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VADER - Creatività in cambio di abilità? No grazie!
01/05/2020 (864 letture)
I Vader sono uno di quei gruppi dannatamente affidabili: con invidiabile cadenza si ripresentano sul mercato con un nuovo album che, se non sempre si configura come un capolavoro, sicuramente regala momenti di sano headbanging. Costretti a casa dalla quarantena, ne abbiamo almeno approfittato per raggiungere un simpatico e loquace Piotr Wiwczarek, da sempre frontman e principale compositore del gruppo death metal polacco. Buona lettura!

Barry: Ciao Piotr, benvenuto su Metallized! Come va?
Piotr: Ciao Andrea, ti chiedo scusa per l'attesa, ma il governo polacco, a causa dell'emergenza coronavirus, ha vietato ogni spostamento ed ho dovuto organizzarmi per gli acquisti, la spesa e tutto il necessario. Non penso, purtroppo, di doverlo spiegare a te, visto che sei italiano

Barry: Purtroppo sì; a Roma, per fortuna, al momento la situazione non è gravissima, ma altrove è un vero e proprio disastro. Speriamo passi presto.
Piotr: Non possiamo far altro che evitare i contatti sociali e stare a casa, in modo da frenare il più possibile la diffusione di questo morbo: la chiave di volta è la disciplina, se seguiremo le istruzioni avremo la meglio.

Barry: Esattamente... parliamo di musica infatti, così ci aiuterà a passare il tempo ed a non pensare a cose brutte: quattro anni fa avete pubblicato The Empire: a distanza di questo lasso di tempo, ne sei ancora soddisfatto o, potendo, cambieresti qualcosa?
Piotr: Trovo che la musica sia una linea retta: ogni album costituisce in qualche modo un ricordo delle sensazioni e delle intenzioni alla base della composizione dei brani. Come compositore, non mi approccio mai alla scrittura di un album puntando alla canzone o al lavoro perfetto, perché una cosa di questo tipo, semplicemente, non esiste: la musica, secondo me, è “perfetta” se piace, non lo è in caso contrario. Tutto ciò che faccio, come musicista, è esprimere me stesso attraverso di essa ed è accaduta la stessa cosa con The Empire: si tratta di una fotografia del momento storico in cui è stato scritto e pubblicato e, quindi, perché dovrei volerlo cambiare? Se voglio dire qualcosa in più o provare qualcosa di diverso, ho sempre il prossimo album a disposizione per poterlo fare! Anzi, per come la vedo io, l'essenza dell'essere un musicista è quella di provare costantemente a migliorarsi, di album in album: come dicevo prima, poi, spetta ai soli fan stabilire se l'obiettivo è stato raggiunto o meno.

Barry: Ai fan la sentenza, insomma! Il nuovo album, Solitude in Madness ha un titolo che Lovecraft avrebbe adorato, penso: come mai lo hai scelto?
Piotr: Di solito scelgo il titolo prima di iniziare a comporre un album, ma stavolta è stato diverso: avevo alcune opzioni sul tavolo e, alla fine, ho optato per un verso dell'ultima canzone del disco, Bones. Solitude in Madness esprime la condizione in cui, a mio parere, ci troviamo noi in rapporto al mondo che ci circonda, sotto un duplice punti di vista: a volte il mondo ci sembra “alieno” rispetto a noi e ce ne separiamo perché vogliamo farlo, altre volte invece lo facciamo perché ci terrorizza farne parte e siamo noi stessi ad alienarci. Il significato del disco, insomma, riguarda il rapporto fra esseri umani e mondo circostante, ma, proprio per questo, ciascuno è libero di trarne il significato che ritiene più corretto: quella che ti ho dato è semplicemente la mia interpretazione, ma ognuno può fornirne una diversa!

