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KISS. CERONE, COSTUMI E UN PUGNO DI SOGNI - La storia della carriera di un fenomeno generazionale
31/08/2020 (783 letture)
Fresco di stampa, ecco un nuovo testo sull’epopea fantastica dei Kiss, a 47 anni dalla nascita della band più mascherata della storia del rock. Il volume è ad opera di tre autori come Gian Paolo Bissolino, Marco Gamba ed Enrico Sturaro che avevano esordito nel 2012 con il loro primo libro, sempre nel nome degli americani ceronati, a titolo Kiss. Welcome to the show! Questo nuovo capitolo esce per Arcana e gli autori fanno nuovamente centro. Kiss. Cerone, costumi e un pugno di sogni , è un calibrato mix di curiosità, fatti, cifre, biografia della band e ha in sé alcuni valori aggiunti che andrò a sviscerare. 255 pagine adatte a due tipi di fans, i kissomani incalliti che conoscono anche il numero di peli delle orecchie di Gene e Paul e i neofiti, coloro i quali conoscono poco la saga del Bacio e vogliono approfondire argomenti, discografia e curiosità. Sembra un ossimoro ciò che ho appena citato ma non è così. L’esposizione è fluida, scorrevole, levigata e intrigante, incuriosisce e spinge il lettore a proseguire tra le pagine, fattore determinante per un tomo monografico che Gian Paolo, Marco ed Enrico dominano a menadito senza personalismi o sofismi, andando al cuore della storia, aggiungendo sostanza, dichiarazioni, provenienti da pubblicazioni precedenti privilegiando le biografie di Paul Stanley e Gene Simmons, senza giudizi o protagonismi, tenendo fede alla cronologia dei fatti, degli eventi. Va detto che la lunghissima storia dei quattro di New York viene raccontata con dettagli ma senza pesantezze assortite, non indugiando su aneddoti che avrebbe reso il volume un super trattato indigeribile e infinito, non inferiore alle mille pagine.

La storia dei Kiss, è resa leggera, godibile, raccontando i passaggi principali della leggenda delle quattro maschere, cosa questa che farà molto piacere a chi si approccia per le prime volte alla band, sulle pagine inchiostrate c’è tutto il necessario per penetrare a fondo la materia da parte dei novizi, che hanno sentito parlare tanto della mitologia dei mascherati, non trovando tempo e voglia per approfondire: qui rinveniranno tutto il manuale di ragguagli per diventare proseliti del quartetto. Dagli inizi stentati all’avvento fulminante di Alive!, il marketing, l’esplosione planetaria di Ace e soci e la macchina da soldi del merchandising, i dischi zoppicanti e le opere considerate capolavori, i cambi in formazione, lo smascheramento, gli anni 80, la reunion, i tour, i costumi, insomma un’immersione completa nel mondo della band, con tanti dettagli gustosissimi. I die hard fans, coloro i quali conoscono tutto ma proprio tutto sul costruttore delle zeppe di Paul Stanley e i vizietti reconditi del duo Peter-Ace, troveranno materiale estremamente interessante e appagante, perché il volume contiene colpi vincenti e uno studio approfondito. La descrizione di tutti i costumi usati nei vari tour, la minuziosa illustrazione dei vari palchi usati in tutte le tournee, dati inediti e soprattutto tutte le canzoni sciorinate dal vivo in migliaia di concerti analizzando ogni singolo album con specchietti grigliati assai esaurienti: conoscerete quali canzoni di Destroyer piuttosto che di Dressed To Kill o Animalize sono state performate su un palco, in quale tour, e le song mai presentate in sede live. Un lavoro mastodontico di ricerca dettagliata, meticolosa che ha una resa davvero efficace e ottimale, e già solo per questo gli autori meritano un plauso convinto da parte di chi legge. E, ovviamente, questo sarà pane metallico per i denti affilati di tutti i kissomani accaniti, sempre alla ricerca di nuovi spunti, codici e curiosità. Da oggi tutti sapranno che dei 4 solo album solo una manciata di canzoni hanno trovato sfogo davanti al pubblico acclamante, o che Tough Love (Revenge) piuttosto che Rocket Ride (AliveII) o ancora Hard Times (Dynasty) e Not For The Innocent (Lick It Up) non sono mai state proposte in concerto, e credetemi, l’elenco è lunghissimo e affascinante da scorgere. Lo so, roba da maniaci del particolare, ma i loro fans lo sono, in senso positivo ovviamente. Bello anche venire a conoscenza delle song suonate nelle varie Kiss Kruise, dove la band ha pescato a piene mani nel passato, proponendo pezzi misconosciuti o accantonati per decadi, scatenando la pazza gioia di tanti fans assiepati sulla nave, che hanno assistito, negli anni e nelle varie edizioni, alla doppia performance acustica e in borghese, elettrica e in costume e cerone, gratificati da stilettate quali Room Service, Sweet Pain, Mainline, Almost Human, Keep Me Comin’, Love Theme From Kiss, Take Me, A Million To One e innumerevoli altre. Un elenco succulento che potrebbe far perdere il sonno a molti adoratori del culto, per non aver potuto presenziare agli eventi.

