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MANAM - Eterno ritorno
15/03/2020 (1033 letture)
I melodic deathster italiani ManaM stanno per pubblicare tramite Rockshots Records la loro seconda fatica, Ouroboros, un album che conduce quanto fatto due anni fa con l’esordio Rebirth of Consciousness su sentieri differenti e, se vogliamo, più coraggiosi, iniziando da una formazione rinnovata e dalla presenza di tre chitarre, senza tralasciare la collaborazione con un quartetto d’archi per la realizzazione delle nove tracce inedite. A raccontarci il concept esoterico e filosofico che si cela dietro a questo album è il mastermind Marco Salvador, in un clima del tutto rilassato ed entusiasta.

Annie: Benvenuti, ragazzi! Poche settimane fa avete dato due annunci importanti: uno riguardante la vostra lineup rinnovata e un altro circa il nuovo album Ouroboros. Partirei proprio da qui: che aria tira in casa ManaM a ridosso di quello che sarà, se vogliamo, un secondo inizio della vostra carriera?
Marco Salvador: Ciao Anna, grazie per il benvenuto ed un saluto a te e ai lettori di Metallized! Innanzitutto mi presento: sono Marco, cantante e chitarrista oltre che compositore della band, e sarà un piacere rispondere alle tue domande. Sì, abbiamo lavorato molto dietro le quinte ed ora è il momento di presentare ciò che abbiamo creato: il 3 aprile uscirà il nostro secondo album, Ouroboros, e siamo tutti veramente carichi ed entusiasti per condividerlo e suonarlo dal vivo il più possibile!

Annie: Sono rimasta sorpresa nel vedere che con questa lineup rinnovata avete scelto di far leva su tre chitarre anziché due. Da cosa è nata questa esigenza e come avete sfruttato i tre strumenti in Ouroboros?
Marco Salvador: È sicuramente una scelta inusuale, nonostante grandi band come gli Iron Maiden o gli Insomnium tra i tanti l'abbiano proposta con successo. Il motivo è che durante le registrazioni di Ouroboros in quasi tutti i brani abbiamo inciso tre linee di chitarra (se non di più): abbiamo voluto spingerci oltre nell'uso delle armonizzazioni, abbiamo aggiunto un approccio quasi contrappuntistico alla composizione pur con delle chitarre elettriche, utilizzando gli strumenti orchestrali come complemento. Questo ha dato vita ad un suono meno convenzionale e più ''coraggioso'' che speriamo venga colto ed apprezzato. Inoltre, dal punto di vista live, questa opzione ci consente di creare uno show decisamente più d'impatto, sia a livello sonoro che di presenza scenica, cose sulle quali stiamo tuttora lavorando per offrire qualcosa di unico.

Annie: Tra le novità rintracciabili in Ouroboros c’è anche la collaborazione con un quartetto d’archi durante le fasi di registrazione in presa diretta. Raccontami com’è stata questa esperienza e in quali brani del prossimo album sarà enfatizzato maggiormente l’utilizzo di questi strumenti…
Marco Salvador: Sì, l'utilizzo del quartetto è senz'altro la novità maggiore del nuovo album. È un elemento che già avrei voluto inserire in Rebirth of Consciousness (il nostro primo album), ma ho preferito aspettare per poter cementare bene la band e migliorare nella fase di composizione. È stata la mia prima esperienza, perché nonostante avessi studiato orchestrazione e composizione non mi ero mai cimentato nello scriverli per un intero album e, per giunta, metal, quindi ho dovuto tenere conto di molte cose: range dello strumento, frequenze in conflitto tra il quartetto e la band, limiti tecnici dei vari strumenti e così via. Il risultato è stato il conferire un'atmosfera molto romantica ai vari brani, enfatizzando i momenti di maggior pathos emotivo e aggiungendo un tocco più elegante alla nostra musica. Vi consiglio di ascoltare la titletrack Ouroboros, Citrinitas, Rubedo ed Evenfall in particolare per farvi un'idea di come li abbiamo sfruttati.

Annie: Ouroboros rappresenta il consolidamento dei rapporti con Rockshots Records. Come vi state trovando a lavorare con questa etichetta?
Marco Salvador: Molto bene! Rockshots ha creduto in noi fin da subito, quando ci eravamo appena formati ed avevamo soltanto registrato il primo album senza aver fatto live né altro: Valerio in particolare ci ha supportato un sacco, aiutandoci a crescere e anche nel trovare delle date per la presentazione del disco. Anche loro come etichetta stanno crescendo molto e ci può solo fare piacere, sperando di continuare a crescere insieme!

Annie: Con il vostro esordio Rebirth of Consciousness avete tracciato le linee della vostra proposta melodic death metal. Come apparirà Ouroboros rispetto al suo predecessore?
Marco Salvador: Apparirà come una sua naturale evoluzione: Rebirth è stata la nostra prima esperienza, ed in quanto tale molte cose potevano essere migliorate, a partire dal mio inglese ad esempio (ride, NDR)! Con Ouroboros abbiamo lavorato ai brani molto più a lungo, li abbiamo rivisti e limati costantemente, quindi sicuramente è un lavoro più completo e maturo. In particolare, in quest'album abbiamo dato molta enfasi alle emozioni: è un album dal sapore romantico, che mira a cogliere tutte le sfaccettature dell'animo umano, dall'ira più funesta alla più intima introspezione.

