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5RAND - Noi band italiane abbiamo molto da offrire!
05/09/2019 (705 letture)
In concomitanza con la pubblicazione della loro seconda e ultima fatica Dark Mother, abbiamo avuto l’opportunità di ospitare all’interno dei nostri spazi i 5Rand, quintetto melodic death metal romano con numerose influenze stilistiche e altrettanti aspetti peculiari. La chiacchierata è stata guidata dalle curiosità circa la nuova uscita discografica, approfondendo gli argomenti trattati e toccando questioni più ampie. Ecco quanto Julia (voce), Pierluigi (chitarra) e Riccardo (basso) hanno condiviso con noi!

Annie: Ciao ragazzi, innanzitutto benvenuti su Metallized. È la prima volta che vi ospitiamo all’interno della nostra webzine ed è per noi un piacere avervi qui. Siete attivi dal 2015 con il monicker 5Rand: ci raccontate brevemente com’è nato il progetto e che significato ha il vostro nome?
Pierluigi: I 5Rand sono una melodic death metal band di Roma. La band nasce da una mia idea di alcuni anni prima, che però prenderà una forma stabile soltanto nel 2015 con Julia e Riccardo. Quindi, nel 2017 abbiamo pubblicato il nostro primo album Sacred/Scared, suonato un bel po’ in giro per l’Europa e adesso non vediamo l’ora di sapere cosa ne pensate di Dark Mother, in uscita il 6 settembre. Circa il nome 5Rand, come molti dei lettori sapranno, è una moneta della Repubblica del Sudafrica. Alcuni anni fa, quando ancora non avevo in mente un nome che mi convincesse per la band, incontrai uno strano personaggio, sembrava una specie di sciamano… Ecco, questo individuo interessante e un po’ misterioso, dopo una lunga chiacchierata, mi regalò proprio una moneta da 5 Rand Sudafricani e mi disse che quello sarebbe stato il mio portafortuna. Così decisi di dare questo nome alla mia band.

Annie: In questi quattro anni di attività avete dato alle stampe Sacred/Scared e state per tornare tra pochissimi giorni con il vostro secondo lavoro, Dark Mother. Parlando dello stile musicale adottato, ci saranno differenze rispetto all’esordio oppure proporrete qualche elemento innovativo?
Riccardo: Una differenza è certamente che, rispetto al predecessore, Dark Mother è stato scritto in maniera sicuramente più collaborativa da parte di tutti noi, così da dargli una coerenza stilistica maggiore. Sacred/Scared, d’altra parte, essendo il primo album, contiene pezzi elaborati in un periodo abbastanza lungo e che, quindi, raggruppa fasi di songwriting diverse tra di loro. Approfondendo, direi che il risultato è sicuramente più cupo e maturo, in grado di rispecchiare la tensione emotiva e l’angoscia che preoccupano un po’ tutti negli ultimi tempi, e che chiaramente non possono non influenzarci.

Annie: Definite la vostra come una proposta melodic death/groove metal in cui non mancano qua e là influenze thrash e industrial. Quali sono le band (sia italiane che estere) e gli album da cui traete ispirazione? In cosa, invece, vi differenziate?
Riccardo: In verità, abbiamo molta difficoltà a definirci… quelle menzionate sono sicuramente tutte sonorità presenti nella nostra musica, ma ce ne sono anche altre. Visto quanto è sottile il “confine” tra i vari generi e, ancora di più, tra i sottogeneri del metal, potremmo collocarci in una posizione a metà strada tra Slipknot/Gojira (per citare dei nomi più recenti) e Pantera/At the Gates (per menzionare la vecchia guardia).

Annie: Torniamo a Dark Mother, la vostra ultima fatica. Tanto la copertina quanto il titolo suggeriscono ci sia un concept portante per l’intero lavoro, una sorta di collante per le undici tracce incluse. È così? Di cosa si tratta?
Julia: È esattamente così e siamo contenti che tu l’abbia notato subito! In questo lavoro abbiamo voluto inserire una tematica comune e sottesa in ogni brano, per quanto sempre in modo ed intensità differente nei vari brani. L’idea di fondo, l’oscura madre a cui fa riferimento il titolo, è la natura disprezzata e abusata dall’uomo che, come ultima possibilità di sopravvivenza in seguito ad una gangrena, decide di eliminare la parte infetta, ossia il genere umano stesso.

