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MERCYFUL FATE - Il giuramento di Melissa
17/08/2019 (407 letture)
Molti di voi lo avranno già letto qui o altrove: i Mercyful Fate torneranno insieme per una serie di concerti durante cui saranno suonate canzoni tratte dal mini album d’esordio, da Melissa e Don’t Break The Oath. A prescindere dalla formazione allestita alla bisogna, in ogni caso di tutto rispetto, l’occasione è da non perdere e la memoria degli appassionati con qualche primavera sulle spalle corre inevitabilmente a quei primi anni 80 durante cui tutto ebbe inizio. Nelle righe che seguono, quindi, parleremo non tanto della storia di questa imprescindibile formazione – già ben nota - e dei dischi da cui provengono i pezzi in questione, ripetutamente analizzati, ma delle sensazioni che accompagnarono la comparsa sulla scena di questa strana, ammaliante formazione.

UN SOLFOROSO ANNUNCIO
Tutto è partito all’improvviso da un comunicato diramato lo scorso Primo di Agosto che così recitava:

NEVER BREAK THE OATH
MERCYFUL FATE will be playing an unspecified number of concerts throughout Europe during the summer of 2020, including COPENHELL. It will be the “9” lineup, featuring:
Hank Shermann - Guitar
King Diamond – Vocals
Bjarne T Holm - Drums
Mike Wead - Guitar
with Joey Vera on the bass while Timi Hansen is away. We asked Joey Vera (Armored Saint, Fates Warning) to fill in because he has a very unique style and sound playing with his fingers, much like that of Timi Hansen. This is very important, since the set list will only consist of songs from the very first “mini LP”, the “Melissa” album, and the “Don’t Break The Oath” album, plus some brand new songs written specifically in that very same style. This will very much be Mercyful Fate as we were in the very beginning, except for a brand new major stage production.
See you at the Ruined Bridge. Stay Heavy...


Tantissime le sensazioni che sono subito montate dentro dopo aver letto queste righe, magari due o tre volte per tema di averle male interpretate la prima volta. Il fatto stesso che si possa rivedere su un palco quel demoniaco moniker intento a suonare estratti dai tre album che lo hanno imposto sulla scena come imprescindibile snodo per storicizzare l’evoluzione del metal di un certo tipo, del resto, è già di per sé stesso motivo sufficiente per interessarsi alla questione. Il tipico canto di King Diamond, capace di passare repentinamente da tonalità altissime ad altre profonde ed oscure, unitamente alla teatralità del suo personaggio e dell’intera proposta del gruppo, avevano colpito così profondamente il pubblico da restare impresse a fuoco per sempre nella memoria collettiva. Non che la trattazione di certe tematiche fosse una novità in senso assoluto, ma una cultura giovanile rock per molti fan ancora in itinere che non consentiva ai più di collocare la band esattamente al giusto posto nella storia, contribuiva ad ammantare tutto da un senso di novità che conferiva valore aggiunto al “pacchetto Diamante”. La proposta comunque originale rispetto al contesto generale dell’epoca (la band mantiene profondi tratti di originalità anche adesso), l’odore di zolfo che esalava ogni nota suonata da un gruppo che oltre ad un cantante come Kim Bendix Petersen poteva vantare una sezione ritmica di alto livello ed una delle coppie di asce più efficaci e seducenti di sempre, ne facevano in ogni caso un fenomeno assolutamente peculiare. Musica che stregava con il suo essere evocativa e sabbatica, che riprendeva la lezione morale dei grandi – dai Black Sabbath ai Coven - l’attitudine di certe spirali del progressive, la gioia liberatoria del metal e serviva tutto al pubblico in maniera ben più visuale e spiritata di quanto chiunque altro avesse fatto fino ad allora o, nella peggiore delle ipotesi, negli ultimi anni. Colori musicali forti, immagini che scandalizzavano e irretivano, sinistra trasgressione servita a ragazzi che non aspettavano altro che di essere stimolati in tal senso ed una voce ed un viso, quelli di King Diamond (peraltro ancora ottimamente in palla a dispetto degli anni ed anche per questo ancora da seguire), che invitavano a lasciar fluire i propri demoni interiori in maniera rituale e proprio per questo non solo liberatoria, ma addirittura catartica. Ed ognuno di quelli che ne ha vissuto in diretta l’irrompere sulla scena ha una piccola, grande storia da raccontare circa la sua esperienza con questo gruppo. Magari di seconda mano.

