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SINE QUA NON - # 28 - 'Walls of Jericho' e 'Visions'
01/05/2019 (1406 letture)
INTRODUZIONE
Dodici anni separano la data di uscita di Walls of Jericho album di debutto degli Helloween uscito nel 1985 e Visions degli Stratovarius, pubblicato nel 1997. In questo capitolo di “Sine Qua Non” tratteremo proprio di questi due album: da loro passa l’evoluzione del power metal, partendo dalle forme ancora legate all’heavy di Walls of Jericho, piccolo capolavoro della band tedesca, fino ad arrivare al più raffinato lavoro dei finlandesi, che guardando più il lato melodico e orchestrale, ha donato al power una nuova sensibilità e drammaticità, grazie a un sound quasi sinfonico, colmo di tastiere e di richiami neoclassici, senza avere il bisogno muoversi in direzioni necessariamente epiche o fantasy come i contemporanei Blind Guardian. Ci sono tante differenze dal punto di vista musicale e sonoro, ma al di là di questo entrambi gli album hanno lasciato un segno indelebile per il genere (che grazie anche a questi due dischi è riuscito ad affermarsi) e per la storia delle due band, proiettando gli Helloween verso una formula sempre più power fino ad arrivare alla scrittura dei loro due capolavori Keeper of the Seven Keys - Part 1 e Keeper of the Seven Keys - Part 2 e facendo raggiungere l’apice del loro successo agli Stratovarius, facendogli toccare il loro punto più alto anche musicalmente, rendendo un’impresa difficile se non impossibile il ripetersi nuovamente.

WALLS OF JERICHO
Gli Helloween nascono ad Amburgo nel 1983: si tratta dell’evoluzione degli Iron Fist, band capitanata da Kay Hansen e Piet Sielck, alla quale si unirono poi il compianto Schwichtenberg alla batteria e Großkopf al basso. Con l’uscita di Sielck e l’ingresso di Weikath avviene il cambio di nome definitivo in Helloween: nel 1985 esce il primo mini-LP di debutto intitolato Helloween. Da questo iniziale successo si giunge rapidamente alla pubblicazione di Walls of Jericho, in cui tra l’altro sono raccolte anche le cinque tracce del precedente LP.
La storia della band è ben nota a tutti, in particolar modo grazie ai successivi Keeper of the Seven Keys, in cui a cantare non è più il rude e acerbo Hansen ma il superbo Kiske: complice il successo di questi due album, che nella loro imponenza hanno sempre messo in ombra, o quantomeno ridimensionato ogni altro lavoro della band, si tende a dimenticare un po’ l’effettiva origine del power metal, che non nasce subito raffinato e complesso come alla fine ci si è abituati a pensare, ma che affonda le sue radici nello speed e nell’heavy, prendendo spunto da band come Judas Priest, Iron Maiden, Accept o Saxon, proprio come nel caso di Kay Hansen e degli Helloween.
Walls of Jericho è distante anni luce da tastiere, approcci ricercati e sinfonici come possiamo trovare nel power più recente di Avantasia, Nightwish, Sonata Arctica o dei Rhapsody of Fire. Walls of Jericho è potenza pura: la musica è grezza ma dotata di una carica e una velocità straordinarie, specie considerando gli standard dell’epoca. Proprio questo lato rude, strettamente derivato dall’heavy più tradizionale che emerge dalla prestazione di Kai Hansen è la chiave del successo e dell’apprezzamento per Walls of Jericho, da molti odiato per il suo essere aspro e ruvido (anche nella produzione), ma talmente affascinante da essere considerato da altri ascoltatori migliore, più godibile e genuino, rispetto ai Keeper of the Seven Keys. Il merito non è ovviamente solo del carismatico Hansen: la batteria di Schwichtenberg è assolutamente perfetta, così come lo è il lavoro di Großkopf e Weikath, che insieme a Hansen suona delle parti di chitarra estremamente taglienti, veloci e melodiche. Nel suono si possono già individuare tutti gli elementi che andranno a costituire il power. Non è un caso che molte canzoni di questo album, tra cui Ride the Sky, Heavy Metal (Is the Law), Judas, Victims of Fate o How Many Tears, siano diventate alcune tra le più richieste e apprezzate degli Helloween, nonché dei veri e propri inni del metal.

VISIONS
Agli antipodi troviamo Visions degli Stratovarius, in cui la produzione è eccellente, la band suona divinamente melodie e riff incantevoli, ma dove l’approccio risulta essere più freddo e staccato rispetto a quello degli Helloween. Questa caratteristica freddezza nei suoni è un po’ paragonabile alla rozzezza di Walls of Jericho: si tratta di caratteristiche talvolta disprezzate ma che nel loro contesto e nell’alchimia degli album creano una patina particolare, diventando tratti distintivi, piccoli difetti che inevitabilmente fanno parte della bellezza e dell’unicità del disco. Altra analogia tra Helloween e Stratovarius è individuabile nell’evoluzione delle lineup, partite entrambe con un leader cantante-chitarrista, per i primi il già citato Kay Hansen, per i secondi Timo Tolkki. Comune è anche il loro destino: tutti e due passeranno al coprire il solo ruolo di chitarrista lasciando spazio a cantanti estremamente virtuosi, Kiske e Kotipelto, per poi uscire dalla band, portando avanti altri progetti, talvolta muovendosi in direzioni più coerenti alla natura originale del gruppo che magari va evolvendosi verso altre direzioni (come nel caso dei Gamma Ray di Hansen). Con l’abbandono di Tolkki gli Stratovarius perdono il loro approccio quasi glaciale, traballano e si rialzano, pubblicando anche recentemente album validi, come Eternal o Nemesis, ma non riuscendo a ripetere il successo di Visions.
