Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Kansas
The Absence of Presence
Demo

Northern Crown
In a Pallid Shadow
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

12/08/20
WITHIN DESTRUCTION
Yōkai

14/08/20
PRIMITIVE MAN
Immersion

14/08/20
KAMELOT
I Am The Empire - Live From The 013

14/08/20
WARKINGS
Revenge

14/08/20
ROBBY KRIEGER
The Ritual Begins at Sundown

14/08/20
NUG
Alter Ego

14/08/20
HAVUKRUUNU
Uinuos Syömein Sota

14/08/20
INGESTED
Where Only Gods May Tread

14/08/20
CHASTAIN
For Those Who Dare – 30th Anniversary Edition

14/08/20
TERRA ATLANTICA
Age Of Steam

CONCERTI

12/08/20
BAD RELIGION (SOSPESO)
FESTIVAL DI MAJANO - MAJANO (UD)

19/08/20
PALAYE ROYALE
CIRCOLO MAGNOLIA - SEGRATE (MI)

26/08/20
GRAHAM BONNET & ALCATRAZZ + GIRLSCHOOL + ASOMVEL
FESTA BIKERS - COLOGNO AL SERIO (BG)

27/08/20
WOLFMOTHER + HARDCORE SUPERSTAR (SOSPESO)
PIAZZA DUOMO - PRATO

04/09/20
VAN DER GRAAF GENERATOR
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA (SALA SINOPOLI) - ROMA

05/09/20
VAN DER GRAAF GENERATOR
2DAYS PROG - VERUNO (NO)

06/09/20
VAN DER GRAAF GENERATOR
POLITEAMA GENOVESE - GENOVA

10/09/20
THE HOLLYWOOD VAMPIRES
MEDIOLANUM FORUM - ASSAGO (MI)

11/09/20
ATHEIST + CADAVER + SVART CROWN + FROM HELL
REVOLVER CLUB - SAN DONA' DI PIAVE (VE)

12/09/20
DOMINE + AEHTER VOID + CHAOS FACTORY
DAGDA LIVE CLUB - RETORBIDO (PV)

MICHELE CONTA - Dalla Locanda delle Fate a Gavin Harrison, passando per Dr. Dre
05/06/2020 (818 letture)
Cos’hanno in comune il batterista dei Porcupine Tree con una superstar del rap americano? Ma soprattutto, come conciliare il progressive rock con le “ricette” da medico di base? Ce lo racconta Michele Conta in questa lunga chiacchierata amichevole ricca di curiosità e di aneddoti interessanti che un vero fan della Locanda Delle Fate non può assolutamente farsi scappare. Buona lettura!

Vicarious: Ciao Michele, partiamo là dove tutto è iniziato, dalla Locanda.
Michele Conta: Ciao Roberto, sono passati un po’ di anni. Quando sono entrato ero giovanissimo, avevo 15/16 anni ma tutti gli altri membri erano più grandi di circa 7/8 anni, non avevo nemmeno la patente e mi trattavano come un fratellino più piccolo. Prima ancora, a circa 14 anni, ero parte di un gruppo di amici di scuola e ci chiamavamo La Fine Del Mondo, dove suonavo una piccola tastiera. Quindi io ero appassionato di musica ancora prima del Conservatorio, al quale mi sono iscritto prestissimo.

Vicarious: E qui hai conosciuto gli altri membri?
Michele Conta: Era qui che volevo arrivare. Una sera ad Asti, sarà stato il 1974, a sentire dei ragazzi che facevano abbastanza pena. Però sento sto chitarrista che mi ha colpito e suonava già pezzi di Jimi Hendrix. Allora entriamo in contatto e decidiamo di trovarci per suonare dei brani di Uriah Heep, Black Sabbath, Deep Purple, così il mio stile da Conservatorio ha cominciato a contaminarsi di pezzi più Rock, Hard Rock. Nonostante le urla di sua nonna che ci intimava di smettere ogni giorno che infastidivamo le mucche dei vicini, siamo andati avanti così per un paio d’anni.

