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SINE QUA NON - #30 - 'Unquestionable Presence' e 'Focus'
28/11/2019 (1108 letture)
DI CHIESE, URLA E SANGUE
A cavallo tra anni ottanta e novanta, quello che verrà poi catalogato come death metal era appena esploso: l'evoluzione, inaspettata ma per certi versi coerente con la continua ricerca verso l'estremo, della frangia più brutale e disumana del thrash stava iniziando a muovere i suoi primi passi. Immaginario horror, sangue, follia, oscurità: queste le caratteristiche di album seminali come Seven Churches dei Possessed(1985) e Scream Bloody Gore dei Death(1987). Epicentro di questo terremoto fu la Florida, e a Possessed e Death seguirono gruppi che tentarono subito di trovare una strada più personale. I Nocturnus si diressero verso tematiche fantascientifiche introducendo i synth, mentre Cannibal Corpse e Morbid Angel alzarono il livello tecnico, abbattendo ancora una volta le frontiere di velocità e brutalità. Ma ci fu anche chi tentò di avvicinare il death, nato per necessità e ricerca di pura violenza, al progressive di Rush e affini: si sta parlando degli Atheist di Unquestionable Presence e dei successivi, seppur di poco, Cynic di Focus.

UNO FREDDO E ASETTICO...
Unquestionable Presence (1991) è il secondo disco degli Atheist, rilasciato un anno dopo il full-length di debutto Piece of Time. Quest'ultimo era un disco ancora immerso nell'aura thrash degli anni Ottanta, ma già traspariva una forte voglia di evolvere pura tecnica e velocità verso in qualcosa di nuovo e rivoluzionario. Ed è appunto con Unquestionable Presence che i quattro sfornano il loro Magnum Opus, un album che rimarrà nella storia e segnerà indelebilmente, assieme a pochi altri, il futuro del death metal. Non a caso è stato definito "the benchmark of technical metal": gli Atheist sfoderano prestazioni che, fino al 1991, ben pochi avevano potuto solo pensare di sfiorare, e che purtroppo in tanti cercheranno di imitare -spesso senza successo- in futuro. Le origini thrash si sentono, il suono è pulito e chirurgico: nessun orpello, solo cascate su cascate di note, ritmi jazzati, assoli funambolici e harsh vocals. Così come la luna che, in copertina, sembra irraggiungibile ma allo stesso tempo ci attrae in maniera inspiegabile, i quattro capitanati da Kelly Scheafer sembrano rinchiusi in un mondo a parte. Le otto canzoni che si succedono l'una con l'altra senza sosta generano mille paesaggi e colori, come tanti fermo-immagine che però rimangono intangibili e sfuggenti come in un sogno a occhi aperti. Questa forte componente evocativa, pur ricordandosi che si sta parlando di un lavoro che ha come scopo -quasi- esclusivamente la pura tecnica, è un altro grande pregio di un album che già si avvicina alla perfezione dal punto di vista compositivo e anche ciò che porterà al fallimento inevitabile molti di coloro che vi si ispireranno. Otto pezzi per trentadue minuti, e già questo è sintomo di una band che ha le idee molto chiare e che non si vuole perdere in inutili lungaggini e convulsioni ipertecniche fini a loro stesse; se poi a questo aggiungiamo passaggi come l'assolo di Enthralled in Essence, la dolce introduzione di An Incarnation's Dream in cui decine di voci si sovrappongono e l'ispiratissimo riff della conclusiva And the Psychic Saw..., la conclusione non può che essere una sola: capolavoro. Il perfetto esempio di un disco ricco di idee che cambia la storia avendo come fondamento la cruda essenza di ciò che la band ha da dire e vuole dimostrare, e nient'altro.

...L'ALTRO CALDO E AVVOLGENTE
Focus (1993) dei Cynic esce due anni dopo Unquestionable Presence. La storia dei due gruppi è simile, entrambi partono ispirandosi al thrash, ma pochi anni dopo prenderanno strade -relativamente- diverse e, mentre Unquestionable Presence cerca di trasformare il presente, Focus si proietta già nel futuro. Voci filtrate dal vocoder, synth onnipresenti e spesso iper-prodotti e basso fretless sono gli elementi che caratterizzano una proposta nuova e decisamente azzardata, che però si rivela un'esperienza unica nel suo genere. Un mondo fantascientifico dai confini indistinti, abitato da esseri futuristici come il protagonista della copertina, che però si dimostra accogliente e aperto a chiunque abbia il coraggio di addentrarvisi. Trentasei minuti suddivisi in otto tracce, tecniche e contorte. Le similitudini col disco degli Atheist però finiscono qua, dal momento che spingere la tecnica oltre i limiti non è più lo scopo principale dell'opera. Anzi, l'elevata complessità musicale viene nascosta e attutita dal clima arioso e appagante che si viene a creare. Si deve fare uno sforzo per parlare ancora di death metal in senso stretto, dal momento che le influenze jazz e fusion sono molto più presenti e sono le fondamenta di un'architettura cangiante e innovativa. La classica forma canzone spesso non viene rispettata, sono poche le parti che vengono ripetute, a favore di un mutamento continuo che rende Focus simile ad un flusso travolgente ed inarrestabile. I membri dei Cynic sono appassionati di molti generi extra metal tra cui jazz, fusion, classica e synth-pop, e tutto ciò contribuisce a creare un album destinato ad essere ricordato sia per passaggi geniali e memorabili (uno su tutti, l'assolo della conclusiva How Could I), ma soprattutto per un nuovo modo di intendere il metal estremo e i suoi legami con la musica tutta.

