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SPIDKILZ - Fra apollineo e dionisiaco
10/06/2020 (541 letture)
Il secondo disco degli Spidkilz ci ha incuriosito a tal punto da spingerci a contattare direttamente la cantante, la grintosa veterana della scena metal italiana Elisa De Palma, per saperne qualcosa in più. Buona lettura!

Barry: Buongiorno e benvenuta su Metallized! Come stai? Come è andato questo terribile periodo di quarantena, tenendo anche conto che dalle vostre parti il virus ha colpito duramente?
Elisa: Ciao a tutti, grazie sia per la recensione che per queste domande. Il periodo l’ho vissuto un po’ come un brutto film di fantascienza, come tutti noi penso. Per mia fortuna ho tanti interessi, a partire dal fatto che mi piace il mio lavoro e ho la possibilità di svolgerlo al piano di sotto di casa mia, per cui non mi sono mai annoiata. Tra inventarmi sempre qualcosa e suonare la chitarra per il mio progetto acustico (abbiamo anche montato un video ognuno da casa propria, quelli tipici del periodo), da quel punto di vista mi è passata, anche se chiaramente mi sono molto mancati gli affetti e le persone care che non ho potuto incontrare.

Barry: Balance of Terror è stato pubblicato sette anni fa; come mai un lasso di tempo così lungo prima di avere un nuovo disco?
Elisa: Dopo i primi due anni circa in cui ci siamo concentrati sui concerti live in tutta Italia e anche un po’ in Europa, abbiamo iniziato a comporre, ma dopo qualche tempo il batterista ci ha comunicato il suo trasferimento in altra città. Perciò abbiamo fermato tutto per la ricerca del nuovo membro della band, cosa che ha richiesto più tempo del previsto, nonché un certo scoramento, e ci siamo messi in pausa. Una volta trovato l’attuale drummer Riccardo, gli abbiamo ovviamente dato il tempo di imparare il repertorio, fare giusto un paio di concerti di rodaggio, e poi abbiamo ripreso la composizione, con nuovo slancio. Inoltre tutti noi hanno lavoro o famiglia ormai, e il tempo da dedicare alla musica non è mai quello che vorremmo.

Barry: Sempre a proposito del vostro primo album, ne sei ancora soddisfatta o, avendone la possibilità, cambieresti qualcosa?
Elisa: Cambierei sempre qualcosa, anche in questo, haha! No dai, diciamo che più li ascolto e più vorrei migliorare alcune cose, ma fa parte del gioco, siamo una band underground che non ha mesi o anni a disposizione per la registrazione, devi fare di solito tutto concentrato in pochi giorni, e ogni tanto devi mandar giù qualche rospo. Ma li amo entrambi come nostre creature.

Barry: Veniamo ora al nuovo disco, Threads are Breaking; nella mia recensione ho scritto che l'album sembra più compatto del precedente, probabilmente anche perché, dopo tanti anni, siete più affiatati come musicisti. Sei d'accordo oppure no?
Elisa: Sì, direi di sì. Non è stata una scelta voluta, è venuto così, quindi direi proprio che è frutto di ciò che siamo adesso. La composizione è a cura mia e del chitarrista Francesco, ma ciò che siamo tutti in questo momento, musicalmente, è ben presente in queste canzoni. Abbiamo comunque cercato di dare più attenzione ad arrangiamenti e dettagli questa volta, cosa che forse in Balance of Terror è stato un po’ più affrettato.

Barry: Il disco è piuttosto variegato, si passa da power ballad a mid-tempo heavy, passando anche per sfuriate speed/thrash. Volevate intenzionalmente ottenere questa varietà musicale o, semplicemente, vi è venuta naturale in sede di composizione?
Elisa: Come dicevo, è stato un processo spontaneo, anche se certamente tra i brani avrei voluto (e agli altri con me) almeno una ballad. Non tralascerei di citare anche il tocco di psicheledia di Dionysos!

