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HATEFUL - Tech-death dall'inconscio
20/10/2020 (652 letture)
Sono passati ben sette anni dalla precedente uscita dei modenesi Hateful. Il trio death metal non ha paura di ammettere di prendersi il tempo giusto per dare agli ascoltatori del tech-death di qualità senza scadere nelle banalità, e con il nuovo Set Forever on Me la band è pronta per fare il salto di qualità una volta per tutte. Abbiamo raggiunto Daniele, uno dei due mastermind del gruppo, per farci raccontare la genesi dell'album e qualche curiosità che ruota attorno alla release e alla band.

Pez: Ciao ragazzi e benvenuti su Metallized! Come prima domanda volevo semplicemente chiedervi di presentarvi ai nostri lettori.
Daniele Lupidi: Ciao a tutti! Mi piacerebbe presentare la band con qualche frase ad effetto, ma credo che nel nostro caso sarebbe meglio lasciare alla musica questo compito! Io (Daniele Lupidi, basso, voce e chitarre in studio) e Marcello (Malagoli, batteria e voce) da più di vent'anni stiamo evolvendo la nostra proposta seguendo unicamente il nostro istinto e la voglia di spingere il nostro death metal ad un livello sempre più alto. Speriamo di esserci riusciti con questa nuova uscita!

Pez: Sono sette gli anni che separano i vostri ultimi due album, infatti Epilogue of Masquerade è stato pubblicato nel 2013, mentre il nuovo disco Set Forever on Me è disponibile da poche settimane. Quello che vi chiedo è: cosa è successo e come mai ci è voluto così tanto tempo per una nuova uscita?
Daniele Lupidi: È giustissimo rimarcare questo tempo trascorso, davvero eccessivamente lungo. Purtroppo abbiamo dovuto reimpostare diverse cose nella line-up per essere in grado di suonare dal vivo con continuità e, trattandosi nel nostro caso di musica particolarmente intricata, ci è voluto più tempo del previsto. Inoltre, io ho subìto una brutta frattura ad un braccio circa cinque anni fa e ho impiegato parecchio per essere in grado di suonare correttamente e completare il songwriting di Set Forever on Me. In ultimo, la label stessa (Transcending Obscurity Records, ndr) aveva una scaletta molto “fitta” per quanto riguarda le uscite del 2020 e il Covid ha ulteriormente rallentato il processo. Finalmente, il 25 settembre, abbiamo potuto tirare un sospiro di sollievo. Prometto che non aspetterete mai più così tanti anni per un nostro album!

Pez: Iniziamo a parlare di Set Forever on Me, la prima domanda che pongo ad ogni gruppo riguardo ad un loro nuovo disco è se esiste un concept che lega i brani della tracklist.
Daniele Lupidi: Direi che non si possa parlare di un concept, ogni brano fa sicuramente storia a sé dal punto di vista lirico. Le tematiche sono piuttosto differenziate, dalle riflessioni e meditazioni su aspetti controversi della società in cui viviamo, a descrizioni quasi pittoriche di dolorose esperienze personali, fino ad arrivare a testi di ispirazione letteraria come ad esempio Our Gold Shined in Vain, liberamente tratto da l'Ombra - Una Parabola di Edgar Allan Poe. Spero che l'ascoltatore possa e voglia leggersi le liriche di questo album, credo si immergerebbe nell'atmosfera generale in maniera molto più approfondita.

Pez: Come si è svolto il processo di scrittura dei brani? È stato difficile comporre i brani senza scadere nei soliti cliché del genere?
Daniele Lupidi: La composizione dei brani credo sia l'aspetto che curiamo maggiormente in questa band. Non dico che ci interessi solo questa componente ma ci andiamo vicini! Come sempre si tratta di un processo lungo e stratificato. Nel 90% dei casi lavoro minuziosamente ad una linea di chitarra principale che definirei il core del brano e la porto in sala per creare con Marcello le partiture di batteria migliori e più sinergiche possibili. Lasciamo passare qualche mese e poi mi metto a testa bassa sugli arrangiamenti di basso (che negli anni sto reputando sempre più fondamentali) e delle chitarre secondarie. Testi e linee vocali sono gli ultimi ad essere scritti, in qualche caso anche dopo mesi o anni! Credo per noi sia completamente naturale evitare le strade più battute quando componiamo. Le influenze sono veramente le più disparate, incorporate nella nostra musica in maniera abbastanza inconscia, tanto che faccio sempre una fatica immane a descrivere il sound della band a chi non ci conosce.

