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VISIONS OF ATLANTIS - Più uniti e forti che mai
02/09/2019 (761 letture)
Dopo aver dato alle stampe pochissimi giorni fa il loro nuovo e settimo studio album intitolato Wanderers (via Napalm Records), abbiamo avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con i componenti dei Visions Of Atlantis per approfondire le tematiche del disco e per parlare di ciò che li attenderà prossimamente. Buona lettura!

Annie: Ciao ragazzi, benvenuti sul nostro sito! Come state? Come sta andando la promozione del vostro ultimo album Wanderers?
Visions Of Atlantis: Hey! Tutto alla grande! Mentre rispondiamo a questa intervista ci stiamo dirigendo verso il nostro primo show da headliner per promuovere il nuovo album e tutto sta andando ben oltre le aspettative! Stiamo tenendo show fantastici, con un’ottima risposta da parte dell’audience e dalle location piene, riceviamo costantemente feedback positivi via e-mail, sui nostri social e tramite messaggi personali… È semplicemente un ottimo periodo!

Annie: Avete, per l’appunto, pubblicato da pochi giorni Wanderers, settimo capitolo della vostra carriera. So che forse è ancora troppo presto per tirare le somme, ma siete soddisfatti del prodotto finale? Qual è il principale punto di forza del disco e perché?
Visions Of Atlantis: Abbiamo lavorato davvero duramente durante la produzione di Wanderers, sia in studio che prima. Volevamo che quest’album rappresentasse un grande passo avanti rispetto a The Deep & the Dark (che già di per sé era un passo avanti rispetto a tutti i lavori precedenti dei Visions Of Atlantis, sia in termini di produzione che di fatica). Volevamo avere concept più profondi, canzoni più forti, arrangiamenti migliori. Sai, vogliamo sempre perfezionare quanto già abbiamo raggiunto, non dobbiamo mai voltarci indietro e vedere che qualcosa era stato fatto meglio in precedenza, quindi abbiamo dato il via all’era di Wanderers con un insieme di idee molto chiaro. Abbiamo ritagliato il nostro tempo per lavorare su ogni take, volevamo che ogni singolo pezzo fosse esattamente al proprio posto. Siamo assolutamente soddisfatti di quanto abbiamo svolto. Ovviamente, così come per ogni pubblicazione, proveremo a spingerci ancora oltre in futuro, ma ad oggi Wanderers mostra chiaramente i Visions Of Atlantis al meglio. Quest’album possiede un’anima, e questo è ciò che davvero fa la differenza, il punto di forza. Ogni canzone ha un significato profondo contenuto tanto nella musica quanto nel testo… E speriamo che ciò venga notato!

Annie: Parlando del contenuto, dove ci condurrà il viaggio di Wanderers? Quali aspetti e atmosfere avete descritto con i nuovi tredici brani?
Visions Of Atlantis: Dodici inediti e una cover. Il viaggio non è altro che il cammino della vita a cui vogliamo invitare ciascun ascoltatore, con le nostre parole e la nostra musica come linea guida per rinnovare se stessi. Ci sono diverse tematiche all’interno di ogni canzone, ma principalmente vogliamo invitare le persone a trovare una nuova (e migliore) dimensione dove poter crescere. Tutti abbiamo le nostre questioni e i nostri problemi con cui confrontarci, tutti abbiamo le nostre guerre da combattere. Dobbiamo essere persone migliori, rispettarci a vicenda senza dimenticarci della natura che ci circonda (soprattutto oggigiorno, e soprattutto se vogliamo che i nostri figli abbiano un futuro…). Dobbiamo sconfiggere i demoni dentro di noi lasciandoci guidare dall’amore e dalla nostra forza di volontà, che dev’essere salda e capace di farci scontrare con i nostri momenti bui… E dobbiamo essere tutti capaci di confrontarci con la paura più grande in assoluto: la paura di uscire dalla propria comfort zone. Viaggiare significa condurre un viaggio attraverso luoghi che non conosciamo. Solo lì saremo capaci di crescere davvero.