Il libro si compone di 7 capitoli, possiede stampe in bianco e nero di foto, locandine storiche ed eventi, sfoggiando un capitolo finale, titolato i Kiss fuori dai Kiss, che prende in esame gli eventi solisti di tutti i 10 componenti che si sono esibiti sotto il maestoso logo fatto di lampadine, analizzando anche le tristi scomparse del grande Eric Carr e del axeman meteora Mark St. John. E proprio di quest’ultimo vanno registrate dichiarazioni già note, ma che continuano a suonare sibilline e accusatorie nei confronti dei due capi supremi, a riguardo del suo periodo nella band, definito “il peggiore della mia vita con persone che pensano al business e con cui non è semplice andare d’accordo” oppure la citazione della tristezza, del compianto e amatissimo, Eric Carr che negli ultimi anni si incupiva, quando gli venivano promesse delle cose, in seguito mai mantenute. Spiccano poi informazioni assai appetitose: show registrati per radio e tv mai andati in onda, succosi dietro le quinte in vari frangenti e un dato che dimostra l’assoluta grandezza dei Kiss, come band vinilitica: il 15 settembre 2015 la RIIA, l’associazione che certifica le vendite discografiche americane, ha annunciato che i 4 caratteri su sfondo di cerone bianco, hanno ricevuto più dischi d’oro di qualunque altra band nei 63 anni di vita dell’associazione, ben 30 dischi aurei consegnati alla band nelle decadi. Un risultato sbalorditivo e assai significativo per un ensemble che, agli inizi, vendeva poche copie e ha rischiato di far fallire la loro prima label, la Casablanca. In definitiva, Kiss. Cerone, costumi e un pugno di sogni , contiene tanti spunti eccellenti e risulta essere un volume vincente per dati sciorinati e punti di interesse per chiunque conosca fedelmente o si approcci alla leggenda targata Kiss , un libro che vi terrà compagnia, stuzzicando ricordi, ripercorrendo periodi della vita del gruppo, costellata da dati sbalorditivi, cifre a milioni di dollari, costumi pazzeschi, album che sono entrati nella leggenda del rock e nella Hall Of Fame, arrivando alla narrazione fino ai tempi nostri, quando il quartetto ha dovuto interrompere il End Of The Road Tour per causa del maledetto Covid. La saga del Bacio continuerà con il tour d’addio da completare nei prossimi due anni, quale miglior occasione per arrivare ai concerti d’addio informatissimi? I Kiss, piaccia o non piaccia, sono pura mitologia!

::: ::: ::: RIFERIMENTI ::: ::: :::
AUTORE: Gian Paolo Bissolino, Marco Gamba, Enrico Sturaro
TITOLO: Kiss. Cerone, costumi e un pugno di sogni
ANNO: 2020
EDITORE: Arcana
COPERTINA: Rigida
PAGINE: 255
PREZZO:
16,50 €



Philosopher3185
Sabato 12 Settembre 2020, 22.01.40
24
I still Love you è senza dubbio una delle piu' belle ballad di tutti i tempi e che non ha niente da invidiare a quelle degli Scorpions...
