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TEMPERANCE - La band ci presenta Viridian
14/01/2020 (540 letture)
Annie: Ben ritrovati, ragazzi! Come state trascorrendo questi giorni in vista della pubblicazione del nuovo album Viridian? Ieri, tra l’altro, avete preso possesso dell’account Instagram di Napalm Records per qualche oretta…
Temperance: Ciao Anna Rosa! Siamo veramente tanto, tanto carichi per questa release: come sai è l’inizio di un nuovo capitolo per i Temperance visto che dopo tutto lo splendido lavoro fatto assieme a Scarlet Records, si tratta del primissimo disco con Napalm Records. Ci scrivi proprio in questi ultimi giorni prima dell’uscita ufficiale di Viridian e ovviamente siamo concentratissimi sui prossimi appuntamenti. Abbiamo trascorso due giornate intense in sala prove per mettere a punto la setlist live e in una di queste è stato molto divertente poter documentare il tempo passato insieme e l’arrivo dei dischi e dei vinili con il “takeover” dell’account Instagram di Napalm!

Annie: Viridian arriva a due anni da Of Jupiter and Moons e sarà il primo lavoro dal songwriting interamente realizzato dai membri della formazione attuale (visto che la lineup si è rinnovata a scrittura di Of Jupiter già ultimata). Vi chiedo: come vi siete trovati a comporre il disco tutti insieme? Siete contenti della resa finale?
Temperance: La grossa differenza è stata più nelle tempistiche che abbiamo potuto permetterci piuttosto che in altro. Of Jupiter and Moons se ricordi è uscito nell’aprile 2018 e Michele e Alessia si sono uniti a noi solamente a gennaio dello stesso anno, per cui i tempi sono stati davvero strettissimi. Questa volta non è cambiato molto nel processo di songwriting (otto pezzi su undici sono di Marco, che resta quindi il principale compositore, due di Michele e uno è stato composto assieme), quanto piuttosto nel lavoro di arrangiamento. Marco e Michele si sono presi una settimana in cui hanno deciso di andare in una baita in montagna, isolati da tutto e da tutti, per potersi dedicare alla stesura degli arrangiamenti. Una volta tornati con i brani definiti sono state inviate le pre-produzioni a tutti i componenti e si è passati alla stesura dei testi dove, se pur restano Michele e Alessia (come per Jupiter) i principali lyrics-writer, stavolta hanno contribuito un po’ tutti. Ci sono infatti diversi testi di Marco, Cult of Mistery è un lavoro di Alfonso, una delle bonus track per le edizioni limitate che usciranno è di Luca. Oltre a questo, nei “quasi due anni” di distacco tra Of Jupiter and Moons e Viridian abbiamo suonato moltissimo, amalgamando la nuova line-up, e siamo convinti che sia un fattore che darà una marcia in più a Viridian.

Annie: Sempre in merito a ciò, in una recente dichiarazione avete affermato che il processo di registrazione ha avuto parecchi momenti divertenti. Vi va di raccontarcene uno?
Temperance: Assolutamente si: in generale è stata un’esperienza davvero splendida che ci ha dato davvero la possibilità di toglierci alcuni sfizi. Se già per Of Jupiter and Moons malgrado i tempi ristretti abbiamo provato a registrare quanti più strumenti reali possibili, cercando di evitare i Virtual Instruments il più possibile, con Viridian anche qui c’è stato un ulteriore passo avanti. Ci siamo ritrovati a registrare una cornamusa, un flauto, un quartetto d’archi, un’arpa, un coro di bambini che ci ha davvero emozionato, un pianoforte, un coro gospel… Chiaramente confrontandoci ed interfacciandoci sempre con musicisti provenienti da ambienti differenti. Credo che l’aneddoto più bello da condividere sia quello relativo al brano conclusivo dell’album, Catch the Dream, dove nel limite del possibile abbiamo voluto che ogni musicista che ha partecipato all’album prendesse parte, ovviamente con la sua voce, a questo pezzo gospel senza strumenti suonati. Sappiate che quando ascolterete Catch the Dream non starete ascoltando solamente i Temperance, ma anche gran parte dello staff che ha partecipato alla produzione di questo disco!

