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HAKEN - Prog is love, Prog is life
03/06/2020 (675 letture)
Si sa, ogni volta che spunta fuori il nome degli Haken le orecchie dei progster più accaniti sono sempre attente e pronte a giudicare ogni nuova uscita. Il gruppo inglese sta per tornare sulle scene dopo soli due anni dall'eccellente Vector con il nuovo album Virus, un titolo la cui coincidenza non può che strappare un sorriso dolceamaro. Abbiamo raggiunto telefonicamente il cantante e frontman della band di Londra, Ross Jennings, che ci ha raccontato la nascita e lo sviluppo del nuovo disco.

Pez: Ciao Ross, come stai?
Ross Jennings: Sto bene dai, e tu come stai?

Pez: Sto bene, grazie. Direi di iniziare con le domande: siete tornati sulle scene dopo Vector con il nuovo album Virus. A parte la coincidenza del periodo, qual è il concept che lega i brani dell'album?
Ross Jennings: Sì, allora, i concept di Vector e Virus sono connessi tra di loro, nel caso non lo sapessi (ride, ndr). Abbiamo avuto questa idea prima di iniziare a lavorare su Vector e avevamo l'intenzione di pubblicare due album. Il concept è partito tutto dal brano Cockroach King (brano contenuto in The Mountain, ndr) che analizza il carattere del personaggio descritto nella canzone del 2013. Si è esplorato il carattere psicologico dietro di esso, e quello era il concept di Vector. Andando avanti con Virus, invece, abbiamo continuato il viaggio di questo personaggio trattando però argomenti come politica e simili. Con Virus ha altri significati che non vanno presi necessariamente in senso letterale, anzi sono idee molto metaforiche sulla società e sui comportamenti. Un altro punto di partenza del concept è stato quello della salute mentale. In particolar modo, la canzone Invasion tratta molto gli argomenti della sanità mentale e della depressione. In sintesi sì, è stato un punto di partenza e volevamo usare la parola Virus come metafora.

Pez: Come si è svolto il processo di scrittura del nuovo album?
Ross Jennings: Avevamo un po' di demo rimaste inutilizzate durante il periodo di Vector e molto di quel materiale, come detto prima, lo volevamo impiegare per il seguito del disco. Molto di quel lavoro era già presente nel 2018. Ci siamo trovati molto occupati tra tour e promozione di Vector, dopodiché siamo arrivati al punto in cui dovevamo concentrarci assolutamente sul nuovo album. All'inizio le cose erano partite molto lentamente, abbiamo ricominciato spesso da capo nonostante avessimo delle idee già pronte. Siamo stati in tour in Europa con Devin Townsend e mentre giravamo abbiamo deciso di metterci d'impegno nella scrittura. È stato un bel periodo per noi, molto attivo dal punta di vista creativo per la band, ci scambiavamo idee sul bus eccetera… Un paio di volte abbiamo riscritto totalmente i brani, quindi sì, lo scorso fine anno è stato un periodo molto creativo.

Pez: Oggi siete uno dei nomi di spicco della scena prog metal e c'è sempre molto hype per ogni vostra nuova pubblicazione. Non avete paura di deludere alcuni fan e/o di scadere nei cliché del genere?
Ross Jennings: Penso che come Haken vogliamo continuare a muoverci in modo creativo e tentiamo di mantenere un'essenza nel nostro suono, ma allo stesso modo vogliamo esplorare nuove ed eccitanti idee ogni volta, quindi ci saranno sempre persone che, fisse nelle loro idee, diranno che i primi album erano meglio. Sai, io stesso leggo i commenti (ride, ndr) e leggo le loro opinioni. Certo, anche io amo quei dischi, ma penso anche che come artista io debba evolvermi. Quindi sì, capisco le delusioni di qualche fan ma vogliamo anche avere nuovi fan. Non sento questa “pressione”, non vogliamo ripeterci e cerchiamo sempre di migliorarci in qualsiasi modo possibile senza stare ad ascoltare le persone in disaccordo.

Pez: Come nasce un testo degli Haken? Da dove prendi l'ispirazione?
Ross Jennings: Ok, certe volte prendo l'ispirazione da vicende personali. Molte volte invece l'ispirazione viene da riferimenti come i racconti di fantascienza o la cultura pop. Abbiamo esplorato quel mondo in particolare con il disco Affinity. Anche con Vector ci siamo ispirati a dei film come Arancia Meccanica, ci ha dato un buon punto di partenza per iniziare a piantare delle idee. Tendo anche a fare delle ricerche su argomenti specifici che vogliono esplorare il “passaggio”, voglio essere onesto ma è molto complicato spiegare la scrittura di un brano e della ricerca di una linea vocale nella musica. Voglio dire, c'è un sacco di “trial & error” nei demo.

