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Caspar David Friedrich
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PITTORI DELL`INCUBO - # 5 – Caspar David Friedrich
02/11/2019 (707 letture)
Artisti tormentati e solitari, affascinati dall’asprezza dei paesaggi selvatici, ossessionati dalla morte. Opere che celebrano le tempeste di neve, le foreste impenetrabili, visioni di cimiteri diroccati. Vi dice nulla? No, non stiamo parlando di gruppi black metal che suonano nei boschi, ma di quel movimento culturale nato sul finire del XVIII secolo noto come Romanticismo. O forse parliamo di entrambi. Come dimostra questa scherzosa introduzione, i due fenomeni sembrerebbero in effetti condividere parecchi elementi. Non bisogna trarre conclusioni affrettate, né paragonare in malo modo due filoni che, di fatto, non possono essere considerati sullo stesso piano. Quel che è certo però, è che la musica non si nutre esclusivamente di influenze sonore, ma va a completare un’estetica totale, nella quale ritroviamo anche un messaggio, un’iconografia, un’attitudine. La tesi di fondo di questo articolo è quindi che l’estetica della musica metal, principalmente black ma non solo, sia stata molto influenzata dal Romanticismo. Un’associazione che ci limitiamo a suggerire, forse meritevole di un’analisi più ampia, che oggi consideriamo attraverso la lente dei quadri di uno degli esponenti più importanti dell’arte romantica, il tedesco Caspar David Friedrich.

IL PAESAGGIO SUBLIME
Proprio a Friedrich dobbiamo l’iconico Der Wanderer über dem Nebelmeer, il Viandante sul mare di nebbia (figura 1), immagine divenuta simbolo dell’intero movimento. Ma ancor più di questo quadro, è l’insieme della sua produzione ad interessarci. Si può infatti affermare che il pittore tedesco abbia saputo tradurre su tela gli ideali romantici, dando al movimento una forte identità visiva.
Nato a Greifswald nel 1774, Caspar David Friedrich è ricordato principalmente per i suoi paesaggi, e proprio nella concezione e nella visualizzazione del paesaggio risiede la sua maggiore innovazione artistica. Prima di lui, gli scenari naturali erano considerati come un elemento di contorno, bello da vedere ma subordinato alla figura umana. Per Friedrich invece, il paesaggio diventa un soggetto autosufficiente, grazie alla nozione del “sublime”, ovvero il sentimento suscitato dalla contemplazione dell’opera. L’obiettivo del pittore trascende infatti la piacevole sensazione derivata da una bella visione, e punta invece a provocare una riunione con il sé spirituale dell’osservatore attraverso la contemplazione della natura. Una natura dura e monumentale, che suscita nell’uomo un sentimento di vertigine di fronte alla sua magnificenza. Ecco quindi che l’umano è ridotto ad una figura piccola, comprimaria e non più protagonista della scena rappresentata, perché insignificante di fronte all’immensità del creato. I personaggi di Friedrich perdono così i loro tratti distintivi, sono spesso dipinti di spalle, ma assolvono una funzione ben precisa: permettere all’osservatore di immedesimarcisi, potenziando il sentimento scatenato dalla contemplazione del paesaggio. La bellezza schiacciante della natura, tema romantico per eccellenza, è enfatizzato dall’uso degli spazi e dei vuoti, paragonati alla piccolezza dell’essere umano.