Philosopher3185
Sabato 12 Settembre 2020, 21.59.57
23
Per chi ha detto che dietro a questa band-oltre al trucco e i costumi-cè ben poco,gli consiglierei di ascoltarsi ben bene Creatures of the night,voglio sentire se parlera' male di quell'album..
tino
Mercoledì 2 Settembre 2020, 14.28.48
22
La citazione ai Beatles e al fatto che tutti cantano rendendo di fatto piacevolmente diverse le canzoni non è una caratteristica di poco conto Michele luppi, grande estimatore dei kiss, ha detto che è una delle cose che lo colpirono di più da ragazzino di loro era quella. Bella la sua recente intervista sul canale youtube del simpatico piacentino di suonare la batteria, racconta della sua passione per la musica e per i kiss nata in tenera età, passione poi applicata e sviluppata alle tastiere e agli altri strumenti e successivamente al canto
Fabio Rasta
Mercoledì 2 Settembre 2020, 13.23.39
21
Daccordo con No Fun sui paragoni. I KISS, musicalmente parlando, proponevano un onesto R'n'R potenziato e volutamente privo di fronzoli e virtuosismi, semplificando o potenziando il Detroit Rock con riff diretti e melodie immediate da College Party. Può piacere o no. Indubbiamente lo facevano con classe. Scrivevano e cantavano tutti e quattro come voluto dai due fondatori, ispirandosi ai loro idoli BEATLES, e tutti hanno scritto bellissime canzoni. Hanno influenzato generazioni di Rockers famosi e sconosciuti un po' su tutto il pianeta. Personalmente mi piace tutto fino a Love Gun. Sempre x gusto personale, da lì in poi li ho sviscerati x non perdere nulla, compresi i quattro LP solisti, e ho salvato giusto i Live e due dozzine di canzoni. Sicuramente xò è il lato spettacolare che li ha resi immortali; portarono lo Show Business ad un livello mai visto prima. I video dei primi due Alive, rapportati all'epoca, sono shockanti ed estremamente esaltanti allo stesso tempo. /// No Fun (to hang around), non è mai troppo tardi x il R'n'R, se il R'n'R ce l'hai dentro.
L'ImBONItore
Mercoledì 2 Settembre 2020, 11.16.42
20
Eeeeeee i Kiss sono sempghe stati di Stanley, Criss eeeeee Frehley. Logho eeee hanno dato sempghe anima e eeeeeeeeee fantasia, talento eeeee cgheativita' alla band. Fosse stato pegh Simmons avghebbegho fatto una bghutta finee scgia' negi pghimi anni '80 ! EEEeee poi aghtisticamente paghlando, le pittughe sui logho volti sono bellissime, eeeeeee molto paghticolaghi. Pegho', se avessegho contattato un pittoghe di enoghme fama, tipo un Rothko, saghebbe stato meglio ! In questo, mi deludono fondamentalmente
Enrico
Mercoledì 2 Settembre 2020, 7.35.27
19
Senza dubbio una delle più grandi band mai nate ...la musica è semplice certo ma sono le cose più semplici quelle più belle al contrario l' idea dei costumi e dello spettacolo è unica e penso che paradossalmente per molti abbia tenuto lontano i Kiss dalla idea di musicisti. Poi basta vedere chi afferma che la musica dei Kiss, non lo spettacolo si noti bene, ma la musica è stata fondamentale....pearl jam lenny krevitz anthrax persino i nirvana facevano cover dei Kiss...e questi sono fatti
No Fun
Martedì 1 Settembre 2020, 22.59.41
18
Per me ogni paragone è fuori luogo. Sono i Beatles moltiplicati per Alice Cooper, sono Lady Gaga più gli MC5, Dart Fener a Disneyland... Da (molto) piccolo ricordo che li vidi in televisione e per circa un anno ogni volta che qualcuno voleva farmi una foto tiravo fuori la lingua fino al mento. Mia mamma smise di farmi foto perché sembravo deficiente. Però poi sinceramente non mi interessarono mai. Fino a che presi un album dei Melvins e ascoltai la cover di Goin Blind e scoprii che erano dei fan sfegatati dei Kiss. E poi un ep degli Entombed e c'era la cover di God of Thunder. Non che non l'avessi mai sentita, ma insomma mi dissi ma diavolo perché ho lasciato perdere i Kiss, hanno fatto delle canzoni fantastiche! Ma ormai era tardi. O no?