Barry: E come avete lavorato per scrivere i brani?
Elisa: Collegandomi a Dionysos, che invece è nata in maniera un po’ diversa, partendo dall’idea di basso iniziale di Michele, in generale componiamo io e il chitarrista Francesco, a volte indipendentemente, e certamente insieme per unire le nostre parti e poi sottoporle alla band, con cui si fanno i ritocchi finali. Anche se non suono la chitarra dal vivo, me ne servo per comporre strutture e generalmente i riff principali, già insieme alla voce, a cui poi si aggiungono le parti di Francesco, che si incastrano anche quando le ha composte prima di sentire le mie. Abbiamo una bella alchimia musicale, spero che continui perché ci semplifica molto il lavoro, hehe.

Barry: Ho molto apprezzato le tematiche mitologiche delle canzoni, essendo personalmente un grandissimo appassionato di miti greci, romani ed antichi in generale. Come mai questa scelta?
Elisa: Ti ringrazio e mi fa piacere, lo sono infatti anch’io, erano anni che volevo scrivere testi collegandomi alla mitologia greca, e la cosa è stata accolta con entusiasmo dai ragazzi. Devo però forse deluderti: in realtà non parlo dei miti greci se non in minima parte, si tratta di accenni (oltre al titolo, anche in lingua originale) che mi servono per parlare o del presente – mie riflessioni sulla realtà attuale – o addirittura del mio passato o esperienze di vita personali e la mia visione del mondo. Gli dei e gli eroi citati sono soltanto una metafora, un aggancio, uno spunto (forse il brano più descrittivo è Arachne che racconta più nel dettaglio la storia della fanciulla, per arrivare però alla riflessione sull’invidia delle persone), ma tengo a sottolineare proprio il fatto che già allora i Greci avevano perfettamente analizzato la realtà, la natura e l’animo umano con tale profondità e intelligenza da essere tutto valido ancora oggi. Ed ecco perchè sono “classici”.

Barry: In particolare, avete scelto come protagonisti o potenti divinità o, per così dire, personaggi “tragici”, puniti dalle divinità per la propria superbia (Aracne) o per le proprie debolezze (Mida, Narciso); come mai queste precise scelte?
Elisa: Come dicevo, sono spunti. Per Aracne però vorrei fare una precisazione, da un punto di vista diverso: la fanciulla non era nel torto e dicendo di essere una tessitrice più brava di Atena diceva soltanto la verità, e difatti vinse la sfida: fu punita dalla dea non perchè fosse superba, ma al contrario perché Athena non accettò che un’umana fosse realmente più brava di lei, una divinità. E “quando gli dei abusano degli umani, essi cosa possono fare?” Nulla, subire e in questo caso essere trasformati ingiustamente in un mostro.

Barry: Ho apprezzato il tuo modo di interpretare le canzoni; in particolare ho sottolineato come, in certi casi, il “pathos” sia percepibile, quasi tu fossi una Menade (senza il particolare dell'omofagia...)?
Elisa: Hehehe, interessante paragone, grazie! Proprio il fatto che tutti i brani abbiano riferimenti personali, sempre sofferti, mi ha portato a “soffrire cantando”. Penso che essere profondamente coinvolti in ciò che si sta cantando aiuti molto l’interpretazione. E io soffrivo, sì.

Barry: A tal proposito, ho citato la contrapposizione filosofica fra “apollineo” e “dionisiaco”. Vista l'energia ed il pathos dei brani, direi che la vostra preferenza va all'elemento dionisiaco.
Elisa: Trovo che riuscire a “lasciarsi andare” sia fondamenteale nel fare musica. Essa è quell’entità potente che dovrebbe tirar fuori il selvaggio, il Dioniso che è in noi. Avremo il coraggio di scoprirlo o continueremo a reprimerlo?

Barry: Siete già riusciti a riorganizzare qualche data dal vivo, magari per l'autunno inoltrato o il prossimo inverno, sperando che nel frattempo il virus si plachi?
Elisa: Macchè, avevamo le prime date già fissate per la promozione, tra cui una in Germania in un luogo a noi carissimo, dove abbiamo già suonato due volte, ma chiaramente è stato tutto annullato. Soltanto questa in Germania è stata subito fissata esattamente l’anno dopo, Aprile 2021. Tutte le altre date galleggiano nel vuoto, anche perchè gli stessi locali italiani non sanno ancora nulla a riguardo, e pare che la musica sarà l’aspetto più a lungo danneggiato da questa piaga.

