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ORANSSI PAZUZU - Intervista ad Ontto
15/03/2020 (1204 letture)
Gli Oranssi Pazuzu tornano alla ribalta ad Aprile con il loro nuovo album, Mestarin Kynsi. Al consolidato connubio di black e progressive psichedelico, si aggiungono nuove influenze e un cambio di etichetta. Noi di Metallized abbiamo avuto modo di intervistare Ontto, il bassista e autore dei testi, per farci raccontare qualche particolare in più sulla nuova uscita e su cosa ci potremo aspettare da una band con una cifra stilistica tanto stravagante e colorata.

Candal: Buonasera e benvenuto su Metallized! Partiamo subito con una bella domanda aperta sull'album. Come ci presenteresti Mestarin Kynsi?
Ontto: Buonasera anche a te! Beh, per prima cosa direi che è una sorta di continuazione rispetto a tutto ciò che abbiamo fatto finora, ma oltre a ciò ha autonomia per spaziare verso nuove dimensioni, sia per quanto riguarda il sound che la strumentazione effettiva. Si potrebbe anche dire che il songwriting è un po' più concentrato in una direzione in quest'album. In un certo senso è una reazione all'ultimo album che abbiamo fatto con gli Waste of Space Orchestra l'anno scorso (album-collaborazione con i Dark Buddha Rising ndr). Eravamo un complesso di dieci musicisti coinvolti nel progetto, e la fase di registrazione e la creazione del sound in generale sono stati dei processi decisamente massicci ed impegnativi. Perciò questa volta volevamo rendere le cose un po' più dirette, esplicite, più aggressive e, in un certo senso, un po' più lineari.

Candal: Capisco, tutto chiaro! Dunque, letteralmente "Mestarin Kynsi" può essere tradotto come l'artiglio del padrone, o del maestro. Ecco, sarei curioso di sapere chi o cosa dovrebbe rappresentare questa figura, se è da intendere come un individuo o un concetto più astratto.
Ontto: Sì giusto, il significato è quello. Non c'è un riferimento in particolare a una persona o una realtà specifica. L'idea fa riferimento a un immaginario padrone oscuro che sale al potere prendendo il controllo delle menti delle persone.

Candal: Alla Master Of Puppets? (ridendo, ndr.).
Ontto: Eh! Una sorta, sì (ride, ndr.)! A primo impatto non ci ho pensato, ma effettivamente per alcune cose il concetto è simile. Tuttavia, il disco è quasi un album a tema, in cui questa figura usa l'occulto e trucchi di controllo mentale, stabilendo così questo nuovo potere. Il tutto è un concentrato ad alto tasso di paranoia che non va a finire poi tanto bene.

Candal: E l'idea è nata da qualche sessione con il gruppo o è attribuibile principalmente a uno dei membri?
Ontto: L'idea è condensata principalmente nei testi, di cui sono l'autore. Potremmo dire quindi che l'idea inizialmente sia venuta da me, ma in realtà ne abbiamo parlato tutti insieme in vari momenti di confronto. Ognuno di noi ha avuto modo di buttarci dentro idee e contributi, infondendo la sua personalità nel disco, e questo ci è piaciuto molto.

Candal: Bene. Volevo ritornare un secondo sulla natura dell'album, anche se in parte nella presentazione hai già risposto alla domanda che sto per farti. Come lo descriveresti questo senso di continuazione rispetto ai lavori precedenti? Lo reputeresti un'evoluzione fluida, una risposta con forte contrasto, o cos'altro? Se dovessi contestualizzarlo rispetto all'intera discografia, come lo vedresti?
Ontto: Beh dunque… Partendo dall'inizio, i nostri primi due album sono stati caratterizzati da una certa schiettezza e rigorosità quasi dogmatica nel registrare solo ciò che potevamo suonare dal vivo. Abbiamo praticamente suonato le canzoni in una dimensione live in studio e c'è stata poca post produzione. Nel terzo album invece abbiamo iniziato ad usare un po' di più lo studio e a raffinare il suono. Penso che Värähtelijä sia stato l'album degli Oranssi Pazuzu che la gente non si aspettava, e da lì poi c'è stato un continuo con quest'idea che si poteva avere un'atmosfera simile data per la maggior parte da ciò che è in diretta, ma supportata comunque da alcune parti aggiuntive. Volevamo tirar fuori al meglio delle nostre possibilità il sound, per renderlo più psichedelico e colorato. Con quest'ultimo album penso che siano stati fatti ulteriori progressi in merito a queste caratteristiche, lo volevamo ancora più colorato e ipnotizzante. Anche questa volta abbiamo registrato la maggior parte delle tracce in live ma non abbiamo usato un'unica grande stanza, perciò si perde un po' quel tipo di suono per averne uno un po' più chiuso e diretto. Ci siamo mossi volutamente in quella direzione per ottenere questo tipo di resa e siamo soddisfatti del risultato.