Rik bay area thrash
Martedì 1 Settembre 2020, 18.22.09
17
Prima song (in assoluto) ascoltata di hard rock fu nel 1979, black diamond da un live bootleg trasmessa da una stazione radio captata per caso girando il potenziometro. Sebbene bambino mi colpì quella musica strana, ma che mi piacque subito.... I kiss sono sempre stati così : amati od odiati. Fans adulanti e Kritica kolta a distruggerli con le loro review dei dischi o i report dei loro concerti. Sbeffegiati e derisi da tanti, ma per chi li segue e apprezza la loro musica, i più grandi. Non è facile creare decine e decine di hit in soli tre minuti, loro ci sono riusciti innumerevoli volte. If you want the best, you got the best 💋🤘🎸
Galilee
Martedì 1 Settembre 2020, 17.58.28
16
Si però alla fine si ricade sempre nei gusti personali. E tutte le band che abbiamo citato sono comunque più che rinomate. Anch'io preferisco Alice Cooper ai Kiss, per dire. E potrei preferire a loro Thin Lizzy, Scorpions etc, ma la questione non cambia. Siamo sempre a gusti personali. Conosco tanta gente che adora i kiss e tanta che non li sopporta. Idem per i Motley Crue, per gli Scorpions, per gli ZZ top etc..
Rob Fleming
Martedì 1 Settembre 2020, 17.45.46
15
Esattamente @Galilee! Tolti gli XTC di cui un giorno forse ne capirò la grandezza, i Thin Lizzy (bravissimi, sia chiaro!) e i Rose Tattoo (di cui ho un album e una raccolta) tutti gli altri, ma proprio TUTTI sono superiori ai Kiss (d'accordo..."per me"). Ma a meno di non fare un unico calderone sul rock/hard rock i gruppi da te citati hanno una proposta diversa (insomma, dovrei aver assunto molte sostanze pesanti per poter comparare Kiss e ZZ Top). Ecco perché alla fine - me ne rendo conto solo ora - quando faccio affermazioni tipo "i fuoriclasse stanno altrove" penso a gruppi che hanno una proposta obiettivamente diversa.
Shock
Martedì 1 Settembre 2020, 17.38.25
14
Ecco, Rob ha centrato il punto: i Kiss, che entrano nel calderone dell'hard rock, hanno nella loro carriera fatto dischi con più influenze, ma a mio personale gusto preferisco ben altri artisti. Per gli anni settanta e acquistabili ai Kiss per me Alice Cooper è di gran lunga migliore, gli Sweet e N.Y.Dolls per il versante più glam pure, Ac/DC, Aerosmith e Nazareth, più hard rock, pure, se poi passiamo agli anni ottanta c'e' solo l'imbarazzo della scelta. Ho detto che i Kiss hanno un'importanza storica assoluta, ma personalmente non li ho mai messi su un piedistallo come altri gruppi.
