind non c'è Tobi a duettare con Tate, bensì Eric Martin (povero tobi, lasciamolo rifiatare almeno per qualche canzone )
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