Barry: So che gestisci Over-Zone, uno shop online dedicato al mondo metal; come mai hai intrapreso questa attività? Come sono andate le cose nei due mesi appena trascorsi?
Elisa: Grazie per la domanda, Over-Zone è la mia vita dal 2009, anche se oggi, come puoi immaginare, il merchandising per le band è quasi del tutto fermo, ed è in sofferenza. Non potendo suonare, è difficile pensare al banchetto del merch! Mi sto quindi inventando altre cose: lavorando con macchinari di ricamo, alla fine basta cambiare il soggetto, e Aracne può andare avanti...

Barry: Sia con questa tua attività, sia con la tua attività musicale, dimostri ancora una grandissima passione per il metal ed è bello percepirla ancora così vivida, dopo anni ed anni di carriera.
Elisa: E’ così, non so spiegarlo, è una stregoneria. Lo è per me come per chi sa di cosa sto parlando. Finché avrò le energie per farlo, sarà così, e poi probabilmente, come l’Aracne di cui sopra, sarò costretta a cambiare, per forza di cose, per forza degli anni, della Natura che chiama il suo tempo. Ma ho già delle altre carte da giocarmi per quel tempo!

Barry: Correggimi se sbaglio, ma quando hai iniziato a muovere i primi passi in ambito musicale, non era così comune che vi fosse una cantante donna in un gruppo heavy metal; all'epoca ti vedevano come una “marziana” o non c'è stato alcun problema?
Elisa: Hai ragione, il mio primo gruppo è stato nel 1993 ed eravamo davvero mosche bianche a quei tempi. Però io non ho mai sentito la necessità di distinzione di genere: mi sentivo un maschiaccio tra maschiacci (in realtà quasi sempre ragazzi buoni come il pane e sensibili), o meglio si era “metallari” e basta. Non avendo mai calcato la mano sul mio lato femminile credo che sia stato uno dei motivi per cui la cosa non mi ha mai portato alcun problema. Ci muoveva la stessa passione, che si chiamava Metal, che si chiamava Musica, non c’era altro fine, non c’era interesse a distinguerci. Per me è ancora così, continuo a non sentirmi “donna” (nè “uomo”!), ma semplicemente “metalhead”. E anche quando suono col mio gruppo acustico, il mio unico interesse è comunicare storie ed emozioni, e questi penso siano aspetti senza distinzione di genere, semplicemente “umani”.

Barry: Se dovessi indicare le tue principali influenze e le band che maggiormente ascolti, chi sceglieresti?
Elisa: Dal mio passato, per sempre Iron Maiden, Overkill, Forbidden… ma dentro ci sono anche il folk acustico, il country rock, da cui forse arrivano le parti più melodiche che scrivo. E’ un mix di reminescenze e poi tutto un lasciarsi andare a occhi chiusi.

Barry: Grazie e speriamo di rivederci presto dal vivo! Vi aspetto a Roma!
Elisa: Grazie a te, davvero. E quando libereranno le gabbie cercheremo di venire a ruggire anche a Roma!! Ciao ragazzi, grazie per la lettura. Restiamo vivi!



Analizzatore
Mercoledì 10 Giugno 2020, 21.58.51
5
Galilee
Mercoledì 10 Giugno 2020, 19.49.15
4
Grandi Spidkilz
Stagger Lee
Mercoledì 10 Giugno 2020, 19.22.59
3
AHAHAHH!! @ Analizzatore..Non dirmi che non l'avevi fatto apposta!
Analizzatore
Mercoledì 10 Giugno 2020, 19.10.31
2
Ehm... le 3 Parche.
Analizzatore
Mercoledì 10 Giugno 2020, 19.09.59
1
Mi incuriosisce la copertina con le 3 Porche.
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