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MACHINE HEAD - Burn My Eyes 25th Anniversary Tour - Live Music Club, Trezzo sull'Adda (MI), 25/10/2019
30/10/2019 (592 letture)
Data cerchiata in rosso sul calendario, stasera si viaggia alla volta di Trezzo per assistere al mega-show dei Machine Head, annunciato con enfasi dal leader Robb Flynn mesi fa, i quali suoneranno per intero il loro disco d'esordio Burn My Eyes: già questa sarebbe una notizia, ma le aspettative aumentano in maniera esponenziale allorché si pensa che per l'evento saliranno sul palco anche i due ex Logan Mader e Chris Kontos. Flynn da parte sua ha riformato la band insieme al bassista MacEachern e a due volti nuovi, per cui le incognite non mancano: il biglietto è in mio possesso già da diversi mesi quindi percorro una A4 che nella zona di Milano si presenta intasata dal traffico, merito dello sciopero dei mezzi pubblici casualmente indetto proprio per oggi. Pazienza, faccio un percorso alternativo e giungo a destinazione con buon tempismo, riuscendo quindi a guadagnare la transenna per poter seguire al meglio questo evento: fino all'ultimo la sala non sembra destinata a riempirsi, ma dopo le 20:00 il Live Club è quasi pieno; niente supporter stasera, solo i Machine Head nelle due formazioni sul palco per 3 ore e passa di concerto che, puntuale, prende il via alle 20:30...

