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TURILLI / LIONE RHAPSODY + NARNIA - Fryhuset Klubben, Stoccolma (SK), 27/09/2019
03/10/2019 (737 letture)
Il freddo che avvolge la sera di Stoccolma, già decisamente invernale per gli standard del belpaese, sembra suggerire, anzi esigere, dosi di gelido, puro, black metal. Controcorrente rispetto alle insistenze glaciali della temperatura, il Fryhuset Klubben ospita sul palco un evento power metal dai toni decisamente epici e solari. Piatto forte della serata è la nuova creatura di Fabio Lione e Luca Turilli, che fa seguire questo tour europeo al recente impegno in sala di registrazione che ha visto la nascita dell’album Zero Gravity .
Il buon lavoro fatto in studio mantiene alte le aspettative sulla resa live della band, formata da musicisti esperti e in formazione rodata, e c’è ovviamente grande interesse per quanto riguarda la reunion fra la chitarra di Turilli e la voce di Lione. La sala, abbastanza spoglia ed arredata in stile IKEA a dire il vero, si riempie presto, confermando come i Rhapsody (sotto qualsiasi nome si presentino) restino una delle realtà metal nostrane più conosciute ed apprezzate all’estero.

NARNIA
Devo riconoscere che, non essendo un ascoltatore abituale del genere, il nome Narnia evocava in me solo leoni, streghe e armadi. Di primo acchito sono rimasto dunque abbastanza meravigliato dalla totale assenza di criniera leonina sul cantante della band in questione, ma, superata a fatica l’iniziale delusione, sono comunque sgusciato oltre il pubblico svedese per guadagnare una posizione sotto palco. Il quintetto di Jonkoping è alfiere di un power metal decisamente melodico e che rispetta perfettamente tutti i canoni del genere, dall’uso insistente della doppia cassa alle soluzioni vocali. Nulla di particolarmente originale nella proposta dei Narnia dunque, ma la band regala ai propri fan una prestazione coinvolgente e appassionata. L’esperienza ormai più che ventennale dei nostri (attivi dal 1992) si traduce in un’esecuzione tecnica ineccepibile, arricchita da una buona presenza scenica e da un costante dialogo col pubblico di casa. Su tutte spicca la prestazione al microfono di Christian Liljegren, dotato di una vocalità dai toni caldi e perfettamente a suo agio nel coprire la sua intera estensione vocale anche in sede live. Anche la resa sonora è precisa e limpida, coronando la buona prestazione dei Narnia. Gli svedesi sono chiaramente apprezzati e ben conosciuti in patria. La folla non ha problemi infatti a cantare quasi tutti i ritornelli dei pezzi, con le prime file che letteralmente esplodono alle prime note della catchy I still believe. Ed è mentre ascolto il ritornello cantato in coro che maturo un sospetto che si tramuta in certezza: “I still believe in the Maker / One by one, we all must bow down / I still believe in the Father, the Son and the Fire / Burning on, I still believe!”. Una rapida ricerca online ed è presto confermato: il quintetto propone, a livello di tematiche, “christian metal” (con testi anche particolarmente ben scritti aggiungerei). Ed io che pensavo che una band power metal di nome Narnia dovesse per forza parlare di fantasy…