SOLITUDINE, MORTE E DESOLAZIONE
La terribile centralità degli elementi è strettamente legata ad altri due temi chiave dell’opera di Friedrich, la solitudine e la morte. Due soggetti veicolati da una serie di elementi ricorrenti nelle visioni dipinte dall’artista: paesaggi desolati, cieli estesi, tempeste, nebbia, neve, foreste, rovine gotiche e cimiteri. In particolar modo, Friedrich rivoluzionò la maniera di ritrarre l’inverno, che fino ad allora era sempre associato ad alcune figure umane tipiche, quali i pattinatori o il vagabondo. Le scene invernali del pittore nordico invece sono solenni e austere, ritraggono una natura asettica, vuota e ostile. I quadri Klosterfriedhof im Schnee (figura 2), Abtei im Eichwald (figura 3), Mönch im Schnee (figura 4) ne sono un fulgido esempio. Le lugubri rovine gotiche, le tombe, gli alberi nudi e scheletrici, la neve: tutto richiama la morte, quella della natura (l’inverno) quanto quella dell’uomo. La potenza del paesaggio è data invece dal contrasto con le figure umane, che appaiono vulnerabili, quasi piegate sotto il peso degli elementi. L’enorme e minaccioso cielo nero di Winterlandschaft (figura 5) esprime lo stesso spaventevole sentimento. Questa sottile sensazione di ansia, o quantomeno di soggezione verso le asprezze del mondo selvatico, si trova anche nelle tele meno legate alla morte. L’impenetrabile e oscura foresta ritratta in Der Chasseur im Walde (figura 6), la cima che spunta dalla nebbia di Morgennebel im Gebirge (figura 7) evocano prepotentemente quella sensazione di vertigine e timore di cui si parlava più in alto. Non da ultimo, Friedrich si servì del paesaggio per celebrare la mitologia e il folklore germanico.

QUALCHE SPUNTO
Provate ora a immaginare sui quadri appena analizzati il logo puntuto di un qualsiasi gruppo black metal. Ci sta benissimo vero? Se escludiamo infatti importanti tematiche come satanismo e anticristianesimo, guerra e distruzione, i temi appena elencati costituiscono il fulcro dell’estetica lirico-visiva di questo movimento musicale, specialmente le sue varianti più atmosferiche. Questo presta una particolare importanza ai fenomeni più estremi e selvaggi del mondo naturale, alle foreste, alle montagne, all'inverno, alle tempeste di neve. Il paesaggio è spesso celebrato nella sua forza e nella sua purezza. Pensate alle bufere di Battles in the North, agli scenari autunnali di Drudkh e Panopticon, i picchi alpini descritti dagli Horn, la Foresta Nera dei Finsterforst, le cavalcate notturne di Dark Medieval Times. Per non parlare delle innumerevoli band di black metal atmosferico che impazzano su internet. Saor, Gris, Eldamar, Elderwind, gli esempi si sprecano. Quel che importa, è che questi gruppi cerchino in alcuni casi proprio di trasmettere, attraverso la loro musica, lo stesso sentimento del sublime descritto più in alto. Ispirare potenti sentimenti attraverso la contemplazione della natura, questa volta non attraverso l’immagine ma il suono, usato per trasmettere la sensazione di trovarsi proprio nello scenario selvatico descritto.

Il folklore nazionale è un altro elemento portante dell’universo black metal, basti pensare a gruppi come i Windir o i Winterfylleth. La depressione, la solitudine e l’introspezione sono anch’essi temi molto ricorrenti, non solo del mondo strettamente black metal. Ci sono anche lavori nei quali questi soggetti si mischiano. Geliebte des Regens potrebbe essere un buon esempio.

Non manca peraltro un contatto diretto tra l’opera di Friedrich e l’universo metal. Il quadro Hünengrab im Herbst (figura 8) presta titolo e copertina al primo album dei blackster tedeschi Nagelfar, mentre i connazionali Atlantean Kodex hanno scelto Der Mönch am Meer (figura 9) per il secondo lavoro The White Goddess. Ma più ancora che questi due casi, il vero esempio dell’influenza di Friedrich sull’estetica metal è l’uso del già citato Klosterfriedhof im Schnee, utilizzato come copertina da non meno di 67 band.



