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METALLIZED CHARTS 2019 - Death, Brutal, Grind
13/01/2020 (787 letture)
Gli anni passano e la difficoltà nel scegliere i dischi da inserire nella consueta classifica di fine anno diventano sempre di più. È ormai veramente difficile star dietro ad ogni singola uscita, segnarsi ogni singola uscita e valutare al meglio un disco, gusti personali o meno. Nonostante tutto, abbiamo scelto i quindici dischi che secondo noi sono maggiormente degni di nota e che, cosa importante, daranno modo ai gruppi di essere seguiti anche nell'anno appena iniziato. Parliamo quindi di un bel listone e non proprio di una classifica, motivo per cui non troverete i numeri. Non è stato facile, ma speriamo vi stimoli a scoprire tante belle mostruosità.

BLOOD INCANTATION - HIDDEN HISTORY OF THE HUMAN RACE
Uno dei dischi più attesi dell'anno e su cui le aspettative erano decisamente alte. Hidden history of the Human Race ha convinto appieno ed ha ufficialmente messo il nome dei Blood Incantation tra i gruppi che più conquistano gli amanti del death metal in ogni sua forma. I brani sono ricchi di spunti interessanti e, complice anche una suite da diciotto minuti, le atmosfere sci-fi coinvolgono l'ascoltatore in quella che è una vera e propria narrazione.

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MISCARRIAGE - IMMINENT HORROR
Non ci stupiremmo se doveste considerare il debutto dei Miscarriage “non totalmente death metal”. Il motivo è semplice: i nostri sono lenti, molto lenti, non provano attrazione verso il quattro quarti di stampo thrash, i blast beat o il progressive. Imminent Horror riesce infatti a muoversi tra sludge e death metal, con dei suoni ed una scelta vocale che sembrano usciti da debutto dei Carcass. Rallentati del 100%. Strani, marci e decisamente unici. Non perdeteveli!

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MORTIFERUM - DISGORGED FROM PSYCHOTIC DEPTHS
Un album che più death metal non si può, anzi, Disgorged from Psychotic Depths è un album talmente death metal che nella sua semplicità è riuscito a stupire. Tanti sono stati i dischi death usciti quest'anno, altrettanti quelli belli, ma i Mortiferum han dimostrato di avere quel “qualcosa in più” che li rende dannatamente genuini.

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KRYPTS - CADAVER CIRCULATION
L'album della conferma, così potremmo descrivere l'ultimo lavoro dei finlandesi. I Krypts sono ormai diventati un gruppo di riferimento del death/doom underground, e con fatica e dedizioni sono ormai riusciti a farsi un nome. Chi li segue dagli esordi saprà benissimo cosa aspettarsi, e chi li scopre non potrà che restare piacevolmente sorpreso dalle capacità e dalla genuinità dei brani.

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HAUNTER - SACRAMENTAL DEATH QUALIA
Chi naviga le torbide acque dell'underground musicale non si sarà certo lasciato sfuggire questo splendido disco. Un black/death con atmosfere intense, ma con un approccio più “chiaro”, diretto e forse accessibile, se paragonato ad altri lavori del genere. Composizioni e lavoro delle chitarre di qualità che rendono quello degli Haunter un disco totalmente “riff oriented” e che mantiene vivo il tipico spirito della I, Voidhanger Records.

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OSSUARIUM - LIVING TOMB
Un po' in sordina rispetto ad altri nomi, gli Ossuarium hanno colpito noi e gli amanti del death metal più oscuro con un esordio valido sotto ogni aspetto. È sempre difficile farsi notare in un calderone di gruppi che volenti o nolenti tendono a somigliarsi, ma gli statunitensi, pur non rivoluzionando nulla, meritano di entrare nelle top di fine anno. Il loro death metal dalle tinte doom con un tocco melodico e a tratti imprevedibile, finisce per rendere Living Tom una vera sorpresa.

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TEITANBLOOD - THE BANEFUL CHOIR
Non un gruppo esattamente per tutti. Ninete di ricercato o per chissà quali studiosi, ma che il black/death dei Teitanblood sia tutt'altro che accessibile è cosa ormai risaputa. I precedenti lavori, Seven Chalices (2009) e Death (2014), avevano conquistato tutti fin da subito, e questa volta fanno lo stesso apportando delle leggere ma significative modiche. C'è meno caos, i brani si affidano maggiormente a veri e propri riff e il risultato generale è quello di un lavoro più coeso e, senza esagerare, più accessibile.