TURILLI/LIONE RHAPSODY
Il pubblico di Stoccolma inizia a scaldarsi già prima di sentire una sola nota: appena Lione mette piede sul palco iniziano a sprecarsi i cori ed i “vai Fabio!” in incerto italiano. Sorrisi al pubblico e breve presentazione, i Turilli/Lione Rhapsody attaccano subito con uno degli highlight dell’ultimo Zero Gravity , Phoenix Rising, scelta come singolo promozionale dell’album ed eseguita in tutti i suoi sei minuti di durata. Il Fryhuset Klubben reagisce quasi freddamente rispetto alla calorosissima accoglienza iniziale e l’ovvio motivo si esplicita al boato che accoglie il secondo pezzo in scaletta. Dawn of Victory è decisamente un classico per gli originali Rhapsody of Fire e viene proposto da Turilli e Lione senza cambiarne una virgola. Il pubblico svedese canta a memoria il ritornello in un coro di stonatissime voci, che non coprono però un Fabio Lione in grande spolvero. Finito il brano tocca al cantante intrattenere il pubblico annunciando una scaletta incentrata sull’intera carriera dei Rhapsody, senza che la novità di Zero Gravity faccia valere il suo peso rispetto ai lavori più datati e celebri degli italiani. Scelta decisamente oculata questa da parte di Turilli e Lione, che dimostrano di conoscere perfettamente i desideri dei propri fan: sotto qualsiasi veste si presentino è chiaro che qui la sala si è riempita per vedere i Rhapsody e la scaletta viene incontro a questa realtà. Archiviata in fretta Zero Gravity si passa ad una tripletta di pezzi da novanta: Land of Immortals, The Wizard’s Last Rhymes e Reign of Terror. A livello tecnico la band si dimostra rodata e meritevole del proprio status di realtà internazionale, fornendo una prestazione che unisce tecnica e passione, senza cedere a sbavature di nessun tipo. Su tutti si fa valere l’ugola di Lione che, come un buon vino, matura e migliora con gli anni. La sua prestazione, per resistenza ed estensione, farebbe sicuramente invidia a voci ben più giovani e si dimostra veramente uno dei valori determinanti nella qualità della resa musicale in casa Rhapsody.
Concedendo un momento di meritato riposo al resto della band è proprio Fabio Lione a salire in cattedra, proponendo al pubblico svedese Con te partirò, che si rivela conosciutissima anche in Svezia. Si ritorna al power metal con uno fra i migliori brani della discografia dei Rhapsody, Holy Thunderforce, che apre la fase finale del concerto, che comprende un altro paio di vecchi brani e la nuova Arcanum (Da Vinci’s Enigma). Viene anche lasciato spazio per un assolo di batteria ed uno di basso, oltre che per il ringraziamento di Fabio Lione a Luca Turilli, con le parole “che siate fan dei nuovi o dei vecchi Rhapsody è quest’uomo che dovete ringraziare, perché senza di lui i Rhapsody non esisterebbero”. Superato l’imbarazzo di Turilli, la band scende dal palco e si fa desiderare per qualche minuto mentre il pubblico svedese la richiama a gran voce. Tornati on stage la chiusura del concerto viene affidata ad Unholy Warcry, mentre, come già annunciato, manca la celebre Emerald Sword, lasciata nelle mani di Staropoli e dei suoi Rhapsody of Fire.
Riassumendo, una buonissima prestazione da parte della band, forte di un Lione sugli scudi, di una scaletta selezionata con intelligenza e di un pubblico affezionato e ricettivo. Anche in questa nuova incarnazione i Rhapsody non perdono nulla in fatto di epicità e potenza on stage, confermandosi come una delle realtà metal di cui il belpaese può andare più fiero.

SETLIST TURILLI/LIONE RHAPSODY
1. Phoenix Rising
2. Dawn of Victory
3. Zero Gravity
4. Land of Immortals
5. The Wizard's Last Rhymes
6. Reign of Terror
7. Time to Say Goodbye (Con te partirò)
8. Holy Thunderforce
9. Drum Solo
10. Knightrider of Doom
11. Lamento Eroico
12. On the Way to Ainor
13. Bass Solo
14. Riding the Winds of Eternity
15. Arcanum (Da Vinci's Enigma)
16. Unholy Warcry



Lizard
Venerdì 4 Ottobre 2019, 19.46.41
2
Corretto, grazie Maurizio!
Maurizio
Venerdì 4 Ottobre 2019, 18.46.18
1
carl johan grimmack è il chitarrista dei narnia... il cantante si chiama Christian Liljegren.
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Locandina dell'evento
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03/10/2019
Live Report
TURILLI / LIONE RHAPSODY + NARNIA
Fryhuset Klubben, Stoccolma (SK), 27/09/2019
 
 
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