Annie: L’uscita di Viridian porta con sé anche la collaborazione con Napalm Records. Com’è nato questo accordo e quali sono i risultati che volete raggiungere grazie a ciò?
Temperance: Nel 2018 e 2019 abbiamo suonato davvero moltissimo, credo che il conteggio finale superi le sessanta date tra aprile 2018 e luglio 2019, quando ci siamo ufficialmente fermati per dedicarci a Viridian. Significa che abbiamo suonato con una media di un concerto a settimana non-stop per quindici mesi. Ovviamente non è stato realmente un concerto a settimana ma abbiamo preso parte a diversi tour: il tour di release del disco in aprile, il tour in UK con i Serenity e le Symphonic Metal Nights con Serenity e Visions of Atlantis in particolare. Queste due band sono tutte e due band di Napalm e, proprio grazie ai contatti sviluppati a livello gestionale prima di questi eventi, Napalm ha messo gli occhi su di noi e fortunatamente ci ha proposto un contratto che non potevamo rifiutare. E’ chiaro che si parla di una delle più importanti etichette nel settore. Da subito tutto lo staff si è dimostrato gentilissimo e pronto a supportarci. L’obiettivo ora è promuovere al meglio Viridian e portarlo live sia nei primi show di release che nel tour con Tarja che sarà fondamentale per noi (oltre che piuttosto lungo!). L’obiettivo comune ovviamente è la crescita sotto ogni punto di vista.

Annie: Tra poco il disco sarà disponibile, ma potete anticiparci cosa troveremo in Viridian? Ho letto che l’avete descritto come il vostro album più pesante… Dobbiamo aspettarci una virata di stile?
Temperance: Forse la cosa più difficile da fare per questo album è la catalogazione stilistica. Viridian è sicuramente il nostro album più “heavy” in termini di riffing e sound: le chitarre hanno un ruolo decisamente rilevante… Ma allo stesso tempo è anche il disco con arrangiamenti più complessi e soprattutto con maggiore varietà. Se difficilmente in passato abbiamo scritto pezzi pesanti come la titletrack o The Cult of Mistery, allo stesso tempo i Temperance non hanno mai avuto nemmeno brani come Gaia, che è in tutto e per tutto una pop-ballad, o Catch the Dream, che è un gospel senza strumenti: sole voci. Non ci siamo mai mossi tanto verso il folk/celtic come fatto in Nanook, né tanto verso l’hard rock come fatto in Start Another Round… E sostanzialmente ogni pezzo vive di vita propria. Non è un disco heavy metal, non è un disco symphonic metal, non è un disco modern metal. La definizione starà a voi!

Annie: Da Giove alle sue lune arriviamo a un universo dalle sembianze futuristiche. Cosa rappresenta la copertina e quali sono le tematiche affrontate negli undici brani inclusi?
Temperance: Anche la questione “testi” è una questione che non preclude nulla. Non siamo una band che si impone delle regole o delle tematiche. Viridian ha undici brani dove ogni testo e ogni messaggio è a sé stante: Nanook è una splendida novella (come lo era anche Jupiter ad esempio), Mission Impossible è una fan-song relativa all’omonimo film, Gaia è un inno al rispetto della natura e della terra, Catch the Dream un brano che invita a inseguire i propri sogni con positività, My Demons Can’t Sleep un brano più introverso…
Di sicuro ancora una volta tutto è amalgamato da un’aurea di positività, ricerca personale e amore per il pianeta e per la natura: queste sono tematiche ricorrenti che tramite i messaggi o tramite frasi esplicite vengono spesso richiamate in alcuni brani.

Annie: Da cosa avete preso ispirazione per i temi di Viridian?
Temperance: Viridian è il nome in inglese di un colore che miscela in maniera molto particolare il blu ed il verde. Il blu è il colore dell’acqua, dei mari, mentre il verde è il colore dell’erba, degli alberi e della natura… Ma anche della speranza. Questa particolare sfumatura di blu/verde ai nostri occhi racchiude l’essenza dei messaggi che come Temperance cerchiamo sempre di lanciare: dalla positività al rispetto dell’ambiente, dalla speranza alla libertà. Ci è sembrato davvero identificativo associare la nostra musica a questa colorazione, e più guardiamo la copertina del disco e le sue gradazioni di colore, più ci sembra di aver trovato un equilibrio tra la nostra musica, le nostre liriche e l’aspetto visivo di quest’album.

