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I PROTAGONISTI - # 9 - Mameli Rock / RNC Music
16/04/2020 (1666 letture)
Quando mi sono imbattuta nel comunicato riguardante l’iniziativa Mameli Rock ho subito pensato che sarebbe stato interessante scambiare quattro chiacchiere con l’ideatore del progetto a scopo benefico. Al centro di questo nuovo appuntamento della nostra serie I Protagonisti troviamo il chitarrista, compositore e produttore Marco D’Andrea, mente dell’iniziativa che vede la collaborazione di numerosi artisti rock e metal con uno scopo comune: raccogliere fondi da destinare al Policlinico di Milano per contrastare l’emergenza Covid-19. Il frutto di questa macro-collaborazione è una versione rock dell’Inno di Mameli, realizzata con il supporto dell’etichetta milanese RNC Music. Il brano, come spiegato da Marco D’Andrea, sarà disponibile in streaming e in download dal 17 aprile. Ecco quanto ci ha raccontato nel dettaglio il mastermind del progetto…

Annie: Ciao Marco e benvenuto su Metallized! Sono davvero molto contenta di poter ospitare all’interno dei nostri spazi una realtà così interessante.
Mi sono imbattuta nell’iniziativa Mameli Rock grazie al comunicato che tu stesso hai diffuso. Sono rimasta da subito colpita per l’importanza che un progetto come questo ha per la situazione di emergenza Covid-19 che tutti noi stiamo attraversando. Innanzitutto ci tengo a farti i miei complimenti per l’idea.
Vorrei iniziare la chiacchierata con una domanda generica ma fondamentale: da cosa è nata l’idea di avviare questo progetto?
Marco D’Andrea: Ciao Anna, un saluto a te, al tuo staff e a tutti i lettori di Metallized. L’idea del Mameli Rock è nata quasi per caso, quando durante una diretta Facebook che in questo periodo faccio, per fare compagnia a chi ha voglia di seguirmi, ho spiegato come suonare l’Inno di Mameli con la chitarra elettrica, che avevo appunto trascritto per l’occasione in chiave moderna. Molti miei allievi mi hanno chiesto di vederla meglio insieme e da lì è nata la scintilla per il progetto Mameli Rock.

Annie: Parlaci un po’ di te… Di cosa ti occupi nella vita?
Marco D’Andrea: Sono chitarrista e fondatore dei PlanetHard e del mio progetto solista, produttore artistico, compositore, arrangiatore, turnista, insegnante di musica e di chitarra moderna, classica, acustica, flamenco e di basso, ed un eterno sognatore!

Annie: Ti va di riassumere in cosa consiste, nella pratica, Mameli Rock?
Marco D’Andrea: Mameli Rock è nato con l’intento di dare il mio contributo personale a chi è in prima linea. Tra i molti, ho scelto il policlinico di Milano perché conosco molti medici ed infermieri e so la passione che mettono nel loro lavoro. Non volevo starmene con le mani in mano, inerme come uno spettatore ed aspettare che questo brutto periodo, che tutti stiamo vivendo, sparisse da solo. Volevo contribuire ad aiutare chi ci aiuta. Gli artisti che mi hanno accompagnato in questo progetto, prima di essere degli ottimi musicisti, cantanti eccetera, sono persone con un cuore grande!

Annie: Mameli Rock vede la collaborazione di moltissimi artisti della scena rock e metal italiana. Giacomo Voli dei Rhapsody Of Fire, Tommy Massara degli Extrema e Ralph Salati dei Destrage sono solo alcuni dei nomi che vi hanno preso parte. Come sei entrato in contatto con gli attori musicali del progetto?
Marco D’Andrea: Non dimentichiamoci di Andrea Braido! il primo che ho contattato. Andrea è, penso, tra i migliori chitarristi del nostro secolo. Pensa che ho iniziato a suonare la chitarra quando lo vidi in televisione, da piccolo. Avere un pezzo da novanta come Andrea, in questo progetto, non capita tutti i giorni.
Oltre a quelli che hai citato, Masha Mysmane, cantante degli Exilia, Marco Pastorino dei Temperance e molti altri ancora. In molti altri avrebbero voluto partecipare, ma in questo periodo avviene tutto in casa come registrazioni, negli studi personali, non negli studi in cui siamo tutti abituati.
Con molti di loro ho condiviso dei palchi, con gli altri ho esposto il mio progetto ed il giorno dopo avevo il loro intervento registrato e pronto da inserire nel progetto musicale. Li ringrazio personalmente per aver dato il loro contributo e per aver creduto nella mia visione.

Annie: Hai trovato qualche difficoltà a livello pratico circa la realizzazione della versione rock dell’Inno di Mameli o è filato tutto liscio fin da subito? Raccontami un po’ come vi siete suddivisi i compiti e le parti per la creazione della cover…
Marco D’Andrea: Sono il produttore artistico del progetto e ho composto tutti gli arrangiamenti e scritto le parti, venerdì 17 uscirà e vedrai il risultato finale. Ho lasciato spazio ai chitarristi di alternarsi con degli interventi solistici, nella parte centrale del brano, dandogli carta bianca perché volevo uscisse il loro punto di vista sulla composizione. Si succedono agli interventi solistici A. Braido, T. Massara, A. Cordaro, R. Salati, G. Ferro, poi ho lasciato la palla a Dj Toky di Virgin Radio per lanciare la parte corale che sta in fondo alla canzone, fino ad approdare alla sezione finale, dove mi sono ispirato alla IX° di Beethoven, l’Inno alla Gioia per intenderci, in cui tutti i cantanti cantano creando l’unità di cui l’Italia oggi ha bisogno. Questo è stato il mio approccio all’arrangiamento su questo brano. Il processo è avvenuto in maniera molto naturale, avevo già l’idea e le note nella mia testa, avevo bisogno di imprigionarle dentro ai righi musicali del pentagramma. Poi ovviamente l’ho resa molto chitarristica e mi sono divertito ad abbellire qui e lì e ad inserire armonizzazioni, controcanti eccetera…