Annie: Storm è il primo singolo estratto dal disco e sarà seguito tra pochissimi giorni da un altro brano inedito e da un videoclip: sto parlando di The Silver Bride. Ho visto su Facebook degli scatti in anteprima che testimoniano la presenza come guest della chitarrista Silvia Boschiero in una location suggestiva. Qual è il valore aggiunto della clip al brano?
Marco Salvador: Esattamente, il 12 marzo uscirà il primo dei due videoclip, The Silver Bride. Con la presenza di Silvia Boschiero, grandissima chitarrista che ringraziamo, ed una bambina, Matilde (tra l'altro mia allieva di chitarra), il video racconta il tema del brano: la ricerca della fanciullezza che, col passare del tempo, progressivamente perdiamo. Il testo è scritto in forma poetica, e mira a ricordarci di stupirci del mondo, di ricominciare a credere, di approcciarci alla vita con speranza e gioia incondizionata, tipica della visione dei bambini. Girato verso Forno di Zoldo, in provincia di Belluno, abbiamo scelto una splendida location montana immersa dalla neve proprio per amplificare questo senso di innocenza. Nel brano ci sono anche richiami simbolici esoterici, che però lasciamo scoprire all'ascoltatore.

Annie: Come descriveresti invece Storm?
Marco Salvador: Storm è un brano decisamente più aggressivo ed estremo, veloce, potente e pesante, che richiama un misto tra Wintersun ed Opeth. È il nostro personale tributo a Madre Terra, ed al contempo una denuncia di come la stiamo distruggendo. Parlando in prima persona, la Tempesta grida contro l'ego umano, contro la nostra indifferenza al perpetrarsi di ogni genere di violenza contro la nostra stessa casa.

Annie: Tornando nello specifico al disco nella sua totalità, come si collega il simbolo esoterico protagonista tanto del titolo quanto dell’artwork ai testi dei nove brani inclusi?
Marco Salvador: Ouroboros è un concept album: ogni brano esplora e racconta uno step della Grande Opera Alchemica.
I primi tre brani quindi raccontano la fase di Nigredo, in cui la materia viene ridotta allo stato elementare, e metaforicamente corrisponde alla morte del nostro sé per rinascere poi completamente rinnovato.
I tre brani successivi rappresentano la fase di Albedo e Citrinitas, ovvero il riassemblamento della materia ricombinata in modo differente: metaforicamente in questa fase l'individuo, da ''vittima del mondo'', diventa prima ''guerriero'', sviluppando la disciplina e la forza di volontà, realizzando di essere una forza creatrice della propria realtà, ed infine ''saggio'', colui che semplicemente sfrutta i flussi del cosmo per far accadere le cose senza più utilizzare le proprie energie.
Infine, gli ultimi tre brani rappresentano la fase di Rubedo, ovvero quando la materia si trasforma finalmente in oro, nella pietra filosofale, e metaforicamente anche l'essere umano compie l'ultima evoluzione: l'abbandono totale dell'io, la fusione con l'universo in un unico organismo vivente che racchiude l'intera esistenza.

Annie: Domanda più generale: quale universo di significati si cela dietro il vostro nome, il palindromo ManaM? Da cosa deriva questo nome?
Marco Salvador: ManaM è la fusione di due parole appartenenti a due culture diverse: MANA e ANAAM. Mana, di tradizione maori, significa ''energia vitale, forza spirituale''. Anaam, vocabolo indiano, significa invece letteralmente ''senza nome'', per estensione ''senza limiti, senza barriere''.
La combinazione dei due vocaboli indica dunque una forza spirituale che trascende i limiti mentali e le barriere ideologiche. Il termine è poi volutamente palindromo ad indicare, come il simbolo dell'ouroboros, che non vi è né inizio né fine, ma solo un continuo scorrere.

Annie: In merito al discorso live, il periodo in cui ci troviamo ora non è assolutamente dei migliori. Avete ancora qualche programma in essere per la promozione di Ouroboros nelle prossime settimane oppure è stato tutto rinviato a data da destinarsi?
Marco Salvador: Al momento stiamo valutando come procedere. Ovviamente a livello live difficilmente riusciremo a completare il programma che ci eravamo prefissati: le prime date previste erano il 4 aprile il release party, il 25 un festival privato, l'8 e 9 maggio due concerti a Padova e Reggio Emilia, oltre ad altri in attesa di conferma. Ad oggi non sappiamo se e quali di questi eventi riusciremo a realizzare, ma stiamo approfittando di questa pausa forzata per realizzare ancora più contenuti multimediali e promuovere ancora meglio Ouroboros!

Annie: Grazie mille Marco per il tuo tempo, io ho terminato le domande. Vuoi aggiungere qualcosa a completamento dell’intervista?
Marco Salvador: Innanzitutto un grazie a te Anna per le domande fatte con molta cura e passione. Approfittiamo per lanciare un appello di solidarietà a tutto il movimento musicale underground in questo periodo di difficoltà: approfittiamo di questo momento di tranquillità per riscoprire noi stessi, per porci nuove domande, accrescere la nostra curiosità e scoprire giorno dopo giorno nuovi motivi per cui vivere questa splendida vita. Speriamo di vederci presto e fare ciò che ci riesce meglio: scatenarci tutti assieme dal vivo!



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