Vicarious: In tutto questo La Locanda Delle Fate si stava formando parallelamente
Michele Conta: Sì, La Locanda suonava già con Oscar, l’altro tastierista, e facevano rhythm and blues con un organo hammond, però rimasero in tre e allora cercavano un tastierista ed un altro chitarrista. Proprio perché a quel punto lì si erano innamorati del progressive e quindi volevano fare un repertorio interamente progressive. Era appena uscito un disco del Banco Del Mutuo Soccorso, uno dei Gentle Giant e fortuna vuole che mio padre lavorava con il bassista Luciano Boero in una ditta di liquori qui ad Asti. Allora parlando venne fuori che il figlio, cioè io, suonasse la tastiera e una sera vennero a casa per sentirmi suonare. E in quel momento, dopo essere entrato nella band, ho cominciato a sviscerare il prog, proprio lì in quel momento, non prima.

Vicarious: Siete partiti subito con pezzi vostri o avete cominciato con una serie di cover?
Michele Conta: Allora, avevamo deciso di mettere su un repertorio di cover dei King Crimson, Jethro Tull, Genesis, mi ricordo che facevo Firth Of Fifth al piano ed era diventato il mio pane. Forse esagerando e montandoci un po’ la testa, decidemmo di comprare una mega strumentazione. Ricordo che incontrando Gianni Nocenzi ad Acqui dopo un concerto del Banco gli chiesi come fosse il suo piano verticale amplificato e mi disse di averlo comprato in Emilia nello stesso posto in cui Greg Lake prese il suo amplificatore. Insomma, finimmo per indebitarci, non so quanto spendemmo all’epoca, andai in quella bottega a farmi amplificare il pianoforte con lana di roccia e polistirolo, della roba guarda. Avevo un piano amplificato dal vivo che ti entrava nel petto. E così abbiamo fatto circa 3/ 4 anni di cover in giro. E quindi con me è entrato anche Ezio Vevey, nel momento in cui come dicevo cercavano anche un chitarrista. Parallelamente entrò anche Alberto Gaviglio che era un maestro di flauto e cantava anche, oltre a suonare la chitarra. Era un jolly, nei primi anni cantava lui.

Vicarious: Insomma quello era il periodo florido vostro ma soprattutto del prog
Michele Conta: Esatto bravo, c’erano i circoli, andavamo alle Feste dell’Unità. Noi facevamo il nostro concerto e chiaramente non ballava nessuno. In quel momento mancava ancora Leonardo Sasso, ma ormai eravamo ben conosciuti nella zona, avevamo il nostro seguito. Allora in quel momento abbiamo deciso di comporre roba nostra, ci siamo messi in un garage e abbiamo scoperto che io e Ezio eravamo un po’ quelli con l’attitudine a comporre, infatti 4 pezzi li ho composti io e 3 lui. Io forse ero all’ultimo anno di liceo, non studiavo un tubo, tutto dedicato a suonare, eravamo allenatissimi. Era il momento giusto per partorire qualcosa, anche tecnicamente. Ai testi ci ha pensato Alberto, ma le sue parti poi le ha cantate Leonardo, un eclettico di Roma ma trapiantato ad Alba, perché il timbro era più consono, alla Francesco Di Giacomo, di cui tra l’altro era pure amico e avevano una band insieme che si chiamava Le Esperienze. Così diventammo amici del Banco Del Mutuo Soccorso e ogni volta che venivano qui in provincia di Torino organizzavamo per cenare insieme e si parlava di musica fino a notte fonda.

