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FABIO ROSSI - Al cospetto di Elinor Emerson e Regina Lake
27/01/2020 (555 letture)
Ormai avviatissimo verso un’importante carriera di scrittore certificata dalle importanti vendite dei suoi libri, Fabio Rossi, che i nostri lettori di vecchia data ricorderanno senz’altro con il nick Heavy Metal is the Law, ci ha parlato del suo nuovo parto letterario intitolato Emotion, Love & Power dedicato alla storia degli ELP, da noi recentemente recensito. Ecco quanto ci siamo detti durante la nostra chiacchierata.

Francesco: Ciao Fabio e benvenuto, anzi: bentornato su Metallized. I nostri aficionados si ricorderanno senz’altro di te per la tua lunga militanza proprio tra le fila della nostra webzine. Vuoi intanto dirci cosa hai fatto dopo l’esperienza con noi?
Fabio: Ciao a tutti. Eh già, ho collaborato con Metallized per ben cinque anni, un periodo importante per me poiché mi ha concesso l’opportunità di affinare le mie doti, o presunte tali (ride), di saggista musicale che, sinceramente, non credevo nemmeno di possedere. Tu, caro Francesco, sei stato il mio mentore e non lo dimenticherò mai. Una volta uscito dal sito, nel 2014, ho scritto e pubblicato l’anno seguente Quando il Rock divenne musica colta: Storia del Prog per la casa editrice genovese Chinaski. Il libro è stato apprezzato perché racconta cos’è il progressive con parole semplici e non è un caso che su Amazon Italia si sia collocato tra i primi posti nella categoria Libri di musica per ragazzi formato e-book. Il mio scopo d’altra parte era proprio quello di illustrare l’argomento ai neofiti, ma non mi sarei mai aspettato i tanti riscontri positivi da parte della critica specializzata e le numerose vendite che lo hanno spinto in ristampa per ben sei volte in cinque anni. L’ho presentato al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, un motivo di grande orgoglio per me, grazie all’interessamento della pianista e docente Jolanda Dolce. Due anni dopo è stata la volta di Rory Gallagher: Il bluesman bianco con la camicia a quadri, la prima biografia in italiano su uno dei chitarristi più sottovalutati di sempre. Ho voluto cambiare rotta spiazzando un po’ tutti passando dal prog al rock’n’blues, ma chi mi conosce sa che amo vari generi musicali e non esclusivamente il prog. Anche in questo caso i riscontri sono stati favorevoli (oltre mille copie in cartaceo vendute). La presentazione, svoltasi a Cerea (Verona) nell’ambito dell’8° Blues Made in Italy è stata fantastica! Per inciso la prefazione di quel libro è di un certo Francesco Gallina; lo conosci?

Francesco: Non mi pare e oltretutto mi hanno detto che si tratta di un pessimo elemento. Veniamo al presente. Ci parli della genesi del tuo nuovo libro e di come sei arrivato a scegliere gli ELP come soggetto?
Fabio: Per il terzo libro, uscito a novembre 2019, ho fatto un passo indietro e sono tornato al Prog affrontando le vicissitudini di uno dei gruppi più importanti del movimento, a cui editorialmente è stato tributato ben poco. Anche in questo caso si tratta di un saggio che per la prima volta sviluppa in maniera organica la storia della band e le fasi della sua carriera. Ho sempre amato gli ELP sin da ragazzo ed è questo il motivo principale della decisione di imbarcarmi in un lavoro, durato più di due anni, che è stato estremamente appassionante quanto faticoso. Peraltro ammetto il mio disappunto nel vedere che le librerie espongono innumerevoli saggi dedicati a Genesis, Led Zeppelin, Pink Floyd mentre sugli ELP non si trova nulla a parte la biografia di Keith Emerson.

