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OCEANS - Annegare, svanire, riemergere
25/12/2019 (505 letture)
Gli Oceans stanno per pubblicare il loro album di inediti intitolato The Sun and the Cold, un disco di matrice post-death/nu metal che amalgama energia e introspezione tanto nei testi quanto nella proposta sonora. Timo Rotten, voce e chitarra del gruppo, racconta con un tangibile bagaglio emotivo ciò che si cela dietro il macro-concept della band, ovvero la volontà di dare voce e forma al lato più oscuro della mente umana. Ecco che depressione e ansia acquisiscono le sembianze di un oceano ostile, la cui forza distruttiva scoppia inavvertitamente come tempesta. Il viaggio in balia delle avversità ci trascina giù nell’abisso, sotto una coltre di onde dense e opprimenti da cui riusciamo ad intravedere il tenue bagliore dei primi raggi che si fanno spazio tra le nubi scure. Nonostante le avversità, ad essere a corto di ossigeno, nella morsa della burrasca, non siamo mai da soli.

Annie: Ciao Timo, ti do il mio benvenuto sulla nostra webzine! Dopo la pubblicazione di un EP e di un disco di cover, state finalmente per dare alle stampe il vostro primo full-length di inediti! Come stanno passando gli Oceans queste settimane a ridosso della pubblicazione? State facendo le prove, organizzando il tour…?
Timo Rotten: Ciao e grazie per questo spazio! Stiamo passando dei momenti davvero positivi. Siamo molto impegnati con la promozione del disco e con tutto ciò che lo riguarda. Negli Oceans abbiamo un approccio molto incentrato sul “do-it-yourself”, quindi ci arrangiamo in tutto: dai social media ai video musicali, passando per la copertina, il sito web e lo shop online. Ci sono molte cose da fare, è davvero impossibile annoiarsi. Su tutto stiamo programmando il tour, sono contento di potermi affidare ad uno staff così in gamba e specializzato che ci aiuta a far funzionare il tutto. Inizieremo le prove per il tour subito dopo Natale e passeremo due buone settimane provando e festeggiando il nuovo anno. Non vedo davvero l’ora!

Annie: Brevemente, chi sono gli Oceans e quale significato si cela dietro il vostro nome? Che importanza ha l’oceano per voi?
Timo Rotten: Gli Oceans, nel loro insieme, hanno un concept alle spalle. Emerge da qualsiasi cosa facciamo, che si tratti di musica, video, artwork,... semplicemente qualsiasi cosa. Parliamo di depressione, salute mentale e, in generale, delle cose oscure che succedono nella mente umana. L’oceano rappresenta per noi molte di queste emozioni. La tempesta che crea onde alte quanto montagne che ti divorano e ti trascinano nello scuro e profondo abisso del nulla. Ma anche la calma dopo la tempesta e la luce speranzosa all’orizzonte. È un’immagine potente e descrive perfettamente ciò che siamo e che facciamo. Alla fine di tutto vogliamo trasmettere un messaggio positivo! Non importa quanto difficili sembrino le avversità, ci sarà sempre una luce all’orizzonte quando la tempesta sarà passata. Non siete da soli laggiù nell’oscurità, siamo molti e possiamo combattere tutto ciò insieme.

Annie: Vorrei iniziare la nostra chiacchierata su The Sun and the Cold chiamando in causa lo strano trailer che avete pubblicato settimane fa con il titolo Dark Room. Qual è lo scopo di questo filmato di undici minuti? Personalmente mi ha suscitato diverse emozioni: paura, sorpresa, ansia…
Timo Rotten: Per prima cosa abbiamo semplicemente voluto prenderci gioco del web (ride, NDR). È stato molto divertente leggere le reazioni nei commenti, ci siamo divertiti molto. Per di più, abbiamo voluto fare qualcosa che si distinguesse dal resto, con un messaggio sottinteso che non riesci ad afferrare se non ci pensi. Invece di sederci semplicemente di fronte alla telecamera per parlare dell’album, volevamo creare qualcosa che comunicasse le stesse emozioni veicolate con The Sun and the Cold. Si tratta di un album oscuro in grado di coinvolgere molto. Il trailer Dark Room, come hai già detto, veicola queste emozioni. Se hai mai sofferto di ansia o di depressione sono sicuro che tu ci veda ciò che si prova in quei casi.

Annie: Sto ascoltando in anteprima The Sun and the Cold in questi giorni: l’impressione è molto positiva e sto apprezzando il modo in cui avete fuso stili e stati d’animo differenti. I vostri brani suonano violenti e massicci ma anche malinconici e introspettivi. Tutte le undici canzoni incluse provengono dallo stesso processo di songwriting oppure ci avete lavorato a più riprese?
Timo Rotten: Sono contento che ti piaccia. Abbiamo messo tanto impegno e passione in questo disco, quindi fa piacere vedere che le persone lo apprezzano. Abbiamo lavorato alle tracce per tre anni iniziando nel 2016 o nel 2017, non ricordo esattamente. Siamo soliti scrivere sempre, quindi non c’è stato un periodo definito e limitato. Il processo in sé mi vede a casa a scrivere il materiale, poi ci troviamo tutti per confrontare le idee e per perfezionare il tutto ancora e ancora finché non risulta perfetto. Mi piace lavorare tutti insieme anziché fare tutto da solo senza alcun input dagli altri. Gli Oceans sono una band, non un singolo artista. E ciò che facciamo prende vita solo perché tutti noi quattro dedichiamo noi stessi al progetto.

