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LA CONGREGA DELLA STREGA BIANCA - Ciò che si cela a Rose Hall
14/04/2019 (1146 letture)
Uno dei dischi in assoluto più noti in ambito Occult-Rock, è certamente Witchcraft Destroys Minds & Reaps Souls dei Coven. Tanti, a dispetto di una produzione contenuta, i brani della band che potrebbero essere citati come esempio di esplorazione di tematiche occulte e/o storie “particolari”. Tra questi, uno dei più noti contenuti nel loro primo album è quello posto al numero due della scaletta: White Witch of Rose Hall. Ma di cosa parla, esattamente, quella canzone?

LA STRANA COPPIA
La storia raccontata da White Witch of Rose Hall, sospesa a metà tra mito, leggenda e verità, è quella di Annie Palmer, la cui vicenda tramandata ai posteri parlerebbe di una donna che definire forte sarebbe estremamente riduttivo. Le sue empie gesta, infatti, l’hanno a lungo resa tristemente nota in Giamaica prima, ed oltre dopo. Ma cominciamo dalla leggenda. Chi era Annie Patterson in Palmer secondo il mito che l’ha ammantata per lustri e lustri? Tutto parte dalle vicende di John Palmer, ricco possidente terriero, il quale, dopo aver fatto fortuna in Giamaica mediante la coltivazione e la commercializzazione della canna da zucchero sfruttando il lavoro degli schiavi, attorno al 1770 decide di acquisire una grande villa a Montego Bay, investendo una vera fortuna nell’operazione. 30.000 sterline dell’epoca, per la precisione. Secondo il mito, Annie arriva in Giamaica via Haiti circa quattro anni dopo insieme alla famiglia (alcuni sostengono invece fosse già orfana) ed ancora giovanissima, diciottenne a quanto pare, conosce John frequentando gli ambienti “IN” del luogo. Di lì a poco si sposano e lei si trasferisce quindi a Rose Hall. I due non sono esattamente una bella coppia –lui un tipo insignificante e pacioso, lei una donna minuta e bassa ai limiti del nanismo- ma funziona in quanto il marito continua a dedicarsi ai propri affari mentre la moglie, estremamente risoluta, prende in mano la direzione della villa Georgiana e quindi della vita dei suoi tanti dipendenti; e non solo.

I SOLLAZZI DELLA MANTIDE ALLO SPECCHIO
Annie comincia ad usare metodi violenti e sadici, con gli schiavi che “sgarrano” sottoposti a torture pubbliche e segrete, fino ad ucciderne alcuni. Da lì ad usarne alcuni per soddisfare alcune esigenze normalmente di pertinenza maritale, il passo è breve. Con un piccolo particolare “mantideo”, però. Gli schiavi prescelti finiscono per sparire repentinamente (si dice pugnalati a fine amplesso) e dei loro cadaveri non si conosce più il destino, complici sepolture notturne in tombe senza nome. Anche il marito finisce assassinato mediante veleno, non si per mano di chi, il giorno dopo essersi moderatamente innervosito per aver trovato la moglie a letto con uno schiavo ed essere ricorso ad un frustino per manifestarle la sua contenuta contrarietà con britannica flemma. Una coincidenza, ovvio. La Palmer assume il controllo totale di Rose Hall e tramite gli insegnamenti di alcuni schiavi, pur essendo già in possesso di molte nozioni sui riti Voo-Doo apprese ad Haiti quando era ancora bambina tramite una tata (e la cosa si lega analogamente alla romanzata biografia di Jinx Dawson, la cantante dei Coven), cosa che induce l’aristocrazia bianca dell’isola ad evitarla accuratamente, viene ammantata da un alone demoniaco sempre maggiore. Sopra tutto perché altri due mariti defungono a stretto giro di posta l’uno dall’altro. Chi le fornisce “Know-How” Voo-Doo entra nelle sue grazie e nella sua casa, specialmente se si tratta di magia nera e sacrifici rituali, gli altri vengono sottoposti a torture psico-fisiche pesanti. Uno di loro, uno stregone, la introduce ai segreti più reconditi dei cerimoniali, ma quando la Palmer non si fa scrupolo di sollazzarsi con il marito della giovane figlia e poi di ucciderlo, le cose precipitano. I due si affrontano fisicamente. Annie muore subito, scaraventata dalle scale di Rose Hall, lui poco dopo per le ferite da taglio riportate nello scontro. Viene sepolta secondo un rituale che avrebbe dovuto tenere il suo spirito lontano dal mondo terreno, ma a quanto pare qualcosa va storta e lei continuerebbe quindi ad apparire anche ai nostri giorni. In uno specchio antico, oppure in sella ad un cavallo nero armata di frusta, prendendo con sé i malcapitati che hanno la sventura di vederla.
Fin qui il romanzo. Ma cosa c’è di vero in questa storia?

