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IRON MAIDEN + MOTORHEAD + MACHINE HEAD - Stadio Olimpico, Roma, 20/06/2007
03/07/2007 (15686 letture)
20 giugno 2007: nel cuore del mese preferito in quanto a “Festival Made In Italy”, non troviamo nient’altro che un pubblico impaziente e carico al punto giusto per riempire col loro fervore la Capitale.
Appuntamento allo Stadio Olimpico di Roma infatti, per l’evento tanto atteso e tanto discusso, che vede Sadist come opener, a seguire Lauren Harris, subito dopo Mastodon, Machine Head ed in chiusura i veterani Motorhead e Iron Maiden, per una serata all’insegna del protagonismo britannico. Un bill questo, che già dalle prime ufficializzazioni ha subìto polemiche: ed infatti pollice verso per Lauren Harris, decisamente fuoriluogo la sua proposta musicale, soprattutto in un contesto dove l’open act è stato affidato a gruppi abbastanza estremi.
Onore e gloria alla nostra Italia infatti, grazie all’apertura dei Sadist, gruppo genovese formato agli inizi degli anni ’90, che inoltre ritroveremo al Gods Of Metal Part 2. Ottimo il death metal proposto dai nostri, tecnico e preciso ( Clicca per il VIDEO), che ha saputo aprire il festival e riscaldare appropriatamente l’atmosfera, rovinata -peccato!- dalla spiazzante performance della cara bambina Harris, che ha disorientato non poche persone col suo pop-rock incerto. Da qui sorge una naturale riflessione: quanti gruppi sicuramente migliori e meritevoli avrebbero potuto suonare al posto suo? Quanto meno stridente sarebbe stato il bill? Perché qualcuno non ha pensato al nostro iter biologico e psico-fisico, senza lasciare che seguisse il suo naturale sviluppo in un’ascendente spirale METAL? Perché Lauren Harris suona allo Stadio Olimpico? Perché è un giusto accostamento ai Machine Head forse, o perché gli headliner sono i Maiden? “So di non sapere”, direbbe qualcuno che con questa storia non vorrebbe avere niente a che fare, anche se è intuibile -se non la verità assoluta- cosa ci potrebbe esser dietro.
Vi giuro, sarebbe stato meglio niente.
Dopo questo errore (o presa in giro), arrivano i Mastodon, e a loro è affidato l’arduo incarico di risvegliarci tutti.
Ci riescono, devo dire, molto personali come sempre, con le loro atmosfere psichedeliche, attitudine sludge, progressive, e il grande lavoro di batteria di Brann Dailor. Anche se la resa sul disco è migliore, non possiamo non pensare buona la performance del combo di Atlanta. Cambio di scena, un tendone nero, e due lettere sopra: una “M” e un’ “H”, capiamo tutti che sono loro, i Machine Head.
Grande prova di thrash metal a stelle e strisce, impatto all’ennesima potenza, e tutti d’accordo sull’eleggere questi americani come i protagonisti del pomeriggio. Grazie al feeling da subito creato col pubblico, ogni pezzo è stato ben accolto, merito anche della saggia scelta che ha riguardato la scaletta caratterizzata da brani promozionali del loro ultimo e recentissimo “The Blackening”(Marzo 2007), del tipo “Halo”, “Clenching the Fists of Dissent” e “Aesthetics of Hate”, salto indietro fino a “Through The Ashes of Empires” con la prima “Imperium”, per non trascurare di certo alcuni estratti direttamente dal loro esordio ormai più che decennale “Burn my Eyes” (Agosto 1994). Il ripetuto e finale “thank you so fucking much” del leader Robb Flynn, è stato uno dei più sentiti “grazie” (a parer mio) mai uscito dalla bocca di un musicista; segno di umiltà e magari anche di stupore davanti al delirio dilagante del pubblico.Bravissimi Machine Head.
Meritata ombra per tutti, sta per scendere la sera ed è proprio al calar del sole che fanno capolino quelli che si sono dimostrati Superlativi
Superlativi Motorhead.
Con una esemplare grinta sonora, il trio si scaglia sul palco lasciando che le note di "Stay Clean", "Sacrifice", "Killers", "Over Your Shoulders" ed "Ace of Spades" si abbattano su di noi, povero pubblico, provato ancora dalle canzonette della Sig.na Harris…Oh sì Lemmy salvaci tu!