ERA TROPPO PRESTO?
Per quanto riguarda gli Atheist, ad Unquestionable Presence fecero seguire Elements nel 1993, per poi separarsi per dar modo ai membri di seguire altri progetti più redditizi; i Cynic, invece, intrapresero un tour, dopo la pubblicazione di Focus, che si rivelò disastroso, con conseguente scioglimento. Era un'epoca in cui il death metal aveva appena iniziato a delinare i propri stilemi, e forse questi due gruppi di musicisti avevano voluto osare troppo. Soprattutto Focus fu massacrato dalla critica specializzata e in generale entrambi i lavori vennero rivalutati solo molti anni dopo. Fortunatamente, ai giorni nostri il prog/technical death è un genere più in vita che mai e che regala ogni anno molte sorprese, e per questo dobbiamo solo ringraziare Atheist e Cynic.



duke
Venerdì 6 Dicembre 2019, 22.33.02
38
...due album....due bands...che hanno fatto la storia del genere estremo.....da avere ...da ascoltare assolutamente.....
Area
Venerdì 6 Dicembre 2019, 10.28.15
37
@Silvia, mi sa che é davvero tanto tanto tempo che non lo ascolto, di Death questo disco ha veramente qualcosa.... poi ho detto "quasi easy listening" perché appunto non é così ostico da ascoltare come potrebbe invece esserlo un disco death, nel senso che per la radio non andrebbe bene e forse neppure di sottofondo in un bar o in un ristorante (dove di solito il Jazz impera).
thrasher
Mercoledì 4 Dicembre 2019, 19.35.44
36
All epoca c'erano molti gruppi Death metal innovativi... Gli oblivion ad esempio erano micidiali
Silvia
Mercoledì 4 Dicembre 2019, 15.08.30
35
@Area, non avevo risposto al tuo precedente post! Si' e' vero in opere del genere ci sono tante influenze e secondo me si assorbono di piu' quelle piu' simili al proprio background. Non mi ricordo questa vena easy listening in Focus, ma e' da molto che non lo riprendo, se riesco lo riascolto facendosi caso
Area
Mercoledì 4 Dicembre 2019, 14.15.27
34
@lisablack, probabilmente é uno dei massimi esempi di sperimentazione sonora del genere metal tutto, talmente tanto che ne ha totalmente varcato i confini.
thrasher
Mercoledì 4 Dicembre 2019, 13.34.44
33
Per me è molto piu freddo quello dei cynic, con voci filtrate e synth
Silvia
Mercoledì 4 Dicembre 2019, 13.30.22
32
thrasher anch'io colgo questa "impulsivita'", quasi "urgenza di esprimersi" in Unquestionable, ed e' forse anche x questo che lo amo cosi' tanto. Come ho detto prima infatti non sento quella freddezza citata
thrasher
Mercoledì 4 Dicembre 2019, 13.22.32
31
Se posso dire la mia, il secondo atheist è un album molto impulsivo e fatto di petto. È geniale nell insieme e penso di averlo consumato nel mio giradischi. Lo adoro,mentre i cynic li hp sempre pteferiti nei demo e anche le canzoni presenti su focus mi piacevano di piu in versione b side... Ottimi musicisti più preparati degli atheist, ma ascoltatevi uroboric form in versione demo e poi quella di focus.... Ditemi quale preferite
Carmine
Mercoledì 4 Dicembre 2019, 13.08.20
30
Focus è tra i miei 10 dischi metal preferiti di sempre. Un lavoro visionario come pochi. Ps: i Pestilence mi piacciono fino a Testimony... mentre da Spheres in poi mi annoiano a bestia.
lisablack
Mercoledì 4 Dicembre 2019, 12.53.14
29
Cynic inutili?? Dai Lambru posa il fiasco😀
Area
Mercoledì 4 Dicembre 2019, 12.24.35
28
@LAMBRUSCORE, Posso rispettare i tuoi gusti senza problema, però dai definire i Cynic inutili mi sembra proprio una cavolata... hanno fatto un disco unico nel loro genere.