Galilee
Martedì 1 Settembre 2020, 17.29.13
13
X Tino. Vabbè ma la storia dei gruppi sconosciuti che meritano di più la lascio agli intenditori. Per me non ci sono. E non ho 3 dischi in casa.. Sennò si cade nel tranello spiegato poc'anzi da Rob. Quali generi precisamente? Perciò ho elencato i soliti gruppi che di generalmente vengono citati come i pilastri dell'hard rock anni 70. Se vuoi nomi di band meno blasonate, ma anche no, potrei citati gli UFO, gli Scorpions, i Rose tattoo, gli XTC, ZZ top, Bad Company, thin Lizzy, Grand Funk, Boston, Ted Nugent, etc etc..
tino
Martedì 1 Settembre 2020, 17.11.33
12
si ma gli acdc e gli aerosmith hanno fatto successo anche più dei kiss
Rob Fleming
Martedì 1 Settembre 2020, 17.10.53
11
Il tuo amico, @tino, ha fatto una bella domanda, cui è molto difficile rispondere. Perché a pensarci bene, che genere suonano i Kiss? Rock (and Roll)? Allora il primo nome che mi viene in mente sono i Creedence. Ma sono seriamente accostabili? Non credo. Glam ? Beh, allora Ziggy Stardust, Slade e Sweet (gruppo mastodontico anche tecnicamente) e più tardi gli Hanoi Rocks li preferisco. Ma sono sicuro che possano essere accumunabili ai Kiss? Mah...Ci sono! Fanno hard rock! Ma cos'è l'hard rock? Naaaa, lascio perdere. Guarda, forse gli unici gruppi menzionabili sono quelli degli anni '80 che un po' da Alice Cooper e un po' dai Kiss hanno fatto i miliardi. Ma appunto vengono dopo. Ecco, con quella domanda il tuo amico ha minato molte delle mie certezze in ordine all'importanza o meno dei Kiss. Non si fa così. Digli di andare a fare in...
Galilee
Martedì 1 Settembre 2020, 17.08.13
10
Nell'hard rock secondo me i primi dischi degli AC/DC con Bon Scott alla voce rimangono l'apice del genere. Poi viene tutto il resto. Kiss, Aerosmith, Alice Cooper, etc etc per rimanere nei 70. Preferire uno ad un altro è solo questione di gusti personali. I Kiss comunque rimangono oggettivamente intoccabili. I dischi capolavoro sono tanti e sparsi in almeno 3 decadi. Son passati 45 anni e sono ancora qua. Non credo ci sia altro da aggiungere. Stesso discorso si potrebbe fare per Alice Cooper, Aerosmith etc...
tino
Martedì 1 Settembre 2020, 16.49.05
9
quali? rimanendo nel genere ovviamente. Chiedo per un amico...
Shock
Martedì 1 Settembre 2020, 16.14.20
8
Anch'io non ho mai apprezzato in pieno i Kiss, e mai amato un disco dall'inizio alla fine. Certo, hanno fatto canzoni stupende e storiche, hanno influenzato decine e decine di gruppi, hanno presenza scenica e un live entusiasmante, ma ho sempre trovato il Bacio un gruppo sovraesaltato, e ho sempre pensato che ci sono gruppi di gran lunga superiori. Boh, de gustibus...
Elluis
Martedì 1 Settembre 2020, 14.18.33
7
A leggere la recensione sembra essere un libro molto interessante, mi ha incuriosito anche se non sono un fan della band. Se mi permettete vorrei fare solo un appunto, il titolo del libro è veramente brutto, nel senso che non invoglia all'acquisto, chi non ha letto questa recensione e magari per caso se lo ritrova in mano, potrebbe fraintendere il senso del libro, e non esserne attratto. (io non lo sarei, my opinion...)
Galilee
Martedì 1 Settembre 2020, 12.49.34
6
Interessante. Non ho mai letto nessun libro su di loro. Comunque a me la band strapiace. Dischi come il debutto, destroyer, dynasty, creatures of the night etc etc sono dei pilastri del rock. E poi dal vivo sono i numeri uno. Paul Stanley sul palco è Dio. Tutti a casa.