Gli Stratovarius vengono fondati nel 1984 a Helsinki e debuttano nel 1989 con Fright Night seguito da Twilight Time e Dreamspace. Da qui in poi avviene una prima svolta nella formazione in grado di direzionare il gruppo verso uno stile più affine a quello più noto di Visions: con Fourth Dimension (1995) debutta Timo Kotipelto, la cui pregevole voce, dotata di un estensione fuori dal comune, diventerà il marchio di fabbrica degli Stratovarius e con il successivo Episode (1996) arriva Jens Johansson alle tastiere, completando la lineup, la stessa che troveremo l’anno successivo in Visions.
Johansson, complice anche la sua esperienza nei Rising Force di Yngwie Malmsteen, si incastra perfettamente allo stile di Tolkki, nella sua formazione ispirato proprio da chitarristi come Blackmore e Malmsteen. Ecco quindi che dai loro assoli intrecciati escono fuori i tocchi classicheggianti e a tratti gotici che contraddistingueranno Visions e gli Stratovarius degli anni ‘90. La svolta che ha portato Visions nel mondo del metal e che ha permesso di vivere agli Stratovarius gli anni ‘90 come probabilmente la miglior band nel genere (imponendosi sui compagni di etichetta Elegy e riscuotendo maggior successo anche rispetto agli Helloween) sta proprio nell’ essere riusciti a unire al più classico power, fatto da ritmiche veloci ed energiche, a atmosfere nordiche, fredde e cupe, tematiche malinconiche e nostalgiche, prive del lato allegro che si poteva attribuire agli Helloween.
Così in Visions possiamo trovare canzoni accattivanti, dal tiro quasi radiofonico come Kiss of Judas, Paradise o l’iconica Black Diamond, introdotta da una tastiera memorabile, brani estremamente potenti come Forever Free o Legions e canzoni lente come Before the Winter o Coming Home.


CONSIDERAZIONI
Walls of Jericho e Visions sono due album concepiti in maniera estremamente differente, in momenti diversi per il metal e per le band in questione, pur presentando numerose analogie. Sicuramente entrambi hanno lasciato un segno, forse non sempre visibile, ma indelebile. Gli Helloween quasi inconsapevolmente gettano, o quantomeno prendendo dal già diffuso e conosciuto speed-heavy, riescono a condensare con Walls of Jericho le basi su cui convenzionalmente sorgerà il filone power metal.
Visions degli Stratovarius alla pari è un lavoro straordinario, fin da subito osannato dalla critica (ma comunque non esente da giudizi negativi), che mette gli Stratovarius sull’olimpo, li condanna al non ripetersi più, o meglio all’auto emulazione, al ripetere con insistenza quel che è già stato fatto. Tolto questo difficilmente si può pensare al power dagli anni ’90 ad oggi senza considerare l’influenza degli Stratovarius e di Visions, al loro stile drammatico, a tratti apocalittico, freddo e incline al virtuosismo, ma estremamente intenso.
Nel loro essere un tentativo di estremizzazione del metal, da un lato verso la potenza, dall’altro verso il virtuosismo, entrambi gli album, pieni di melodie vincenti, si sono dimostrati abbordabili e diretti (e non per questo banali), motivo per cui negli anni sono divenuti degli ottimi punti di partenza per la scoperta del metal per parecchi ascoltatori e dei punti di riferimento in grado di coprire buona parte delle sonorità in cui il power può estendersi.



Galilee
Lunedì 13 Maggio 2019, 20.27.11
61
Ecco così va già meglio. 😉
Area
Lunedì 13 Maggio 2019, 12.28.55
60
Riflettendoci bene dico che Visions degli Stratovarius non é un brutto disco, poi Black Diamond non si può negare che sia un bel pezzo. Tra l'altro parecchio influente! Gli Strato piacevano a dei miei amici, io mi sono sempre limitato ad ascoltarli assieme a loro, infatti come già detto sia per tematiche che per tutto in generale ho sempre preferito i Sonata Arctica, benché inizialmente fossero considerati loro cloni. Walls of Jericho come già detto é l'inizio di una grande storia.
cowboy big 80
Lunedì 6 Maggio 2019, 16.59.38
59
Grazie Marco, probabilmente abbiamo una versione dell heavy rock simile, in effetti anche Galilee ha detto una cosa vera su Tolkki, anche LeTekkro dei TNT, sono molto tecnici e sicuramente debitori dei Yngwie. A proposito a chi piace l heavy rock scandinavo recuperate i Glory di Dangerous ( non ricordo il titolo completo ) ma e' targato '89, magari qualcuno se ne prendera' cura recensendolo, sembra uscito da qualsiasi playlist, non dalla mia. Per il resto non era intenzione mia attaccare bassisti e batteristi, ci mancherebbe, ma il rock metal non e' funky ( che qualcosa in cumune e' stato fatto ovvio ), meno che meno afro; chi si ricorda i nomi da che si davano? il massimo era TBC ahahah!!!!
Galilee
Lunedì 6 Maggio 2019, 14.20.49
58
L'accostamento di Cowboy Stratos/Europe l'ho sempre pensato anche io. Ho sempre anche pensato che Tolkki si ispira se di piu a Malmsteen e Savatage che agli Helloween, coi quali ha poco in comune secondo me, drumming a parte. Marco cita twilingh time. TT è il disco base per il power anni 90 assieme ad altri 3/4. Ed è lì che nasce il sound degli Stratovarius. I miei dischi preferiti della band difatti sono Dreamspace, Episode e Twilight time. Solo dopo Visions.