ObscureSolstice
Domenica 10 Novembre 2019, 17.02.37
15
L'arte non è un gioco del dopo-scuola. È una cosa seria come infatti la musica
Replica Van Pelt
Venerdì 8 Novembre 2019, 18.51.23
14
Obscure senza offesa ma trovare una "scorrevolezza" nel tuo scrivere è veramente un impresa (tono scherzoso),ma mi sforzo,""hanno un modo di essere differente rispetto nella societá comune dove vige solo d'importanza l'apparenza e l'insicurezza senza nessun interesse""",non lo so,bisognerebbe definire l'arte ma non voglio fare un copiaincolla di cazzate raccattate in rete,oggi tutto diventa "arte",a suo modo,basta inventarsi qualcosa ed è spacciata per arte,barbara durso è arte,giggidalessio è arte,youtuberminchia fanno arte,no,sono solo stronzate.Ho una convinzione,sbagliata forse ma ci credo,non c'è arte senza sofferenza,quella vera almeno,le persone più vicine all'arte non sono "differenti" dal resto,non sono ne migliori ne peggiori,l'arte non migliora ne peggiora,sono porte che ti si socchiudono ma poi vanno attraversate ed esplorate,per questo la pittura mi risulta meno fruibile rispetto alla musica che forse,e dico forse,ha una fruibilità diversa,non più semplice ma diversa.ciao
Area
Giovedì 7 Novembre 2019, 13.14.06
13
Comunque nemmeno io lo considero un "Pittore dell'incubo", ma semplicemente un "Pittore", poi che i suoi dipinti abbiano affascinato anche alcuni personaggi é un altra cosa.... se andate a vedervi una sua mostra o parlate con qualche esperto vero che sa descrivervi per filo e per segno le sue opere nella maggiorparte dei casi non sa nemmeno cosa sia il black. Semmai ci possiamo accostare la musica classica visto il periodo in cui ha vissuto l'Artista in questione.
Area
Giovedì 7 Novembre 2019, 13.09.07
12
Ah già diverse delle sue opere (come quelle Doré) sono state d'ispirazione per molti gruppi black... tuttavia dopo un po ha cominciato ad essere un abuso quasi ridicolizzando un po il tutto ed é un po un peccato. Spesso al limite del Cringe!!! @Cristiano Elros, Quella cosa un po la pensavo anch'io, ci sono delle ovvie influenze letterarie e pittoriche (soprattutto nella corrente del Symphonic Black che io reputavo l'evoluzione perfetta del genere) tuttavia dopo aver conosciuto gente che suonava o semplici fan del black metal che facevano un po troppo i filosofi (ne ricordo uno che girava spesso con una copia de I fiori del male) tutto questo ha cominciò ad apparirmi stucchevole.
ObscureSolstice
Giovedì 7 Novembre 2019, 1.20.16
11
Per quanto mi riguarda io son sempre stato affascinato sin da piccolo dall'arte anche prima di ascoltare metal e rock, quindi il tipo di musica ascoltato non è associabile con l'arte, ma sicuramente persone che ne fanno parte di passione rock, o comunque musica suonata con strumenti veri e propri è rivolta a questi interessi, hanno un modo di essere differente rispetto nella societá comune dove vige solo d'importanza l'apparenza e l'insicurezza senza nessun interesse. Io al titolo, lascerei pittori e basta, senza dell'incubo, anche se fa piú misterioso e fa piú figo con la grafica del sito. L'arte non si cataloga sebbene ci sono stati artisti pittorici controversi, come nella musica, come nello sport, nel teatro o nel cinema, o personaggi dei fumetti..ma alla fine sono sempre fumetti, cinema o teatro. Sinceramente, non ho mai chiamato vacanze culturali andare in qualsiasi posto di mostre di quadri, è semplicemente un gesto normale andare a vedere quello che mi piace e non uno schiribizzo del liceo perchè lo fanno gli altri per farsi vedere piú maturi quando non lo si è..dunque dicono "andiamo a fare la vacanza culturale" ahah; che sia di artisti che conosco o altri meno noti che non conosco nelle varie epoche storiche del tempo di cui ne posso sempre conoscere strada facendo. È come andare a vedere un concerto, si esibisce la prima band che non conosci e poi finisci per prendere un loro cd alla fine allo stand perché ti ha sorpreso in positivo dove c'erano quattro persone a vederli. Non si contano le volte che è successo
Cristiano Elros
Martedì 5 Novembre 2019, 23.48.36
10
In quinto superiore volevo esporre un argomento del genere: volevo dimostrare quanto il Black Metal fosse vicino al Romanticismo. Poi ho virato su un'altra cosa (sempre metallica), ma mi fa piacere leggere articoli del genere, anche perché credo che non siano solo ipotesi buttate là a caso. Un legame c'è e come, quindi complimenti. P.s.: Friedrich è pure il mio pittore preferito!