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PISSGRAVE - POSTHUMOUS HUMILIATION
I Pissgrave fanno schifo, veramente schifo. Nome, titoli dei brani, suoni, immagini. Ma piacciono tantissimo e si riconfermano essere uno dei gruppi più in forma degli ultimi anni. Posthumous Humiliation è sì meno sconvolgente del precedente, ma siamo ben lontani dal poterlo definire un disco “debole”.

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NOCTURNUS A.D. - PARADOX
Che gran bel ritorno quello dei Nocturnus! Pochissimi speravano in qualcosa di anche minimamente interessante, altri li davano già per perduti, e invece Browning e soci han registrato un album più che degno. È vero, si rifà molto ai vecchi lavori e non apporta nulla di essenzialmente nuovo, ma Paradox mostra un gruppo che nonostante tutto può ancora convincere e intrattenere sia i fan di vecchia data che quelli più recenti. Complimenti.

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ESOCTRILIHUM - THE TELLURIC ASHES OF THE Ö VRTH IMMEMORIAL GODS
Francesi, gli Esoctrilihum sono il progetto solista nato dalla mente di Asthâghul, musicista dai toni misteriosi e dunque intriganti. I suoi lavori sono sempre stati caratterizzati da un approccio elaborato e tutt'altro che di facile ascolto. Quest'ultimo lavoro segue la scia dei dischi precedenti che gli ascoltatori hanno apprezzato e imparato a conoscere tempo fa e come sempre, non è facile entrare in sintonia con quest'ultimo lavoro, ed è anche vero che rispetto al precedente, si è fatto forse un leggero passo indietro. Nonostante ciò, è giusto premiare il francese per i continui azzardi (riusciti) e per la qualità complessiva del lavoro, che dopo qualche ascolto non smetterà di dare soddisfazioni.

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MUSMAHHU - REIGN OF THE ODIOUS
Si vede da lontano, lo si percepisce guardandoli o sentendoli anche solo vagamente che i Musmahhu sono uno di quei gruppi che non può non essere parte del roster Iron Bonehead. Ci sentiamo di considerare il gruppo e più precisamente Reign of the Odious come una delle massime dimostrazioni di quanto questo approccio così infernale e caotico stia dando ottimi frutti. Un black/death pregno d'atmosfera ma che come evidenziato anche in fase di recensione rimanda ai Behemoth e ad altre realtà ben più “solide”. Non facilissimo, ma una volta che ci si entra, è difficile uscirne. Non potevano fare meglio!

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ALTARAGE - THE APPROACHING ROAR
Il problema di questo disco è che essendo uscito ad inizio 2019 è stato purtroppo dimenticato da molti. Purtroppo succede. Ma a conti fatti merita di entrare nella nostra top di fine anno, perché se da un lato gli spagnoli potrebbero non aver convinto come fatto al debutto, è vero che la qualità resta molto alta. Ad oggi infatti ci sentiamo di considerare gli Altarage come uno dei migliori gruppi che meglio reinterpreta il sound creato dai maestri Portal.

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VLTIMAS - SOMETHING WICKED MARCHES IN
Ci credevano in pochi, ma il progetto nato dalle menti di David Vincet, Rune "Blasphemer" Eriksen e il batterista Flo Mounier è valido ed ha colpito oltre ogni aspettativa. È vero che non sempre l'unione di nomi grossi porta risultato altrettanto validi, ma Something Wicked Marches In è di quanto meglio potessimo chiedere ai tre. L'ispirazione di Eriksen è sempre alta, la prestazione vocale di Vincent è sempre teatrale e Mounier sembra non invecchiare mai. Death metal esplosivo, vicino sì ai Morbid Angel ma che non si riduce ad esserne una fotocopia sbiadita.

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COSMIC PUTREFACTION - AT THE THRESHOLD OF THE GREATEST CHASM
Un peccato che il debutto dei nostrani Cosmic Putrefaction duri così poco. Non che un lavoro bello debba durare necessariamente tanto, ma quando la qualità è tanta, la voglia di volerne sempre di più è più viva che mai. Il nuovo progetto di Gabriele Gramaglia ha convinto per la sua capacità di scrivere riff complessi (fate attenzione) ma mai così esagerati da risultare inascoltabili o ostici. Ciò che convince infatti è il riuscitissimo mix tra echi di death vecchia scuola a soluzioni più moderne. Avanti così.