Annie: Parlando nello specifico dell’artwork ho letto che è stato realizzato da Hans Trasid e Roberto Toderico, quest’ultimo noto per aver curato lavori di band altisonanti quali Asphyx, Sodom e Pestilence. L’idea per la copertina è stata partorita da qualcuno di voi oppure vi siete affidati in toto ai due mastermind? Che rapporto avete, in generale, con l’arte (sia digitale che tradizionale)?
Pierluigi: Avevamo un’idea di fondo abbastanza definita e ci siamo affidati ad Hans Trasid per la realizzazione della copertina, mentre per il booklet ed il resto dell’artwork, oltre che per il nuovo logo, abbiamo avuto il piacere di collaborare con Roberto Toderico, un grandissimo artista ed amico che ancora approfittiamo per ringraziare. Siamo tutti appassionati delle arti figurative, io nello specifico che sono anche diplomato all’Accademia di Belle Arti e amo particolarmente dipingere e disegnare…

Annie: Per avviare la promozione di Dark Mother avete scelto il singolo Old Angel Midnight, accompagnato da un videoclip con messaggi e immagini molto forti. Ce ne volete parlare?
Julia: Come accennato prima, il soggetto è la metaforica rivolta della natura contro il genere umano che la sta distruggendo, continuando ad ignorare che così facendo sta distruggendo anche ciò che gli permette di vivere, si sta dunque rapidamente auto-estinguendo. È un tema fondamentale che l’umanità deve affrontare globalmente, poiché ne va della nostra vita stessa e non potevamo che rendere con immagini forti e impressionanti la gravità della situazione, seppur da un punto di vista artistico.

Annie: Come vi siete approcciati alla composizione dei brani di Dark Mother? Avete lavorato in gruppo a tutto oppure vi siete dedicati singolarmente alle vostre parti per poi trovarvi insieme in un secondo momento?
Pierluigi: Entrambe le cose. Abbiamo lavorato molto in gruppo in fase di stesura per avere un risultato equilibrato e omogeneo, quindi ciascuno ha raffinato le proprie parti aggiungendo complessità e dettagli, per poi riunirci nuovamente e compattare il tutto. È stato un processo collettivo molto interessante e stimolante.

Annie: Quali ritenete che siano le difficoltà maggiori con cui i gruppi giovani come voi si scontrano per emergere oggigiorno nel mondo della musica metal?
Riccardo: Sono tantissime, purtroppo. Non è semplice poter portare avanti le proprie passioni, soprattutto volerne fare una professione. Di conseguenza, gran parte dei musicisti è costretta ad avere un lavoro per sostenersi, il che ne limita la possibilità di fare concerti e farsi conoscere, e via dicendo. È un serpente che si morde la coda, un circolo vizioso che rende la nostra passione spesso stressante. Tutto però viene ripagato quando incontriamo i nostri cari fan ai concerti, scambiamo quattro chiacchiere e ci dimentichiamo dello stress.

Annie: Ormai manca davvero poco alla pubblicazione, quindi vi chiedo: quali sono i traguardi che vorreste raggiungere grazie a Dark Mother?
Pierluigi: Affermarci solidamente in Italia, nell’ultimo anno abbiamo suonato di più in giro per il nostro Paese e ne siamo felici, e costruirci una reputazione e un pubblico ancora più nutrito all’estero. Ci piace tantissimo suonare dal vivo e vedere le emozioni delle persone, è il motivo principale per cui suoniamo e siamo disposti a tutto per farlo.

Annie: Ultimissima domanda: quali sono i vostri programmi in termini di concerti? Avete già fissato qualche data?
Julia: Stiamo definendo le date del Dark Mother tour che avverrà a cavallo tra fine 2019 e inizio 2020... Per il momento vi invitiamo alla prima data ufficializzata che sarà il 18 ottobre al Sottoscala di Latina.

Annie: Vi ringrazio moltissimo per il vostro tempo, l’intervista è conclusa. Solitamente mi piace lasciare l’ultimo spazio della chiacchierata interamente alla band: a voi la parola per aggiungere qualsiasi cosa vogliate…
5Rand: Grazie per averci letto, speriamo di vederci presto in qualche concerto! Seguiteci sui social per rimanere aggiornati su di noi e sulle nostre iniziative. E supportiamo il metal di casa nostra: noi italiani abbiamo tanto da dire, anche sul panorama internazionale, ma abbiamo bisogno l’uno dell’altro!