Replica Van Pelt
Lunedì 4 Novembre 2019, 9.18.27
9
Cit. "" Le lugubri rovine gotiche, le tombe, gli alberi nudi e scheletrici, la neve: tutto richiama la morte, quella della natura (l’inverno) quanto quella dell’uomo."" Strano come la morte,sia nella pittura che nella musica,sia sempre associata a qualcosa di "negativo",solitudine desolazione inverno (non necessariamente negativi a mio modo di vedere),ma credo che questo sia una prerogativa solo dell'uomo,per la natura è solo un ciclo vitale,non c'è morte (come la concepiamo noi) nell'autunno o nell'inverno,mi stanno sul cazzo quelli che in pieno agosto con 50 gradi anomali si ostinano a dire che è una bella giornata solo perchè c'è il sole,la bella giornata è quando arriva un bel temporale estivo con la sua acqua fresca ha bagnare la terra secca,questo è bel tempo,non quel cazzo di sole.L'inverno ha i panorami lugubri?forse è semplicemente che siamo abituati a divertirci a feste dove in realtà non si diverte nessuno.
Griso
Lunedì 4 Novembre 2019, 9.18.17
8
Per cominciare grazie a tutti per i vostri commenti e i vostri feedback! È vero che Friedrich non si può considerare un "pittore dell'incubo", ma questo è il nome di questa serie di articoli, ed è quindi da considerare come il genere indicato a lato delle recensioni: una categoria indicativa. È anche vero che l'articolo si sofferma sulla parte più cupa della produzione del pittore. Questa è una scelta consapevole, dal momento che ogni volta che si propone una tesi, è necessario selezionare gli elementi che tendono a confermarla.
Lele 12 DiAnnö
Lunedì 4 Novembre 2019, 7.04.59
7
Non so quanto Friedrich sia da considerarsi pittore "dell'incubo"... mi pare che una parte non piccola della sua produzione sia certamente più solare di quella riprodotta nell'articolo...
No Fun
Domenica 3 Novembre 2019, 18.29.24
6
Il bello di Friedrich e della pittura romantica tedesca è proprio questa ricerca della natura, della riflessione dell'uomo di fronte allo spettacolo grandioso della natura, cosa abbastanza particolare che forse solo in Turner, ma con altri mezzi espressivi, ritroviamo. Perché altrove invece i romantici si soffermano di più sulla ricerca dello scorcio pittoresco o sulla rappresentazione di episodi storici. Quello che mi lascia perplesso è il fatto di ispirarsi un po' sempre ai soliti noti. Ci sono ad esempio tanti pittori italiani incredibili che starebbero benissimo su album metallici, tipo non so i paesaggi innevati e visionari di Segantini (Castigo delle Lussuriose ad esempio). Ci sono musei come la Galleria d'arte Moderna o le Gallerie di Piazza Scala a Milano, tra l'altro per niente affollati, anzi, al contrario, dove potete trovare immagini che possono rendere felice qualunque giovane "romantico" chiese in penombra, monti innevati, soldati morenti etc. Un gruppo che si è ispirato a un quadro non scontato sono i Disembowelment, con la canzone A Burial at Ornans che nel titolo e nel testo si riferisce a un enorme quadro di Courbet. Un quadro realista e scuro che per qualcuno rappresenta, col suo realismo, proprio il funerale dell'arte idealizzata del romanticismo. Come se il doom più pesante seppellisse sotto un macigno i voli delle chitarre black o delle fantasticherie goth.
Luky
Domenica 3 Novembre 2019, 14.55.32
5
@ObscureSolstice: Dato che, a prima vista, mi piacciono solo alcuni tipi di stili pittorici, non ho mai avuto la voglia di soffermarmi ad approfondire questa arte nel suo insieme, pur consapevole del fatto che, mettendomi lì, sicuramente scoprirei qualcosa di nuovo che mi piace e rivaluterei qualcosa di vecchio che non mi piaceva; un po' come con la musica metal: non penso che al primo ascolto tutti apprezzino le correnti più estreme. Non è che odio la pittura.