Francesco: La lunga e molto curata presentazione è a cura di Vittorio Nocenzi. So che il musicista ti ha fatto i complimenti per il risultato finale e che il libro accompagna alcune date del Banco. Come è nata questa collaborazione tra voi?
Fabio: Ho conosciuto personalmente Vittorio Nocenzi in occasione di un’edizione del Rock Generation, meeting che si tiene periodicamente a Frascati in provincia di Roma, in cui svolgo le mansioni di relatore. Gli ho confidato che stavo scrivendo un libro sugli ELP e che mi sarebbe piaciuto fosse lui a firmarne la prefazione. Rivolgendomi il suo sguardo un po’ burbero ha risposto: "Dammi il libro, anche in fase di bozza, e se mi piace ti scriverò la prefazione" e così è accaduto. Il Banco è in tour e Aldo "Wazza Kanazza" Pancotti, figura storica del merchandising del Banco e dei Jethro Tull, si porta dietro un congruo quantitativo di libri per la vendita. E’ nata una bella amicizia con Vittorio. Proprio ieri ci siamo sentiti al telefono e mi ha detto: "Il tuo libro sugli ELP è eccezionale, hai fatto un lavoro splendido". Lo sta rileggendo.

Francesco: Il "botto", però, è venuto con la presentazione del volume al cospetto dei familiari di Emerson e Lake. Deve essere stato qualcosa di magico. Ci racconti com’è andata?
Fabio: Ho stretto amicizia con la musicista e cantante Paola Tagliaferro che è molto legata a Regina, la vedova di Greg Lake, sapendo che aveva in programma una seconda edizione del memorial in onore del bassista e cantante degli ELP. Le ho quindi proposto una presentazione del mio libro, all’epoca ancora in fase di ultimazione, in quel contesto. Lei ha letto il saggio e lo ha apprezzato molto, così lo scorso 21 dicembre si è svolto a Palmanova (Udine) il 2° Art in Progress Event Tour in memoria di Greg Lake alla presenza delle madrine Elinor Emerson e Regina Lake. L’evento è stato organizzato dalla locale amministrazione comunale, dall’Associazione Musicale di Palmanova, da Didy Pasini Ciriani e Paola Tagliaferro. La manifestazione prevedeva alle ore 11,00 la presentazione presso la Sala Consiliare del mio libro Emotion, Love & Power – l’epopea degli Emerson, Lake & Palmer (Chinaski). Il saggista Athos Enrile, autore peraltro della prefazione del primo, mi ha intervistato con relativa traduzione in inglese da parte dell’interprete Alexandra Siminica. Il programma serale si è svolto al Teatro Gustavo Modena dove si sono esibiti dapprima Ethan Emerson, che ha suonato al pianoforte composizioni del nonno Keith e poi Paola Tagliaferro & La Compagnia dell’Es (alla chitarra Pier Gonella dei Necrodeath - NdA). Aaron Emerson è intervenuto a sorpresa in un rifacimento al piano di Fanfare For The Common Man. Vi assicuro che trovarmi a parlare davanti alla famiglia Emerson ed a Regina Lake è stato qualcosa di favoloso e ancora oggi non mi sembra vero.

Francesco: Deve essere stato davvero appagante. Senti: hai già qualche riscontro concreto in termini di vendita?
Fabio: La libreria Mondadori Point di Palmanova ha venduto solo in quel giorno una trentina di copie. Circa 170 sinora le ho piazzate io e la casa editrice (che in prima battuta ne ha stampate 1.000 copie) sta già pensando a una ristampa: tutto questo in soli due mesi.

Francesco: Non male, direi. E dimmi: quale passo del libro ti ha appassionato di più durante la scrittura?
Fabio: Come nel libro su Rory Gallagher ho cercato di approfondire sia le varie fasi della vita dei tre musicisti, sia il profilo artistico. Mi commuovo quando rileggo le incredibili disavventure capitate a Keith Emerson fino alla malattia degenerativa alla mano destra che ormai gli stava impedendo di suonare. Il suo suicidio nel 2016 è il culmine di una tragedia umana che va conosciuta in ogni sua sfaccettatura.