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THECODONTION - JURASSIC
Chiudiamo la nostra top con un EP che non raggiunge i dieci minuti di durata. Sì, a volte basta poco per farsi notare e attirare le attenzioni e i commenti positivi anche dall'estero. I Thecodontion sono un duo nostrano che sembra quasi aver fatto suo l'insegnamento dell'eterno Bruno Munari (”togliere invece che aggiungere”). I nostri infatti sono autori di un death metal primitivo, ma in tutti i sensi. Non si parla solo del nome, delle tematiche e dell'immaginario, ma proprio del sound: basso, voce e batteria. Niente di nuovissimo forse, ma che si fa notare per la qualità dei brani, mai fini a sé stessi e in grado di convincere chi cerca musica violenta, strafottente e registrata come dovrebbe essere registrata musica di questo tipo. Per quanto alcuni possano prenderli poco seriamente, i romani fanno sul serio e siamo convinti che in futuro convinceranno sempre di più.

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Finito? Non ancora.
Come detto in apertura, star dietro a tutto diventa sempre più difficile, figurarsi recensire. Ci spiace non aver potuto scrivere di ogni singolo disco, così come ci dispiace non aver inserito quelli che secondo voi erano i migliori dell'anno. Ma ecco, oltre alla lista più classica, ci sembra giusto citare anche gruppi e album che secondo noi hanno rilasciato dei bei lavori.

Restando in Italia non possiamo non citare il ritorno di due ormai giganti: Fleshgod Apocalypse con Veleno e Hour of Penance con Misotheism. Ci sono stati poi i Demiurgon con l'esplosivo The Oblivious Lure e i Sangue con il debutto intitolato Culś. Uscendo dai confini ci hanno fatto una buona impressione anche maestri quali i Cattle Decapitation, che grazie a Death Atlas diventano sempre più una certezza. Che dire poi dei Beheaded? Only Death Can Save You è un buon disco, potente, esplosivo e che non lascerà deluso nessuno. Questo è stato l'anno di Paul Ledney, tornato a farsi sentire con Profanatica (Rotting Incarnation of God) e Havohej (Table of Uncreation), di cui onestamente non sapremmo che altro dirvi se non che sono le classiche botte di death/black blasfemo e in pieno stile Ledney. Gli si vuole molto bene. Il Cile ci ha poi catturato con Teufelsbücher degli Unaussprechlichen Kulten, Summoning Chaotic Annihilation dei Godagainst e Larvae Tedeum Teratos dei Cenotafio. Dato che qui non disprezziamo affatto sonorità totalmente fuori di testa, i Diocletian hanno registrato il, è il caso di dirlo, nucleare Amongst the Flames of a Burning God, con cui, in nemmeno mezz'ora, si riconfermano essere dei paladini di quello che solitamente definiamo war metal.

Buone notizie anche dai Nile, che con Vile Narcotic Rites sembrano ormai aver riconquistato i cuori di chi era rimasto deluso dai lavori più recenti e dai Possessed, tornati alla grande con Reveletions of Oblivion. Siamo poi stati colpiti da un disco tech death che nonostante la qualità è passato un po' in sordina: parliamo di Entity dei Nucleus, non perdeteveli. Ci avviciniamo alla conclusione citando roba più marcia come Orificial Purge dei Vastum, un disco che farà impazzire i fissati della vecchia scuola ad opera dei Cerebral Rot, ovvero Odious Descent Into Decay e Buried Deep in a Bottomless Grave dei Witch Vomit.

Mancherà sicuramente qualcosa, vuoi per tempo vuoi per dimenticanze, ma il tempo per recuperare c'è tutto e siamo sicuri che anche grazie a voi ricorderemo dischi passati purtroppo in secondo piano. Non resta che sperare in un 2020 altrettanto ricco di uscite e sorprese. Continuante a seguirci, perché le ultime non mancheranno affatto...