Annie: C’è un concept principale dietro l’album oppure ogni brano è una storia a sé? Sono rimasta parecchio colpita dalla copertina, forse la mia è una deduzione errata ma sembra che Wanderers metta sullo sfondo le avventure in mare per soffermarsi su nuove storie sulla terraferma…
Visions Of Atlantis: Wanderers non è un concept album, se è questo ciò che intendi. Non c’è una storia con dei personaggi che recitano i propri ruoli, e le canzoni non sono connesse tra loro. Ci sono, però, dei temi portanti che guidano l’intero disco: il viaggio (come già detto), l’amore come guida, la consapevolezza della Madre Terra che ci circonda e la crescita personale. Tutte le canzoni possiedono metafore e possono essere lette da due prospettive diverse: una è ovviamente la prospettiva narrativa, la trama circa le avventure raccontate dal significato letterale dei testi; l’altra è la metafora nascosta dietro il significato letterale… Abbiamo una nostra idea per ogni canzone ma chiunque può leggerne il suo significato profondo. Le avventure in mare ci sono ancora: il mare, gli oceani sono l’inizio di ogni viaggio verso l’ignoto nel nostro mondo. Abbiamo bisogno di salire a bordo per spingerci verso nuove terre, per scoprire noi stessi. Qui è dove il viaggio ha inizio. Però sì, dagli oceani adesso ci siamo tuffati verso nuovi orizzonti, e il passo successivo consiste nell’esplorare queste nuove terre e nell’aprire le nostre menti a nuove culture e prospettive…

Annie: Parlando del sound, avete optato per una continuazione di quanto abilmente dimostrato su The Deep & the Dark? Il vostro penultimo disco rappresenta una grande evoluzione se comparato ai lavori precedenti, anche grazie a Clémentine, quindi le aspettative ora sono piuttosto alte…
Visions Of Atlantis: Grazie mille! La risposta è sì. Ciò che abbiamo fatto con The Deep & the Dark ha dato una direzione completamente nuova ai Visions Of Atlantis rispetto alle pubblicazioni precedenti, specialmente considerando la nuova lineup e i problemi che soltanto ora sembrano (finalmente) superati. Con Wanderers, musicalmente parlando, abbiamo voluto prendere il meglio di The Deep & the Dark e spingerlo avanti, ad un livello successivo. Abbiamo voluto tuffarci più in profondità negli arrangiamenti, ottenere una resa migliore partendo da ognuno di noi e, ovviamente, comporre canzoni più forti! Solo il tempo ci dirà se abbiamo raggiunto l’obiettivo ma siamo sicuri al 100% di aver dato il nostro meglio.

Annie: Wanderers è il primo album dalla dipartita di Siegfried. Ora Michele prende il suo posto: com’è iniziata la collaborazione? Vi conoscevate già?
Visions Of Atlantis: Abbiamo conosciuto Michele grazie all’ultimo Symphonic Metal Nights. La sua band, i Temperance, erano già confermati nella lineup dell’evento e, quando ci siamo trovati ad aver bisogno di un nuovo cantante, abbiamo iniziato a guardarci intorno e abbiamo immediatamente pensato a lui. È stato proprio Siegfried a voler entrare in contatto con lui! Insieme ad altri ha chiesto a Michele di inviarci una registrazione di un paio di nostri vecchi brani, e ci ha girato il materiale in un giorno soltanto… Convincendoci non solo per la velocità! Quindi abbiamo deciso di invitarlo come sostituto per quattro show del nostro primo tour di supporto ai Kamelot per vedere se le cose avrebbero funzionato sia dal vivo che “on the road”. Ora è passato un anno e possiamo dire chiaramente che non potevamo immaginare una lineup migliore di questa. Sembra che siamo insieme da una vita, l’atmosfera “on the road” è fantastica, e oltre a una bella amicizia che si è instaurata tra tutti i componenti del gruppo, ci ha anche arricchiti su molti versanti, specialmente su quello tecnico in cui prima avevamo lacune.

Annie: Parliamo dei tre singoli che avete selezionato per anticipare l’album. Tra questi possiamo trovare un brano symphonic dal piglio molto diretto (A Journey to Remember), un episodio catchy e folk-oriented (Heroes of the Dawn) e un’immancabile ballad (Nothing Lasts Forever). Cosa vi ha spinto a scegliere proprio queste tre?
Visions Of Atlantis: Beh, il tuo riassunto dice già molto sulla nostra scelta! Wanderers è un album con molte, molte sfaccettature. Abbiamo voluto mostrare quanto symphonic metal potesse offrire. Ovviamente non possiamo reinventare lo stile, ma ci sono molti lati musicali che una band symphonic metal può offrire. Abbiamo momenti potenti e forti (A Journey to Remember, The Siren and the Sailor, A Life of Our Own), episodi profondi e intensi (Nothing Lasts Forever, Into the Light e la titletrack Wanderers) e canzoni guidate da elementi sinfonici o folk (Heroes of the Dawn, To the Universe, The Silent Scream), solo per citare alcuni pezzi. Abbiamo scelto questi tre singoli in modo da dare una presentazione di Wanderers sia ai vecchi che ai nuovi ascoltatori.