Annie: We Are the Storm è il primo singolo estratto da The Sun and the Cold. Da cosa deriva la scelta e cosa ne pensa l’audience?
Timo Rotten: Le reazioni sono state bellissime! Molte persone ci hanno scritto su Instagram e Facebook per dirci quanto si immedesimino con la nostra musica e con i messaggi veicolati, o come li abbiamo aiutati a superare i momenti bui delle loro vite. È semplicemente stupendo e sono molto grato di ciò. Abbiamo scelto We Are The Storm perché rappresenta perfettamente sia l’album che la band. Ci sono melodie dolci e malinconiche, molte emozioni e a metà brano tutto va a pezzi a favore di un brutal death metal in cui, credo, ci siano i growl più bassi che io abbia mai realizzato fino ad ora (ride, NDR).

Annie: L’hai già un po’ accennato, ma di cosa parlano i testi dell’album? Possiamo rintracciare un concept di fondo o si tratta di episodi a sé?
Timo Rotten: Non c’è un’unica storia che fa da filo conduttore nell’album, quindi i pezzi possono essere intesi come separati, se preferisci. Collegandomi a quanto detto poco fa, però, abbiamo costruito un concept a monte di tutta la band basato sulla salute mentale e, in pratica, sulle emozioni e sui sentimenti negativi. La maggior parte delle canzoni riguarda ciò, ovvero la lotta coi propri demoni interiori e la battaglia contro i pensieri negativi. Non ragioniamo, però, per album. Gli Oceans, nella loro interezza, sono una sintesi di più forme d’arte. Ogni tassello si combina con gli altri. Vogliamo incanalare il dolore e la sofferenza di un’intera generazione ed esprimerla con la nostra arte.

Annie: A chi consiglieresti l’ascolto di The Sun and the Cold e perché?
Timo Rotten: Non direi che abbiamo inventato qualcosa di completamente nuovo con ciò che proponiamo, ma un bel po’ di persone mi hanno riferito che la nostra musica dà un approccio nuovo e fresco alla musica. Combiniamo il death metal col post-rock e con un po’ di nu metal, quindi chiunque apprezzi KoRn, Slipknot, Katatonia o Fit For An Autopsy ci troverà sicuramente interessanti. Alla fine di tutto, però, la buona musica per me deve basarsi soltanto su una cosa: vere emozioni. E ritengo che le portiamo decisamente in tavola.

Annie: Il disco si apre con la titletrack esplosiva e glaciale, in cui possiamo rintracciare una parte strumentale piuttosto solida e ben strutturata. Ci vuoi dire qualcosa in più?
Timo Rotten: Ricorda l’immagine dell’oceano evocata poco fa, quella un attimo prima della tempesta: questo è l’inizio di The Sun and the Cold. Poi scoppia l’inferno con un muro sonoro che richiama onde gigantesche che distruggono tutto finché la tempesta non finisce e il mare non si placa nuovamente. Abbiamo voluto scrivere una canzone capace di creare quell’immagine e quell’emozione del trovarsi esattamente al centro della tempesta, distrutti, annegati e, infine, riemersi. È tutto davvero molto intenso. Non potrei pensare ad una opener migliore per l’album.

Annie: L’album unisce clean e harsh vocals. Il brano Shadows può essere un ottimo esempio dell’unione tra i due stili di cantato. Ti sei dato alle harsh vocals sin dagli inizi della tua carriera di cantante oppure hai imparato questa tecnica più tardi?
Timo Rotten: Mi dedico allo scream e al growl da quindici anni. Il cantato pulito, al contrario, era qualcosa di assolutamente nuovo per me e ho iniziato a dilettarmi con ciò circa due anni fa, e ora posso dire che mi piace molto. Coi growl la palette di emozioni che puoi veicolare è davvero limitata. Col cantato pulito ci sono molte più possibilità. Lo adoro.

Annie: In qualità di cantante e chitarrista, da quali gruppi e artisti extreme metal prendi ispirazione? Ascolti anche band che provengono da ambienti diversi da quello post-death o black?
Timo Rotten: Sono cresciuto ascoltando la proposta nu metal degli ultimi anni Novanta e dei primi anni Duemila. Le band di questo filone sono quelle che mi influenzano maggiormente oggi. L’ultimo lavoro dei KoRn è uno dei migliori composti da loro ultimamente, se non addirittura uno dei loro migliori album di sempre. Amo i primi Slipknot, Marilyn Manson, Limp Bizkit, e altri. Ma oltre a ciò, tutti noi non ci limitiamo soltanto ai generi rock e metal. Ascoltiamo anche musica elettronica, rap, praticamente tutto ciò che cattura le nostre orecchie e i nostri cuori.

Annie: Dove vi condurrà il tour? Avete già in programma un tour di supporto a qualche band importante oppure partirete per delle date tutte vostre?
Timo Rotten: Ci uniremo al Renegades 2020 Tour insieme ad Equilibrium, Lord of the Lost e Nailed to Obscurity tra gennaio e febbraio 2020 per alcune date selezionate in Germania e in Svizzera. Al momento, purtroppo, non ci sono date in programma per l’Italia, ma stiamo già lavorando ad un altro tour per l’autunno 2020.

Annie: Grazie mille per la disponibilità, è stato un piacere averti qui. Ti lascio questo spazio per aggiungere ciò che preferisci a corredo dell’intervista…
Timo Rotten: Giù nell’abisso siamo molti. Non perdete mai la speranza.



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L'intervista
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