Marco78
Lunedì 6 Maggio 2019, 13.54.42
57
Secondo me lo spunto di Cowboy è degno di nota, visto che in quegli anni di fermento (intendo gli anni '80) esisteva comunque una bella scuola di rock/metal melodico (e chi può dire dove finisce l'uno e comincia l'altro? ) quindi ok Helloween, certo, i citati Europe, come pure il giovanissimo Malmsteen, non a caso citato sempre da Tolkki quando parlava delle sue influenze, non solo chitarristiche. Gli stessi Strato non cominciano la loro storia con Visions, o Episode, mi ricordo che anche nelle loro cose antiche tipo Twilight Time c'erano già le tipiche cavalcate power, e credo anche in Fright Night che è dell'89 ("credo" nel senso che quest'ultimo non l'ho mai recuperato, attingo quindi dalla recensione di Twilight Time, dove si sottolinea che già prima si intravedeva qualche spunto di futuro power sinfonico). Probabilmente è l'arrivo di Kotipelto che ha fatto emergere tutte queste similitudini, ma mi pare che lo strato-background di Visions sia ben più ricco e non liquidabile con "clone degli Helloween". Comunque Walls of Jericho album fondamentale, storicamente, e io oserei dire geniale, visto l'età media del combo teutonico. Ma oggi come oggi lo ascolto pochissimo, se devo dirla tutta. Visions (e non intendo paragonare i due dischi, porto solo la mia esperienza) quanto a bellezza delle melodie, riff e atmosfera, è meraviglioso, potrebbe benissimo essere uscito ieri e brillare comunque, e dopo più di vent'anni non è esattamente cosa da poco.
cowboy big 80
Domenica 5 Maggio 2019, 0.49.18
56
vabbe' parlare di power metal e mettere due dischi, o cd, decidete voi, che in realta' uno dovrebbe vagamente essere il progenitore del secondo per me non ha un riscontro effettivo, ma non voglio essere svilente per Nic. all epoca di Walls gli Helloween erano assimilabili a Running Wild, gli Stratovarius vengono ad una scuola nordica che in realta' a piu' a che fare con gli Europe che diventano power, solo che non hanno un Norum alla chitarra, perche' alla fine il rock e' chitarra e voce, lo stile percussivo e per indigeni
Painkiller
Sabato 4 Maggio 2019, 22.02.13
55
Due grandi dischi, con dei classici che gli Helloween, ahimè, lasciano sempre fuori dalla scaletta. Phantoms of death e ride the sky sono spettacolari. How many years bellissima solo con Kiske alla voce. Kiss of Judas un classicone, impossibile lasciarla fuori dalla scaletta. Troppo semplice il riff? I più grandi pezzi rock della storia si basano su tre accordi in croce eppure...
Mic
Sabato 4 Maggio 2019, 21.32.57
54
Walls per me non è affatto power, ma speed. Inoltre il vero secondo disco degli Helloween è Rebellion in Dreamland.
tino
Sabato 4 Maggio 2019, 17.12.39
53
Boh a me sembra perfetto ha un andamento molto simile a the thin line, con il basso di accompagnamento, le pennate di accordo pulite alternate a quelle distorte e alla fine che si aggiungono all'accompagnamento di tastiera, non avrebbe fatto brutta figura su empire
Vitadathrasher
Sabato 4 Maggio 2019, 15.27.05
52
Il riff di kiss of judas, senza usare parole scurrili, lo trovo sempliciotto e pacchiano, per come è confezionato, in quell'album ci sono tratti migliori, quando invece di aggiungere tolgono.
tino
Sabato 4 Maggio 2019, 15.13.30
51
E giustamente legions
tino
Sabato 4 Maggio 2019, 15.04.37
50
Forever free kiss of Judas e paradise anche se è un po' il plagio di future world
fasanez
Sabato 4 Maggio 2019, 14.44.27
49
A me invece non fa impazzire, quando ascoltavo visions, partivo dalla seconda. Per me i top sono legions, paradise e coming home. Il resto è sotto, se pur di poco. Comunque, top song degli stratovarius, imho Father Time ))). Jorg Michael un mostro!
tino
Sabato 4 Maggio 2019, 14.04.32
48
sono d'accordo con gali, tra l'altro è un pezzo che si discosta dalla tradizione power della quale i finlandesi sono dei simboli, un pezzo quasi aor, melodico efficace, con un bell'assolo, semplice e la voce di timo che colora il tutto e la rende calda e accogliente, rassicurante. Si può non essere d'accordo per carità ma banalizzare con un a me fa cagare non è il massimo, poi uno dice quello che vuole per carità.
Galilee
Sabato 4 Maggio 2019, 13.24.24
47
X Vitadathrasher.. Beh non per me dai, per carità rispetto i tuoi gusti. Però, bisogna dirlo, Kiss of Judas dai fans degli Stratos è una delle canzoni simbolo. Non ti piace, pazienza, ma la canzone che alla fine è proprio tutta costruita sul riff, rimane uno dei punti più alti della loro carriera e una costante nei live. Yeah
Vitadathrasher
Sabato 4 Maggio 2019, 12.25.06
46
Di certo, i gusti prima di tutto, son tutti pareri personali.
fasanez
Sabato 4 Maggio 2019, 11.42.49
45
ho postato in 3 parti per i motivi di cui al forum @Vitadathrasher è proprio una questione di gusti. Per me Visions è di molto superiore a Time of the Oath, e un punto di forza sono le tastiere di Jens. De gustibus non disputandum est
Vitadathrasher
Sabato 4 Maggio 2019, 11.37.26
44
parte 4 gli Helloween più raffinati, ovvero contemporanei all'album visions, a mio avviso sono sempre superiori a cotipelto e company. Anche time of the oath uscito in quegli anni, è un power più essenziale, visions nonostante sia nel complesso ottimo, ha tante cose di troppo, una prova di forza eccessiva: quelle tastiere/clavicembalo insieme agli assoli, molti godranno, a fanno ridere.