MetalFlaz
Domenica 1 Dicembre 2019, 9.52.16
27
eh è tutta una questione di gusti/punti di vista, io trovo un po' sopravvalutati i Pestilence, bravi son bravi, ma, per i miei gusti, un pelino meno rispetto a questi 2 gruppi
ObscureSolstice
Sabato 30 Novembre 2019, 22.14.36
26
A me i Cynic non mi hanno mai dato fastidio. Sono gli Atheist il vero problema. Ahah, altra sparata da legnate
d.r.i.
Sabato 30 Novembre 2019, 21.42.30
25
Nooo Lambru noooooo
LAMBRUSCORE
Sabato 30 Novembre 2019, 20.48.12
24
So di prendermi dei cancheri ma dico solo la mia: Atheist grandissimi, Cynic inutili. E vai di legnate al povero Lambru...
SkullBeneathTheSkin
Sabato 30 Novembre 2019, 18.34.59
23
@Skydancer: ci sta la sbavatura o la svista, ci mancherebbe, ma mi piacerebbe sapere su quali libri potresti aver letto di quelle reazioni... lo ricordi? Stra quoto @Rob @Galilee... Focus sotto il 92 nessuno lo ha mai visto... e chiunque abbia scritto stroncato dalla critica attesta il falso. Non scherziamo!
d.r.i.
Sabato 30 Novembre 2019, 17.37.23
22
Sempre nel 91 uscì anche un sottovalutato manic impressiona degli anacrusis che per me chiude una tripletta da brividi
progster78
Venerdì 29 Novembre 2019, 15.15.50
21
Dei due conosco solo Focus dei Cynic...disco coraggioso e spettacolare,Masvidal e' un gran musicista e lo ringrazio per aver suonato su Human dei Death,puro spettacolo!
Area
Venerdì 29 Novembre 2019, 13.16.57
20
@Silvia, ribadisco che per me i dischi degli Atheist e soprattutto quelli dei Pestilence (tranne forse spheres) sono invecchiati meno bene. Per quanto riguarda Focus... ma sai... le influenze musicali qui sono proprio evidentissime e soprattutto distanti dal death. Se non fosse per qualche chitarra qua e là sarebbe quasi easy listening.
Silvia
Venerdì 29 Novembre 2019, 13.05.56
19
@Area 17, sai invece x me i dischi degli Atheist sono evergreen. Probabilmente ognuno di noi in questi lavori cosi' sfaccettati coglie aspetti differenti
Area
Venerdì 29 Novembre 2019, 12.32.44
18
Si insomma In Focus é come se il Death si fosse prima convertito all'Induismo e poi morendo sia rinato in una creatura differente (Nell'Induismo se nasci uomo potresti rinascere animale e viceversa).
Area
Venerdì 29 Novembre 2019, 12.13.07
17
I dischi degli Atheist sono invecchiati meno bene rispetto ai Cynic... Focus oltretutto é stato un capitolo isolato per oltre 10 anni visto che poi non fecero più nulla... Notate poi la copertina, quella creatura che sembra quasi una falena aliena... dalla crisalide é nata una musica che ha completamente trasceso il death metal. Ribadisco che qui non c'é solo della Jazz Fusion ma anche delle atmosfere melodiche Etniche (soprattutto grazie all'uso di chitarre acustiche) e soprattutto l'utilizzo del vocoder molto utilizzato nei generi di derivazione Funky.
Elluis
Venerdì 29 Novembre 2019, 1.26.03
16
Capirai, è come chiedere se ami di più la mamma o il papà: due album imprescindibili, ma se proprio devo scegliere scelgo Unquestionable... Poi, non c’entra niente, qualcuno prima ha citato i Pestilence, Spheres è un album totale, ma quello che mi ha davvero folgorato all’epoca fu Testimony...
Aceshigh
Giovedì 28 Novembre 2019, 18.14.48
15
Due album irrinunciabili, due pietre miliari che aprirono all’epoca una nuova finestra, un nuovo modo di fare death metal. Soluzioni più geniali, più “fuori di melone” per i Cynic (durante l’incisione stremarono persino il mitico Scott Burns, che aveva peraltro già prodotto gli album degli Atheist), incredibilmente tecnici e “matematici” gli Atheist, che però riuscirono pure nel compito (non affatto facile quando si ha un approccio così progressivo) di non perdere il feeling e la “presa” (i primi due brani dell’album sono emblematici in tal senso). Oggi come oggi ascolto di più Unquestionable Presence... ma non so dire nemmeno io il perché. Sono entrambi due album che non si possono non avere nella propria discoteca metallica.
lisablack
Giovedì 28 Novembre 2019, 18.01.26
14
Che album pazzeschi😱, megacapolavori da paura! Gran bell' articolo👍
Skydancer
Giovedì 28 Novembre 2019, 17.43.47
13
No scusate, ero di fretta e mi sono spiegato male @Galilee @Rob. Intendevo dire che su articoli/libri recenti mi è capitato di leggere come venne stroncato all'epoca, con tutti i problemi che ne conseguirono. Poi se mi dite così mi fido di voi, dal momento che il periodo l'avete vissuto in pieno ( e un po' vi invidio...)