CHI VUOL ESSERE IL MARITO DELLA STREGA?
Poco; a quanto pare. Forse nulla. Tra le poche ville sopravvissute agli incendi conseguenti alle rivolte degli schiavi del 1831/32, Rose Hall fu da subito circondata da una fama sinistra. Edificata da Henry Fanning, il quale morì mentre era in costruzione, fu portata a termine dal secondo marito di Rose Kelly Fanning, la sua vedova, anch’egli morto appena terminati i lavori. Il terzo marito le fece fuori il patrimonio prima di morire anche lui e pervenne tramite il quarto, John Palmer, allo sventurato John Rose Palmer. La sua storia continuò secondo voci più o meno affidabili come prima descritto, con innumerevoli varianti che hanno contribuito ad alimentare la sua leggenda. In una, ad esempio, lei si innamora di un inglese che però le preferisce un’indigena, la nipote dello stregone Takoo ed è la giovane ad essere eliminata, con la Strega che muore strangolata e non buttata dalle scale. La verità è che la Patterson nacque direttamente in Giamaica, non passò mai da Haiti, ebbe un solo marito e Rose Hall venne abbandonata a causa dei debiti accumulati e lasciata andare in rovina per circa 130 anni. E allora? Da dove derivano tutte queste storie inquietanti su questa donna? Semplice: da un racconto del 1868 con protagonista Rose (Kelly) Palmer, la prima proprietaria della villa, dove si descrivevano i suoi quattro mariti e si ricamava sulla sua vita (una donna che sopravvive a quattro mariti è di sicuro una strega, no?) finché, un secondo libro del 1911 sulla storia di quei luoghi, diede improvvidamente un contorno ufficiale a quelle leggende e il romanzo The White Witch of Rose Hall del 1929 fece il resto. Da lì in poi i racconti di presunti testimoni oculari di eventi paranormali si sono susseguiti, sino a quelli “godiviani” completi di cavallo. Restaurata nel 1960, Rose Hall fu acquisita nel 1977 dalla famiglia Rollins e resa anche meta turistica. La signora Rollins è l’ex Miss America 1977.

BLUES BIANCO E MENTI DISTRUTTE
Nonostante i Coven non siano stati i soli ad occuparsi della Strega Bianca -ad esempio lo ha fatto Johnny Cash con Ballad of Annie Palmer- sono loro che oltre a fornirci lo spunto per questo articolo, si trovano a tutti gli effetti all’interno del perimetro musicale che più ci interessa. Per quanto riguarda la loro White Witch of Rose Hall, non si tratta certamente della punta di diamante contenuta da Witchcraft Destroys Minds & Reaps Souls, ma è comunque molto interessante. Concettualmente, il pezzo è completamente calato nella realtà anni 60 e presenta alcune soluzioni intriganti a livello produttivo. A venire fuori maggiormente sono però due fattori essenziali: l’interpretazione di Jinx Dawson ed il testo. Per quanto riguarda il secondo, che potete leggere in coda a questo scritto, si tratta del resoconto dell’accaduto ispirato dalle opere letterarie prima citate, compresso nei tempi di una canzone di normale durata –poco più che tre minuti- che scorre bene rispetto ad un contesto musicale tipico di un’epoca e di un certo ambiente. Molto più interessante la prestazione canora della Dawson, stentorea, chiara e padrona della sua ottima estensione. Capace anche di forzare e sporcare il canto in maniera Blues quando occorre, nel contesto di un pezzo che, peraltro, si presta molto alla bisogna. Ricorrendo inoltre al suo classico vibrato in più di una occasione. Probabilmente, la cantante più giusta per interpretare una canzone sulla Strega Bianca di Rose Hall.

The white witch of Rose Hall,
The devil she could call.
Mother Ruthford come one day,
Into Montego Bay.
The great house,
An accountant man.
Annie Palmer had to have this man
The white witch of Rose Hall,
A beauty above all.
The slaves out in the fields
Had brothers who were killed.
This obeah woman made the spirits rise,
Destroying the unwanted with her eyes.
By night in the black
When she did rise,
Anyone in her path would die.
Robert met Millicent one fine day,
Now the girl stood in Annie's way.
Her life meant nothing without his love.
But she couldn't bear the evil of...
The white witch of Rose Hall
The devil she could call.
Robert's love then denied.
The blame Annie denied.
But the father
Of this dead slave girl
Casted Annie from his world.
The white witch of Rose Hall.
The devil she could call.
The white witch of Rose Hall.
The devil she could call.



Raven
Domenica 21 Aprile 2019, 19.05.53
7
Sicuramente è così. Il gusto e l'inclinazione per ciò che è "altro" si sposa perfettamente con questa musica, del resto.
Korgull
Domenica 21 Aprile 2019, 19.04.05
6
Una domanda che mi si è creata nel cervello (e forse è anche un po O.T.): ma secondo voi la nostra musica, chi la suona, quanto deve a tematiche come questa? Insomma, buona parte del metal (e del rock...) è attratta in modo quasi viscerale da questi argomenti..hanno ispirato fior di artisti. Secondo me senza il macabro, il morboso mancherebbe una bella fetta d'ispirazione...
thrasher
Domenica 21 Aprile 2019, 8.58.43
5
Interessante veramente
Raven
Domenica 21 Aprile 2019, 8.49.33
4
Grazie. @2: molti di questi racconti hanno stranamente punti in comune
Korgull
Domenica 21 Aprile 2019, 7.52.05
3
Interessantissimo, complimenti!
ElPibeDeOro
Martedì 16 Aprile 2019, 22.06.15
2
Mi ricorda la vicenda della contessa Bathory
gianmarco
Martedì 16 Aprile 2019, 20.18.21
1
interssante .
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