fasanez
Sabato 4 Maggio 2019, 11.09.38
43
parte 3 Poi, non è mica sempre detto che grezzo aggressivo violento roco = bello e zuccheroso melodico cristallino = fuffa. Sicuramente chi ha l'orecchio punk trash la penserà (giustamente così), ma chi come il sottoscritto ha nella propria playlist ultimanente Journey, Meat Loaf, Queen, Soen, Vanden Plas, e l'ultimo dei Soilwork non la pensa così; E credo che nel Metal ci sia spazio anche per la melodia e lo "zucchero". Detto tutto questo, dischi fondamentali, ma incomparabili, se non altro per questioni storico / temporali.
fasanez
Sabato 4 Maggio 2019, 11.07.25
42
parte 2 Tanti gruppi in quegli anni ci avevano provato, ma non avevano mai centrato l'obbiettivo, o forse i miei gusti, come loro, spingendosi o il lidi prog (SX, Elegy ad es.), o rimanendo sul power classico (il superbo Angel's cry, SA, ecc.). Sta di fatto, che, spinte dei media a parte, per me pezzi come Black Diamond, Legions e Paradise (che mette insieme in maniera perfetta ciò che gli helloween avevano iniziato con i keeper con gli elementi di cui sopra) vanno di diritto nella colonna sonora del power di quegli anni.
fasanez
Sabato 4 Maggio 2019, 11.06.33
41
parte 1: Allora, vediamo se ora funziona. Le zucche sono tra i miei gruppi preferiti di sempre. Walls è un lavoro storico, seminale per ciò che verrà negli anni successivi. Ma per me la svolta l'hanno fatta con i Keepers, inventando di fatto un genere e perchè no, anche il "sottogenere" happy. Walls per me è ancora troppo "grezzo". Visions invece rappresenta l'apice, senza aver inventato niente del power zuccheroso, mieloso, ma suonato da paura, basta ricordarsi chi suona batteria e tastiere, ad esempio, evolvendo dai keepers e mettendoci elementi pomposi e/o neoclassici.
fasanez
Sabato 4 Maggio 2019, 10.54.17
40
test
HeroOfSand_14
Sabato 4 Maggio 2019, 10.52.26
39
Dischi comunque molto differenti anche in ciò che esprimono. Walls, essendo più grezzo e primitivo, è un pugno in faccia dell'ascoltatore che, a fine anni 80, forse non aveva neanche mai sentito suonare in questo modo. Visions invece è l'opposto, disco iper ragionato, pieno di idee strepitose e dal sound barocco e scandinavo che crea un'atmosfera unica. Peccato che l'ho sempre sentito come un disco molto "freddo", come dite anche voi, e non mi ha mai fatto strappare i capelli per questo. Però, pur essendo anni che non ascolto più molto gli Strato, direi che rimane il mio preferito. Perchè, pur non trasmettendo quello che i Keeper mi hanno saputo dare, è un contenitore di canzoni spettacolari. Poi cosa vogliamo dire al Kotipelto dell'epoca...l'unico difetto lo riscontro nella pronuncia, ma di sicuro non sono gli unici ad avere avuto di questi problemi
Vitadathrasher
Sabato 4 Maggio 2019, 10.26.58
38
Si se questo è uno dei migliori riff, sarà per te, a me fa cagare.
Galilee
Sabato 4 Maggio 2019, 10.15.27
37
Talmente oscena che ha uno dei riff migliori dell'intera carriera di Tolkki.
tino
Sabato 4 Maggio 2019, 9.54.53
36
Beh Kiss of judas oscena e' un punto di vista, per me che amo le cose melodiche e' invece uno dei miei pezzi preferiti. Paradise bellissima anche se palesemente ispirata a future world, così come abyss of your eyes abbastanza scopiazzata ai dream Theater....comunque e' sempre un piacere sentire timo scandire sons and daughters of rising sun...
Radamanthis
Sabato 4 Maggio 2019, 8.14.23
35
Due dischi di power metal ai poli opposti ma con un punto di incontro: il voto: 99! CAPOLAVORI ASSOLUTI! Diversi, opposti ma impossibile dire quale sia meglio per me!
DP
Venerdì 3 Maggio 2019, 17.07.46
34
Parlo solo di Visions, bellissimo, l'ho amato tanto ma non ci vedo dei tecnicismi eccessivi e non penso proprio sia "freddo", a mio parere non un capolavoro perché parte con una canzone oscena "kiss of judas" e c'è quella Paradise che non mi dispiace ma la reputo un altro punto debole….bellina ma pacchiana…..diciamo che se poi tolgo Black Diamond, capolavoro assoluto, il resto dell'album è inferiore a Episode…..
Silvia
Venerdì 3 Maggio 2019, 13.04.26
33
@Area io adoro Kai Hansen, e' uno dei musicisti che ammiro di piu' e mi piace moltissimo anche nei Gamma Ray, con cui fra l'altro canto' una bellissima versione di Ride the Sky (che si trova su Heading for the East). Si' come dici tu non si sentiva sicuro a cantare e suonare insieme allora. Fortunatamente poi ha continuato a farlo con i Rayz, anche se al tempo stesso penso che i Keeper vadano bene cosi'... Comunque non dimentichiamo anche che HM (is the law) divenne un piccolo inno
Area
Venerdì 3 Maggio 2019, 12.45.15
32
@Silvia, la voce di Kai Hansen l'ho sempre trovata funzionale agli Helloween, anche se lui non si sentiva totalmente sicuro (anche per la difficoltà a cantare e suonare allo stesso tempo), avrei voluto sentirlo duettare più spesso con Kiske nel periodo immediatamente successivo. Cosa che fortunamente faranno ampiamente anni dopo. Io ti dico... anche a distanza di anni (ho ascoltato il disco la prima volta nel 99) l'inizio di Reptile con le parti di batteria di Ingo mi manda ancora ai pazzi
Area
Venerdì 3 Maggio 2019, 12.40.39
31
Volendo guarda Walls of Jericho da un punto di vista più romantico e quindi "tra le righe"... questo un disco fatto da 4 amici che trasuda anni 80, certamente é più grezzo dei due successivi, ma é anche parecchio diverso nonostante ci sia già l'architettura del sound Power Metal. Qui infatti tutto é Speed Metal ma con un gusto melodico tutto loro. Anche a livello di testi capisci che gli Helloween non erano dei ragazzi stupidi, ma tipi ironici e allo stesso attenti. Esattamente come gli Iron Maiden. Come già dissi in precedenza Gorgar é un critica al gioco d'azzardo e forse é il pezzo più attuale del disco. Senza contare che visto il periodo per me é sempre stato facile trovare un collegamente tra "Le mura di Jericho" e il "Muro di Berlino".