E Lemmy ci salvò.
Mikkey Dee invece, lo aiutò con un grande assolo di batteria.
Ecco finalmente un perchè molto concreto al vostro viaggio ( per i metalhead fuori città), alla vostra richiesta ferie (per quelli che lavorano), al vostro sacrificio chiamato “biglietto=50 euro” (per quelli che non lavorano). Ecco il perché che tutti aspettavamo, ecco la magia chiamata Motorhead, ecco il padre/nonno/salumiere sotto casa dei nostri sogni: ecco Lemmy Kilmister: show da Orgasmatron.
Venghino Siori, venghino (anche se non moltissimi si sono mossi per la pausa birra/panino/passeggiata, quella che di solito nel mondo dell’oltretransenna viene chiamata soundcheck).
Sono le 21 passate e gli Iron Maiden stanno per dare uno sguardo sugli occupanti dell’Olimpico. Imponente scenografia (ecco dove sono finiti i nostri soldi!), in continua mutazione, a seconda della canzone, tema differente, scenografia differente.
Questi Inglesotti ci hanno fatto vedere proprio di tutto: pupazzi giganti di Eddie, fermi , in movimento, carriarmati, diavoli dagli spaventosissimi occhi rossi (ahah, su “The Number of The Beast”, ovvio), e una scaletta che ci ha colpiti nel profondo solo quando sono stati ripercorsi i vecchi classici, ovvero "Run to the Hills", "The Number of the Beast", “Wrathchild” e “Fear of The Dark”. Poca accoglienza invece per le canzoni di “A Matter of Life and Death”. C’est la vie, cari Iron Maiden.
Tanto avete chiuso con “Hallowed be thy Name”, è andata bene così.
Ci vediamo l’anno prossimo, come avete detto voi…
Grazie Iron, e grazie a chi è arrivato a leggere fin qui.



ObscureSolstice
Sabato 13 Gennaio 2018, 18.08.20
9
Ho gran bei ricordi di questo concerto...mitico quello tra il pubblico con la maschera da maiale che lo ripresero nel megaschermo e Bruce Dickinson si mise a ridere. Non male i Sadist, dopodiché riposo e rinfocillazione nell'attesa dell'ascesa dei Motorhead e Maiden. Speciale concerto per atmosfera e per loro piu' che altro per essere stati in uno stadio in Italia per un concerto metal, soprattuto se poi parliamo dello stadio Olimpico di Roma e soprattutto per Lemmy e co. Dal 2007 in poi appunto non si ripetè mai più...Un giorno da ricordare
Vanessa Inc
Venerdì 12 Gennaio 2018, 16.38.10
8
Che porcata sta recensione......
Khaine
Domenica 12 Giugno 2011, 10.02.12
7
Ciao Matteo, non so se Serena possa risponderti, l'articolo è un po' vecchiotto (comunque sia dubito fortemente che si possa valutare una persona con un incontro di pochi minuti)
Matteo
Domenica 12 Giugno 2011, 1.02.04
6
Volevo fare una domanda a questa serena..ho sentito dire da una mia amica,e anche da altra gente che il signor dickinson è un po un testa di cazzo...nel senso,che con la mia amica(stando a quanto mi ha detto)ci ha provato in modo arrogante e sgarbato,mettendola a disagio..un altra volta era fuori da un locale con tutti i fan dietro le transenne e lui a bere facendosi i cazzi sua,senza nemmeno salutare o degnarli di uno sguardo..visto che tu L'hai incontrato è uno stronzo oppure no??
Nightblast
Sabato 12 Giugno 2010, 18.41.13
5
Che figa la Serena...
sirius
Giovedì 20 Settembre 2007, 22.16.31
4
Credevo che il nepotismo fosse un' esclusiva degli italiani, invece....chissà se hanno preso da noi.
Stefano
Mercoledì 18 Luglio 2007, 15.23.17
3
Pure tu, Serena, non sei male... un po' zacchia, ma potabile
Il Mentalista
Sabato 7 Luglio 2007, 16.28.40
2
Bel report, e a proposito di quelle foto, ti invidio a nome di tutta la redazione
Thomas
Mercoledì 4 Luglio 2007, 20.58.20
1
In effetti la figlia di Harris non c'entra nulla.... ma proprio nulla... siamo ai massimi del nepotismo. Bel Report e belle foto
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