Children of Cathedral
Mercoledì 18 Settembre 2019, 23.40.15
13
So leggere ... grazie. Sarebbe stato più corretto dire band groove metal influenzata dal melodeath. Non sono melodeath , secondo questo criterio allora anche gli As Lay Dying sono melodeath, ma il problema non sono le etichette. Ascolterò meglio singolo e disco e me ne farò una opinione. Rimangono un buon gruppo groove metal. Saluti
annie
Mercoledì 18 Settembre 2019, 23.34.41
12
@Children Of Catheral rimando nuovamente alla risposta #3 dell’intervista
Children Of Catheral
Mercoledì 18 Settembre 2019, 23.31.57
11
Non è Melodic Death Metal , è un groove metal spicciolo e scontato con qualche influenza melodeath. Se li accostate agli Arch Enemy allora siete fuori strada perché non hanno nulla a che fare con loro , o con gruppi come At The Gates (avranno solo qualche influenza ma nulla più ) , Dark Tranquillity o vecchi In Flames Non hanno nulla di Melodic Death se non una puntina nel sound. Sembrano gli Infected Rain o Blind Ivy. Sto melodeath lo vedere solo vuoi, questo non vuol dire che il disco sia male , cosa che devo ancora ascoltare. Dal vivo la cantante fatica molto a tenere fiato sebbene abbi una discreta presenza scenica. Li ho visti al Satyricon varie volte.
Lizard
Domenica 8 Settembre 2019, 20.16.56
10
Lambruscore: l'insulto era già stato moderato, per favore datti una calmata.
Skydancer
Domenica 8 Settembre 2019, 16.45.40
9
La ripetitività delle strutture è una cosa che ho notato anche io, e che secondo me ha penalizzato molto la resa finale del disco. La loro proposta mi piace, ma un po' di varietà in più non avrebbe guastato. Tra l'altro, la recensione dovrebbe arrivare a breve...
Analizzatore
Domenica 8 Settembre 2019, 15.37.13
8
Alcune domande da porre la prossima volta: - La struttura dei vostri brani non si discosta dalla tipica forma canzone, con strofa in growl e ritornello in pulito (come peraltro molte cose di Slipknot, Fear Factory, ecc.), non temete di apparire troppo ripetitivi? - È importante per voi che la produzione rispecchi il gusto imperante o che suoni personale? - Che importanza date all'immagine? - Avete mai ascoltato gli Arch Enemy? Pensate che chi li imita potrà mai avere successo?
Blessed
Sabato 7 Settembre 2019, 13.09.37
7
Meno male ci sei tu Lambru... Bandiera della qualita!!
LAMBRUSCORE
Sabato 7 Settembre 2019, 12.50.27
6
Cosa posso farci, già non sopporto le vocals femminili, a parte qualche raro caso, poi quando sento dei cori yuhuuuu, più o meno, penso a tutto ,tranne che al death metal, parere mio e scusate se vi ho rotto il cazzo, grazie a pochi "giornalisti", seguo sempre meno questo sito, che sta veramente colando a picco....
Galilee
Sabato 7 Settembre 2019, 8.26.07
5
Ho ascoltato altro. Davvero bravini nell'insieme. Mi piace che in mezzo a varie modernità ci sia il classico tumpatum. Ritmicamente nei momenti più tirati mi ricordano i Pestilence che furono.
monte
Sabato 7 Settembre 2019, 1.23.11
4
#1 LAMBRUSCONE ascoltati almeno l'album invece che sparare c@#@# a raffica, razza di b@#@#@#
annie
Venerdì 6 Settembre 2019, 21.45.59
3
@lambru leggi la risposta alla domanda 3...
Galilee
Venerdì 6 Settembre 2019, 21.10.03
2
Scusa Lambru, ma ho ascoltato un singolo cordyceps. Se non è melodic death cosa sarebbe scusa? A meno che per te gruppi come Arch Enemy facciano altro. Secondo me lo sono in pieno.
LAMBRUSCORE
Venerdì 6 Settembre 2019, 20.19.54
1
Questo gruppo farebbe melodic death metal? In base a cosa? a qualche scream? Ma non prendete per il culo la gente dai....
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