Francesco: Già, deve essere stato davvero terribile per lui. Uno dei punti di forza del tuo lavoro sta nel raccontare davvero tutto del gruppo, comprese le fasi finali della loro avventura e ciò che è venuto dopo. Rileggendo tutto quanto hai scritto, le cose sarebbero potute andare diversamente, oppure la band ha seguito la sua evoluzione ed ha finito il suo percorso in modo naturale?
Fabio: Domanda difficile. Facendo un sunto la loro carriera è stata perfetta fino alla pubblicazione del monumentale triplo live Welcome Back My Friends… nel 1974. Poi abbiamo il controverso periodo dei due Works e del tour con l’orchestra che determinò il collasso economico della formazione. Loro credevano in quel progetto che in realtà si rivelò oggettivamente insostenibile. Gli ELP si sciolsero dopo Love Beach, un album realizzato di malavoglia per mere esigenze contrattuali, rivalutato comunque negli ultimi tempi. La reunion tanto attesa è stata inficiata dalla produzione non eccelsa di Black Moon (ma perché non l’affidarono a Lake!!!) e dalla malattia di Emerson che compromise le sue prestazioni in In The Hot Seat del 1994. Le cose sono andate in tal modo, il destino ha deciso che dovevano andare così anche se, senza qualche divisione interna di troppo, sarebbe stato possibile realizzare qualcosa di più sostanzioso. Quello che non sopporto è l’acredine contro gli ELP, mentre altri gruppi godono di manifesta benevolenza; una critica becera li ha colpiti anche nel periodo d’oro, quando davvero non avevano rivali.

Francesco: Qual è l’eredità lasciata dagli ELP al mondo del progressive attuale?
Fabio: Parliamo di un’eredità enorme: suonare rock affondando le radici nella cultura europea è qualcosa di notevole e ascrivibile ai King Crimson del primo periodo (dove militava Lake), ai Nice (il gruppo di Emerson) e agli ELP. La loro importanza nell’evoluzione della musica contemporanea è stata, pertanto, fondamentale.

Francesco: So che segui molto da vicino la scena italiana. Quali gruppi consiglieresti di ascoltare, magari sottovalutati dalla critica e dal mercato?
Fabio: Se parliamo di Prog e vogliamo fare un’associazione con gli ELP direi i modenesi Barock Project.

Francesco: Prendo nota. Al di là di tutto, come i nostri lettori sanno bene, la tua estrazione è comunque metal. Dobbiamo aspettarci un ritorno "a casa" nel prossimo futuro, o conti di continuare a scrivere di prog o di rock/blues?
Fabio: Sto già scrivendo il quarto libro che non è sul prog e nemmeno sul rock/blues, ma non aggiungo altro.

Francesco: Capito. Ok, è tutto. Ti ringrazio per il tempo che hai trascorso con noi e ti lascio questo spazio per salutare i tuoi vecchi lettori di Metallized.
Fabio: Un saluto a tutti voi che seguite uno dei migliori siti metal (e non solo) presenti in Italia. Andate a dare un’occhiata ai lavori di Fabio Rossi "Heavy Metal is the law", commentateli, leggo sempre con immenso piacere. Pure le critiche… (ride).



Rob Fleming
Lunedì 27 Gennaio 2020, 12.42.45
1
Grande gruppo che scoprii alle superiori. All'epoca ero totalmente preso dai funambolismi di Emerson. Crescendo però le parti strumentali non mi prendono più come una volta; per contro, ho "scoperto" Greg Lake. Ogni volta che apre bocca è magia: cristallino, intonato, elegante come pochi.
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Elinor Emerson, Fabio Rossi e Regina Lake
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27/01/2020
Intervista
FABIO ROSSI
Al cospetto di Elinor Emerson e Regina Lake
 
 
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