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I PROTAGONISTI - # 8 - Volcano Records & Promotion
24/10/2019 (450 letture)
Torna il nostro appuntamento con la rubrica I Protagonisti e ad essere sotto i riflettori stavolta è Volcano Records & Promotion, label discografica e casa di produzione con sede in Italia. Abbiamo dato la parola alle due menti dietro tutto ciò, Alessandro Liccardo e Guido Sabia, per farci raccontare la loro storia e i traguardi raggiunti, senza tralasciare alcuni retroscena del mondo degli addetti ai lavori. Ecco com’è andata!

Annie: Ciao Guido e ciao Alessandro, innanzitutto ci tengo a ringraziarvi di cuore per aver accolto questo spazio nella nostra rubrica I Protagonisti. Inizierei l’intervista gettando lo sguardo alla scorsa edizione del Volcano Metal Fest: quali sono i ricordi e le soddisfazioni che vi portate ancora dietro dopo questa manciata di mesi?
Volcano Records & Promotion: Ciao e grazie a voi per lo spazio! Lo scorso Volcano Metal Fest, che si è svolto a Torino a maggio, è stata un'edizione molto particolare per noi. Oltre a dare spazio alla musica dei nostri artisti come al solito, abbiamo ampliato l'esperienza del festival coinvolgendo delle associazioni del territorio torinese che lavorano con ragazzi disabili, che hanno messo su una vera e propria live band a cui abbiamo affidato l'apertura del festival. È stato un momento incredibilmente emozionante, e per noi ha significato riuscire ad utilizzare la forza aggregante della musica per dare un messaggio forte di integrazione e superamento delle barriere tra le persone. Credo che questo rappresenti il successo più grande della manifestazione 2019.

Annie: Parlando ancora del festival, mi ricordo che nel 2018 avete fatto l’esperimento di organizzare l’evento suddividendolo in due giornate, una a Milano e una a Berlino: a posteriori si può dire che la prova sia riuscita? Pensate di riproporre questa formula in futuro oppure ritenete che focalizzare la manifestazione in Italia, come avete fatto quest’anno, sia più vantaggioso?
Volcano Records & Promotion: Nel 2018 abbiamo sperimentato per la prima volta cosa significa organizzare un festival all'estero, affiancando alla data di Milano, quella di Berlino. La ragione per cui abbiamo portato il nostro festival in Germania è perché avevamo appena lanciato il comparto internazionale che nei primi due anni ha lavorato molto bene in Europa. Da alcuni mesi abbiamo ampliato la nostra presenza all'estero lavorando molto attivamente negli Stati Uniti e posso rivelarti in assoluta anteprima che il Volcano Rock Festival 2020 si svolgerà negli Stati Uniti, annunceremo tutto tra qualche settimana.

Annie: Questa è un’ottima notizia! Attenderemo con impazienza i dettagli in merito. Proseguendo, il roster di Volcano è davvero molto variegato e i sottogeneri del rock e del metal che raggruppate sotto la vostra egida sono tra i più disparati. Come avviene la fase di selezione delle band? Al momento, sul sito ufficiale ne conto più di ottanta…
Volcano Records & Promotion: Anche se lavoriamo con moltissimi artisti, ormai da un paio di anni abbiamo organizzato le nostre release in maniera da non avere mai sovrapposizioni di uscite, per cui ogni disco che esce sotto Volcano Records ha il nostro massimo supporto promozionale e piena potenza di fuoco. La selezione delle band avviene su due criteri complementari: il lato musicale, ovviamente, ed il lato umano. Per noi è indispensabile che un artista, oltre ad aver prodotto musica che ci piace, abbia le idee chiare su come funziona l'industria musicale odierna e sia disposto ad intraprendere un percorso lungo e faticoso che solo nel tempo potrà dare risultati significativi. Non lavoriamo con band che cercano il successo facile e senza fatica.