Silvia
Venerdì 3 Maggio 2019, 9.38.32
30
tino bello condividere queste cose perche’ in retrospettiva oggi sembra assurdo che il Keeper ci deluse (a primo ascolto). Comunque a proposito di voci x me qui Kai è la ciliegina sulla torta, il suo stile arricchisce molto i brani e da’ quel bel taglio ruvido.
tino
Venerdì 3 Maggio 2019, 8.35.30
29
Vita da thrasher ha colto nel segno l’anima di walls of jericho che nonostante oggi sia giustamente collocato fra i lavori power metal, all’epoca di quando uscì venne considerato patrimonio thrash metal, così come i primi due lavori di blind guardian e i rage fino a perfect man. Era più facile trovare un fan degli helloween fra chi ascoltava metallica e anthrax piuttosto che fra chi ascoltava judas priest e accept. Il keeper mi deluse moltissimo in apparenza poi la suite da 15 minuti con quello sfoggio di tecnica, cambi di tempo e accelerazioni mi fece cambiare immediatamente idea e fece capire a tutti che eravamo di fronte ad una maturazione impressionante con un cantante (non mi stancherò mai di ripeterlo) che portava in un gruppo veloce, molto veloce, le straordinarie doti canore di geoff tate, un mix di aggressività potenza e melodia senza precedenti. Io continuo a pensare che sia per keeper, sia per visions, la vera differenza la fanno i cantanti che guarda caso sono stilisticamente simili. Tra l’altro visions l’ho rispolverato stamattina venendo al lavoro, saranno almeno dieci anni che non lo ascolto, e mi è bastato ascoltare the kiss of judas per rendermi conto che non è invecchiato di un giorno, semplicemente bellsissimo
Silvia
Venerdì 3 Maggio 2019, 1.40.47
28
Sì infatti io mi aspettavo il seguito di Walls of Jericho molto più potente e aggressivo. Keeper (ai primi ascolti) fu una delusione epocale, poi rientrata. /// Area hai frainteso, io mi riferivo a come venne accolto Walls of Jericho, io penso che difficilmente qualcuno della nostra generazione potrebbe pensarlo come un album di seconda o terza fascia, tutto qua, non parlavo di musica vecchia o nuova. // Ayreon non penso che il successo degli Strato dipendesse dalle recensioni, credo che semplicemente i loro pezzi in generale piacessero un botto (lo riconosco pur non essendo fra gli estimatori
Vitadathrasher
Venerdì 3 Maggio 2019, 0.24.47
27
Visions è l'apoteosi del manierismo power barocco, assoli di tastiere all'unisono con assoli di chitarre, tutto portato all'eccesso, molte cose di dubbio gusto fino al ridicolo altre buone. WOJ è troppo avanti, in proporzione, anzi io rimasi colpito dal primo ep fantastico, thrash metal! altro che il power da capponi di kiske.
AL
Giovedì 2 Maggio 2019, 21.57.56
26
Due capolavori. Preferisco Walls perché più diretto e con diversi capolavori. Visions è la fotografia del power anni 90 ma effettivamente gli Strato sono un gruppo che non mi ha mai coinvolto del tutto. Troppo freddi, sembravano più una super band creata a tavolino.
duke
Giovedì 2 Maggio 2019, 18.10.23
25
....dico solo che sono due bellissimi album.......due band icone del metal.....musicisti in gamba e canzoni che si memorizzano al primo ascolto........
tino
Giovedì 2 Maggio 2019, 16.54.52
24
Secondo me invece visions è uno dei lavori power metal di metà anni 90 che è invecchiato meglio assieme al precedente episode che tra l’altro forse è pure meglio. Comunque i gruppi citati da ayreon li ascoltavo tutti all’epoca ma gli strato erano per me quelli più affascinanti, anche se è verissimo che non hanno inventato nulla ma hanno abilmente cavalcato il solco tracciato dagli helloween stellari che troppo velocemente i tedeschi hanno abbandonato creato un vuoto colmato in parte da loro e in parte esattamente complementare dai gamma ray che tra l’altro erano la versione perfezionata del prototipo pre kiske. Per me è inutile girarci attorno, fare quella musica con un cantante chischiano ti aiuta e non poco, sammett ne sa qualcosa, gli altri gruppi citati forse erano pure meglio ma evidentemente è sempre mancato qualcosa. Ricordo che ho visto questi stratovarius di supporto ai rage di end of all days nel 1996 a oleggio, finirono la loro maglietta (quella mitica con la bandiera finnica bianca e azzurra) nel giro di pochissimo e c’era un’attesa d’altri tempi per loro. I rage fecero un concerto splendido ed erano al loro massimo ma comunque i finlandesi ne uscirono vincitori perché erano già un mito. Sicuramente la loro popolarità è stata aiutata dalla provenienza geografica, dal curriculum dei musicisti coinvolti, ma comunque secondo me perché hanno riempito quella voglia di helloween che deris non è mai riuscito a colmare.