Soulreaper
Lunedì 20 Gennaio 2020, 16.06.34
14
La mia personale Top 10 death metal di quest'anno: 1) Blood Incantation - Hidden History of the Human Race 2) Tomb Mold - Planetary Clairvoyance 3) Desecravity - Anathema 4) Devourment - Obscene Majesty 5) Fleshgod Apocalypse - Veleno 6) Hour of Penance - Misotheism 7) Beheaded - Only Death Can Save You 8) Demiurgon - The Oblivious Lure 9) Insomnium - Heart Like a Grave 10) Hideous Divinity - Simulacrum
Graziano
Venerdì 17 Gennaio 2020, 18.40.32
13
Per me Cattle Decapitation top album!!
Silvia
Giovedì 16 Gennaio 2020, 21.15.41
12
A me sul fronte melodeath son piaciuti molto gli Insomnium col loro ultimo struggente e drammatico Heart Like a Grave (songwriting superbo a mio parere in quasi tutto l'album) e gli Aephanemer con Prokopton, in cui mescolano anche melodie che richiamano la musica classica. Notevole x me il growl della cantante che sembra un uomo sul serio, molto particolare e completamente diverso dalle altre donne. X il resto ci sono tanti titoli che avete citato e non ho ancora approfondito (in generale ho bisogno di molti ascolti x giudicare un album), eccezion fatta x i Possessed, ottimo ritorno a mio parere 😀
Punto Omega
Giovedì 16 Gennaio 2020, 18.32.37
11
Poi Blood Incantation e Cattle Decapitation hanno fatto uscire due pietre miliari, però, limitatamente ai miei ascolti, gli Strigoi sono quelli che ho ascoltato doli più.
Punto Omega
Giovedì 16 Gennaio 2020, 18.29.24
10
Il disco death metal che più ho amato quest'anno è stato Abandon all Faith degli Strigoi. Una goduria old school dall'inizio alla fine.
duke
Giovedì 16 Gennaio 2020, 11.50.32
9
...nile (che meritavano piu' spazio nell'articolo)....blood incantation....sicuramente i dischi che ricordero' di questa annata.....
Pacino
Giovedì 16 Gennaio 2020, 11.46.52
8
Bodyfarm, Festerday, Tomb Mold, Nightfell alcuni che mi vengono in mente che mancano, ma nel complesso ci siamo abbastanza.
lisablack
Giovedì 16 Gennaio 2020, 10.54.32
7
Mancano Tomb Mold e i Bastard Grave..comunque mi faccio sotto perche' alcuni album elencati mi sono sfuggiti...
Immolazione
Giovedì 16 Gennaio 2020, 9.37.52
6
Bella classifica, mi piace come abbiate dato spazio a roba meno conosciuta (almeno in Italia) come Esoctrilihum, Cosmic Putrefaction e Thecodontion, anche perché altrimenti le classifiche sarebbero tutte uguali e basate sui soliti nomi che hanno maggior esposizione mediatica. Ovviamente manca anche qualcosa (nel war metal per esempio trovo bellissimi i dischi di Pigs Blood e Antichrist Siege Machine, più del nuovo Diocletian), però ci sono talmente tante band che è difficile dar spazio a tutti
Carmine
Giovedì 16 Gennaio 2020, 9.36.07
5
Ho ascoltato poco death lo scorso anno... Entombed, Nocturnus e Possessed hanno tirato fuori buoni dischi ma non mi hanno spinto a riascoltarli dopo poco tempo. Ottimi invece i Blood Incantation!
Galilee
Giovedì 16 Gennaio 2020, 8.44.24
4
Ho comprato un sacco di dischi death metal e mancano tutti. Quanti cazzo me ne volete far comprare. . Comunque non aver messo l'ultimo degli Entombed Ad mi ha spezzato il cuore. Erano anni che non sentivo un disco così. Alcuni che avete messo invece secondo me non sono proprio all'altezza. Ma si sa I gusti... Buono per Blood Incantation e Nocturnus. Mi devono arrivare.
MetalFlaz
Giovedì 16 Gennaio 2020, 8.09.07
3
credo abbiano voluto dare più spazio a nomi meno blasonati/conosciuti, in fin dei conti i nomi più famosi hanno, in genere, molta più visibilità, grazie anche alla promozione fatta dalle varie label
Luigi
Giovedì 16 Gennaio 2020, 6.12.21
2
Ma a thecondition più spazio di Possessed e Nile..
lisablack
Giovedì 16 Gennaio 2020, 6.06.11
1
Non capisco perche' i Cattle Decapitation e i Possessed non e' stato dedicato più spazio...quello dei Cattle e' un capolavoro, i Possessed uno dei migliori album dell' anno. Sono stati un po' troppo " accantonati".
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