Annie: Oltre alla parte prettamente promozionale, Volcano è il “contenitore” di altre due sezioni specifiche che si pongono rispettivamente agli antipodi: sto parlando di Dark Hammer Legion e di Native Division Records. Vi va di raccontarci come sono nati questi due marchi e da dove deriva l’idea di accogliere nel roster anche proposte diverse dal metal, come ad esempio il reggae?
Volcano Records & Promotion: Amiamo la musica fatta bene, senza pregiudizi. Nel corso degli anni abbiamo sviluppato oltre ad un network solido di contatti, soprattutto un articolato sistema di promozione che integra social media, ufficio stampa e piattaforme di streaming, e che ci ha permesso di lavorare con artisti a trecentosessanta gradi ben oltre gli stili che curiamo con il main brand. Per questo abbiamo creato Dark Hammer Legion, specializzata in metal estremo, e la Native Division Records, marchio col quale pubblichiamo pochi dischi ma di altissimo profilo come il progetto Batà Ngoma prodotto tra l'Italia e Cuba o l'ultimo album del Maestro Peppe Sannino, storico percussionista di Renzo Arbore.

Annie: Il mondo dell’industria discografica è tanto affascinante quanto controverso e spesso mi domando quanto sia difficile lavorarci e farne una professione vera e propria partendo da zero, dovendosi scontrare volente o nolente con le major internazionali che da anni detengono un certo primato. Vi chiedo: quando e com’è iniziata la vostra avventura? Avete riscontrato degli ostacoli iniziali oppure è stato un percorso senza particolari intoppi?
Volcano Records & Promotion: Nessun risultato si realizza per caso e senza sforzo, a maggior ragione in un settore così complesso come quello della musica. La Volcano è nata come agenzia di organizzazione concerti per poi trasformarsi in etichetta discografica nel 2016 su idea di Alessandro, che aveva già lavorato nel settore in Inghilterra. Abbiamo imparato nel corso del tempo come affrontare il mare aperto, correggendo la rotta molte volte, sperimentando e mettendoci in gioco. La formazione è fondamentale e tutte le persone che lavorano con noi sono costantemente impegnate in attività tese a migliorare competenze e consapevolezza sistemica. Allo stesso tempo, la nostra struttura aziendale ed il nostro business model sono basati sullo sviluppo. Il mercato discografico non è florido e bisogna reinventarsi ogni giorno per produrre risultati concreti.

Annie: La vostra sede è a Portici, in provincia di Napoli. Com’è oggigiorno essere un’etichetta discografica in Italia? Trovate che vi sia competizione tra le altre label nazionali oppure vige un clima tendenzialmente sereno?
Volcano Records & Promotion: Abbiamo due sedi oggi, una a Napoli e una Torino, più diverse persone che lavorano per noi da altre città d'Italia e all'estero a Tokyo, Berlino e Los Angeles. Il clima in Italia non è troppo competitivo anche perché sono pochissime le etichette discografiche in ambito rock/metal che hanno stabilità ed una struttura organizzativa che va oltre la conduzione familiare o mono-personale. Noi cerchiamo di fare la nostra strada al meglio, abbiamo ottimi rapporti con tante altre label indipendenti, se poi ci fosse qualcuno in Italia che semina zizzania sarebbe solo il protagonista di una mediocre guerra dei poveri.

Annie: Avendo l’occasione di parlare con due addetti ai lavori, vi domando: dal vostro punto di vista, come appare la situazione del mercato discografico rock e metal in Italia in termini di vendite? Il digitale e lo streaming (in termini legali, s’intende) vanno ancora per la maggiore oppure i formati fisici stanno riguadagnando quota?
Volcano Records & Promotion: Il mercato discografico non è un blocco uniforme, siamo in un'epoca di mutamenti e musica liquida dunque bisogna dare una lettura articolata ai dati che guardiamo per non avere un'idea superficiale delle cose. Se parliamo solo di vendite, gli ultimi statement dicono che il digitale è ovviamente il trend dominante. I download (legali) sono calati a picco mentre lo streaming batte tutti. I CD sono quasi antiquariato, ma tengono botta le vendite ai concerti, mentre i vinili continuano a crescere. Questo quadro da solo però non ci dice molto, poiché esistono differenze significative in base ai generi musicali e ai territori geografici presi in esame e inoltre non riescono a raccontare quella che è la vera grande difficoltà dell'industria musicale odierna, cioè sostituire gli artisti del passato che hanno già una fanbase, con nuove leve. Nessuno, né a livello major né indipendente, sembra ancora avere il controllo o almeno delle idee chiare sui processi di placement nel mercato di nuova musica. Un tempo sapevamo che ci volevano tre dischi per avere delle chance di successo, oggi il concetto stesso di successo va riscritto. Nel frattempo, le etichette sopravvivono diversificando i propri asset ed entrando in business nuovi, basti pensare all'acquisizione nel 2018 di EMP da parte di Warner Music. Ma la strada è ancora lunga e fuori vedo poche idee veramente innovative.