Barry: Ti do la mia allora, basata anche sui testi dell'album: con tutta la tecnologia a nostra disposizione dovremmo essere più uniti che mai, invece spesso si verifica proprio il contrario!
Piotr: Il rapporto fra umanità e tecnologia è sicuramente un argomento a me molto caro, hai ragione: come ho avuto modo di dire, la tecnologia secondo me si rivela di frequente un punto cieco, perché troppo spesso la utilizziamo come pretesto per barricarci fra quattro mura, per sfuggire ad ogni interazione sociale, invece di uscire a conoscere, ad assaporare il mondo; la tecnologia doveva essere un strumento, ma, come spesso accade, noi esseri umani ne facciamo un uso eccessivo e smodato. Naturalmente, però, come ogni cosa, ha anche i suoi risvolti positivi: in un periodo come questo, ad esempio, la tecnologia ci aiuta a tenerci informati ed in contatto con persone che non possiamo vedere; oggi è una salvezza!

Barry: E' vero! Come per ogni cosa, il problema non è tanto la tecnologia in sé, ma l'utilizzo che ne facciamo!
Piotr: Certo, perché la tecnologia non dovrebbe mai rimpiazzare la vita reale, capisci? Invece, specialmente le nuove generazioni, che sono nate nell'era del boom tecnologico, vivono una realtà che è più virtuale che altro.

Barry: E' sicuramente un problema, hai ragione. Solitude in Madness, se non sbaglio, è il vostro album più corto in assoluto, dura appena ventinove minuti. Avete puntato molto sull'impatto, in sostanza!
Piotr: E' vero! Se le canzoni non fossero così veloci e dirette, probabilmente il disco durerebbe sui quarantacinque minuti, ma, a mio modo di vedere, per un album di questo genere, trenta minuti vanno più che bene. Si gioca tutto sull'intensità, come hai osservato tu: un disco contenente canzoni di questa velocità e pesantezza, secondo me, risulterebbe noioso se durasse un'ora o più; so che molti fan potrebbero pensarla diversamente, ma, da compositore e da fan io stesso, trovo che la durata di Solitude in Madness sia più che sufficiente.

Barry: Componi album che vorresti ascoltare, in sostanza!
Piotr: Esatto, ma soprattutto cerco di non comporre musica che invogli un ascoltatore a cambiar disco, ahah!

Barry: Speriamo di no, dai! E come hai lavorato per scrivere musica e testi del nuovo disco? Cosa ti ispira a comporre?
Piotr: Potrà suonare prosaico, ma il mondo che ci circonda è da sempre la mia principale fonte di ispirazione: la vita è tutto, se capisci cosa intendo. Dal punto di vista musicale, ciò che mi ispira può essere davvero qualunque cosa: libri che leggo nel tempo libero, cose che vedo in TV, tutto ciò che mi stimola dal punto di vista artistico, senza eccezioni. Dal punto di vista dei testi, invece, se alcune fonti di ispirazione sono ovviamente le stesse, tendo però a concentrarmi maggiormente su eventi realmente accaduti o esperienze personali, che poi reinterpreto sotto forma di versi per le canzoni.
Soltanto nei primissimi anni dei Vader, quando ero molto giovane, tendevo a parlare di demoni ed argomenti di questo tipo, ma devi considerare che eravamo semplici ragazzini arrabbiati che tentavano di evadere dalla realtà attraverso la musica; suonare musica aggressiva e veloce era un modo di incanalare la rabbia, di non farla esplodere in altre forme. Il Satana di cui parlavamo all'epoca, piuttosto che un'entità sovrannaturale, era per noi un simbolo di ribellione contro tutto e tutti, capisci? Oggi, dopo aver viaggiato in buona parte del mondo ed essere diventato più vecchio ed esperto, penso di conoscere maggiormente il mondo, gli esseri umani e la nostra storia, quindi ho molte più cose da dire al riguardo; sono anche un compositore ed un musicista più maturo, quindi, pur utilizzando lo stesso linguaggio espressivo, conosco modi più intelligenti ed appropriati per rendere un determinato concetto.

Barry: Credo infatti che i fan vi supportino ed amino perché vi percepiscono come una band “vera”, autentica, che tratta di argomenti tangibili.
Piotr: Ma sai, non riesco ad immaginare di far parte di un gruppo metal che non sia autentico: per me è naturale, anche se, osservando come va il music business, non molti sembrano pensarla come me. Alla fine, però, dipende sempre da ciò che uno vuole dalla propria vita: essere un musicista, per me, significa provare a fare qualcosa in più che seguire la massa. Ad ogni modo, grazie mille per aver notato questo aspetto!