MACHINE HEAD
SET 1

Dal buio sornione fa capolino Robb Flynn, accolto dal boato della platea, seguito da Jared MacEachern e dalle due new entry Matt Alston e Vogg (all'anagrafe Waclaw J. Kieltyka). Le note introduttive le conosciamo tutti ma è sempre bello spararsi una Imperium al grido di "hear me now!". Siamo orfani di Demmel e McClain vittime dell'ego del leader ma i nuovi innesti se la cavano bene; certo il drumming di Alston non è quello di Dave, chirurgico eppure marziale, ma non ci si può lamentare della professionalità dell'inglese né del lavoro alla sei corde del chitarrista dei Decapitated. La folla si fa subito sentire e l'accoppiata Take My Scars/Now We Die non fa che confermare il trend della serata: mazzate su mazzate e pogo a manovella! La nuova Do or Die fa il suo, quindi arriva quello che è già a tutti gli effetti un classico della band di Oakland, vale a dire la lunga e articolata Locust, totale nel suo incedere come un rullo compressore. Di tanto in tanto i Nostri si prendono qualche brevissima pausa, cosa più che comprensibile in questa lunga maratona musicale. Robb invita più volte a brindare con fiumi di birra e soddisfatto dell'entusiasmo in sala non si risparmia mai, nemmeno quando a causa della complessità vocale di un brano come Is There Anybody Out There? la sua ugola mostra momentaneamente il fianco, ma ci vorrebbe un bel coraggio a trovare il pelo nell'uovo: l'entusiasmo è quello di un ragazzino, la foga e l'impegno pure e le esecuzioni di altissimo livello -e, diciamolo, una I Am Hell (Sonata in C#) non è proprio alla portata di tutti. Viene dato spazio a Vogg il quale si esibisce in un assolo nel quale riconosciamo le note di Floods, quindi riappare un Robb ciarliero che tra le altre cose racconta di quando esordì proprio a Milano di spalla agli Slayer e di come la musica, la sua valvola di sfogo nonché ragione di vita, lo abbia aiutato nei momenti più bui diventando la sua salvezza. Non a caso è ora il turno della semi-acustica Darkness Within -il finale cantato in coro da tutti i presenti e poi accelerato è da brividi- seguita dalla titletrack del controverso Catharsis che però in sede live sembra guadagnare dei punti, così come From This Day, l'unico estratto da The Burning Red, ma la situazione torna sul thrash/groove più martellante con la devastazione di padiglioni auricolari attuata da Ten Ton Hammer. I circle pit e wall of death nelle retrovie si sprecano ma uno dei momenti top quanto a coinvolgimento lo si raggiunge con l'entusiasmante cover di Hallowed Be Thy Name, cantata a squarciagola dall'intero Live Club per la soddisfazione di tutti i presenti, musicisti compresi. Chiude questa prima parte di concerto Halo, la "Bohemian Rhapsody dei Machine Head" che alla fine di questa lunga opera metal si prendono una meritatissima pausa di qualche minuto per proseguire lo show con due vecchie conoscenze...
SET 2 [Burn My Eyes]
La scenografia sullo sfondo del palco è cambiata e ora ripropone l'artwork del primo album della band, quel Burn My Eyes che stasera i Machine Head omaggeranno in formazione -quasi- originale. Da tempo Adam Duce è fuori dal gruppo per cui tocca a Jared fare gli straordinari insieme al mastermind Flynn; ma ecco che alla fine dell'intro Real Eyes, Realize, Real Lies le luci inquadrano il drumkit e un'ovazione accoglie un sorridente Chris Kontos, che subito maltratta le pelli con la mitica rullata di Davidian; nel frattempo ha fatto la sua comparsa anche il chitarrista Logan Mader che sfoggia un fisico davvero invidiabile e tatuaggi in quantità industriale. Posso cercare di descrivere in diversi modi quello che accade alla fine dell'incipit allorché l'urlo di Robb squarcia l'aria ma posso sintetizzare il tutto con due sole parole: devastazione totale. La pressione sulle transenne decuplica e subito diversi cristiani volano sulle nostre teste provocando qualche trauma cranico e incrinando diverse costole (comprese le mie): questo è il giusto prezzo da pagare quando dietro di te si scatena l'inferno. E con la successiva Old le cose non cambiano, il chorus tira giù le pareti del locale e mi trovo a osservare Kontos... cavoli, sta tirando delle randellate talmente forti che la batteria sta letteralmente tremand sotto i suoi colpi, sembra quasi che tom e rullante debbano saltare via da un momento all'altro! Logan sembra un po' defilato, quasi timido, ma ecco che al primo breakdown fa uno dei suoi slati con i lunghissimi dread che fluttuano in ogni direzione; certo, i due ex sono un pochino "legati" (definirli arrugginiti sarebbe obbiettivamente troppo) ma a parte un paio di microscopiche imperfezioni non si notano errori grossolani, anzi i ragazzi forniscono una grande prestazione. Certo, il vero mattatore è il padre/padrone Robb che continua a cantare e suonare come a inizio serata rivelando uno stato di forma asssolutamente incredibile, la voce c'è ancora tutta sia nel cantato pulito che nelle parti più urlate, le accelerazioni, le stoppate e le ripartenze: forse manca un po' di almalgama tra gli elementi della vecchia formazione -anche se Robb man mano si lascia andare cercando l'interazione coi compagni con cui non suonava assieme da decadi- ma a queste comprensibili lacune rimedia il tiro dei pezzi che sono assolutamente bombe nucleari in serie. A metà set Kontos si esibisce in un drum-solo che non sarà forse il più tecnico mai visto su un palco ma scalda gli animi specie quando il corpukento batterista molla le bacchette e pesta le pelli con le sole mani, finché poi la sua performance non diventa l'incipit di The Rage to Overcome. Ormai il crowdsurfing è fuori controllo e la security ha il suo bel daffare per raccattare ragazzi & ragazze di varie dimensioni che vengono catapultate al di là delle transenne, mentre la setlist implacabile tra giochi di luce e fumo di scena propina macigni sonori come Death Church, Blood for Blood e A Nation on Fire. Si tira il fiato (?) per un attimo con I'm Your God Now costellata dalle luci degli smartphone come richiesto da Flynn per poi passare a qualche minuto goliardico in cui si spazia dalla jam disarticolata che include One e Smells like Teen Spirit alla cover di Rage Against the Machine e Slayer: il gran finale è affidato all'attesissima Block in cui le poche energie rimaste al pubblico vengono definitivamente prosciugate in un ultimo sublime sforzo.
È davvero la fine, uno stremato ma soddisfatto Robb invita sul palco tutti i compagni che hanno suonato al suo fianco stasera e dopo la foto di rito col pubblico è una pioggia di plettri e bacchette, mentre la famiglia allargata dei Machine Head riceve il giusto tributo da una platea soddisfatta della performance appena terminata.