TORCE, CROCI, ESTINTORI E PARRUCCHIERI
Il 24 Febbraio del 1984, poco dopo l’uscita di Melissa, un amico (lo stesso che mi aprì definitivamente le porte dell’universo metallico), andò a vedere il gruppo a Roma al Teatro Espero. Una location che oggi non esiste più ed a quanto mi riferirono anni fa poi diventata sede di un’azienda di forniture per parrucchieri. Tornò a casa portando storie che riferivano di un concerto incredibile tra bestemmie; gente esaltata dall’emozione e maleficamente istigata dal Re il quale, brandendo una torcia chiedeva loro se dovesse bruciare la croce posta sul palco; veri o presunti satanisti trasfigurati nell’espressione del viso nel seguire lo spettacolo; tensione provocata da alcuni spettatori che non sopportavano King Diamond per il suo trucco giudicato da poser e smaccatamente ispirato a quello di Gene Simmons - il bassista dei Kiss intentò una causa a questo proposito, poi persa – tanto da spargere in teatro storie sull’omosessualità di King e di presunti approcci avvenuti nei camerini. Sopra tutto, però, mi parlò della presenza di veri esaltati disposti a rischiare grossissimo pur di creare problemi e di vincere il premio "Demente dell’Anno 1984". Uno di questi ci provò provocando l’interruzione del concerto scaricando il contenuto di un estintore sul palco per bloccare l’esibizione, rischiando anche di essere linciato prima di darsi alla fuga e che il concerto riprendesse. Il mio amico mi disse che si trattava di uno dei membri degli Shotgun Solution, band OI! che peraltro ebbi modo di vedere dal vivo qualche anno prima al fianco di Gaznevada, Not Moving ed altri. Quando ascoltai questa storia, già possessore per la somma di 13.000 lire di Melissa e dopo aver registrato su nastro il mini album d’esordio proprio da lui, provai un’invidia bruciante per non essere potuto intervenire. Anche perché non ho mai più avuto occasione di seguire un live del gruppo o di Kind Diamond come solista. Invidierò anche chi potrà andare a vederli pure stavolta. Ed il fatto che dopo trentasei anni di distanza quel concerto sia ancora avvolto da un alone di oscura magia ed il pensiero di non poter seguire il gruppo dal vivo nemmeno stavolta sia ancora così sgradevole, indica chiaramente quanto tutti coloro i quali siano stati adepti della congrega del Re, non ne siano mai più usciti e ne siano felici. Una setta che del resto non prevedere proscritti e nemmeno che qualcuno possa volerla abbandonare davvero.

Come, come into my coven.



lisablack
Domenica 18 Agosto 2019, 22.43.30
8
Mi prendi in giro vero Obscure😃? Non lo dici seriamente...Melissa oscuro come la notte piu' oscura..preferisco di poco il seguente, ma ripeto qui siamo nella storia.
Silvia
Domenica 18 Agosto 2019, 19.10.15
7
Melissa uno degli album più oscuri e inquietanti di sempre. Anche a distanza di anni e anni non perde quell'aura sinistra che mette i brividi
ObscureSolstice
Domenica 18 Agosto 2019, 19.04.48
6
Tu sei leggenda lisablack
lisablack
Domenica 18 Agosto 2019, 18.12.42
5
Che dischi questi, non c'è parole tanto sono belli!!! Obbligo di possesso per chiunque si ritenga metallaro, questa e' leggenda..
Rik bay area thrash
Domenica 18 Agosto 2019, 17.45.21
4
Eclettici, mai scontati e soprattutto con una capacità disarmante di creare affreschi sonori spettrali con una coppia d asce di prim'ordine. A parte un 'suono' che li distingue subito, indubbiamente è il falsetto (ma non solo, visto il suo ecletticismo vocale) di diamond a creare il trademark definitivo. Indubbiamente il mini lp unito ai primi due album, sono quanto di meglio gli early eighties potessero offrire ai metal head, quando ancora l heavy metal era oggetto di culto da parte di pochi ma agguerriti ragazzi/e ed era nella sua forma più genuina (imho)
tino
Domenica 18 Agosto 2019, 16.01.14
3
un gruppo straordinario che seguo dal lontano 1984, in campo heavy i miei preferiti assieme a maiden e priest. Purtroppo la voce per molti è un handicap e quindi non hanno potuto capitalizzare un consenso maggiore ma comunque rimangono dei maestri del genere e un loro ritorno sulle scene, nonostante rimangano solo due titolari, è comunque una bellissima occasione per risentire dal vivo pezzi immortali. Spero che decidano di dare spazio a capolavori preistorici come doomed by the living dead o a corpse without soul, per non parlare di gemme come a dangerous meeting che è loro primo pezzo che ho ascoltato ed è ancora il mio preferito
ObscureSolstice
Domenica 18 Agosto 2019, 15.14.43
2
Non è sottovalutata, essendo che è un must dell'heavy metal. Ai giovani piace altro (cit.)
Legalisedrugsandmurder
Domenica 18 Agosto 2019, 13.03.36
1
Grande band, forse anche sottovalutata. Visti al Gods '99, ma spero di rivederli per questo tour. Magari un nuovo album?
IMMAGINI
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Don't Break the Oath
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King Diamond (dal sito dell'artista)
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Mercyful Fate - Mini Album
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Mercyful Fate
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MERCYFUL FATE
Il giuramento di Melissa
 
 
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