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HEAVY METAL - La Storia mai Raccontata, Vol. 2 - 1987-1990
26/05/2019 (806 letture)
Non è passato molto tempo da quando ci siamo occupati del primo volume di una serie dedicata all’Heavy Metal tradizionale, firmata da Dwight Fry, uno pseudonimo che tiene celata la vera identità del suo autore. A prescindere da quanto questi sia schivo, anche la seconda parte dello scritto conferma quanto di buona era contenuto dalla precedente.

UNA GIBSON PER DUE
Alcuni di voi ricorderanno la recensione di HEAVY METAL - La storia mai raccontata, Vol.1 - 1984-1986. Ebbene, anche il volume 2 ne ricalca l’impostazione, spostando soltanto lo sguardo verso il periodo immediatamente successivo a quello analizzato in prima battuta. Stessa cover a fondo nero lucido, stessa impostazione grafica, ed unici cambiamenti che riguardano l’estetica della copertina limitati all’aggiornamento del titolo ed alla presenza di una seconda Gibson Flying V stilizzata, a simboleggiare il numero due. In quarta di copertina una breve presentazione dell’opera. Immutato anche il formato e solo un po’ più contenuta la lunghezza del libro (ancora autoprodotto, ma in maniera professionale), che si attesta stavolta attorno alle 130 pagine. Stessa musica – è proprio il caso di dirlo - per quanto riguarda i contenuti. Sempre presenta la dedica iniziale, stavolta per Warrel Dane, Mark Shelton, Phil Taylor e Wurzel e poi una breve introduzione che inquadra storicamente il periodo in analisi seguita da un ancor più breve preambolo che fornisce qualche coordinata storico/sociale circa il contesto in cui le uscite citate videro la luce. Segue il corpus principale, basato sulla presentazione di quanto ascoltabile in quegli anni nelle varie parti del mondo (dall’Europa e tutte le sue sotto-zone agli U.S.A.; dal Giappone all’Oceania passando per il Sudamerica), per concludere poi con i soliti “consigli dello chef”.

C’è DEL METAL NELL’ARIA
Ed anche stavolta, accanto ai mostri sacri già affermati - Accept, Armored Saint, Candlemass, King Diamond, Malice, Manowar, Judas Priest, Iron Maiden e calibri pesanti di questo livello - od ai gruppi che lo sarebbero diventati in seguito agli album partoriti proprio durante quegli anni, tanti nomi da Almost Famous (Grim Reaper, Ostrogoth, Adramelch, Liege Lord tra gli altri) e svariati altri che tali non hanno mai rischiato di diventare, ma che molti ricordano con amore. Angus, Aria, Damien, Taramis, Hittman, Apollo Ra, Oliver Magnum tra gli altri. Senza contare che tanti di questi potrebbero essere nomi nuovi per molti giovani e per qualche vecchietto, dato che all’epoca dei fatti, com’è evidente, la diffusione delle notizie e della musica era estremamente limitata rispetto ad oggi e le conoscenze forzatamente ristrette anche per il più acceso degli appassionati. Ed anche in questo caso vale la conclusione relativa alla recensione del volume 1:

Nonostante l’impostazione dell’opera possa far pensare ad una semplice "operazione nostalgia" ad uso e consumo della categoria over 45, le cose sono in realtà almeno parzialmente diverse. A potersi, o addirittura a doversi interessare ad un’opera del genere sono infatti più i giovani che costoro. Prendere o riprendere contatto con la storia del genere e con le band che tutto hanno prodotto (a loro volta debitrici di quanto seminato in precedenza), conoscerne di nuove e leggere anche un’idea critica che superi quella del gusto personale, può essere importante soprattutto per loro.

:: ::: ::: RIFERIMENTI ::: ::: :::
AUTORE: Dwight Fry
TITOLO: HEAVY METAL - La Storia mai Raccontata, Vol. 2, 1987 – 1990
EDITORE: Autoprodotto
COPERTINA: Flessibile
N° PAGINE: 130
PREZZO: Euro 9,90



Area
Mercoledì 29 Maggio 2019, 14.35.29
4
@Rik bay area thrash, Nonostante il Metal e il suo pubblico siano di per se Integralisti/tradizionalisti non penso che ai "giovani", se intendiamo gli adolescenti possano interessare le band presenti in questo libro. Se poi seguono le cose più di tendenza non saprei perché uno che ascolta Metalcore debba interessarsi ad oscure band degli anni 80 che per lui sono pure "lente".... Ci sono parecchi adolescenti o ragazzi poco più che ventenni che apprezzano le band anni 80, il problema é che sono meno rispetto a quelli più grandicelli. Non si tratta di aver vissuto un periodo o meno, quelle recensioni vengono commentate per lo più da quarantenni e cinquantenni perché oggi questo tipo di sito (ma anche tanti social) vengono seguiti e frequentati più da loro. Anche nei social network l'età media si é molto alzata e i più giovani quando non sono i minorenni sono quelli di 40. Ho notato che i miei coetanei di 30 e quelli di 20 oggi utilizzano molto meno la rete sociale rispetto a 10 anni fa, se proprio usano qualcosa si tratta di Instagram o qualche post su Facebook.
Rik bay area thrash
Mercoledì 29 Maggio 2019, 13.56.10
3
Queste pubblicazioni sono sempre molto interessanti, anche se magari molti dei nomi presenti si conoscono... 😉... Ma c'è un piccolo dubbio che mi lascia un pochino perplesso. Mi spiego : e cioè quando si dice, in fondo all articolo, che potrebbe/dovrebbe interessare i giovani. Non è assolutamente una critica a chi ha redatto l articolo, ma sarebbe interessante capire 'quanto' i giovani sono interessati alle band degli eighties, considerato che già in ambito di metallized, i post dei commenti ai dischi delle suddette band è composta da persone che hanno vissuto (o quasi) in direct quei anni... Tutto lì 😉
Area
Mercoledì 29 Maggio 2019, 12.42.16
2
Che impressione vedere gli Aria.... praticamente erano i Judas Priest Russi XD La scena Metal sovietica, perlomeno quella dei paesi dove c'erano più libertà meriterebbe un libro a parte.... Vidi tempo fa un documentario video dove parlavano di questa label statale che stampava ufficialmente dischi su licenza delle maggiori band mondiali e di altri gruppi sovietici, soprattutto Russi.
blackiesan74
Mercoledì 29 Maggio 2019, 12.09.05
1
Ho comprato i primi 2 volumi e, quando saranno disponibili, comprerò anche i prossimi. Che dire? Una volta inquadrati lo scopo e le coordinate entro cui ha deciso di muoversi l'autore, non è possibile muovere nessuna critica (a meno che non si voglia scendere nel gusto personale e discutere sulla validità dei giudizi espressi, ma non si renderebbe giustizia al GRANDISSIMO lavoro di Dwight Fry).
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