ObscureSolstice
Domenica 3 Novembre 2019, 10.48.06
4
Come si fa a non piacere la pittura, ovvero l'arte dei quadri che tutto ha un legame con la musica. Chiunque non l'apprezzi non è per niente un grande. Il viandante sul mare è un bel quadro però non è il più noto nel planetario, di questo artista preferisco di piú Klosterfriedhof im Schnee l'immagine 2 e la 5, ma anche paesaggi d'alberi l'immagine 6, ma anche i colori che emanano il 7 gli è migliore
Beta
Sabato 2 Novembre 2019, 21.57.45
3
Grande Lucky, anche io da adolescente volevo fare vacanze culturali (a sedici anni o giù di lì sono andata agli Uffizi ), bello vedere che ci sono altri psicopatici XD in ogni caso: ma che scontatissimo?! E' un quadro meraviglioso e ricco di significato (l'uomo che osserva l'immenso davanti a sè e si rende conto della propria piccolezza...) ... e poi, ci sarà un motivo se è il più famoso, no?
Luky
Sabato 2 Novembre 2019, 17.56.02
2
Non sono mai stato un amante dei quadri, ma, tra i pochi pittori che conosco, Friedrich è il mio preferito. L'ho scoperto in terza/quarta superiore, nel periodo cioè in cui ho iniziato ad appassionarmi al metal estremo, e ho sempre associato il sublime dei suoi quadri al sublime che suscita il black metal piú atmosferico, oltre ovviamente agli altri generi che ha citato Beta, ma per la mia concezione rimane il simbolo soprattutto del black. Mi era piaciuto cosí tanto che avevo convinto i miei genitori ad andare in vacanza in Germania apposta per vedere alcuni suoi quadri, situazione piú unica che rara per un ragazzino sedicenne Il mio preferito è il Viandante sul mare di nebbia; sarò scontatissimo, ma che ci posso fare?
Beta
Sabato 2 Novembre 2019, 15.26.45
1
Grazie per l'articolo, Griso! Friedrich è un pittore che adoro per tutte le caratteristiche che hai sapientemente citato (e, con lui, adoro tutto il movimento romanticista, dalla pittura, alla letteratura) e Abbazia nel Querceto (Abtei im Eichwald) è uno dei miei quadri preferiti. Al di là dei miei gusti personali, il parallelismo con la musica black è molto azzeccato, ma non è l'unico (come giustamente suggerito dall'articolo con la frase "non solo del mondo strettamente black metal"): io ho sempre associato le atmosfere create da questo movimento a gruppi gothic o symphonic di stampo "dark", per esempio i Tristania (l'album Widow's Weed ha una copertina che richiama queste attitudini), i Sirenia del primo periodo, i Crematory, i Theatres des Vampires, i Mandragora Scream, gli Epica di The Phantom Agony o i Within Temptation di Enter, fino agli EvigNatt di Darkland o i Theatre of Tragedy. Un album molto decadente è anche Origin degli Evanescence, che nei testi descrive scenari che si avvicinano molto ai quadri di Friedrich ("Moonlight on the soft brown Earth it leads me to where you lay"). Poi ovviamente ci si sposta sui lidi più "scontati" della musica dark ambient, che spesso fa di queste atmosfere decadenti il proprio punto di forza: i Dark Sanctuary su tutti, per non parlare di Mortiis con Fodt til a Herske (album molto invernale fin dalla copertina). Ma un po' ovunque nel metal si possono trovare queste atmosfere, talvolta in modo sporadico, talvolta in modo più sistematico. Insomma, credo che il Romanticismo in generale sia un imprescindibile punto di partenza per molte atmosfere create in certi ambienti musicali; al rovescio, a me piace considerare i romanticisti come i metallari dell'Ottocento, in un certo senso
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5) Winterlandschaft
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6) Der Chasseur im Walde
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8) Hünengrab im Herbst
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9) Der Mönch am Meer
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