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27/09/19
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Iluntasuna besarkatu nuen betiko

27/09/19
STEEL PANTHER
Heavy Metal Rules

27/09/19
PHOBOCOSM
Everlasting Void

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In Cauda Venenum

27/09/19
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27/09/19
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27/09/19
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Into The Vast Uncharted

27/09/19
CORELEONI
CoreLeoni II

27/09/19
DRAGONFORCE
Extreme Power Metal

27/09/19
EXCALION
Emotions

CONCERTI

24/09/19
DEVILDRIVER + METHEDRAS + THAEIA (ANNULLATO!)
LEGEND CLUB - MILANO

25/09/19
DEVILDRIVER + METHEDRAS + THAEIA (ANNULLATO!)
ORION - ROMA

26/09/19
RIVERS OF NIHIL + GUESTS
CIRCOLO SVOLTA - ROZZANO (MI)

26/09/19
RATOS DE PORAO + NUCLEAR (ANNULLATO!)
SPAZIO POLIVALENTE - CARAMAGNA PIEMONTE (CN)

26/09/19
NERO DI MARTE + JUGGERNAUT
PADIGLIONE 14 - COLLEGNO (TO)

27/09/19
RATOS DE PORAO + NUCLEAR (ANNULLATO!)
TRAFFIC CLUB - ROMA

27/09/19
NERO DI MARTE + JUGGERNAUT
JOE KOALA - OSIO SOPRA (BG)

27/09/19
SOUL OF STEEL + ROBERTO TIRANTI
BLACKSMITH PUB - CRISPIANO (TA)

27/09/19
SATARIAL + NECROSHINE
CENTRALE ROCK PUB - ERBA (CO)

28/09/19
RATOS DE PORAO + NUCLEAR (ANNULLATO!)
AGRITURISMO AI DUE LAGHI - GAMBULAGA DI PORTOMAGGIORE (FE)

DOWNLOAD FESTIVAL MADRID DAY 3 - Caja Mágica, Madrid, 30/06/2019
09/07/2019 (606 letture)
Il terzo giorno ci dà una leggerissima tregua dal caldo e, con qualche grado in meno, mi preparo mentalmente al pensiero che a breve sarò davanti a una delle mie band preferite, i Tool. Nonostante l’impazienza, mi concedo un momento per apprezzare tutti gli stand extra musicali del festival: magliette, bandiere, merchandising di qualsiasi tipo e anche una fornitissima area ristorazione con cibi di tutto il mondo adatti ad ogni esigenza. Perché il bello di un evento di questa portata non è soltanto racchiuso negli show musicali, ma è anche insito nell’aria che si respira e in tutto il contesto.

TOUNDRA
L’ultimo giorno non presenta una schiera molto nutrita di gruppi, perciò decido di assistere direttamente al concerto delle 19, quello della band locale Toundra, nel palco principale, in tour a supporto di Vortex, rilasciato lo scorso anno. Visti gli headliner di giornata ed il pubblico avvezzo a brani tecnici e complessi, l’organizzazione ha deciso di presentare una delle migliori realtà spagnole proprio nel terzo giorno, una band progressive-post rock con uno stile strumentale che a tratti ricorda gli Aristocrats. L’accoglienza da parte degli astanti è stata molto calda, con applausi scroscianti alla fine di ogni lungo intermezzo strumentale e la loro performance ci ha preparati nel migliore dei modi per il prosieguo della giornata all’insegna del metal.

SETLIST TOUNDRA
1. Intro Vortex
2. Cobra
3. Cruce Oeste
4. Kitsune
5. Cielo Negro (Black Sky)
6. Tuareg


SOULFLY
Cambiamo palco e cambiamo anche genere. Recandomi allo stage 2 sento arrivare le note violente dei Soulfly, nome altisonante del metal statunitense capitanati dal chitarrista Max Cavalera, celebre per la sua militanza nei Sepultura e unico membro stabile nella formazione dall’anno della fondazione, il 1997, ad oggi. Ovviamente il pubblico si infiamma e dopo le dolci e oniriche melodie dei Toundra parte un violento pogo che accompagna tutta l’esibizione della band americana fino alla conclusione della setlist, un’ora scarsa di show, con molte canzoni tratte dal nuovo Ritual. Ora il pubblico, con qualche livido in più, è pronto per gli Architects.