Pez: Ho notato che, a differenza di molti gruppi tech death, preferite scrivere pezzi dalla durata più contenuta invece di “Flussi di Coscienza”. Come mai avete optato per questa scelta?
Daniele Lupidi: E dire che su questo nuovo album le durate si sono visibilmente allungate rispetto alla media dei dischi precedenti! Non saprei, per noi la composizione è essenzialmente “visionarietà”, per cui non ci poniamo mai il problema della durata di un brano. Non volendo forzare nulla spesso le nostre strutture sono piuttosto imprevedibili e ben pochi elementi tendono a ripetersi durante il brano, per cui in una canzone di tre minuti puoi trovare una varietà di riff e passaggi mostruosa. Ci sentiamo piuttosto lontani dalla scena tech-death contemporanea, le nostre radici a livello di ascolti affondano nei primi anni Novanta, dove sicuramente la complessità era una conseguenza della moltitudine di idee da esprimere, piuttosto che della voglia di mostrare le proprie capacità strumentali.

Pez: Ho notato che hai anche curato la copertina del disco, vuoi dirci qualcosa di più a riguardo? La cover si collega alle tematiche dei brani?
Daniele Lupidi: Sì, anche questa volta ho realizzato la cover e i disegni interni al booklet. Si tratta di un'immagine aperta a diverse interpretazioni, sicuramente legata ad un immaginario surrealista ma che si ispira inconsciamente forse anche a certe illustrazioni sci-fi piuttosto vintage. Come dicevo il significato è interpretabile, ma riflette un senso di inquietudine frutto (insieme al titolo del disco) di alcune riflessioni decisamente catastrofiche sulla psicologia umana individuale e sociale, così come sul rapporto con la tirannia del tempo e delle leggi naturali che regolano il nostro universo e il mondo in cui viviamo.

Pez: Set Forever on Me è il primo album che pubblicate tramite la giovane ma sempre attenta Transcending Obscurity Records. Come siete entrati in contatto con la casa discografica? Vi siete trovati bene?
Daniele Lupidi: Kunal (Choksi, fondatore dell'etichetta) di TOR era un fan della band già dalle le precedenti uscite. Quando ha saputo da me che eravamo in cerca di un’etichetta per un nuovo album, si è fatto avanti immediatamente. Si tratta di un'etichetta molto ben strutturata con le sue dinamiche collaudate, e il salto di qualità per quanto riguarda la nostra esposizione è gia sotto gli occhi di tutti. Finora quindi mi ritengo soddisfatto, anche se abbiamo dovuto attendere non poco prima che arrivasse la nostra data di pubblicazione, a causa dell'elevatissimo numero di band sotto contratto.

Pez: Questa è più una curiosità: come state vedendo la scena death nostrana? Ho notato che molte band sia a livello underground (cito i compaesani Unbirth e Demiurgon) che a livello più internazionale (Fleshgod Apocalypse e Hour of Penance) stanno ricevendo sempre più consensi un po' ovunque. Siete contenti che questa scena sia ora maggiormente considerata?
Daniele Lupidi: Credo che ormai la scena sia piuttosto globalizzata, quindi la nuova “big thing” potrebbe arrivare da qualsiasi paese o continente. La scena italiana credo sia ancora quella, ottime band e ottimi musicisti non adeguatamente supportati dal tessuto nazionale a livello di locali e spazi. Staremo a vedere come si evolveranno le cose dopo che la pandemia si sarà dileguata.

Pez: Visto l'impossibilità di suonare dal vivo (se non attraverso le varie norme imposte e/o online) avete già cominciato a lavorare per dare un seguito a Set Forever on Me?
Daniele Lupidi: Stavamo già lavorando al materiale nuovo ben prima dell'arrivo del ciclone Covid, quindi devo dire che siamo già ad uno stato piuttosto avanzato dei lavori per il prossimo album. Come sempre però ci prenderemo tutto il tempo possibile per curare maniacalmente ogni dettaglio, purtroppo siamo fatti così! Come ho però già detto, non dovrete aspettare troppo tempo, l'attesa per Set Forever on Me è stata un'anomalia da non ripetere più.

Pez: Io ho terminato le domande, vi ringrazio per la vostra disponibilità e vi lascio questo spazio per dire quello che volete ai nostri lettor.i
Daniele Lupidi: Grazie per l'intervista! Spero di non aver annoiato nessuno e di aver suscitato qualche interesse in più verso il mondo Hateful. Seguiteci sulla nostra pagina Facebook per tutte le info riguardanti attività, merch e future iniziative!



Galilee
Giovedì 22 Ottobre 2020, 16.23.14
2
Ahahah... Muoio... Andiamo a sentirci sti Hateful.
LAMBRUSCORE
Giovedì 22 Ottobre 2020, 13.24.05
1
Ciao Hateful, mi conoscete. Volevo chiedere una cosa al Vezzo: dove gioca il Modena in questo campionato?
IMMAGINI
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L'intervista
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La copertina di Set Forever on Me
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