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TURILLI / LIONE RHAPSODY + NARNIA - Fryhuset Klubben, Stoccolma (SK), 27/09/2019
03/10/2019 (1212 letture)
Il freddo che avvolge la sera di Stoccolma, già decisamente invernale per gli standard del belpaese, sembra suggerire, anzi esigere, dosi di gelido, puro, black metal. Controcorrente rispetto alle insistenze glaciali della temperatura, il Fryhuset Klubben ospita sul palco un evento power metal dai toni decisamente epici e solari. Piatto forte della serata è la nuova creatura di Fabio Lione e Luca Turilli, che fa seguire questo tour europeo al recente impegno in sala di registrazione che ha visto la nascita dell’album Zero Gravity .
Il buon lavoro fatto in studio mantiene alte le aspettative sulla resa live della band, formata da musicisti esperti e in formazione rodata, e c’è ovviamente grande interesse per quanto riguarda la reunion fra la chitarra di Turilli e la voce di Lione. La sala, abbastanza spoglia ed arredata in stile IKEA a dire il vero, si riempie presto, confermando come i Rhapsody (sotto qualsiasi nome si presentino) restino una delle realtà metal nostrane più conosciute ed apprezzate all’estero.

NARNIA
Devo riconoscere che, non essendo un ascoltatore abituale del genere, il nome Narnia evocava in me solo leoni, streghe e armadi. Di primo acchito sono rimasto dunque abbastanza meravigliato dalla totale assenza di criniera leonina sul cantante della band in questione, ma, superata a fatica l’iniziale delusione, sono comunque sgusciato oltre il pubblico svedese per guadagnare una posizione sotto palco. Il quintetto di Jonkoping è alfiere di un power metal decisamente melodico e che rispetta perfettamente tutti i canoni del genere, dall’uso insistente della doppia cassa alle soluzioni vocali. Nulla di particolarmente originale nella proposta dei Narnia dunque, ma la band regala ai propri fan una prestazione coinvolgente e appassionata. L’esperienza ormai più che ventennale dei nostri (attivi dal 1992) si traduce in un’esecuzione tecnica ineccepibile, arricchita da una buona presenza scenica e da un costante dialogo col pubblico di casa. Su tutte spicca la prestazione al microfono di Christian Liljegren, dotato di una vocalità dai toni caldi e perfettamente a suo agio nel coprire la sua intera estensione vocale anche in sede live. Anche la resa sonora è precisa e limpida, coronando la buona prestazione dei Narnia. Gli svedesi sono chiaramente apprezzati e ben conosciuti in patria. La folla non ha problemi infatti a cantare quasi tutti i ritornelli dei pezzi, con le prime file che letteralmente esplodono alle prime note della catchy I still believe. Ed è mentre ascolto il ritornello cantato in coro che maturo un sospetto che si tramuta in certezza: “I still believe in the Maker / One by one, we all must bow down / I still believe in the Father, the Son and the Fire / Burning on, I still believe!”. Una rapida ricerca online ed è presto confermato: il quintetto propone, a livello di tematiche, “christian metal” (con testi anche particolarmente ben scritti aggiungerei). Ed io che pensavo che una band power metal di nome Narnia dovesse per forza parlare di fantasy…