Vicarious: E lì avete inciso il vostro capolavoro Forse le Lucciole non si Amano più
Michele Conta: Sì, tutto d’un fiato in un garage con un Teac 4 piste e chiaramente con quello devi fare tutto in una volta senza sbagliare. Allora dovevi andare a Milano ad incidere in uno studio ma costavano un sacco di soldi. Eravamo talmente allenati che “buona la prima”. Della registrazione quindi si è occupato Giorgio che era già molto abile con quello. Quindi Leonardo che conosceva Giorgio Calabrese, il paroliere di Mina, che aveva una trasmissione alla Rai, ci ha fatto mandare una cassetta con la nostra incisione con anche una cassa di vino di Asti. Non sappiamo tuttora se rimase colpito dalla cassetta o dalla cassa, insomma ci disse di andare a Roma che ci avrebbe fatto andare in onda su Rai 1 alle 6 e mezza di sera, e se vai su YouTube lo trovi ancora, dura una mezz’oretta, tre quarti d’ora ed è forse una delle ultime trasmissioni in bianco e nero. Quello aveva incuriosito le etichette e Universal si chiese come mai fossimo senza contratto e ci ingaggiò tramite Niko Papathanassiou. Fatto il contratto abbiamo registrato poi a Milano e tempo due settimane abbiamo fatto uscire il tutto con i vari missaggi con Davide Marinone che era il tecnico delle Orme. Poi abbiamo fatto due o tre tour, uno con Amanda Lear pensa, poi però abbiamo capito che c’era l’andazzo della discoteca e ci siamo resi conto che era ora di chiudere lì. Però siamo rimasti amici con Niko e qui il collegamento con il mio nuovo disco. Tutte le volte che tornava in Italia dalla Grecia faceva un salto da me ad Asti per sentire i miei pezzi, siccome io quando mi tolgo il camice da dottore entro in una camera piena di tastiere e pianoforti e ho continuato a comporre. Alla sera per liberarti un po’ la testa suoni, le mani vanno da sole. Insomma una quindicina d’anni fa Niko mi chiese come mai di tutto questo materiale non avevo fatto uscire nulla.

Vicarious: Qui poi la decisione di rilasciare un album da solista immagino
Michele Conta: Sì, avevamo provato a risentirci con La Locanda ma loro preferivano continuare con il nostro vecchio materiale che non rilasciare brani inediti. Che è poi quello che ci aveva reso famosi etichettandoci come prog, anche se in quegli anni il termine progressive non esisteva, è stato coniato poi dopo con l’avvento della disco music, del pop. Un genere che è nato e morto in quegli anni lì, prima del 1978. Quindi di tutti sti pezzi che avevo nel cassetto ne ho scelti 7 che potevano descrivere questi 40 anni di silenzio. Mi rendo conto ora di avere uno stile spogliato di tutto quel barocco che avevo composto negli anni 70, molto più essenziale che riflette più i nostri tempi e la nostra vita.

Vicarious: 7 pezzi tu dici, ma io ne conto 6…
Michele Conta: Perché all’ultimo ho telefonato a Mattia Sheller che è il discografico e gli ho detto che avevo cambiato idea, l’ultimo non lo metto, togliamolo, nonostante fosse suonato da Gavin Harrison, perché è più essenziale, più duro, più di protesta, mentre questo è un disco più riflessivo. Ci sono meno tastiere e più batteria, se dovessi fare un nuovo disco il percorso sarà quello. Se avrò la fortuna di rilasciarlo, ho già tante cose spianate. Il grosso era passare dall’analogico alla “computer music”, una volta capito questo ho la strada in discesa. Poi ho cambiato due o tre batteristi, chitarristi, trovare quelli che volevo è stato difficile.

