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L & R – L'ENIGMA LINDEMANN E RAMMSTEIN - “E gli uccelli non cantano più”
16/10/2020 (442 letture)
Quando per la prima volta ho messo le mani su questo libro ero particolarmente eccitato perché il tema che Alessio Belli, penna sicuramente nota a chi bazzica le varie webzine musicali in quanto redattore di Ondarock, si è prefissato di sviscerare nelle circa 180 pagine di L & R – L'Enigma Lindemann e Rammstein è particolarmente affascinante ed intrigante. Come scrive l'autore nell'introduzione del volume, «L & R non è un'analisi testuale canzone per canzone, nemmeno una biografia incentrata sulla vita dei musicisti in causa […]. È un'analisi e uno studio delle tematiche cardine e degli aspetti più significativi dei Rammstein e del loro frontman» (p.12). Le premesse per una lettura interessante, affascinante ed avvincente, dato il soggetto del libro, c'erano tutte. Ed innegabilmente l'opera di Bello offre molti spunti al lettore, la cui prerogativa è però quella di conoscere i Rammstein.
L & R – L'Enigma Lindemann e Rammstein non può, infatti, essere affrontato come introduzione alla musica della band tedesca, poiché numerosi sono i riferimenti ai lavori di Lindemann e compagni che potrebbero andare perduti senza una conoscenza pregressa, sia pure non eccessivamente approfondita (non bisogna necessariamente essere dei fan accaniti della band, insomma). Se per alcuni questo può essere un difetto, in quanto esclude una buona porzione di pubblico, per chi sta scrivendo è senza dubbio un pregio: compito dello studio, quale il libro si propone di essere, non è quello di essere per tutti ma di essere esaustivo e completo e, pertanto, richiede un certo bagaglio di conoscenze da parte del fruitore. Tenete bene a mente ciò, potrebbe tornarci utile più avanti.

Cominciamo la recensione di L & R – L'Enigma Lindemann e Rammstein mostrando alcuni dei suoi principali difetti. Il primo, quello più evidente, è anche quello più fastidioso: gli errori di battitura. Specialmente nella prima metà del libro, numerosissimi sono gli errori di ortografia che rendono singhiozzante la lettura. Senza dubbio questo problema è superficiale, essendo inerente la forma e non il contenuto, ma proprio per questo è anche quello che maggiormente colpisce ed irrita l'occhio del lettore. E risulta ancor più irritante considerando che tali errori son facilmente evitabili, eseguendo un attento lavoro di correzione delle bozze: lavoro che, evidentemente, non è stato fatto o, se è stato fatto, è stato fatto male. Alcuni esempi:

-p. 18: «devvero», anziché "davvero"
-p. 35: «scomodore», anziché "scomodare"
-p. 53: «imbracazione», anziché "imbarcazione"
-p. 66: «Hatflied», anziché "Hetfield"
-p. 117: «solonne», anziché "solenne"

E via discorrendo. Questa è solo una piccola manciata raccolta a caso tra i numerosi errori disseminati qua e là, sintomatici di una superficialità nella lavorazione dell'opera piuttosto deludente.
Tale superficialità emerge anche in altri casi che mostrano una mancata attenzione ai dettagli. Un caso eclatante riguarda una errata traduzione di un verso di Wo Bist Du?, tratta dal quinto album dei Nostri, Rosenrot: più che errata traduzione, in effetti, sarebbe più corretto parlare di una errata attribuzione testo-traduzione. Ecco il caso incriminato, a pagina 77:

Rimane solamente di interrogarsi sul senso del proprio amore e su dove sia il destinatario. "So allein will ich nicht sein/ Wo bist du" ("Ti cerco sotto ogni pietra / Dove sei?") suona come una sinistra autocitazione di Stein um Stein.

Il verso citato da Belli è appena precedente quello cui, in realtà, vorrebbe far riferimento:

Ich such dich unter jedem Stein
Wo bist du?


Questa serie di piccoli, quanto importanti, errori e sviste ha l'effetto di distrarre il lettore, quando non di infastidirlo, rendendolo così meno interessato al prosieguo del testo che, come vedremo, ha comunque molto da offrire.

Addentrandoci più a fondo nel contenuto, è possibile individuare una certa impronta agiografica ed iperbolica nella descrizione di certi lavori firmati Rammstein. Il primo esempio che giunge alla mente è quello delle parole usate per descrivere il video che ha accompagnato la pubblicazione del singolo Deutschland. Nel prodigarsi in elogi, più che meritati, del lavoro eseguito dal regista Specter Berlin nella realizzazione di questo cortometraggio, Belli afferma che esso sia «di kubrickiana composizione scenica» (p. 18), effettuando così un accostamento stilistico totalmente infondato con il geniale autore di 2001: Odissea nello Spazio. Non si legga, nelle mie parole, un certo reazionarismo fanatico, lungi da me il divinizzare chicchessia: formalmente, tuttavia, ben poco di Kubrick può essere trovato nel video di Deutschland, che, tutt'al più, può essere avvicinato alla forma di certi registi postmoderni quali Tarantino o Luhrmann. Altro esempio di riferimento poco chiaro, seppur per motivi differenti, è quello che troviamo a pagina 71, dove, parlando del brano Zwitter e dell'ermafroditismo attorno al quale esso ruota, si menziona di sfuggita un'opera indiana assai di nicchia: «Eppure il culto dell'ermafrodito non è solo greco, basti pensare all'Ardhanarishvara indiano». Tale citazione avrebbe potuto suscitare interesse se non fosse stata lanciata al lettore di sfuggita, un sasso scagliato nascondendo la mano dietro la schiena: la formula "basti pensare" è solitamente associata ad esempi che il lettore di una data opera possa cogliere senza difficoltà, non per qualcosa di così distante tanto dall'argomento del testo in questione quanto dal bagaglio culturale medio dell'uomo occidentale (e, più nello specifico, italiano) cui L & R – L'Enigma Lindemann e Rammstein si rivolge.
Questo ci porta all'ultimo -non per importanza- difetto che vogliamo qui menzionare: l'utilizzo di collegamenti colti lascerebbe pensare ad un libro il cui linguaggio, pur non essendo eccessivamente arzigogolato, sia comunque piuttosto formale e raffinato. Lo stile assunto da Belli è invece molto (forse troppo) informale, rendendo il libro un incrocio non perfettamente riuscito tra un saggio analitico-divulgativo ed una chiacchierata al bar tra amici.