TURILLI/LIONE RHAPSODY
Il pubblico di Stoccolma inizia a scaldarsi già prima di sentire una sola nota: appena Lione mette piede sul palco iniziano a sprecarsi i cori ed i “vai Fabio!” in incerto italiano. Sorrisi al pubblico e breve presentazione, i Turilli/Lione Rhapsody attaccano subito con uno degli highlight dell’ultimo Zero Gravity , Phoenix Rising, scelta come singolo promozionale dell’album ed eseguita in tutti i suoi sei minuti di durata. Il Fryhuset Klubben reagisce quasi freddamente rispetto alla calorosissima accoglienza iniziale e l’ovvio motivo si esplicita al boato che accoglie il secondo pezzo in scaletta. Dawn of Victory è decisamente un classico per gli originali Rhapsody of Fire e viene proposto da Turilli e Lione senza cambiarne una virgola. Il pubblico svedese canta a memoria il ritornello in un coro di stonatissime voci, che non coprono però un Fabio Lione in grande spolvero. Finito il brano tocca al cantante intrattenere il pubblico annunciando una scaletta incentrata sull’intera carriera dei Rhapsody, senza che la novità di Zero Gravity faccia valere il suo peso rispetto ai lavori più datati e celebri degli italiani. Scelta decisamente oculata questa da parte di Turilli e Lione, che dimostrano di conoscere perfettamente i desideri dei propri fan: sotto qualsiasi veste si presentino è chiaro che qui la sala si è riempita per vedere i Rhapsody e la scaletta viene incontro a questa realtà. Archiviata in fretta Zero Gravity si passa ad una tripletta di pezzi da novanta: Land of Immortals, The Wizard’s Last Rhymes e Reign of Terror. A livello tecnico la band si dimostra rodata e meritevole del proprio status di realtà internazionale, fornendo una prestazione che unisce tecnica e passione, senza cedere a sbavature di nessun tipo. Su tutti si fa valere l’ugola di Lione che, come un buon vino, matura e migliora con gli anni. La sua prestazione, per resistenza ed estensione, farebbe sicuramente invidia a voci ben più giovani e si dimostra veramente uno dei valori determinanti nella qualità della resa musicale in casa Rhapsody.
Concedendo un momento di meritato riposo al resto della band è proprio Fabio Lione a salire in cattedra, proponendo al pubblico svedese Con te partirò, che si rivela conosciutissima anche in Svezia. Si ritorna al power metal con uno fra i migliori brani della discografia dei Rhapsody, Holy Thunderforce, che apre la fase finale del concerto, che comprende un altro paio di vecchi brani e la nuova Arcanum (Da Vinci’s Enigma). Viene anche lasciato spazio per un assolo di batteria ed uno di basso, oltre che per il ringraziamento di Fabio Lione a Luca Turilli, con le parole “che siate fan dei nuovi o dei vecchi Rhapsody è quest’uomo che dovete ringraziare, perché senza di lui i Rhapsody non esisterebbero”. Superato l’imbarazzo di Turilli, la band scende dal palco e si fa desiderare per qualche minuto mentre il pubblico svedese la richiama a gran voce. Tornati on stage la chiusura del concerto viene affidata ad Unholy Warcry, mentre, come già annunciato, manca la celebre Emerald Sword, lasciata nelle mani di Staropoli e dei suoi Rhapsody of Fire.
Riassumendo, una buonissima prestazione da parte della band, forte di un Lione sugli scudi, di una scaletta selezionata con intelligenza e di un pubblico affezionato e ricettivo. Anche in questa nuova incarnazione i Rhapsody non perdono nulla in fatto di epicità e potenza on stage, confermandosi come una delle realtà metal di cui il belpaese può andare più fiero.

SETLIST TURILLI/LIONE RHAPSODY
1. Phoenix Rising
2. Dawn of Victory
3. Zero Gravity
4. Land of Immortals
5. The Wizard's Last Rhymes
6. Reign of Terror
7. Time to Say Goodbye (Con te partirò)
8. Holy Thunderforce
9. Drum Solo
10. Knightrider of Doom
11. Lamento Eroico
12. On the Way to Ainor
13. Bass Solo
14. Riding the Winds of Eternity
15. Arcanum (Da Vinci's Enigma)
16. Unholy Warcry



