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BONES - #5 - 禦矢, Forþfæderasþrymcymeúpsprungennes, Cystgurgle, Wyvern, Basic Torture Procedure, Failed Treatment, The Passing
24/09/2020 (420 letture)
禦矢/Holyarrow – 衷赤·贰​/​Oath of Allegiance Part II (Pest Productions, 2020)

Tracklist:
1. 万载/Long Live
2. 武殁/Fight til Death


Formazione:
史/Shi Kequan/Schtarch (Voce, Chitarra)
Yasa (Chitarra)
Wang (Basso)
Navier (Batteria)

Musicisti ospiti:
Gaednew (Voce femminile)

Non capita tutti i giorni di imbattersi in dischi metal provenienti dalla Cina, figurarsi poi un disco black metal proveniente da una zona molto specifica della Cina, il Fujian. È importante precisarlo perché il progetto Holyarrow fa del legame con la propria regione un punto di forza se non una caratteristica fondamentale. Come per le uscite precedenti, di cui due album e un EP, le tematiche d'ispirazione sono le storie, i racconti e le leggende della regione, così come i testi sono scritti (e cantati) nel dialetto amoy. Date le premesse è quindi intuibile che tipo di black metal viene proposto; incrociando sinfonie orchestrali, melodie e cori, il risultato è quello di black metal dalle tinte epiche e che si discosta, neanche di poco, da soluzioni più violente. Con dei ritmi piuttosto controllati, il musicista riesce a dare moltissimo spazio al lavoro più ricercato delle chitarre, sia grazie ad assoli che all'utilizzo di riff melodici che di fatto sono i costruttori dei brani. Aspettatevi quindi due brani ricchi di atmosfera, in cui il nostro inserisce qualche effetto ambientale, arpeggi e più linee vocali che esaltano i momenti più da “carica”; è poi apprezzabile la scelta di mantenere i suoni quanto più caldi possibile, con una produzione in grado di restituire un impatto molto simile a quello dei vecchi album di Windir e Graveland. Affascinante,e chissà se riusciranno ad avere il successo dei conterranei Zuriaake, oggi sotto Season of Mist.

Forþfæderasþrymcymeúpsprungennes – Dark Druidic Folk Rites (Inverse Solar Reqvriem, 2020)

Tracklist:
1. Albion katu-walo φoulwan
2. Visions from within the crone’s sulphurous deluge
3. Kruwos demātā
4. In the smoke of mandrake effigies


Formazione:
Sconosciuta

Forþfæderasþrymcymeúpsprungennes è un nome tanto complicato da pronunciare quanto innegabilmente attraente. Se quindi il solo nome ha attirato la vostra attenzione, possiamo dire che, chiunque si celi dietro il progetto, abbia fatto centro. Scelta del nome a parte, che pare essere un misto di inglese antico e nordico antico e dovrebbe tradursi come “Forefather's glorious coming eclipse”, ad essere particolare è anche la proposta. Secondo demo nel giro di pochi mesi, Dark Druidic Folk Rites tenta l'impresa di mescolare dark ambient, folk e black metal minimale, cosa che però riesce solo in parte; se infatti la prima traccia è in linea con quel mix di dark ambient e atmosfere rituali, i tre brani successivi non presentano mai elementi di questo tipo, assestandosi invece su un black metal minimale ma comunque ricco d'atmosfera. Come ormai avrete capito leggendo questa rubrica, a rendere ancora più caratteristiche alcune uscite sono le scelte di produzione. Ecco, con una produzione così grezza e poco curata, le intenzioni del progetto sono chiare e sensate. Le chitarre, molto “zanzarose”, vengono accompagnate da arpeggi dissonanti e da altre linee sorprendentemente più melodiche che a tratti fanno apparire il progetto meno strano di quanto si pensi. Particolare poi la scelta della voce, che mette da parte lo scream e si concentra su un growl cupo e a tratti reso ancora più particolare dagli effetti. Se l'idea di unire i tre elementi citati all'inizio è un po' fuorviante, non si può certo dire che Dark Druidic Folk Rites non riesce nell'intenzione di essere evocativo e misterioso, proprio come il nome.