SETLIST MACHINE HEAD
---SET 1---
1. Imperium
2. Take My Scars
3. Now We Die
4. Beautiful Mourning
5. Do or Die
6. Locust
7. This Is the End
8. I Am Hell (Sonata in C#)
9. Aesthetics of Hate
10. Guitar Solo
11. Darkness Within
12. Catharsis
13. From This Day
14. Ten Ton Hammer
15. Is There Anybody Out There?
16. Hallowed Be Thy Name [Iron Maiden cover]
17. Halo
---SET 2 [Burn My Eyes]---
Real Eyes, Realize, Real Lies (intro)
18. Davidian
19. Old
20. A Thousand Lies
21. None but My Own
22. Drum Solo
23. The Rage to Overcome
24. Death Church
25. A Nation on Fire
26. Blood for Blood
27. I'm Your God Now
28. Bulls on Parade [Rage Against the Machine cover w/One, Procreation (of the Wicked), Smells like Teen Spirit jam]
29. South of Heaven (w/Raining Blood jam outro) [Slayer cover]
30. Block


Robb Flynn è senz'altro un personaggio che fa e farà discutere ma va dato atto all'artista di essere un grande performer che mette anima e corpo in quello che fa -talvolta portando il suo ego alle estreme conseguenze e rischiando di distruggere la propria creatura, oltre che la credibilità agli occhi dei fan- e mettendosi sempre in gioco: forse qualcuno penserà che avendo di nuovo smembrato la band dopo il flop di Catharsis, l'opportuno tour/anniversario di Burn My Eyes fosse l'unica possibilità di tenere a galla la nave. Ognuno trarrà le proprie conclusioni, ma una cosa è certa: chi ha vinto stasera con 3 ore e mezza di concerto sono stati proprio Flynn e la sua musica, nonché i presenti che hanno goduto di uno spettacolo che difficilmente scorderanno.



Ezio
Domenica 3 Novembre 2019, 18.33.41
9
ero presente e condivido i commenti precedenti, è la seconda volta che li vedo a trezzo senza gruppo spalla e per la seconda volta grande spettacolo, robb sarà un minchione ma dal vivo è uno dei migliori nel suo genere
MetalDeprival
Giovedì 31 Ottobre 2019, 15.27.48
8
Mannaggia sarei andato volentierissimo a Trezzo ma avevo il turno di notte...
Havismat
Giovedì 31 Ottobre 2019, 7.32.33
7
@Lele. Indovinato.
Lele 12 DiAnnö
Giovedì 31 Ottobre 2019, 0.56.14
6
@Havismat: sei un "fan" di De Giorgio?
AL
Mercoledì 30 Ottobre 2019, 21.51.21
5
Concerto da leggenda! Pazzesco! Più di 3 ore e mezzo di goduria. Robb e Kontos dei mostri! Ottima scelta suonare solo nei club e senza gruppo spalla e fare scalette così lunghe.
Havismat
Mercoledì 30 Ottobre 2019, 21.24.39
4
Sarei dovuto andare con degli amici, ma alla fine non si è fatto niente. Peccato.
Shock
Mercoledì 30 Ottobre 2019, 19.10.23
3
C'è chi arriva a cinquant'anni e fa pena solo a cantare (.....) e c'è chi sarà criticato per la qualità umana ma come musicista, cantante e chitarrista è un mostro!! Tre ore e mezza quasi di concerto chi li fa oggi? Grande Robb!!!!
Halo
Mercoledì 30 Ottobre 2019, 18.07.02
2
Dopo averli visti per il tour di catharsis, quando hanno dato l'annuncio di questo concerto ho preso subito il biglietto al volo. 30 canzoni 3 ore e mezza di delirio! Condivido ogni parola dell'ultimo paragrafo del report! Arrivederci Machine Head, ci si vede al prossimo giro!
lethalzorker
Mercoledì 30 Ottobre 2019, 17.49.21
1
Visti a Padova, semplicemente devastanti!!! Rob puo andare fuori dalle righe ogni tanto ma d'altronde sa di essere un numero uno della scena thrash da quasi 30 anni, e tiene ancora il palco senza sbavature per oltre 3 ore mezza!! Chi si puo' permettere altrettanto?? Chi lo critica ( e quindi presumo non era presente alle 2 date italiane) dovrebbe vedere sul tubo i concerti professionali da Bochum o Varsavia in ginocchio sui ceci per punizione!!!
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