Annie: Qual è, ai vostri occhi, il grado di apprezzamento del metal e del rock in Italia? Le attività di promozione delle vostre band hanno ugual impatto sia in Italia che all’estero oppure l’interesse del pubblico e della stampa appare sbilanciato?
Volcano Records & Promotion: L'interesse del pubblico e degli addetti ai lavori non esiste di per sé, non ci sono più i grandi aggregatori di fruitori come un tempo poteva essere MTV o le grandi riviste musicali o le radio, che polarizzano grosse porzioni di utenza. Il mercato è frammentato in micro community, la comunicazione funziona così oggi in tutto il mondo. All'estero c'è più abitudine ad ascoltare nuova musica, in generale in alcune nazioni c'è più interesse verso il rock e il metal dell'Italia, non c'è dubbio, ma questo non risolve il problema. Non basta andare a suonare a Berlino o a Londra per trovare un pubblico interessato. Le band che ce la fanno sono quelle che sanno coltivare la propria fanbase, in Italia come all'estero.

Annie: Qual è la più grande soddisfazione raggiunta da Volcano in questi anni di attività? Quali sono, invece, gli step e i progetti attualmente in cantiere?
Volcano Records & Promotion: Le soddisfazioni sono tante, tra quelle personali sicuramente la possibilità di lavorare con artisti di cui siamo fan da sempre come Thomas Silver degli Hardcore Superstar o Steve Porcaro dei Toto, ma in generale il nostro è un lavoro delicato dato che ci prendiamo cura dei sogni e della passione dei nostri artisti. Il successo per noi è vedere una band realizzare il proprio traguardo, grande o piccolo che sia, perché è solo quando vedi concretamente un risultato che puoi dirti soddisfatto del tuo lavoro. Tra le nuove cose, abbiamo appena lanciato una piattaforma di distribuzione dedicata al mercato giapponese, credo che siamo la prima label europea ad avere realizzato un'infrastruttura simile, e poi stiamo ultimando le cose finali per poter annunciare una serie di attività tra cui il già citato festival che prenderanno forma in America a inizio 2020.

Annie: Un’ultima domanda: quali competenze bisogna avere oggigiorno per lavorare nel music business e farne una vera professione? Cosa fa realmente la differenza?
Volcano Records & Promotion: Le competenze per lavorare nel mondo della musica sono moltissime e partono dalla consapevolezza delle dinamiche sistemiche, degli ingranaggi e delle strutture che oggi regolano l'industria musicale, con tutte le criticità che ci sono e le incredibili opportunità che allo stesso tempo ci vengono offerte. Per formare professionisti in questo settore abbiamo inaugurato da alcuni anni la Scuola di Music Business che organizza corsi e seminari in tutta Italia oltre ad un corso annuale a Torino che conta ormai decine di studenti introdotti al mondo del lavoro. Ma oltre alle competenze, ciò che fa realmente la differenza è la costanza e la forza di non mollare quando tutto sembra andare storto perché è in quei momenti che impariamo le lezioni più importanti e creiamo le condizioni per costruire il nostro successo.

Annie: Grazie mille ragazzi per il vostro tempo messo a disposizione di queste domande. Lascio a voi quest’ultimo spazio per aggiungere qualsiasi cosa vogliate…
Volcano Records & Promotion: Grazie a voi per lo spazio dedicatoci. Seguiteci sui nostri vari canali perché abbiamo un mucchio di novità pazzesche in arrivo e non smettete di supportare e credere nella musica.



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