Di ben altra caratura sono, invece, gli aspetti positivi di L & R – L'Enigma Lindemann e Rammstein, tali per cui, seppur non potendo oscurare totalmente i difetti sin qui (in parte) presentati, riescono a convincere il lettore a giungere all'ultima pagina. In primo luogo v'è la cura nel creare un percorso tra le composizioni dei Rammstein, individuando itinerari tematici che gettano sulla band tedesca e sul suo mastermind Till Lindemann nuove luci. Punto di partenza dell'intero volume è quello che, come da titolo stesso del libro, l'autore chiama «Enigma», le cui basi poggiano su alcune, semplici domande:

Chi è Till Lindemann, chi sono davvero i Rammstein? […] È costruita la loro immagine, e se sì, quanto? Soprattutto: è possibile trovare risposte scavando nell'immaginario plasmato dalla loro musica? (pp. 11-12)

Costruendo una struttura solida, seppur imperfetta, su questi fondamentali quesiti, Belli accompagna il lettore nel mondo artistico di Till Lindemann, centro nevralgico dell'opera. Accanto all'individuazione di tematiche e stilemi ricorrenti nella scrittura dei testi del cantante e poeta tedesco, molto interessante e, per chi scrive, azzeccato è il parallelismo tracciato con la poesia tedesca settecentesca. Il leader dei Rammstein viene infatti definito come «un autore romantico moderno, estremo e perverso». A cosa si deve questo accostamento tra Lindemann ed il Romanticismo? Numerosi sono gli elementi romantici individuati da Belli nella scrittura del cantante ed esposti nel capitolo L'Affascinante Orrore (pp. 109-119), tra i quali troviamo il senso del sublime e quello della storia e della Heimat (in italiano "patria"; per comprendere il concetto e tutto ciò che gli ruota attorno si suggerisce di addentrarsi nell'omonima colossale opera cinematografica di Edgar Reitz).
Interessanti le interviste a collaboratori della band e ad esperti italiani, sebbene talvolta poco utili ai fini della trattazione e, soprattutto, assai poco "interattive", a causa di una modalità botta e risposta, probabilmente via e-mail, che non permette all'intervistatore di approfondire le parole degli intervistati, trasformando così queste sezioni in un semplice elenco meccanizzato di risposte abbandonate a sé stesse. Tuttavia, talvolta esse, specialmente quando rivolte a persone che hanno collaborato con Till Lindemann nel suo progetto principale o in quello eponimo secondario, riescono a far emergere lati del mastermind che da un palcoscenico o da dietro uno schermo difficilmente vengono resi accessibili al pubblico.

Per concludere e non dilungarci più di quanto già fatto in questo sguardo ampio su L & R – L'Enigma Lindemann e Rammstein non si può che consigliarne la lettura, al netto degli errori ortografici e delle distrazioni, poiché, come già detto più sopra, esso offre al pubblico la possibilità di addentrarsi nei meandri intricati, spaventosi e talvolta proibitivi dell'universo costruito dall'enigmatico Till Lindemann. Un artista poliedrico, controverso, perverso, poetico, elegantissimo, volgare, selvaggio, riservato, pacato. Un giano bifronte da conoscere, conoscere e conoscere, consapevoli del fatto che conoscerlo davvero è impossibile.


::: ::: ::: RIFERIMENTI ::: ::: :::
AUTORE: Alessio Belli
TITOLO: L & R – L'Enigma Lindemann e Rammstein
EDITORE: Arcana
N° PAGINE: 192



Mr. B
Sabato 17 Ottobre 2020, 12.27.59
3
Ciao Federico! Grazie per l'articolo molto approfondito e soprattutto per le critiche, sempre costruttive!
Elluis
Venerdì 16 Ottobre 2020, 11.49.08
2
Non sono propriamente un fan della band, ma devo dire che i Rammstein mi piacciono molto, il loro stile musicale così quadrato, i video musicali alcuni dei quali super censurati, il look, per non parlare dei loro live esplosivi. Detto questo un libro come questo non lo comprerei mai, men che meno alla luce dei numerosi difetti elencati, e se me lo regalassero probabilmente gli darei una letta, ma credo che finirebbe presto nel dimenticatoio ad accumulare polvere. Sono un amante delle autobiografie, o anche delle biografie ufficiali, comunque dei fatti concreti, mentre questi volumi dove ti vengono date tante spiegazioni vere o presunte sui significati dei testi, citazioni ecc. ed elencate analisi su ogni singola parola e contesti vari non hanno senso, semplicemente mi annoiano a morte. Senza offesa per nessuno!
Black Me Out
Venerdì 16 Ottobre 2020, 11.21.15
1
Impeccabile come sempre Fede; questa è un'ottima critica - nel senso reale del termine - letteraria.
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