Candal: Giacché hai tirato in ballo la psichedelia, mi soffermerei sulla copertina. Ha delle tinte particolari, acide ma non vibranti, occluse in una sorta di effetto vignettatura. Puoi dirci qualcosa di più in merito?
Ontto: Assolutamente. La copertina è opera di una fantastica artista finlandese, Tecla Valu, e non vorrei sbagliarmi dicendo che ha in parte origini italiane, anche se vive comunque qui, in Finlandia. Ad ogni modo, l'ha realizzata lei e ed è un'artista che già conoscevamo, da qui l'idea di chiederle di realizzare la copertina. Una volta accettato quindi si è fatta un'idea del concept dalle nostre intenzioni, ha ascoltato i brani e letto le liriche. Dopo tutto ciò, si è fatta un'idea dello scenario e di come visualizzare ciò che vedevamo nelle canzoni, di questa sorta di perenne controllo e della gente vittima di questa trappola da cui non può uscire subendone tutte le conseguenze.

Candal: Perfetto. Devo dire che personalmente l'ho apprezzata, è abbastanza alienante e particolare, con questo effetto come se si fosse sommersi in qualcosa, inducendo una sensazione di annegamento. Comunque, sul lato influenze gli Oranssi Pazuzu presentano un mix originale che potremmo definire oramai caratteristico. In Mestarin Kynsi pensi che ci siano nuove influenze, sia musicalmente che culturalmente parlando?
Ontto: Beh, abbiamo sempre avuto il nostro classico dualismo come influenza principale. Parlo ovviamente della scena black norvegese degli anni '90 e di quella progressive rock degli anni '70, anche se direi che quest'ultima è quella preponderante. Inevitabilmente, queste due "muse" vengono a galla ogni volta che suoniamo. In quest'album comunque c'è anche una buona componente elettronica e vari synth, che abbiamo usato decisamente di più. Abbiamo anche impiegato un sampler, il nostro chitarrista ne ha preso uno e l'abbiamo inserito spesso nel nuovo lavoro. Volevamo far uscire fuori un suono complessivamente frutto della fusione di questa componente elettronica con la parte più organica della band.

Candal: Correggimi se sbaglio, ma è proprio dal basso in particolare che si avverte questo risultato. Mi piace. Alla fine è il sound intero a risultare potente, grazie a una vena elettronica con timbri aggressivi e ritmi belli sostenuti e ostinati.
Ontto: Mi fa piacere che ti sia piaciuto. È vero, in Mestarin Kynsi uso questo nuovo synth di Moog per alcune parti di basso dell'album. Era come se alcune tracce avessero bisogno del basso elettrico, mentre altre di quello simulato. Penso che il tutto sia stato perché volevamo in qualche modo raggiungere un determinato sound che ogni volta si intonasse al meglio con le canzoni.

Candal: Capisco. Quindi, con queste nuove aggiunte, com'è stato il flusso di lavoro? Ci sono state particolari difficoltà?
Ontto: Direi che è stato abbastanza scorrevole, anche se ha richiesto una marea di lavoro. Per prima cosa ci ha preso molto tempo proprio la composizione delle canzoni, e poi anche la fase di registrazione è stato più lunga del solito. Comunque in generale c'era un buon feeling e abbiamo lavorato con un professionista, Julius Mauranen, che ha a che fare con noi già da un paio dei nostri album. Con lui abbiamo registrato e mixato, ed è stato di grande aiuto in generale. È uno che ci sa fare ed è aperto alle idee, e ciò ha semplificato le cose, anche se ciò non toglie che le canzoni hanno comunque richiesto un notevole impegno e molte prove per poterle farle funzionare come volevamo. Ci hanno quasi portato al limite delle nostre capacità (ride, ndr.), ma alla fine penso che tutto si sia concluso nel migliore dei modi.

