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VISION DIVINE - Borderline, Pisa (PI), 09/11/2019
12/11/2019 (449 letture)
La presentazione del nuovo album dei Vision Divine, When All the Heroes Are Dead, ha dato modo a me ed al mio amico Alessandro di goderci un gradito ritorno nella scena power, oltre ad osservare le bellezze di Pisa, tappa prescelta per l'inaugurazione di questo nuovo ciclo aperto dal sempreverde Olaf Thorsen, chitarrista e fondatore della band, il quale ha reclutato due personaggi importanti della scena metal italiana ed internazionale come il cantante Ivan Giannini ed il batterista Mike Terrana. La scelta della location (così come quella dei musicisti) è stata ottima visti anche i motivi affettivi che legano alcuni componenti alla città della celeberrima Torre ed al Borderline, che pur essendo un locale di modeste dimensioni, si è dimostrato accogliente ed organizzato. L'unica pecca della serata sarà un'acustica inadeguata alla complessità della proposta musicale, ma d'altronde considerati gli spazi limitati del palco non si poteva chiedere di meglio.

Il concerto e di conseguenza la premiere relativa al nuovo LP si apre poco dopo le 23, infatti dopo la breve parentesi introduttiva di Insurgent arrivano The 26th Machine e 3 Men Walk on the Moon, ovverosia i due singoli apripista dell'album targato 2019. Manco a dirlo sono due esibizioni stupende che mettono subito sul piatto i punti di forza dei nuovi arrivati: l'estensione vocale pazzesca di Ivan ed il controllo ritmico di Terrana, uno che tiene il tempo anche mentre dorme. Prima della seconda esibizione è simpatica la parentesi in cui Ivan spiega come la canzone dei tre uomini sulla luna sia in realtà un'allusione sessuale; Olaf per tutta risposta afferma che sa benissimo che gli uomini che hanno camminato sul suolo lunare sono stati soltanto due ma che siccome la canzone l'ha scritta lui farà un po' come cazzo gli pare! A sorpresa del sottoscritto vi saranno diverse tracks dei vecchi lavori e meno di quante avrei pensato dell'ultimo disco, sta di fatto che The Secret of Life, The 25th Hour e soprattutto Violet Loneliness ci esaltano a livelli astronomici e non ho alcun problema nell'ammettere di aver perso un tantino il controllo. Nel mezzo una perfetta Angel of Revenge, acclamata sin da dicembre dell'anno scorso e che eseguita live non cala per niente in potenza e melodia, anzi si conferma fantastica. 300 è l'ultimo brano estrapolato dal nuovo disco ed ammetto che devo ancora un po' assorbirlo ma penso possa funzionare dal vivo; successivamente uno straordinario Mike Terrana si prende la scena con un assolo di batteria assurdo, dove persino a mani nude colpisce i tanti piatti e tamburi a sua disposizione. È uno dei momenti più belli della serata! In quanto al finale nulla da obiettare visto che si parla di quelli che ormai sono classici dei Vision Divine: The Perfect Machine, sulla quale Ivan mi ricorda il grandissimo Luppi e The Dream Maker, unico pezzo estrapolato dal precedente Destination Set to Nowhere. Il cantato di Fabio Lione si sa è particolare poiché non segue lo stilema del classico cantante power perciò la versione si allontana abbastanza dall'originale ma risulta comunque godibile. Su Send Me an Angel Ivan commette una gaffe al momento della presentazione definendola una canzone del primo disco appena ristampato, quando in verità si tratta della title track del secondo album. Ciò provoca l'ilarità del pubblico e la "rabbia" di Olaf ma sono dettagli di fronte ad un'esibizione degna di nota. L'encore è affidata a La Vita Fugge, uno dei brani da sempre più amati della "visione divina".

SETLIST VISION DIVINE
1. The 26th Machine
2. 3 Men Walk on the Moon
3. The Secret of Life
4. Angel of Revenge
5. The 25th Hour
6. Violet Loneliness
7. 300
8. Drum Solo
9. The Perfect Machine
10. The Dream Maker
11. Send Me an Angel
---- Encore ----
12. La Vita Fugge


CONCLUSIONI
Una band di grandi professionisti, i quali sicuramente sanno come suonare e come far divertire il pubblico. Una menzione di merito a parte va fatta al condottiero Olaf Thorsen (è sempre emozionante ascoltarlo mentre fa gridare la sei corde sugli assolo infuocati) e al pisano doc Alessio Lucatti, protagonista di una bella prova alla tastiera, forse la meglio equalizzata a livello di suono. Sui nuovi ho già speso parole d'elogio, peraltro ho scoperto un Ivan Giannini intrattenitore, capace di buttare giù qua e là qualche battuta simpatica, mentre Terrana già lo conoscevamo e si è confermato un mostro di tecnica. Ci tengo però a rimarcare il valore di questa formazione alla quale si vanno ad aggiungere i bravi e solidi Torricini e Puleri. Speriamo riescano a rimanere insieme per parecchi anni poiché potrebbero regalarci dischi notevoli e performance dal vivo di livello, come quella del Borderline.



Enrico Bustaffa
Martedì 19 Novembre 2019, 10.03.16
3
mi brucia parecchio il non esserci potuto essere
Camillo flex
Lunedì 18 Novembre 2019, 21.45.10
2
Bella recensione , secondo la mia opinione con questo superlativo album con testi straordinari dell grande olaf un alchimia magica di suoni e voci e , la migliore band italiana del 2019 tutti molto bravi ma una menzione per questo fenomeno di cantante la voglio fare ivan giannini sei spettacolare è spero di cuore che abbiano un grande successo mondiale se lo meritano
Floriano
Domenica 17 Novembre 2019, 13.07.03
1
Conosco bene Alessio in quanto è il tastierista pure dei Deathless Legacy, la mia band horror metal italiana preferita in assoluto! Non ho mai ascoltato i Vision Divine ma presumo siano una band più che buona. Complimenti per il live report Federico! P.S. Al Borderline ci sono andato l'anno scorso per vedere i Deathless Legacy e proprio Alessio m'invitò.
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