Annie: Avete scelto Mission Impossible e My Demons Can’t Sleep per lanciare il disco. Vi va di parlarcene? Del secondo, tra l’altro, avete realizzato una clip in una location davvero suggestiva…
Temperance: Come accennavamo prima, scegliere i singoli è stato veramente difficile proprio perché ogni brano è a sé stante. Non esiste un brano che riassuma musicalmente il resto del disco, non esiste un brano che rappresenti al 100% Viridian. Per questo motivo per la scelta dei singoli ci siamo affidati semplicemente al nostro istinto. Mission Impossibile è il brano più moderno ed elettronico del lotto, forse un po’ un pesce fuor d’acqua rispetto alla naturalità e alla ricchezza di elementi sinfonici del resto del disco, ma il ritornello è uno di quelli in cui crediamo di più. Allo stesso tempo My Demons Can’t Sleep è un altro pezzo in cui crediamo molto e che sicuramente rispecchiava le richieste canoniche di un singolo: ovviamente quando scegli quali singoli lanciare spesso ti trovi a escludere brani troppo lunghi (come Nanook o Daruma nel precedente album), troppo corti (come Catch the Dream), poco convenzionali (come magari Gaia). E’ stata davvero una battaglia con noi stessi, ma alla fine crediamo che tutti e quattro i singoli che estrarremo da Viridian saranno efficaci…

Annie: Se poteste descrivere il vostro nuovo album con una sola parola, quale sarebbe?
Temperance: Energia

Annie: Nuovo album significa automaticamente nuovo tour. Le date italiane, stavolta, sono soltanto due… A cosa dobbiamo questa scelta?
Temperance: C’è tutta una serie di motivi dietro a queste decisione. Di base, con l’uscita di Viridian, si ufficializza e parte anche la nostra collaborazione con Mirror AM, l’agenzia di Management e Booking che ha ora in gestione i Temperance e che ci ha dato la possibilità ad esempio di prendere parte come special guest al tour di Tarja, ovviamente assieme a Napalm. E’ chiaro che queste agenzie come con noi lavorano con molte altre band e come quando viene organizzata una tournée promozionale per altri nomi, le tappe Italiane (così come quelle francesi o spagnole) sono solamente due o tre, alla stessa maniera il trattamento per noi Temperance non sarà differente. Possiamo addirittura considerarci fortunati nell’avere la possibilità di esibirci due volte in Italia considerando che il tour di Tarja non prevede alcuna tappa italiana e se non ci fosse stato questo mini-tour di presentazione, forse non avremmo nemmeno potuto esibirci nel nostro Paese. E’ chiaro che è un passaggio un po’ drastico rispetto al passato dei Temperance dove ogni anno abbiamo suonato veramente molto in Italia, ma purtroppo crescere vuol dire anche adeguarsi ad alcune decisioni e situazioni. Non ha senso aprire alcuna polemica ora, ma è certo che se nel nostro Paese ci fosse più partecipazione e più interesse ai tour di band minori oltre che ai grandi nomi che riempiono arene e stadi, forse molte più band toccherebbero con più frequenza anche “casa nostra”, ma d’altronde non si può obbligare nessuno a spostarsi controvoglia.

Annie: Grazie mille per la vostra disponibilità, l’intervista è conclusa. Vi faccio i miei migliori auguri per la pubblicazione e la promozione di Viridian. Volete aggiungere qualcosa sul disco che non sia già stato detto?
Temperance: Vista l’ultima domanda, non possiamo che invitare con ancor più calore chi ci segue e chi è semplicemente interessato o curioso di questo nuovo capitolo dei Temperance alle due date Italiane del 23 gennaio a Milano e 24 gennaio a Fontanafredda perché purtroppo saranno davvero le uniche due tappe casalinghe! Grazie davvero per la disponibilità e per l’interesse che Metallized mette sempre nel metal italiano...e a prestissimo!



HeroOfSand_14
Sabato 18 Gennaio 2020, 13.05.12
1
Molto curioso di sentire il nuovo disco, spero si attesti sulla qualità di Of Jupiter che era veramente notevole.
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