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DOOMRAISER - Il nero cuore d'Europa
05/02/2020 (304 letture)
Lizard: Un saluto e bentornati su Metallized!! Andiamo subito al sodo: sono passati quasi cinque anni dalla pubblicazione di Reverse (Passaggio Inverso), disco che in certo modo segnava un cambiamento importante per i Doomraiser. Vi va di raccontarci cosa è successo in questo lasso di tempo?
Nicola Rossi: Ciao ragazzi, in effetti è passato un po’ di tempo, siamo stati piuttosto impegnati in questi anni. Per cominciare c’è stato il rientro di Giuseppe, il quale oltre ad essere il nostro primo chitarrista è anche cofondatore del progetto e compositore di molti dei nostri brani. Questo ovviamente ha comportato un periodo di riassestamento ed un conseguente riadattamento al processo compositivo. Abbiamo partecipato al tributo per il quarantennale dei Death SS, edito per Black Widow Rec., incidendo la nostra versione del loro classico The Night of the Witch, in compagnia di varie realtà del panorama metal internazionale. Infine, abbiamo proseguito con la nostra attività live e ovviamente ci siamo presi del tempo per costruire concettualmente, comporre e registrare il nuovo album.

Lizard: L’uscita di The Dark Side of Old Europa è stata anticipata dalla pubblicazione del singolo e del video di Chimera. Come è maturata la scelta di Chimera come primo singolo per l’album? Quale è stata la genesi del video e dove è stato girato?
Nicola: Chimera oltre ad essere il brano più corto e forse quello più fruibile, è anche il brano con più dinamicità e immediatezza. Il testo parla dell’illusione, della precarietà della vita umana come dimensione e condizione di fragilità di fronte alla maestosità della Natura. L’illusione come una Chimera, mostro informe della cultura greca, romana e etrusca e che rappresenta qualcosa di vano e irraggiungibile, un concetto oscuro, fondato su basi precarie e bizzarre e proprio per il suo carattere amorfo e grottesco e per il suo aspetto “contro natura” rappresenta la “non forma”, qualcosa che non rispecchia le leggi di nostra conoscenza.
Il video è stato girato alla città morta di Galeria Antica, luogo tra i più adatti e suggestivi per rappresentare ed evocare al meglio la precarietà dell’uomo nei confronti della dimensione del tempo e dello spazio. Le rovine della città e la sua travagliata storia fino al suo completo abbandono, risalente agli inizi del XIX secolo, sono stati la perfetta ambientazione per la materializzazione di alcuni concetti del brano.

Lizard: Entriamo quindi nel nuovo album: quando avete iniziato a comporre i brani e quanto tempo vi ha richiesto la fase di registrazione in studio?
Nicola: Abbiamo iniziato a buttare giù le prime idee alla fine del processo promozionale di Reverse e subito dopo abbiamo iniziato a definire il resto l’album, che è stato poi registrato in varie fasi durate circa un anno, se includiamo la parte conclusiva del missaggio e del mastering.

Lizard: Un titolo come The Dark Side of Old Europa sembra preludere tanto ad uno sguardo sul passato tanto ad uno sul presente della nostra Europa oppure, potrebbe nascondere un significato che prescinde da tutto questo e fa riferimento piuttosto a qualcosa di esoterico e maledetto che si nasconde sotto l’apparente quotidiano. Cosa vi ha ispirato e quale è il "lato oscuro" al quale fate riferimento?
Nicola: Il disco in realtà non è un concept ed il titolo dell’album fa riferimento alla filosofia dei testi, i quali analizzano alcuni eventi che hanno reso l’Europa un continente oscuro e misterioso sotto vari aspetti. Si descrivono antichi culti della Roma pagana, come il culto di Mitra; alcune bizzarre visioni del male, come quella della stregoneria medievale, sfociata successivamente nei vari atti d’inquisizione di cui si macchiò la Chiesa stessa, la stregoneria come pratica e il rapporto tra essa, la possessione diabolica e l’isteria; la visione europea del Diavolo durante il periodo medievale, visione popolare che si insediava nella vita delle persone in maniera quasi ossessiva e capace di veicolare le modalità di comportamento sociale di un’intera comunità.
Si descrive l’Europa come un centro nevralgico di un certo tipo di cultura esoterica e occulta, sede di segreti e misteri, culla e dimora di personaggi oscuri e arcani.
Ma sotto un quadro più socio-politico, si fa riferimento anche alla cultura eurocentrica che rappresenta il simbolo di molti fardelli che pesano sulle spalle dell’umanità. Si pensi alla cosiddetta “scoperta dell’America” e al conseguente sterminio degli indiani e degli indios, o al colonialismo e all’imperialismo dell’età moderna nei confronti dell’Africa e di alcune zone del continente asiatico; l’Europa ha distrutto culture e popoli, l’Europa come culla della "Cultura Nera" del mondo.

Lizard: Ascoltando l’album si nota un nuovo deciso passo in avanti da parte della band, che lascia qualcosa rispetto a Reverse e recupera altro dal passato, ma in una chiave ancora nuova. E’ così? Cosa dobbiamo aspettarci da The Dark Side of Old Europe?
Nicola: Ogni album rappresenta un tassello di un percorso artistico più ampio e di ricerca, ognuno di essi, nella loro eterogeneità, rappresenta un particolare di un disegno musicale e concettuale più strutturato e omogeneo. Nella fase di composizione di un album non c’è un’idea vera e propria sull’indirizzo da intraprendere, il tutto avviene in maniera abbastanza spontanea e diretta, vi è un’immediatezza e una connessione innata in questo processo di sperimentazione ed elaborazione della materia musicale. Sicuramente c’è stato un recupero di alcune sfumature che caratterizzavano il sound dei primordi, il tutto arricchito da idee e concetti che appartengono al presente. Vi era comunque, fin dall’inizio, la convinzione di esplorare sonorità più intimiste e atmosferiche, percorrendo territori musicali più rarefatti e melodici.