Barry: Grazie a te! E' bello sapere che, dopo tanti anni di carriera, conservi ancora la stessa passione ed energia di un tempo.
Piotr: Il metal è passione, non potrebbe esistere senza di essa! E' anche il motivo per cui amo tanto questo genere: ogni band metal, per quanto mi riguarda, esiste per suonare sul palco; naturalmente abbiamo bisogno di registrare nuovi album per avere nuovi pezzi, ma lo scopo finale è sempre e solo quello di portarli su un palco, di divertirsi assieme ai fan. Questo è e sarà sempre lo spirito dei Vader.

Barry: E sì che, immagino, suonare metal quando avete iniziato, oltre la Cortina di Ferro, non deve essere stato facile.
Piotr: Come ti dicevo prima, suonare metal in quel periodo equivaleva ad evadere dalla realtà quotidiana, che in Polonia, negli anni 80, non era esattamente il massimo; noi poi eravamo comunque felici, ma probabilmente perché non sapevamo nulla o quasi di come potesse essere la vita oltre la Cortina di Ferro, che si chiamava così proprio per questo motivo: io mi sono sempre tenuto lontano dalla politica, ma la realtà era sotto gli occhi di tutti! Quando però abbiamo avuto occasione di ascoltare per la prima volta musica proveniente dall'Occidente, per molti di noi è stata una sorta di luce in fondo al tunnel: in particolare, la prima volta in cui gli Iron Maiden suonarono dal vivo nel nostro Paese -mi sembra nel 1983- fu davvero rivoluzionaria, una sorta di bomba, non soltanto per l'heavy metal. Per me, quell'evento fu decisivo per farmi capire che non volevo limitarmi ad ascoltare, ma volevo creare anche io della musica: non ero granché come musicista all'epoca, ma non me ne fregava un cazzo! L'importante era incontrare altri ragazzi che la pensassero come me, che condividessero la mia stessa voglia di far parte di una band, di suonare: quando incontrai per la prima volta Zbigniew, capii che era il tipo giusto per me perché portava addosso una grossa toppa con la copertina di British Steel dei Judas Priest! Segnali come una toppa, una maglietta rendevano molto più facile “riconoscersi” fra noi e contribuivano a creare un forte senso di comunità. Io eZbigniew iniziammo così a suonare assieme -all'epoca io suonavo il basso, il chitarrista era lui- e, poco dopo, decidemmo di fondare una band, che chiamammo Vader; inizialmente suonavamo un heavy più classico, sulla scia di Maiden, Priest, Accept e Saxon, ma tutto cambiò quando arrivò Show No Mercy, degli Slayer, un'altra spinta fondamentale per il 90% delle band che volevano suonare più pesanti degli altri: per quanto riguarda noi, fu grazie a quel disco che iniziammo a suonare metal estremo... e non ci siamo più fermati!

Barry: Una gran bella storia! Credo peraltro -correggimi se sbaglio- che, rispetto ad altre band death metal, voi vi distinguiate proprio perché incorporate ancora influenze di band classiche nella vostra musica.
Piotr: Penso che questo si verifichi perché, sia come compositore che come ascoltatore, tendo a non limitarmi ad un solo genere, ma cerco di mantenere sempre un atteggiamento aperto: è vero che il 90% della mia collezione è composto da album di ogni sottogenere di metal, ma mantengo comunque un 10% di ascolti di diverso tipo. Come ti dicevo prima, dipende tutto da come mi sento in un determinato periodo della mia vita: resto ancora oggi un fan di quelle che hai chiamato band classiche, quindi a volte magari un riff in perfetto stile anni 80 fa capolino nelle canzoni che scriviamo; d'altra parte noi siamo e restiamo fieramente una band estrema, ma non amiamo limitarci a suonare solo ad una velocità, ogni tanto ci piace variare la mistura anche per non annoiare i fan. Su The Empire, ad esempio, visto che ne abbiamo parlato, credo che la varietà sia stata particolarmente notevole, puoi sentire riff di ogni “scuola”, da quella death a quella black.