ARCHITECTS
L’innovazione che il gruppo propone li rende una delle migliori realtà di questo panorama e l'ultimo album Holy Hell ne è l’esempio, dal suono curato e per nulla ripetitivo. Ventiquattro ore fa mi trovavo di fronte alla splendida coreografia degli Amon Amarth ma ora, sul palco della band britannica, non c’è traccia di alcun ornamento. Un peccato, perché si sarebbe potuto organizzare qualcosa di più scenografico visto il numero di persone che stanno per assistere alla loro esibizione. Ciò che importa però, oltre a quello che viene esposto sul palco, è la sostanza, la proposta musicale. In questo il vocalist Sam Carter è maestro, il suo scream misto a growl è davvero eccellente e nel suo genere ha pochi rivali. Ho trovato tuttavia spiacevole l’utilizzo massiccio dell’idrante per innaffiare la folla, intanto perché vista l’ora il caldo ormai aveva abbandonato la Caja Magica, e poi perché, pensando di essere scherzoso, l’addetto all’idrante ha infastidito parecchie persone che stavano fotografando o facendo video con il telefono, me compreso, al punto che bisognava stare attenti ad evitare l’acqua piuttosto che ad ascoltare l’esibizione. Al di là di questo evento increscioso, il momento in cui Sam Carter ha ricordato il chitarrista Tom Searle, scomparso fin troppo prematuramente, è stato davvero struggente. La band gli ha tributato Gone With The Wind e la profondità del testo ha colpito ognuno di noi, nessuno escluso. Un concerto con i fiocchi, complimenti agli Architects, il responso del pubblico è la prova del loro eccellente lavoro.

SETLIST ARCHITECTS
1. Modern Misery
2. Nihilist
3. Naysayer
4. These Colors Don’t Run
5. Holy Hell
6. Royal Beggers
7. Gravedigger
8. Mortal After All
9. A Match Made In Heaven
10. Hereafter
11. Gone With The Wind
12. Doomsday