Pez: Ho notato che con Vector e con Virus avete cominciato ad offrire cover molto minimali con un colore dominante e una semplice immagine. Puoi spiegarci il motivo di questa scelta? Volete concentrarvi di più sulla musica?
Ross Jennings: Sì, non so quanto sia volontaria come cosa (ride, ndr) ma improvvisamente, nei nostri ultimi album, abbiamo decisamente voluto puntare tutto sulla musica. Ti parlo personalmente, io condividevo i testi con gli altri mentre loro erano seriamente concentrati sulla musica e volevano che si incastrasse con le liriche che proponevo. Alla fine posso dire che concordo con quello che mi hai chiesto, non sono un tipo che programma tutto nei minimi dettagli, prendo e accetto le cose per come vengono e si sviluppano.

Pez: Virus è ancora una volta pubblicato tramite Inside Out Music. Come vi trovate con questa etichetta? Non vi è mai saltato in mente di mirare a una più grande che potrebbe farvi conoscere ad un pubblico più ampio?
Ross Jennings: Beh, crescendo sono sempre rimasto attaccato a questa label e molte delle band che ascoltiamo e a cui ci ispiriamo ogni giorno sono sotto questa etichetta. Penso che per noi sia una fantastica famiglia e siamo fieri di farne parte. Ci sono artisti come Devin Townsend, Spock's Beard e Steve Hackett, e gli stessi Dream Theater sono sotto di loro. La Inside Out è sotto il grande ombrello della Sony, che è una major. Mi sento, personalmente, come un artista della Sony, e penso che sia un ottimo accordo. Ovviamente non vogliamo diventare delle mega popstar, siamo in un ottimo ambiente per la nostra musica e ci va bene così.

Pez: Il tuo compagno di band Richard (Henshall, ndr) ha pubblicato un disco solista lo scorso anno (The Cocoon, ndr). Hai mai pensato di pubblicare un tuo album personale o vuoi dedicarti totalmente al gruppo?
Ross Jennings: Oh giusto, quel disco l'ho trovato fantastico e sono orgoglioso di lui. Sì, è un'idea che ho in mente e attualmente sto scrivendo qualcosa ma non seriamente, ora che siamo in quarantena posso mettermi più d'impegno. Sto ancora cercando di capire cosa possa diventare, stilisticamente parlando. Nonostante lo abbia trovato un buon disco (in riferimento al disco di Richard, ndr), ritengo sia molto simile a quello che facciamo noi con gli Haken. Sai, penso che se vuoi fare un disco solista devi distaccarti da quello che componi e proponi con la band principale, quindi un mio disco lo vorrei scrivere esplorando l'indie o il soft rock invece che il prog. Sì, penso che prima o poi sarà dietro l'angolo ma ora il mio/nostro focus principale è solo per gli Haken. Abbiamo una grande fetta di fan che cresce di dimensioni sempre di più. Ripeto, l'idea l'ho già considerata ma sì, è lontana ancora.

Pez: Ora che i concerti sono fermi per ovvie ragioni, cosa pensate di offrire ai fan in attesa di un vostro ritorno sul palco?
Ross Jennings: Al momento stiamo ancora cercando un modo giusto e adatto per coinvolgere i nostri fan. Fortunatamente abbiamo la pubblicazione del nuovo album che permette loro di essere impegnati con quello ma abbiamo anche iniziato a lavorare con piattaforme che abbiamo abbracciato recentemente, come Twitch per esempio, con sessione di Q&A e video playthrough dei brani. Per ora è il meglio che possiamo fare, penso che tra alcune settimane o quando si potrà vorremmo organizzare anche qualche meet-up con i fan. Tutta la band è occupata a coinvolgere online tutti loro.

Pez: Io ho finito le domande, sei libero di dire quello che vuoi ai nostri lettori…
Ross Jennings: Oh, è stato rapido! (ride, ndr)

Pez: Sì, sono uno che fa poche domande ma che diano spazio a lunghe risposte!
Ross Jennings: (Ride, ndr) comunque siamo molto concentrati ad ascoltare i vostri pareri su questo disco. Abbiamo lavorato molto su questi due album e speriamo di venire un giorno nel vostro Paese e suonarli tutti e due dall'inizio alla fine. È il nostro sogno attuale.

Pez: Va bene, grazie per la tua disponibilità e stammi bene
Ross Jennings: Grazie a te!



HeroOfSand_14
Giovedì 4 Giugno 2020, 19.39.26
2
Purtroppo la voce di Ross è il mio tallone d'achille riguardo gli Haken, spero di riuscire a farmela piacere come in Affinity perchè in Vektor ho faticato a digerirla. E i primi dischi non so se riuscirò mai a memorizzarli, alla fine loro sono una band che apprezzo molto in certe cose/soluzioni ma che mi lascia indifferente su altre (vedasi i pezzi troppo lunghi che mi lasciano, al momento, poco). Almeno Vektor era corto
progster78
Mercoledì 3 Giugno 2020, 21.24.15
1
Bella intervista, l'ultimo lavoro devo ancora ascoltarlo ma gli Haken non mi hanno mai deluso.Il precedente Vector e' un signor album quindi sono fiducioso. .Prog is love, prog is life...
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