Rob Fleming
Giovedì 28 Novembre 2019, 17.36.39
12
Cavolo @Skydancer, allora io e @Galilee siamo rimasti proprio indietro. Ricordo recensioni entusiastiche ovunque. Proprio grazie a quella di Metal Shock andai a comprare il vinile di Focus. Non sapevo che oggi fosse stato ridimensionato.
duke
Giovedì 28 Novembre 2019, 17.12.00
11
...gran bel duello....sono due capolavori del Death metal piu' tecnico.....sono entrambi all'apice....
MetalFlaz
Giovedì 28 Novembre 2019, 13.21.11
10
2 capolavori da 100 tondo tondo, tra i 2 preferisco di un pelo quello degli Atheist
Area
Giovedì 28 Novembre 2019, 12.55.33
9
Focus era qualcosa di OLTRE... un esperimento forse unico nel suo genere. Mi piaceva tantissimo Textures. E' talmente tanto una cosa a parte che riesco ancora ad apprezzarlo nonostiante sia fondamentalmente un album di death misto alla fusion, ma qui più che la componente Jazzistica (comunque molto presente) é quella della musica "Etnica" a prevalere (tanta chitarra acustica e synth dai suoni rilassanti)
Korgull
Giovedì 28 Novembre 2019, 12.47.13
8
Boh....non saprei scegliere...
Galilee
Giovedì 28 Novembre 2019, 12.42.00
7
X Skydancer. Le cose si sono invertite allora. Comunque in generale ai tempi questi dischi furono osannati dalla critica e bocciati dal pubblico. I Cynic c'erano anche su una compilation.. Death.. is just the beginning? Forse... Anyway...Ora le cose dovrebbero aver raggiunto un equilibrio. I Cynic tornarono in attività proprio grazie alle vendite collezionate negli anni a seguire e alle richieste di sempre nuovi fans...
Silvia
Giovedì 28 Novembre 2019, 11.10.33
6
Bellissimo articolo! Eh sì concordo sul fatto che i tempi non fossero maturi x recepire questi lavori su grande scala, però i gruppi godevano di grande rispetto già allora mi pare. A memoria (magari sbaglio eh) ricordo che gli Atheist avevano più riconoscimento di pubblico e infatti la morte del povero Patterson suscitò grande cordoglio a inizi ‘90. Comunque due grandi dischi, personalmente adoro Unquestionable Presence che inserisco nei miei album preferiti di sempre quindi il mio giudizio è di parte... non l’ho mai trovato comunque un disco freddo sai? Di sicuro era un disco di confine con più generi, principalmente il thrash, e quando lo riprendo (spesso) scopro sempre nuovi elementi e nuove sensazioni. Focus invece lo riascolto poco
Skydancer
Giovedì 28 Novembre 2019, 10.25.41
5
@Galilee capito. Io l'epoca delle riviste purtroppo l'ho persa (ora che mi ci fai pensare, sono nato proprio un mese prima dell'uscita di Focus ), quindi mi sono basato su ciò che ho letto ai giorni nostri su libri e articoli vari, e cioè -almeno per quanto riguarda i Cynic- di stroncature un po' ovunque e dei litigi col produttore/casa discografica a causa della direzione intrapresa.
Hagen
Giovedì 28 Novembre 2019, 9.52.08
4
Entrambi dischi stupendi dal punto di vista strumentale che vengono azzoppati dalla voce
Galilee
Giovedì 28 Novembre 2019, 9.31.29
3
Rob cita i pestilence di Spheres, altro Discone. Che preferisco a questi tra l'altro.
Galilee
Giovedì 28 Novembre 2019, 9.30.08
2
Tutto molto bello, ma i sopracitati dischi ai tempi furono massacrati dagli ascoltatori non dalla critica. Io li comprai grazie alle recensioni. Prendevo varie riviste e nessuno di questi lavori prese meno di 90/100 su qualsiasi rivista da me letta. Tra cui Flash e metal shock, Comunque due capolavori. Meglio Elements se di parla di Atheist. Focus invece è imbattibile.
Rob Fleming
Giovedì 28 Novembre 2019, 9.23.33
1
Tra i due posso parlare solo di Focus e lo trovo tutt'oggi ancora "magnetico". Mi aveva intrigato Spheres dei Pestilence, ma Focus fu proprio una folgorazione.
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