TOOL
È il momento, a stento riesco a trattenere la tensione. Sono in prima fila ad un concerto dei Tool. Il terzo giorno è scarico di effetti speciali, tutto il fuoco e le fiamme che hanno reso spettacolo nel secondo giorno sembrano essere terminati. Le luci prendono il loro posto, in un gioco di laser, colori e strani effetti luminosi, che si associano perfettamente alla loro esibizione psichedelica. Lo scorso anno mi ero reso conto di un fatto curioso, cioè che durante tutto il concerto degli A Perfect Circle la figura di Maynard James Keenan non fosse stata colpita dalla luce neanche per un singolo istante. Speravo che ciò non accadesse nuovamente, invece mi sono dovuto rassegnare all’evidenza dei fatti: anche quest’anno sono costretto ad intuire la sua sagoma nella penombra. A parte questi dettagli, la folla è in religioso silenzio, come in un luogo di culto. I video proiettati negli schermi laterali sono quelli rilasciati dalla band nel corso degli anni, frutto della mente un po’ perversa del chitarrista Adam Jones. I loro suoni viscerali scaturiti dal basso di Justin Chancellor, l’unico che ha interagito con il pubblico durante la serata, misto alla visione dei video inquietanti, ha dato vita ad un rito mistico. Qualcosa di impossibile da descrivere a parole senza aver partecipato. Tredici anni di attesa ripagati alla perfezione, pensavo fosse impossibile replicare la perfezione di tracce come Jambi e Schism dal vivo, eppure si sono superati. Addirittura il disco ora sembra una brutta copia di quello che ho sentito con le mie orecchie dieci giorni fa, come un’immagine sbiadita dell’Iperuranio di Platone. Durante Vicarious sono stato completamente assalito dai brividi, essendo un brano al quale sono particolarmente legato come si può immaginare. La voce di Maynard filtrata tramite l’uso di un apparecchio di distorsione ha reso ancora più cupo ed oscuro il finale. L’organizzazione ha spostato tutte le esibizioni in modo che nessuno suonasse in contemporanea con gli headliner e lo spettacolo ne ha giovato, perché nessuna nota ha interferito con lo show senza precedenti dei Tool. Stinkfist ha chiuso le danze e io, pieno di tristezza, ho dovuto rassegnarmi alla loro uscita di scena, conscio che per molti anni questo spettacolo rimarrà irripetibile. Mi ricordo una frase di un amico che qualche anno fa mi disse: ”I Dream Theater sono freddi, i Tool sono più viscerali”. Vero, se ci riferiamo alla loro musica non posso dire il contrario, ma al posto di freddi userei la parola tecnici. Ma in quanto alla dimensione umana? L’uscita di scena dovrebbe essere accompagnata da qualcosa che assomigli il più possibile ad un inchino, ad un ringraziamento per chi ha reso possibile lo spettacolo, cioè i fan, perché molto spesso se ne tralascia l’importanza. Una vera e propria fuga dietro le quinte, come se avessimo il fucile puntato contro cantante e chitarrista, mi è sembrata eccessiva. Bravi invece Justin Chancellor e Danny Carey, quest’ultimo accompagnato dalla sua immancabile canotta da basket, che si sono dilungati nei saluti e nel ringraziamento finale. Dalla mia, continuerò a preferire persone come John Petrucci, che qualche giorno fa a Grugliasco è sceso a suonare nell’area dedicata alle persone disabili, oppure James Labrie, che dedica svariati minuti del concerto ad interagire con i fan con lunghe chiacchierate, scherzose e divertenti. Perché il tempo che una band dedica ai fan è sempre ben speso.

SETLIST TOOL
1. Ænema
2. The Pot
3. Parabola
4. Descending
5. Schism
6. Invincible
7. Intolerance
8. Jambi
9. Forty Six & 2
10. Vicarious
11. Ions
12. Stinkfist


In netto anticipo rispetto al giorno precedente, visto che dopo la fine del concerto degli headliner non ho seguito alcuna esibizione, mi sono recato nell’area ristorazione per cercare di affogare nel cibo i dispiaceri dell’addio temporaneo che ho dovuto dare ai cari Tool, almeno finché non metteranno nuovamente piede in Europa. Alla fine della serata duole ammettere che le nuove tracce che la band ha portato in tutte le date europee, cioè Descending e Invincible, non sono all’altezza della loro produzione in studio. Suonano vuote e fiacche. Ma magari bisogna lasciar loro il tempo di essere assimilate nella mente e chissà, con un nuovo album magari si potranno apprezzare anche quelle.



AkiraFudo
Sabato 13 Luglio 2019, 8.48.01
4
...mi pare che @pacino abbia specificato che la scaletta non soddisfa i suoi gusti, e non lo trovo così strano... forse non sarà la peggiore in assoluto, ma credo che chi apprezza sonorità "classiche" non abbia faticato a trovare eventi più interessanti...
Macca
Venerdì 12 Luglio 2019, 12.48.41
3
Il peggiore cartellone che tu abbia mai visto? Probabilmente devi girare un pò di più.
Vicarious
Venerdì 12 Luglio 2019, 12.11.21
2
Non mi ero accorto di aver preso i soldi dal tuo conto, scusa Al, pensavo di averli presi dal mio
Pacino
Mercoledì 10 Luglio 2019, 19.58.28
1
Ammazza che cartellone immondo, come fai a spendere soldi per un festival del genere, nemmeno se mi pagassero me c'andrei. Va beh, ognuno naturalmente fa il cazzo che gli pare, ma che non vedevo un cartellone di un festival di 3 giorni così penoso, per i miei gusti, era parecchio, forse il peggiore che abbia mai visto.
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