Annie: Come abbiamo già detto, si tratta del vostro settimo album. Dopo quasi vent’anni di attività, quale pensate sia il segreto per continuare a comporre canzoni originali in un contesto musicale dove la proposta a due voci (una maschile e una femminile che lavorano insieme nella stessa band) è spesso utilizzata?
Visions Of Atlantis: Non dimenticare che i Visions Of Atlantis sono stati la prima band ad avere due CLEAN vocalist nella scena symphonic metal. In passato molte band hanno avuto una cantante donna e un cantante “growler” all’interno della loro lineup, ma i Visions Of Atlantis sono stati i primi ad avere due controparti clean. Ora godiamo di un forte duo con Clémentine e Michele: lei sa adattare la sua voce sia ad un registro classico che moderno, mentre Michele passa abilmente da una voce potente e graffiante ad una proposta più pulita e dolce. Ciò che davvero fa la differenza nella nuova formazione è la forte ed intensa espressività, la salda abilità di interpretazione che Clemi e Meek possiedono. Non cantano semplicemente con la loro tecnica, ma riescono a impersonare realmente il significato dei brani.

Annie: Vi siete spesso misurati con cambiamenti di lineup dovuti a motivi differenti. Fatta eccezione per Thomas (batterista, NDR), tutti voi avete raggiunto la band dopo il debutto. Qual è il collante che tiene uniti tutti voi in un contesto così dinamico?
Visions Of Atlantis: L’amicizia. Questa lineup è davvero guidata da una forte amicizia, forse anche inaspettata, ma possiamo considerarci come una famiglia, siamo davvero fratelli (e sorelle!) e il potere di questo legame è andato oltre ogni aspettativa. Forse ciò è dovuto al lungo tempo che abbiamo speso on the road nell’ultimo anno (siamo molto più attivi da quando Michele è entrato nel gruppo), forse invece è soltanto un discorso di empatia, ma davvero non possiamo chiedere di meglio sotto questo aspetto. Tutti noi ci battiamo per gli altri, tutti noi accettiamo i problemini degli altri (e chi non ne ha?), siamo sempre pronti ad aiutarci a vicenda. Stavolta la formazione dei Visions Of Atlantis sembra davvero essere al sicuro.

Annie: Ultima, ma non meno importante: quali sono i vostri programmi per i prossimi mesi? Ho visto che raggiungerete gli Evanescence e Tarja per uno show in Slovacchia (si terrà il 7 settembre, NDR), sono sicura che siete emozionatissimi!
Visions Of Atlantis: Siamo davvero emozionati per questa notizia improvvisa, e ci sono così tante cose che stanno ancora arrivando! Come già detto stiamo per fare il nostro primo show da headliner, dopo un’estate intensa piena di festival e il precedente tour dei Kamelot. Avremo un altro tour ad ottobre insieme ai Freedom Call… e dopodiché potremmo davvero domandarci se siamo pronti per imbarcarci in un tour tutto nostro. Vediamo se il 2020 ci vedrà compiere questo passo… Se tutto sarà fantastico tanto quanto lo sono questi giorni in giro, forse i tempi saranno maturi.

Annie: Vi ringrazio davvero molto per il vostro tempo e per la chiacchierata. A conclusione dell’intervista lascio a voi quest’ultimo spazio per aggiungere qualsiasi cosa vogliate e per salutare il pubblico italiano.
Visions Of Atlantis: Grazie mille Metallized! Ciò che possiamo dire ai nostri “wanderers” italiani è che speriamo davvero tanto di avere l’opportunità di esibirci nel vostro Paese, specialmente ora che abbiamo a bordo un italiano, sarebbe un peccato non includere l’Italia nel giro di promozione di Wanderers! Incrociamo le dita, nel frattempo vi invitiamo a seguirci sulle nostre pagine e ad urlare forte se ci volete in Italia. Vogliamo davvero che accada!



JC
Martedì 3 Settembre 2019, 14.58.50
1
The Deep and the Dark mi era piaciuto un sacco.
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Visions of Atlantis - l'intervista
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