ObscureSolstice
Mercoledì 4 Dicembre 2019, 2.03.16
23
Protezioni auricolari che seri, qua in Italia non abbiamo neanche piú le lacrime per piangere, pur di raccimolare due euro in più farebbero entrare chiunque. @11 Metalshock : si si è vero, a qualcuna interessa. Ma i rhapsody of fire vengono a suonare ancora sul suolo italiano o si vergognano? Svezia è SE e non SK che mi pare sia la slovacchia
Shock
Martedì 3 Dicembre 2019, 18.02.34
22
@Stefano: molto bene....ehm su cosa sei d'accordo?? Così per curiosità...
Silvia
Martedì 3 Dicembre 2019, 17.34.42
21
Mi fa piacere che condividi Stefano
Stefano
Martedì 3 Dicembre 2019, 15.03.22
20
Concordo in toto con Silvia.
Shock
Martedì 3 Dicembre 2019, 0.54.57
19
Per me si chiacchiera tranquillamente se lo si fa in modo pertinente, altrimenti non capisco come si possa discutere di due cose diverse. Buon proseguimento.
Silvia
Lunedì 2 Dicembre 2019, 23.52.52
18
Sì meglio, discutere non mi interessa sinceramente. Ho risposto in modo cortese pensando di fare una chiacchierata tranquilla ma evidentemente non è così.
Shock
Lunedì 2 Dicembre 2019, 23.38.04
17
Non c'entra niente con quel che dicevo....lasciamo perdere...
Silvia
Lunedì 2 Dicembre 2019, 23.31.05
16
Io penso che sia naturale che pezzi così significativi come Dawn of Victory siano accolti in modo diverso da quelli nuovi usciti 3 mesi prima. X me sarebbe stato lo stesso nonostante l’album mi sia piaciuto parecchio. Secondo me è un po’ quello che succede a tutti i gruppi quando ripropongono i classici.
Shock
Lunedì 2 Dicembre 2019, 22.32.00
15
Vabbè, pure nel report c'è scritto cosa vogliono i fans....poi se dal nuovo album, che sarebbe da proporre anche in chiave mercato fanno due o tre pezzi, altro che mancanza di materiale...
Silvia
Lunedì 2 Dicembre 2019, 20.41.24
14
@JC io penso che neppure un tastierista fisso possa rappresentare la complessità degli arrangiamenti. Fra l'altro ho letto che Luca ha suonato su disco anche il piano quindi stava valutando se riproporlo dal vivo./// X quanto riguarda la scaletta hanno spiegato che i tanti brani vecchi sono una soluzione temporanea dovuta al fatto che hanno solo un album all'attivo. X me fra i Rhapsody of Fire e questo gruppo ci sono molte più differenze stilistiche di quanto il nome suggerisca e spero che entrambi i gruppi continuino come stanno facendo ora.
Shock
Lunedì 2 Dicembre 2019, 20.26.43
13
Più che altro mi chiedo il senso di due gruppi con lo stesso nome, praticamente, e che in concerto propongono le stesse canzoni....mah...
JC
Lunedì 2 Dicembre 2019, 17.13.36
12
Come dice la recensione, scaletta incentrata sui Rhapsody, perché del resto il pubblico questo vuole. 16 brani, 10 dei R., due assoli, una cover di Bocelli. Tutto lecito e ci mancherebbe, ma vabbè. Poi il recensore non ci dice un particolare di prima importanza: il tastierista c'è o usano basi? Vista la centralità di orchestrazioni e cori, mi pare un dettaglio essenziale.
Shock
Lunedì 2 Dicembre 2019, 15.11.20
11
@Obscure: ma come che senso ha?? A qualcuno interessa🤭
Silvia
Lunedì 2 Dicembre 2019, 12.51.08
10
Comunque al mio primo commento volevo aggiungere (riguardo la citazione di Emerald Sword) che ricordo Luca dire in una intervista che avrebbe messo in scaletta solo pezzi attinenti al nuovo corso quindi quelli a carattere medievale o tipo Emerald Sword appunto sarebbero stati esclusi. Infine, un vero peccato che non faccia mai tutto l'assolo di Unholy Warcry
Silvia
Lunedì 2 Dicembre 2019, 12.38.35
9
@tino, si' quasi tutte e due, ma comunque ho visto concerti in tante citta' europee, oggi l'avvento delle low cost ha cambiato il modo di vivere e reso un viaggio aereo costoso a volte quanto una pizza! Probabilmente e' piu' facile x me andare a Verona che x alcuni raggiungerla da altre citta' italiane./// x quanto riguarda i report dei concerti anche a me interessa il contenuto (non solo oggettivo) non il luogo. E' bello in questo report come Piero abbia descritto le sue impressioni non limitandosi alle considerazioni tecniche perche' leggendolo sembra di averlo vissuto
tino
Lunedì 2 Dicembre 2019, 11.56.45
8
cioè non ho capito, la silvia che tutti conosciamo sta valutando il rock the castle, a verona italia, però nel frattempo non va a un concerto a stoccolma svezia per via della famiglia…insomma sono un po’ confuso sulla provenienza geografica, svezia, italia, tutte e due? Boh Comunque non trovo nulla di strano recensire concerti in terra straniera se qualcuno della redazione ha occasione di partecipare, è sempre un concerto, che sia fatto a stoccolma o a bergamo, l’importante è che chi recensisce vi abbia partecipato e porti la sua testimonianza oggettiva. Tra l’altro diamo per scontato che tutti possano partecipare a un concerto, cosa che per vari motivi sappiamo non è così.
Silvia
Lunedì 2 Dicembre 2019, 9.56.45
7
@Nòesis 🤣🤣 io no ma mia figlia sì e non potevamo lasciarla! Fra l’altro il limite in questo caso di minori accompagnati è dovuto ai decibel e non al fatto che ci sia il bar, ma in ogni caso non permettono che un genitore si prenda la responsabilità di far utilizzare protezioni auricolari (come fanno da altre parti)! Peccato anche perchè secondo me il locale è perfetto x eventi di questa portata, l’atmosfera è molto raccolta
AkiraFudo
Lunedì 2 Dicembre 2019, 9.26.40
6
@obscure commento geniale, e aggiungo: che senso ha recensire concerti già avvenuti? Non possiamo più andarci!! Richiedo ufficialmente che si cominci a recensire i concerti futuri!!!
Nòesis
Lunedì 2 Dicembre 2019, 9.25.31
5
Perchè Silvia, sei minore?
ObscureSolstice
Lunedì 2 Dicembre 2019, 1.18.37
4
Che senso ha recensire una data in svezia? Chi è che abita in svezia? noi siamo in italia, esterofili
Silvia
Domenica 1 Dicembre 2019, 2.08.31
3
Purtroppo ho perso questo concerto a causa dei limiti d’età del Klubben che non accetta minori però ho visto il video su Youtube (se a qualcuno interessa si trova facilmente e l’audio è ottimo) e condivido il tuo giudizio, fra l’altro bella la scaletta.
Lizard
Venerdì 4 Ottobre 2019, 19.46.41
2
Corretto, grazie Maurizio!
Maurizio
Venerdì 4 Ottobre 2019, 18.46.18
1
carl johan grimmack è il chitarrista dei narnia... il cantante si chiama Christian Liljegren.
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Live Report
TURILLI / LIONE RHAPSODY + NARNIA
Fryhuset Klubben, Stoccolma (SK), 27/09/2019
 
 
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