tino
Martedì 1 Settembre 2020, 12.44.59
5
Sono stati il mio primo gruppo, quelli che nel 1980 mi hanno fatto scoppiare una passione che dura tutt’ora a distanza di 40 anni. Il mio kiss preferito era ed è ancora oggi Ace frehley, la sua voce è qualcosa che ancora oggi mi fa accapponare la pelle, il suo lavoro sulla les paul me lo fa essere ancora oggi uno dei miei chitarristi preferiti, semplicemente straordinario. I miei pezzi preferiti sono quelli che interpreta lui, 2000 men, shock me, talk to me, torpedo girl, save our souls, two sides of the coin, per non parlare dello straordinario disco solista con gemme come new york groove, rip it out, snowblind. Gli altri non sono da meno anche il meno considerato peter criss che ha una voce incredibile, calda e ruvida allo stesso tempo fantastico in dirty livin, ti riporta alla new york degli anni 70. Gli altri due giganti non hanno bisogno di troppi commenti, Gene simmons bella voce potente e cavernosa, quasi un improbabile antenato dei moderni growlatori, paul la voce più sexy del rock, senza dubbio, insomma li adoro. I miei dischi preferiti sono dynasty, il sottovalutato capolavoro unmasked e lo straordinario creatures of the night. Mio pezzo preferito della band I love it loud, non mi stanca mai. Li amerò sempre
fasanez
Martedì 1 Settembre 2020, 12.08.08
4
A me non hanno mai preso tanto, pur riconoscendo l'importanza "storica". Ma un mio amico fan sfegatato, all'epoca, avrò avuto si e no 18 anni, ci convise (me e i miei 3 amici più cari di allora) a masherarci da kiss per un carnevale in una disco dell'epoca... quando si andava la domenica pomeriggio!. Mia mamma truccò tutti e 4, ci preparammo fin dalla mattima, io ero lo starchild . Fu un successone, le pulzelle gradirono stranamente, d'altra parte, chiodi, borchie e pelle non ci mancavano . ricordo come fosse ora, quando entrammo in pista da ballo, il dj stoppò la musica e esclamo al microfono "Abbiamo i KISS!!!" e partì ovviamente "I Was Made...." Un giorno veramente bellissimo, che ricordo con molto piacere, quindi.... anche se non mi hanno mai preso del tutto..... grazie kiss! Scusate l'OT.
angus71
Martedì 1 Settembre 2020, 10.57.19
3
quando comprai Dynasty avevo 8 anni. non posso che essere affezionato a questa band che mi ha portato nel mondo fantastico del rock/hard rock/heavy metal. si può discutere della loro bravura tecnica, del loro essere hard rock/pop/metal/dance o meno ma rimangono comunque un'icona che chiunque conosce.
Rob Fleming
Martedì 1 Settembre 2020, 9.46.42
2
Io ricordo distintamente me bambino e tutto intorno i ragazzi più grandi che impazzivano per loro (penso fosse il periodo Dinasty o poco dopo). Crescendo ho comprato i loro dischi, visti in concerto due volte, ma ancora oggi (eccetto Alive I e II e Revenge ed in minor misura Love gun) non riesco ad apprezzare un loro disco dall'inizio alla fine. C'è sempre un qualcosa che mi fa pensare che tolto il trucco, le maschere e le esplosioni, ci sia meno sostanza di quanto siamo disposti a riconoscere (ecco perché l'album che preferisco è Revenge). Insomma, hanno tante belle, bellissime canzoni, divertenti, ma per me i fuoriclasse stanno altrove. Se, però, alla bella musica aggiungiamo lo Spettacolo, allora l'impatto è obiettivamente diverso e il concerto diventa qualcosa che bisogna vivere una volta nella vita (già la seconda, come è capitato a me, lascia meno in quanto manca del tutto l'effetto sorpresa). Sul cinismo/affarismo della coppia se ne sono lette di tutti i colori e quindi sarà vero. Ma alla fine hanno ragione loro se sono ancora qui dopo 50 anni
Samoan
Martedì 1 Settembre 2020, 9.15.21
1
Una band che ha praticamente la mia età! Sempre grandi Kiss... Magari ora sarebbe il caso che si dessero pace, ma restano un mito assoluto.
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31/08/2020
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KISS. CERONE, COSTUMI E UN PUGNO DI SOGNI
La storia della carriera di un fenomeno generazionale
 
 
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