Vicarious: E con questi nomi che sono andati a comporre il tuo progetto quindi, come sei entrato in contatto?
Michele Conta: Guarda, ti faccio ridere adesso. Avevo in testa Gavin Harrison perché avevo suonato con Sergio Pescara (Nannini, Finardi) che suonava molto materiale della PFM e avevo scelto lui come batterista. Poi però sentendo Steven Wilson mi sono detto, ma quasi quasi provo a entrare in contatto con il batterista. Insomma, ho cercato su internet la sua mail. Praticamente sta mail finisce ad un omonimo di Gavin Harrison in Inghilterra sempre, batterista anche lui. Dopo 3 / 4 giorni ricevo la risposta del Gavin Harrison originale che ho ancora sul PC e se volete ve la stampo che nel 2015 era impegnato in un tour con i King Crimson che mi dice che io appunto avevo scritto ad un suo omonimo che abita a 50 KM circa da lui ma si conoscono e per cortesia aveva quindi ricevuto la mia mail. Sono sicuro che se gli avessi scritto direttamente non mi avrebbe nemmeno risposto, infatti su internet non c’è nemmeno la sua mail diretta. Insomma per farla breve mi ha detto di mandarmi il mio materiale e avrebbe valutato. Gliene ho mandati 3, due gli sono piaciuti ma uno me l’ha scartato. Ci siamo accordati e allora sono salito in Inghilterra per registrare, e lui per me era il massimo, proprio quello che avrei voluto. Così ci siamo conosciuti ed è contento di come è venuto il disco, ora ci sentiamo e il nostro brano E’ Nell’Aria sta andando molto bene. Una persona caratterialmente eccezionale, ci siamo visti a Torino 3 anni fa che lui suonava appunto con i King Crimson, nonostante il mio disco fosse uscito dopo in realtà era già stato registrato nel 2015, siccome ero ancora legato alla Universal come diritti.

Vicarious: Come mai quindi questo ritardo?
Michele Conta: Perché è successa una cosa incredibile, praticamente in quel momento un artista di cui non conoscevo assolutamente il nome, cioè Dr. Dre, aveva scelto un mio pezzo della Locanda da mettere in un suo disco come sample per rapparci sopra, e il disco in questione negli USA era primo in tutte le classifiche, con la nomination ai Grammy Awards. Chiaramente mi hanno riconosciuto i diritti d’autore e non ti nascondo che di soldi me ne sono arrivati non pochi. Mi hanno invitato addirittura a Los Angeles la Universal, sono stato con mia moglie, io avevo proposto il mio disco che era pronto ma in realtà mi avevano offerto di fare da autore di sample per la sua musica. Lì per lì mi era sembrato un pensiero entusiasta, poi tornato in Italia mi sono detto, con la mia professione, la famiglia e la musica che mi piace, cosa vado a fare dei sample che non mi appartengono…

Vicarious: Dopo questa interminabile chiacchierata ti vorrei fare una domanda diretta. Situazione Coronavirus a parte, domani compri un biglietto per un concerto, chi vai a vedere?
Michele Conta: Ti rispondo subito, sarei a Los Angeles a vedere i Tool.

Vicarious: Grazie mille per il tuo tempo Michele, vuoi salutare la community di Metallized.it?
Michele Conta: Vi ringrazio per avermi dato spazio sulla vostra webzine, ad un dinosauro come me. Poi vorrei ringraziarvi per il vostro lavoro e vi confido che sono un vostro lettore perché mi piace molto l’impaginazione del vostro sito. In un attimo vedi le nuove recensioni, i dischi in uscita e soprattutto i nuovi concerti. Continuate così!



JC
Sabato 6 Giugno 2020, 20.43.15
5
Forse le lucciole non si amano più è il disco di progressive italiano più bello di sempre.
duke
Venerdì 5 Giugno 2020, 17.33.35
4
...bella intervista.....molto interessante....e poi la locanda delle fate e' uno dei miei gruppi prog preferiti....davvero eccezionale....
Rob Fleming
Venerdì 5 Giugno 2020, 16.49.20
3
Una delle interviste più belle che ho letto sul sito se non la più bella. E' stato interessantissimo leggere come con la bravura e le dovute conoscenze si sia arrivati a mettere su prima un gruppo e quindi pubblicare uno dei gioielli del prog.
naoto
Venerdì 5 Giugno 2020, 14.42.42
2
Fantastico. Un viaggio nel periodo più denso della nostra storia musicale. Complimenti per l'intervista.
progster78
Venerdì 5 Giugno 2020, 12.07.53
1
Intervista incredibile, Forse le lucciole non si amano più è un disco splendido ke ancora oggi lo ascolto a ripetizione . Grazie a Michele Conta e alla band per aver fatto la storia del prog italiano e non solo.Musica ke scalda il cuore.
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
L'Intervista
ARTICOLI
05/06/2020
Intervista
MICHELE CONTA
Dalla Locanda delle Fate a Gavin Harrison, passando per Dr. Dre
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]