ayreon
Giovedì 2 Maggio 2019, 15.41.53
23
e io torno a ripetere,nel caso degli stratovarius (perché gli helloween hanno si' creato davvero qualcosa) che non hanno inventato un bel niente ,e parlo da chi ha vissuto quel periodo ,torno a dire che elegy,royal hunt,gamma ray,e non ne cito altri ( conception ? ) al loro confronto erano i king crimson .visions fu un disco a cui molti recensori regalarono voti ben oltre il discreto ,e questo ( ricordo che ai tempi pochi avevano internet ) attiro' i boccaloni ( tra cui il sottoscritto ), (ah,dimenticavo in quel periodo anche gli angra ) che ne decretarono il successo di vendita. io ,alla prima occasione possibile lo barattai ad un mercatino dell'usato ( e non me ne pento ).
Area
Giovedì 2 Maggio 2019, 15.33.26
22
@tino, tra le altre cose ti avevo risposto a "Lost in the void Friuli" XD
Area
Giovedì 2 Maggio 2019, 15.29.39
21
Ma figuriamoci... non era mica una critica. E' ovvio che chi ha comprato Walls al tempo se lo é vissuto in una maniera diversa rispetto a chi lo ha comprato nel 1995 o nel 2000 per dire. Cioé per dire... uno della mia età che nato negli anni 80 sicuramente ha vissuto con meno sgomento il cambiamento con i Keeper e quello più radicale di Pink Bubbles e Chameleon (anche in questa sede rettifico che quest'ultimo non mi fa schifo)... sicuramente però sono quelli che lo ascoltano dopo un disco che lo rivalutano. Poi con la musica e la gente accadono anche cose bizzarre tipo: Alcuni se ne escono con "I Judas Priest? i Motley Crue? Ma quella musica é rumorosa e pure vecchia" Poi dopo tutti (anche per Osmosi) ascoltano le mega hit dei Queen, Prince, MIchael Jackson, Guns N Roses, Led Zeppelin etc... tutta roba in certi casi anche più vecchia... Lì veramente ti rendi conto che il "Ho vissuto l'epoca", "E' roba dei miei anni" etc non c'entra veramente nulla... conta se una roba ti piace o meno.
tino
Giovedì 2 Maggio 2019, 14.40.58
20
Sono d’accordo con silvia non è che facciamo la figura dei vecchi è che siamo vecchi, un po’ come la guerra, un conto è leggerla sui libri di storia un conto è averla subita. La nostra non è spocchia, è una narrazione oggettiva e ingenua (volendo anche ignorante) di come sono state vissute delle scene o delle uscite discografiche senza avere in noi il bagaglio di esperienza e gli strumenti per fare una valutazione come la potrebbe fare adesso un giovane che si è documentato, che fa confronti fra qualcosa di uscito dopo, con a disposizione la rete, con carriere che si sono evolute o involute. Le nostre sono narrazioni spesso lacunose, perché quando abbiamo assorbito eravamo giovani e inesperti e tutto stava succedendo. Adesso noi metallari di mezz’età abbiamo a che fare con giovani e giovanissimi, spesso istruiti a livello accademico, che magari suonano e pure bene, che parlano un inglese fluente, che si costruiscono dei bagagli di esperienza in pochi anni impensabili per gente come noi che ci ha messo decenni, basta dare un’occhiata ai profili dei tanti redattori di questa zine. Io ad esempio posso riconoscere il valore artistico dei lavori dei deep purple di metà anni 70, cosa che ho fatto dopo molti anni di ascolti, però quando sono usciti non andavo ancora alle elementari e sicuramente la mia percezione è diversa di quella di un ventenne dell’epoca.
Silvia
Giovedì 2 Maggio 2019, 14.18.29
19
Beh @Area di sicuro non abbiamo vent’anni! 😂 Non c’è bisogno di essere nati in un certo periodo x apprezzare (o capire) una proposta musicale, quello no, la musica è universale, ma secondo me aspetti come l’impatto e l’importanza culturale (nel caso dei Beatles es.) potrebbero apparire sotto un’ottica distorta se non si è vissuta l’epoca
Area
Giovedì 2 Maggio 2019, 13.40.55
18
Scusate ma a fare il discorso del "Andava vissuto il periodo..." fate la figura dei vecchi XD Si ok Walls venne fuori un anno prima che io venissi al mondo, però facendo quel ragionamento lì sembra quasi che solo chi aveva 20 anni al tempo delle loro uscite possa capire e giudicare un Sgt Pepper (dei Beatles) o In Color (dei Cheap Trick)... Invece per quanto riguarda l'Italia proprio chi é nato dopo e ha imparato un minimo di Inglese ha potuto recepire certe cose e notare le sue ingenuità. Da ste parti fino a metà anni 90 la maggiorparte del popolo ha canticchiato più o meno bene dei testi in Inglese che dicevano le peggio cose... Per farvi capire, c'é gente che basandosi sulle copertine e sul genere pensa che gli Helloween sono un gruppo Fantasy... assolutamente no! I loro testi similmente agli Iron Maiden parlavano delle problematiche quotidiane e spesso anche in maniera ironica. Ad esempio su Walls c'é Gorgar (ho giocato con quel flipper) che parla del gioco d'azzardo.