Candal: Immagino, dev'essere stata una bella fatica. Qual'è la traccia che personalmente apprezzi di più?
Ontto: Direi che probabilmente la mia traccia preferita è la terza, Uusi Teknokratia, che si può considerare il pezzo centrale dell'album. È la traccia più lunga e contiene la maggior parte delle nuove idee che volevamo esporre con questo lavoro. Si ha questa sorta di ripetitività e minimalismo con esperimenti d'elettronica, uniti a delle interessanti parti di chitarra quasi new age. La considero una traccia abbastanza complessa e ricca di suoni, incasinata e piena.

Candal: Nonostante il genere e alcune influenze possano consigliare un ascolto in cuffia, affermate di preferire di gran lunga l'esperienza live per la vostra musica. Dal punto di vista di voi musicisti, come vivete uno spettacolo con musica di questo genere?
Ontto: C'è questa bella sensazione di incertezza nelle situazioni dal vivo. Devi sempre essere concentrato, ma c'è anche spazio per un po' di improvvisazione. Hai sempre un po' quella sensazione di non sapere bene cosa succederà, ovviamente sai che andrai a suonare le canzoni ma sarà ogni volta un po' diverso. Tutto questo per me è interessante, e possiede anche un particolare tipo di energia che puoi avere solo quando hai un pubblico davanti, non la puoi replicare quando stai suonando da solo in una dimensione privata. Attingiamo a una carica data dalla gente che ci ascolta, anche se di base non siamo particolarmente estroversi o aperti, e solo suonando live si riesce a vivere questo tipo di esperienza.

Candal: Bene! Ci avviciniamo alla conclusione, perciò ti vorrei fare giusto due ultime domande. Rimanendo in tema di live, passerete in Italia? Se sì, quando?
Ontto: Allora, dovremmo iniziare questo tour europeo da settembre, mentre nel periodo estivo parteciperemo a dei festival. Con questi ultimi non credo che verremo in Italia, mentre per quanto riguarda il tour ci dovrebbe essere almeno una data. Non ci sono però date precise al momento.

Candal: Speriamo bene allora. Invece per quanto riguarda il cambio di etichetta, a cosa è dovuto il passaggio a Nuclear Blast?
Ontto: Fondamentalmente è stata una decisione di natura pratica. Prima del passaggio abbiamo lavorato con la Svart, un'etichetta finlandese con la quale abbiamo potuto fare i nostri esperimenti e roba particolare. Abbiamo sempre avuto buone relazioni con la Svart, ma allo stesso tempo ricevevamo offerte interessanti e quindi abbiamo pensato che forse potevamo darci un'opportunità con il nuovo album con un'etichetta più grande, in modo da poter presentare il nostro lavoro ad ancora più gente, e anche per avere un aiuto su cose un po' più pratiche. Abbiamo sempre buttato un occhio su realtà più grandi, magari non ai colossi, e ovviamente che trattassero generi affini, e fino ad un certo punto non ce la siamo mai sentita ma ora abbiamo deciso di tentare il colpo e venire fuori con questo lavoro. Avevamo già l'album pronto quando abbiamo firmato l'accordo, ed eravamo interessati a vedere cosa avremmo potuto fare, e nel caso in cui non ci saremmo riusciti potevamo comunque decidere per altre opzioni. Finora abbiamo avuto una buona esperienza con Nuclear Blast, sono aperti di mente e conoscevamo il ragazzo con cui abbiamo segnato l'accordo. Sapevamo che è un fan del progressive rock anni '70 e ovviamente non si aspettava da noi una realtà da metal mainstream. Non potremmo farlo, non abbiamo proprio le caratteristiche per esserlo. Non è una cosa su cui ci impuntiamo volutamente, Oranssi Pazuzu è una band destinata a suonare così ed è praticamente impossibile cambiarla, anche provandoci fortemente (ride, ndr.).

Candal: Beh, buono a sapersi! Allora vi auguro tutto il meglio! Io qui ho concluso, se vuoi dire qualcos'altro ai nostri lettori su Metallized sentiti libero di farlo! Grazie per il tempo speso con noi e buona serata!
Ontto: Che dire, ovviamente sono molto eccitato per ciò che verrà fuori con quest'album, e quindi spero che venga annunciata una data in Italia quanto prima per poter suonare e vivere una bella esperienza con il nostro pubblico italiano. Ciao e buona serata anche a te!



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