Cystgurgle - Ubi pus, ibi fermento (Lymphatic Sexual Orgy Records, 2020)

Tracklist:
1. Report I: Empyema Thoracis
2-7 Empyema Thoracis
8. Report II: Goodsall’s Law in Proctological Disease
9-14 Goodsall’s Law
15. Report III: Forming the Phlegmon
16-30 Forming the Phlegmon


Formazione:
Niose (Voce, Basso)
Goredick (Batteria, Voce)
Dr. Saari (Voce sui report)

Con i thailandesi Cystgurgle ci addentriamo in sonorità ancora più estreme e per molti inascoltabili. Copertina e numero di brani, ben trenta divise per sezioni e con titoli lunghissimi (un esempio? 17. Forming the Phlegmon: Cysticercus Racemosus and the Emerging Pathophysiology Concerning Neuro-Parasitism of Helminthes Indigenous to Southeast Asia Diagnosed through Immunofluorescent Techniques Refined by Molecular Extraction of Taenia solium Messenger Ribonucleic Acid II), potrebbero far intuire molte cose. Il trio si dedica infatti ad un grindcore che generalmente viene chiamato “gorenoise”, composto da traccie corte, registrato senza l'utilizzo di chitarre (solo basso distorto e batteria) e utilizzando un growl che tramite effetti diventa più simile ad un gorgoglio. In meno di quindici minuti insomma, i tre ci aggrediscono con una serie di blast beat che ogni tanto lasciano posto a qualche leggero cambio di ritmo e ad un basso che suona dall'inizio alla fine senza mai fermarsi o variare più di tanto il riff, o quello che ne resta. Va però detto che rispetto ad altri gruppi in cui l'aspetto “noise” è più marcato, i tre restano tutto sommato vicini a quelli più orecchiabili, risultando così più in linea conCock and Ball Torture, Regurgitate e, almeno nei momenti più quadrati, ai maestri Dead Infection. Attraverso l'esagerazione della proposta, di temi ed una produzione tipica di queste uscite (aspettatevi anche un rullante dal richiamo “metallico”...), i tre entrano a far parte di quell'enorme schiera di gruppi che, per quanto strano possa sembrare, ottiene un forte seguito negli ambienti più estremi e underground.

Wyvern - IJsenheer (Tour de Garde / Zwartkunst Smederij, 2020)

Tracklist:
1. Dwalend in een ijzig land
2. De tand des tijds
3. Vuur en ijs
4. De reus van de zwarte berg
5. Een bevroren graf
6. Langs mist en hemel


Formazione:
Sconosciuta

Con i Wyvern ci spostiamo su sonorità black metal molto coinvolgenti e che godono sempre di un grande fascino. Parliamo di un mix tra tastiere e “raw black metal”, scelta che in qualche modo accosta il misterioso duo canadese ai Summoning del bellissimo Nightshade Forests. “In qualche modo” perché i due pur facendo delle tastiere un mezzo sicuramente importante della proposta, tanto che in alcuni punti sembrano esser loro a guidare i riff se non l'intero brano, ma se non raggiungono quei livelli (e ci sta, trattandosi del secondo demo in carriera), e siamo comunque piuttosto lontani dal potersi definire come un mix tra dungeon synth e black metal, cosa che aspirano a fare in modo molto evidente; i riff sono infatti per lo più serrati, la batteria accompagna senza variare più di tanto e a dettare le melodie sono proprio le tastiere, che in alcuni momenti si prendono molto spazio creando scenari suggestivi, in linea con l'immaginario fantasy dalle tinte oscure che, va detto, porta alla mente i lunghi dungeon di videogiochi come The Elder Scrolls II: Daggerfall. Lo scream spettrale è poi perfetto per accompagnare venti minuti di oscurità totale, enfatizzata e resa ancora più travolgente dalla produzione in grado di far sembrare che il tutto sia suonato in qualche caverna inesplorata. Un ottimo demo, ancora un po' lontano dal suonare come un misto tra il primo Burzum e i Pazuzu di And All Was Silent... (1994) ma che sarebbe un peccato perdersi.