Galilee
Giovedì 2 Maggio 2019, 13.08.46
17
Carino come sine qua non. Che dire, due super dischi. Gli Helloween sono tra le mie band preferite però io non impazzisco per Wall, gli preferisco l'omonimo ep e tutto ciò che seguirà. Anyway la sua importanza è palese. Gli strato non sono più tra le mie band preferite però Visions assieme a Episode e Dreamspace, che preferisco, furono per gli anni 90 un manifesto heavy di prima importanza. Ovviamente dissento su qualsiasi cosa abbia scritto Ayreon. Trovo anche il paragone coi SX fuori luogo. Comunque parlando di gusti, personalmente preferisco una canzone a caso do da questo disco a tutta la carriera dei SX.
Silvia
Giovedì 2 Maggio 2019, 12.56.45
16
@tino vero, analizzando a posteriori non si colgono certe sfumature, soprattutto perche' il successo dei Keeper "offusco'" questo debutto delle zucche x chi ci si avvicinava in seguito. x quanto riguarda l'immagine non posso dire in generale ma x me non ebbe nessun impatto perche' mi passarono la cassetta duplicata e rimasi colpita da quel mix di velocita', voce spigolosa e melodia, che inoltre aveva quella specie di atmosfera cupa e struggente che lo rendeva unico (a mio avviso, ma io sono troppo di parte di sicuro! ). Anche Visions ebbe comunque un impatto travolgente, magari chi non l'ha vissuto non lo percepisce
lisabkack
Giovedì 2 Maggio 2019, 12.50.57
15
2 grandi dischi, 2 epoche differenti, ovviamente preferisco Walls of Jericho, appartiene di più al mio vissuto, alla mia giovinezza..un disco superiore a Visions e mi dispiace paragonarli..ma ci vuole
Silvia
Giovedì 2 Maggio 2019, 12.48.13
14
@Area #10, non credo sai? Io ricordo che Walls of Jericho venne accolto benissimo all'epoca e infatti ci fu grande hype x il successore, che spiazzo' tutti poi . /// Anch'io preferisco i Sonata agli Strato, decisamente, ma ripeto sono gusti./// Nic grazie x la precisazione!
tino
Giovedì 2 Maggio 2019, 12.42.32
13
Secondo me le valutazioni a posteriori valgono poco o meglio le prospettive prendono una piega diversa se vengono analizzate a distanza di tempo o se non si sono vissuti i periodi. Per walls vale per me lo stesso discorso degli iron maiden, gruppi fantastici che sono stati “aiutati” e non poco da artwork vincenti che catturavano l’attenzione dei potenziali acquirenti in un epoca dove spesso si scoprivano gruppi nuovi spulciando nei negozi di dischi, un epoca dove spesso e volentieri le copertine facevano la differenza. Io stesso a distanza di anni non capisco perché non ho mai ascoltato certi gruppi ora osannati e rivalutati, gruppi che magari non hanno avuto la giusta attenzione, poi guardo le copertine e capisco, oppure perché semplicemente non avevo visto un bel videoclip, magari la sera tardi in una qualche tv locale, video che davano la stessa adrenalina di quando riuscivi a vedere qualche filmetto hard passato in qualche canale locale quando i tuoi erano a dormire. Analizzare adesso magari se si hanno meno di 45 anni è ben diverso.
Nic
Giovedì 2 Maggio 2019, 12.34.08
12
Ciao a tutti! Piccolo "chiarimento": in breve ho scelto i due album oltre che per il loro valore effettivo e per il loro impatto per una questione quasi sentimentale, per apprezzamento personale. Nonostante questo sono fermamente convinto, appoggiato anche dalle argomentazioni usate nell'articolo del valore oggettivo di 'Visone e Walls' of 'Jericho', proprio nel formare due sound completamente diversi ma entrambi in grado di dare a loro modo un contributo al Power, di rappresentare due decenni diversi. Come detto da Silvia avrei potuto confrontare 'Visions' ai due 'Keeper' e infatti avevo cominciato la scrittura di questo Sine Qua Non proprio così. In un secondo momento ho preferito scrivere un confronto sotto alcuni aspetti portato al limite prendendo un album grezzo e uno estremamente raffinato, uno agli inizi del Power e uno quasi alla fine ecc. In ogni caso grazie per i feedback 💪
Ayreon
Giovedì 2 Maggio 2019, 12.22.22
11
Io degli svarius avevo il CD prima di vision dove plagiavano vergognosamente "screaming in digital"dei ryche, vision lo comprai perche' una recensione gli diede 130/100,lo mollai al secondo ascolto,ricordo che scoppiai a ridere sul cantato in inglese "scolastico"di "paradise",questa band non ha inventato nulla,in quel periodo molti altri(e non solo i sx,)li surclassavano.
Area
Giovedì 2 Maggio 2019, 12.14.23
10
Comunque Walls (che a me piaceva e oggi mi piace per affetto) sarebbe oggi uno dei tanti di dischi Metal di seconda o terza fascia di scarsa importanza (roba da intenditori "hardcore") se non ci fosse stato il cambiamento e il successo dei due Keeper ho idea... ma é solo una mio pensiero. Gli stratovarius di contro mi annoiano, paradossalmente ho sempre preferito i Sonata Arctica (almeno i primi 3-4 dischi), che agli inizi si rifacevano abbastanza a loro.
Area
Giovedì 2 Maggio 2019, 12.06.08
9
Non é vero che su Walls of jericho sono raccolte le tracce dell'Ep... almeno io una stampa in vinile degli anni 80 (non credo sia la prima, ma almeno la seconda) e ci sono solo i pezzi del disco. Solo nella ristampa su CD ci sono i pezzi di Helloween e il singolo Judas
Silvia
Giovedì 2 Maggio 2019, 11.45.22
8
Ciao @Rob, come dici tu sicuramente gli Stratovarius non furono i progenitori ma ebbero un grande impatto (molti considerano il loro come il classico sound power... niente di piu' sbagliato fra l'altro a parer mio!) e nel genere forse io avrei paragonato Keeper I e Visions ma io ho inteso questa rubrica come una sorta di "confronto fra bellissimi" e la chiusura dell'articolo fa intendere questo scopo mi sembra... Comunque citi dei gruppi altrettanto fondamentali!