Barry: Vero, ma trovo che lo stesso Solitude in Madness possieda una buona varietà!
Piotr: Sono felice che a te sia piaciuto! Considera che, in un primo momento, quando le canzoni erano ancora nella mia testa, avevo pensato ad un disco maggiormente incentrato su un singolo stile; mi sono però forzato ad includere ad esempio un pezzo in stile Litany come Emptiness, che era già contenuto nell'EP Thy Messenger, in origine pensato come full-length, visto che erano trascorsi già tre anni dalla pubblicazione di The Empire; inizialmente abbiamo registrato questa canzone, il cui riff principale risale proprio ai tempi di The Empire, pensando di tenerla soltanto per Thy Messenger; tuttavia, quando è venuto il momento di registrare i pezzi per Solitude in Madness, ho sentito che mancava qualcosa... quindi abbiamo ri-registrato anche Emptiness, che penso aiuti a rendere l'album meno noioso.
La stessa storia si è verificata con Dancing in the Slaughterhouse, una cover che inizialmente non doveva far parte del nuovo disco: era stata pensata per essere inclusa in un album tributo agli Acid Drinkers, una band polacca non molto nota all'estero, ma che è stata molto importante per la nostra scena metal; dopo aver registrato questa cover, che suona molto come un classico pezzo thrash della seconda metà degli anni 80, ci è piaciuta così tanto che abbiamo deciso di includere anche questa in Solitude in Madness.
Ad ogni modo, su dodici canzoni complessive, credo che nove siano davvero brutali, il che rende il nostro ultimo disco uno dei più intensi che abbiamo mai pubblicato, se non il più intenso.

Barry: Allora sicuramente piacerà ai vostri fan. Ora vorrei farti una domanda un po' particolare... mentre aspettavo la tua chiamata, stavo sfogliando un vecchio libro di Joel McIver sui cento migliori chitarristi heavy metal: ci sei tu, ma il tuo momento geniale, secondo l'autore, è...?
Piotr: ...la cover di Raining Blood, ahah!

Barry: Esatto, il che mi sembra un po' ingiusto anche se si tratta di una gran canzone! Se fossi tu a dover scegliere, qualche canzone indicheresti?
Piotr: Ti prego, non farmi questa domanda! Come per gli album, non sono io a doverlo dire, ma i fan: io posso al massimo dirti quale album è stato particolarmente importante per la nostra storia, ma, per quanto riguarda il migliore, il giudizio non spetta a me. E' divertente che tu conosca quel libro, perché, la prima volta in cui me l'hanno mostrato, il mio primo pensiero è stato: Ma che ci faccio io qui dentro? So che abbiamo molti fan in giro per il mondo, grazie al fatto che pubblichiamo dischi e facciamo tour da decenni, ma ho sempre pensato a me stesso come un musicista con la chitarra, piuttosto che ad un chitarrista, se capisci cosa intendo. Ovviamente amo suonare la chitarra, sono contento che ci sia gente cui piace quel che facciamo e che apprezza il mio modo di suonare, ma non ho mai pensato a me stesso come un grande chitarrista; non sono quel tipo di musicista che starebbe ore ed ore a mostrare agli altri quanto è veloce, o quante note riesce a suonare in un minuto. Ciò che mi importa è suonare abbastanza bene da riuscire ad esprimere ciò che sento, tutto qua! Chiaramente con gli anni sono migliorato, ma fa parte del gioco, non mi sono mai messo a fare pratica da shredder. Trovo che nel metal, più che essere grandi chitarristi, sia fondamentale essere in grado di dire qualcosa: oggi il panorama è pieno di musicisti tecnicamente straordinari, ma che spesso faticano a creare qualcosa di veramente memorabile; dal mio punto di vista, non scambierei mai la creatività con l'abilità!

Barry: Mi pare giusto...e mi piace quest'ultima frase, penso che la userò come titolo per l'intervista!
Piotr: L'intervista è tua!