Basic Torture Procedure / Failed Treatment – Split 2020 (Autoprodotto, 2020)

Tracklist:
1. Failed Treatment - Squishy Organs in Ziplocs
2. Failed Treatment - Detruncating Unpleasantness
3. Failed Treatment - I'd Rather Not Have to Do This to You
4. Failed Treatment - Be Sure to Mop Under the Table Please
5. Failed Treatment - Stop Grimacing It's Not That Bad
6. Failed Treatment - Stage Six Fatal Tumour Radiation Therapeutics
7. Failed Treatment - Even the Nurses Threw Up
8. Failed Treatment - You Can't Eat That
9. Basic Torture Procedure - Sewer of Fats and Fecal Matter
10. Basic Torture Procedure - The Father, The Son, and the Holy Vomitus
11. Basic Torture Procedure - Red Froth Spewing from your Shredded Esophagus
12. Basic Torture Procedure - Scalped and Force Fed Husbands Genitalia
13. Basic Torture Procedure - Lukewarm Decomposed Genital Gravy
14. Basic Torture Procedure - Blended Embryo Indigestion
15. Basic Torture Procedure - Feet First into the Waste Grinder
16. Basic Torture Procedure - Pissing Shards of Glass
17. Basic Torture Procedure - Familicide Gag Reel


Formazione Failed Treatment:
Dr. Harlan (Voce, Tutti gli strumenti)

Formazione Basic Torture Procedure:
Kyle Schroeder (Voce)
Dr. Fogle (Basso, Chitarra)
Travis Bickle (Batteria)

Nato tra i giapponesi Failed Treatment e gli statunitensi Basic Torture Procedure e rilasciato in modo del tutto indipendente, lo split in questione darà soddisfazione a chi necessita sempre e comunque di musica brutale e dalle tematiche gore. Prendendo ispirazione dai vecchi Carcass, Dead Infection e primi Exhumed, i due gruppi si lanciano in circa venti minuti di blast beat, qualche rallentamento di scuola Autopsy e voci gutturali. Come da copione, pur essendoci così tante tracce, queste si aggirano per lo più sui sessanta secondi di durata, suonando quindi come rapidi episodi di cui è difficile, e tutto sommato superfluo, distinguere l'uno dall'altro. Si distinguono invece i gruppi, con i primi più puliti in termine di produzione e in grado di dare un minimo di varietà compositiva ai brani. I secondi puntano invece ad uno stile ancora più rozzo, rendendo la voce ancora più incomprensibile e affidandosi a dei suoni più vicini a vecchi album estremi.

The Passing – The Passing (Caligari Records, 2020)

Tracklist:
1. Condemned
2. Please Him
3. Worthless Existence
4. Deeper
5. Torment
6. Buried and Forgotten / In Its Grip
7. Necrophile


Formazione:
Ian (Sconosciuto)
Fox (Sconosciuto)
Izzy (Sconosciuto)
Marvin (Sconosciuto)

Chiudiamo con i losangelini The Passing al debutto con un EP omonimo edito dalla Caligari Records, etichetta che è ormai diventata un punto di riferimento per il metal underground. E i The Passing sono forse uno dei gruppi che meglio rappresenta lo spirito dell'etichetta. Composto da sette tracce, l'EP arriva ad una durata complessiva di circa tredici minuti mescolando punk, d-beat e death metal. La sensazione è quella di musica “strafottente” che non cerca di impressionare con trovate tecniche degne di nota o altro, ma punta semplicemente sull'impatto e sulla presa che brani di questo tipo hanno in sede di concerto. Sono brani tutto sommato quadrati, che vanno dritti al punto e che non si fanno notare per chissà quali trovate, ad esclusione di Buried and Forgotten / In Its Grip, che con i suoi tre minuti di durata dà la possibilità ai quattro di rendere la proposta un attimo più dinamica. Ma è giusto così, l'intenzione del gruppo è questa e stando alle loro parole, possiamo dire che gli riesce anche bene: [...] with a lyrical content that focuses on 'death', 'the world being shit', and 'the fact that religions suck ass'.



No Fun
Venerdì 2 Ottobre 2020, 0.00.51
2
Incuriosito anch'io dal tipo col nome impronunciabile l'ho ascoltato tre volte, ma non saprei, boh... non riesco a capire che roba è, mi sembra confusa però mi viene voglia di ascoltarla di nuovo. Diverso gli Holyarrow, proprio l'opposto, un bel suono, potenti e trascinanti ma c'è troppa epicità pomposa, non fa per me.
Federico S.
Lunedì 28 Settembre 2020, 16.50.08
1
Gli Holyarrow li scoprii col disco precedente, rimasi positivamente colpito. Inoltre sono attratto da quel nome complicatissimo, che invece non conoscevo affatto.
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Wyvern - IJsenheer
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Basic Torture Procedure / Failed Treatment – Split 2020
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The Passing - The Passing
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