Lizard: L’atmosfera generale dell’album appare veramente oscura, doom nel vero senso del termine, quasi disperante seppur velata di malinconia. Un effetto accentuato anche dalla totale assenza di parti più veloci per quasi tutto il disco. Siamo davvero tutti condannati?
Nicola: Il disco riflette senz’altro uno stato d’animo negativo e oscuro e il tutto ovviamente è voluto ed è stato concepito sotto queste vesti, esso appare senza via d’uscita e senz’altro lo è, approdando ad una più ampia tematica generale che vede l’uomo come il “seme” del male più assoluto, concettuale e d’azione; un sentimento capace di cambiare l’ordinario e ordinato decorso delle cose, il protagonista sgraziato dei funesti cambiamenti dei tempi, figlio di una cultura senza più tradizioni e valori, senza più storia, attraverso il necessario corso della Natura; sotto questa chiave di lettura sicuramente siamo tutti condannati.

Lizard: In Tauroctony, quarta traccia del disco, fate riferimento al culto di Mitra, una divinità proveniente dal Medio Oriente, già venerata dalle legioni romane e perfino dagli imperatori. Cosa vi ha attratto in questo particolare culto?
Nicola: Il culto di Mitra fa parte di un’Europa pagana oramai svanita, una religione segreta che ha diverse analogie con un certo tipo di esoterismo e con diverse teorie dell’astrologia e dell’astronomia. Roma e i suoi dintorni sono ricchi di mitrei, i sacri templi dedicati a questa divinità, e la vicinanza spaziale con questi sacri luoghi di culto ha stimolato in noi un certo tipo di ricerca. Molti studiosi hanno provato a decifrare e a capire questo culto segreto, sviluppatosi nella Roma del primo secolo dopo Cristo, ma ancora oggi la ricerca è divisa tra diverse teorie. I segreti, rivelati unicamente agli iniziati di questi misteri, non vennero mai messi per iscritto e quindi gli studiosi non si sono potuti avvalere di specifiche testimonianze letterarie, ma soltanto dell'iconografia mitriaca, la quale è estremamente difficile da decifrare, fino allo svelamento della complessa struttura cosmologica nascosta dietro al simbolismo della tauroctonia (il rituale dell’uccisione del toro), che compare in ogni tempio dedicato a questa religione.

Lizard: Ricollegandoci alla precedente domanda, per caso la bella copertina fa riferimento proprio al culto mitraico? Rilevo alcuni degli elementi caratteristici di quell’iconografia, ma in una chiave diversa. Chi è l’autore?
Nicola: Esatto, la coda dello scorpione, il serpente, il corvo, il cane, l’atto sacrificale del toro, il sole e la luna sono tutti elementi caratteristici che appartengono all’iconografia e all’immaginario del culto segreto di Mitra. La copertina è stata realizzata dal nostro amico Roberto Toderico.

Lizard: Il quinto album vi proietta ormai tra le band più importanti a livello continentale per il genere: quali aspettative avete per questa uscita?
Nicola: Ora che abbiamo quasi terminato la conquista del continente stiamo proiettati sull’espansione del doom a livello intercontinentale: saremo i padroni del Doom! Battute a parte ci aspettiamo un buon riscontro e speriamo di riuscire a portare la nostra musica sia in nuovi paesi che nei paesi che ci hanno amato e seguito dall’inizio. Il disco ci piace molto, ed è per noi una ulteriore pietra miliare posta lungo il nostro cammino, in cui ci sentiamo di poter afferma che ci siamo ancora!

Lizard: La scena doom italiana sembra ormai arrivata ad alti livelli di qualità, con tante band di rilievo e una qualità incontestabile. Siamo arrivati troppo tardi a questa maturità, quando ormai la grande festa per l’heavy metal si avvia alla conclusione o ci sono ancora margini per arrivare ai grandi festival europei e da lì ad una maggiore soddisfazione e notorietà?
Nicola: Io credo che la scena doom e metal in generale in Italia stia in ottima forma, ci sono diverse realtà con proprie caratteristiche e peculiarità che potrebbero avere sicuramente più notorietà anche all’estero. Alcune band hanno comunque già un grande seguito e negli anni sono divenute anche realtà di culto, basti pensare ai Mortuary Drape o ai Death SS, ecc.

Lizard: A breve vi vedremo in tour per la promozione del disco. Avete pensato a qualcosa di particolare per questi show?
Nicola: Sono già in programma delle date italiane per la promozione del nuovo album, dopodiché lavoreremo alla programmazione di un tour europeo.

Lizard: L’intervista è finita, grazie per il vostro tempo. Vi lascio volentieri la parola, se volete aggiungere qualcosa o salutare i nostri lettori.
Nicola: Grazie a voi per lo spazio concessoci

DOOM OR BE DOOMED!



Galilee
Lunedì 10 Febbraio 2020, 11.48.35
1
Ottima band. Ho un loro split coi Caronte. L'ultimo devo ancora sentirlo.
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