Barry: Poi vedrò! Nel corso di quest'intervista abbiamo avuto modo di parlare a lungo delle vostre influenze... ma come ci si sente ad esser diventati voi stessi delle influenze?
Piotr: Sinceramente? Non mi sarei mai aspettato di poter essere di esempio per qualcuno! Credo però che, per un musicista, spingere qualcuno a prendere in mano uno strumento, un microfono, sia la soddisfazione più grande; ricordo cosa provai quando decisi, sulla scia di Sabbath o Priest, di iniziare a suonare, quindi mi piace pensare che qualcuno, là fuori, possa decidere di formare una band ascoltando la mia musica. Anche se non è il momento più adatto per dire una frase del genere, sono felice di “diffondere la malattia”, capisci? E' una bella cosa e ti ringrazio per le tue parole.

Barry: Figurati! Le mie domande sono finite, ma ovviamente sentiti libero di aggiungere qualunque cosa ti vada!
Piotr: Se tu sei soddisfatto lo sono anche io, anche perché potremmo parlare per ore ed ore, ma non è lo scopo di questa intervista e, oltretutto, annoieremmo i lettori. Per me, ad ogni modo, è sempre un piacere avere l'occasione di parlare con persone come te e condividere le mie sensazioni!

Barry: Lo è stato anche per me!
Piotr: Riparliamone quando inizierai a sbobinare e tradurre la marea di roba che ci siamo detti!

Barry: Ahah nessun problema! A presto allora e tenete duro anche in Polonia!
Piotr: Anche voi! Mi auguro davvero che presto riusciremo a sconfiggere questa piaga, in modo da poterci rivedere tutti assieme ad un concerto e tornare a divertirci come prima. Grazie mille! (in italiano, ndr)



Variago
Mercoledì 6 Maggio 2020, 8.04.28
7
Umile e con attitidine a mille... Gente come lui merita il meglio a prescindere, come Lemmy e pochi altri.
Riccardo
Martedì 5 Maggio 2020, 13.28.01
6
Ho avuto la fortuna di scambiare due chiacchiere con Piotr una ventina di anni fa al “fu” Transylvania di Milano. Ricordo che quella sera suonavano, oltre ai Vader, Napalm Death, Marduk, Finntroll e Black Dhalia Murder. Ci siamo trovati in fila allo spillatore della birra ed è stato lui ad attaccare discorso. Un personaggio con una parlata molto rilassante ed un sorriso sincero in volto. Era difficile pensare che fosse la stessa furia che mi aveva devastato i timpani poco prima. Ho ancora una bella foto con lui ed il bassista di allora.
Galilee
Martedì 5 Maggio 2020, 9.55.09
5
Thanks Er Colica.
er colica (più vecchio e acciaccato)
Martedì 5 Maggio 2020, 1.56.54
4
@Galilee ti consiglio di prendere alcuni loro dischi, sono molto facili da reperire ora perché hanno veramente ristampato tutto dai demo alle cose più nuove. Hanno fatto un ottimo lavoro di ristampa del loro catalogo, tutte edizioni digipack cd e vinili di tutta la loro roba, uno dei pochi gruppi che ha un catalogo completamente ristampato e rimasterizzato come si deve.
Galilee
Lunedì 4 Maggio 2020, 21.29.31
3
Band con la quale ho un rapporto strano. Visti talmente tante volte dal vivo che non ho mai preso un loro disco. Quando decisi di procurarmelo erano quasi tutti fuori catalogo. Adesso non so. Comunque ottima band.
annie
Venerdì 1 Maggio 2020, 15.05.57
2
Simpaticissimo questo Piotr!
Muki97
Venerdì 1 Maggio 2020, 11.36.51
1
Bella intervista, non seguo assiduamente la band ma ho avuto il piacere di vederli dal vivo in apertura ai Kreator e mi hanno lasciato un bel ricordo. Fa sempre piacere vedere un artista che anche dopo tanti anni di carriera mantiene la propria passione intatta
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Piotr Wiwczarek
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