Rob Fleming
Giovedì 2 Maggio 2019, 11.27.24
7
Ciao @Silvia, sono d'accordo con te sull'importanza degli Stratovarius per il power. Ma - sia chiaro sono inezie - se parliamo di "sine qua non" non mi sembra centrato per loro prendere a paradigma un bellissimo album del '97 quando prima c'erano stati i Royal Hunt, gli stessi Gamma Ray con Land of the free (e Somewhere è del '97); gli stessi Symphony X già citati (maestri nel coniugare il pomp di Kansas e Styx con Malmsteen); gli Angra dei primi due, i tuoi amatissimi Blind Guardian...Se invece per gli Stravarius - a differenza degli Helloween quin citati - prendiamo Visions come l'album di maggior successo in assoluto e che è diventato un punto di riferimento grazie soprattutto alle vendite allora non dico più nulla.
Silvia
Giovedì 2 Maggio 2019, 10.14.54
6
Sicuramente due pietre miliari che giustamente trovano posto nella rubrica. Personalmente non seguo gli Stratovarius (gusti) nonostante ami il power, mentre Walls of Jericho è uno dei miei album preferiti di sempre, lo scoprii quando uscì e fu un colpo di fulmine 😃! Oggi lo si associa al power x via della storia degli Helloween ma allora (come evidenziato nell’articolo) era considerato un album molto ruvido, decisamente speed metal come si diceva ai tempi, sia x la voce sgraziata del mitico Kai ma anche x la velocita’ e i pezzi “nervosi” seppur melodici e a volte “struggenti” come es. How Many Tears. Tino rende bene l’idea, in bilico fra il thrash appena nato e l’heavy, infatti molti di noi rimasero a dir poco stupiti x la virata ipermelodica di Keeper I. /// @Rob x me gli Stratovarius furono fondamentali nel genere, un sacco di band seguirono la loro scia
Rob Fleming
Giovedì 2 Maggio 2019, 8.59.13
5
Bella scelta; è da ieri sera che penso però a come rendere il mio pensiero, poi oggi leggo il post di @tino e non aggiungo nulla se non che tra i due preferisco Visions, più melodico e ricercato. Ma se agli Helloween riconosco l'importanza che sfocerà nei massimi capolavori del genere; sugli Stratovarius al di là della qualità altissima del lavoro - su Psycho! ricordo un 9/10 che scatenò la polemica tra Ariatti, il recensore, che affermava di aver dato un 10 e Pascoletti - non mi sembrava che con VIsions siano stati dei capostipiti quanto meno pensando che nel '96 c'era già stato Moving Target dei Royal Hunt.
tino
Giovedì 2 Maggio 2019, 8.39.09
4
Due capolavori all’apparenza molto distanti ma uniti a doppio filo dai due keeper dei quali il primo è il genitore, il finlandese invece è il diretto discendente. Walls un ideale ponte tibetano fra il thrash speed in ascesa all’epoca e il progenitore heavy classico che nonostante la popolarità aveva comunque bisogno di una rinfrescata. Il risultato un album rozzo, rugginoso, ruvido ma allo stesso tempo allegro, giovanile, vitale, e soprattutto caldo e caciarone, quasi latino, che puzza di birreria bavarese nonostante la provenienza nordica, un lavoro pieno di imperfezioni che, come per le belle donne, ne accrescono il fascino. Visions un disco straordinario, un capolavoro di alta classe con musicisti fantastici in stato di grazia e un cantante tra i migliori dell’epoca, che riempiva il vuoto lasciato dall’ispiratore kiske, canzoni perfette, bilanciate fra lenti cavalcate e mid tempo, mai banali, tutte potenziali hit. Al contrario del lavoro amburghese il disco è freddo nella sua perfezione, nordico nel senso positivo del termine, un po’ come un arredamento ikea o una volvo di ultima generazione, trasmette calore apparente ma sotto sotto e asettico e impersonale, per me sono entrambi dei lavori straordinari..
Aceshigh
Giovedì 2 Maggio 2019, 8.38.48
3
Sì in effetti Visions e Divine Wings sono album stilisticamente differenti, che in comune avevano delle influenze neoclassiche, ma il primo è un disco power, l'altro è decisamente prog. Eppure nonostante queste diversità già all'epoca si volle creare (a mio avviso inspiegabilmente) rivalità fra le due band, fra i due cantanti, fra i due chitarristi. Mah... Tornando all'articolo in questione, malgrado la bellezza di Visions (che però per me è inferiore ad Episode), Walls of Jericho è "troppo" più importante storicamente: pur non essendo l'apice per quanto riguarda gli Helloween, è il germe di tutto un genere a cui tanti gruppi, Stratovarius compresi, si rifanno abbastanza platealmente. Trattandosi di un "sine qua non" non ho dubbi nella scelta.
JC
Giovedì 2 Maggio 2019, 6.57.56
2
Ayreon, senza nulla togliere ai SX, parliamo di due generi differenti. Visions é un album Power molto orecchiabile, con qualche venatura più progressiva; Divine Wings é invece decisamente un disco progressive con influenze Power e neoclassiche. Poi ognuno giustamente ha le sue preferenze, ma Visions ha avuto un impatto sul pubblico europeo incredibile... Che poi é il motivo per cui é diventato simbolico. Per me, che sono un fan, é difficile dire se davvero sia il migliore degli Stratovarius, ma é sicuramente il più importante.
Ayreon
Giovedì 2 Maggio 2019, 5.28.35
1
Visions album sopravvalutato,niente che faccia gridare al miracolo,al confronto con "divine wings of tragedy"dei sx perde di brutto
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