Annie: Quanto tempo ci è voluto per concretizzare il tutto, dai contatti alle registrazioni sino ad arrivare al montaggio finale del prodotto?
Marco D’Andrea: Dieci giorni in totale. Visto il cast di persone che sono sul manifesto, ma anche chi sta dietro le quinte, direi che ho impostato la velocità di crociera, fissa sull’acceleratore.

Annie: Dove potremo trovare il prodotto finale di Mameli Rock dal 17 aprile? Che canali avete scelto per la diffusione del brano?
Marco D’Andrea: YouTube, il profilo Facebook di Mameli Rock e tutti gli store digitali.

Annie: Come si potrà collaborare con Mameli Rock alla raccolta benefica destinata al Policlinico di Milano?
Marco D’Andrea: Acquistando il brano. Tutti i proventi andranno al Policlinico di Milano.

Annie: Cosa rappresenta per te, Marco, questo progetto?
Marco D’Andrea: Il fatto che bisogna sempre dare il proprio contributo e dare un aiuto, nonostante il periodo di difficoltà estrema che tutti noi stiamo vivendo. Sono anni che organizzo una jam session di beneficenza, per il mio compleanno, il cui ricavato devolvo interamente a Make A Wish Italia Onlus.
Mameli Rock vuole far vedere che se noi artisti uniamo le forze, come è accaduto con questo brano, insieme, possiamo fare la differenza. Che poi se vai a vedere è il messaggio della IX° Sinfonia di Beethoven, dell’Inno alla Gioia, su testo di Schiller, in cui si evince la sua visione, la fratellanza tra gli uomini. Non a caso è la musica usata come leitmotiv dall’Unione Europea, per quel motivo.

Annie: Cosa pensi in generale di come l’emergenza Coronavirus sia gestita a livello nazionale ed internazionale?
Marco D’Andrea: Non sono un politico e non intendo esserlo in questo contesto, credo che Conte abbia il peso di una nazione sulle sue spalle e che ogni volta che parla alla Nazione, dietro al Presidente del Consiglio, dobbiamo ricordarci che c’è un uomo, che si sta accollando la responsabilità delle scelte per il Popolo. Penso che nessuno voglia essere al suo posto in questo momento.
Credo che sia giusto avere delle precauzioni, senza esagerare in eccesso o in difetto. È una cosa nuova per tutti, quindi bisogna affidarsi anche al buon senso, oltre ai consigli degli esperti. Io resto a casa, e certo, mi pesa molto non vedere i miei affetti da ormai più di un mese. Per fortuna ho una gatta trovatella, di nome Margot, che compare anche nel videoclip, poiché adora la musica e vuole essere sempre presente quando suono. Avendo lei, mi distrae e cerca di rendermi questo periodo più leggero. Chi ha animali domestici sa cosa voglio dire, chi non li ha, dovrebbe davvero provare, perché ti cambia la vita.

Annie: Cosa vorresti dire a chi, là fuori, ha in mente di fare attivamente la sua parte con iniziative benefiche di questo tipo?
Marco D’Andrea: Di farlo, assolutamente! Abbiamo bisogno di tutto l’aiuto possibile. Tante piccole gocce, insieme, formano l’oceano!

Annie: Grazie mille per il tuo tempo, ho terminato le domande. Se ti va di aggiungere qualsiasi cosa a completamento dell’intervista, questo è il momento giusto…
Marco D’Andrea: Grazie a te Anna per questa intervista! Concludo dicendo che ognuno può fare la sua parte, siate più buoni ed altruisti nella vita, con chi vi circonda ma non solo ora, in generale. Aiutate gli altri, per aiutare voi stessi. Ognuno di noi sta combattendo una battaglia nascosta agli occhi di tutti, se si è uniti, rendiamo il posto un mondo migliore. Lo cantava John Lennon in Imagine:

You may say I'm a dreamer
But I'm not the only one
I hope someday you'll join us
And the world will be as one
”.

Si potrebbe dire che io sia un sognatore
Ma io non sono l’unico
Spero che un giorno vi unirete a noi
Ed il mondo sarà come un’unica entità
”.




SkullBeneathTheSkin
Giovedì 16 Aprile 2020, 15.41.41
2
Non vedo l'ora di poterlo ascoltare. Sono certo che sarà una bomba di energia. L'idea mi piace molto e ringrazio Annie di essersi messa sulle tracce degli autori per questa breve intervista.
Mirco rock
Giovedì 16 Aprile 2020, 9.35.54
1
Bella iniziativa, ....ma dare contributi ad una regione che ha fatto più danni della grandine la trovo un’operazione coraggiosa. Complimenti
IMMAGINI
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Mameli Rock: la locandina
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Marco D'Andrea
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