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BONES - #6 - Gorrch, Орд, Inferi, FATE, Atrahasis, Yxxan
28/10/2020 (712 letture)
Gorrch – Introvertere (Duplicate Records, 2020)

Tracklist:
1. I
2. II
3. III
4. IV


Formazione:
Chimsicrin (Voce, Batteria, Tastiere)
Droich (Chitarra, Basso)

A cinque anni dall'ottimo debutto, Nera Estasi (2015, Schattenkult Produktionen), i Gorrch, duo nostrano proveniente da Cavaso del Tomba (Treviso), torna a farsi sentire con un altrettanto valido lavoro, Introvertere, EP di quattro brani che bene o male prosegue quanto sentito in precedenza. Un’ottima occasione quindi per farsi conoscere da chi si era perso il debutto. Il black metal dei due è tutto meno che prevedibile, prendendo come punti di rifermento i Deathspell Omega, Blut Aus Nord e Krallice, i due danno al tutto un taglio ancora più folle grazie a dei riff e delle strutture fuori controllo. I riff di chitarra si fanno notare da subito per la grande varietà di soluzioni e inventiva; ogni singolo riff infatti, dal più semplice al più complesso, riesce sempre a suonare diverso dal precedente, grazie non solo al grande utilizzo delle dissonanze, ma anche ad altre trovate come legati e quelli che sembrano essere dei veri e proprio intrecci sonori. Tutti suonato principalmente su ritmi sostenuti, i brani di Introvertere riescono comunque ad avere una propria personalità riuscendo a farsi notare grazie a momenti ben precisi: in IV ad esempio, abbiamo riff e arpeggi che sembrano mescolarsi di continuo andando a creare un effetto molto particolare, mentre III si fa notare sia per gli stop n'go che per un riff iniziale tanto semplice quanto memorabile. Velocissimo, con canzoni che permettono di scoprire qualcosa di nuovo ad ogni ascolto, Introvertere è quello che speriamo essere il preludio ad un full ancora più fuori di testa. Imperdibile.

Орд - В Зимнем Дворце Бесконечности (Horrible Room Records, 2020)

Tracklist:
1. Ассамблея Мёртвых
2. Проклятие Воды
3. Ода
4. Коронация


Formazione:
Sconosciuta

Sappiamo solo che è russo e che viene dalla Russia, per il resto, del progetto Орд, non sappiamo nient'altro. Un progetto talmente oscuro che questo EP di debutto (almeno basandosi sulle poche informazioni che si hanno) è stato limitato a tredici copie. Follie ed esagerazioni dell'underground a parte, il progetto è molto interessante e lo segnaliamo da subito agli estimatori del black metal più atmosferico, gelido e per certi aspetti legato agli anni novanta. Sin dalle prime note infatti, i synth utilizzati dai russi ricordano molto da vicino un approccio novantiano accostabile ai maestri del gothic e del doom; una scelta riuscita, perché suoni simili, uniti alle chitarre e all’andamento dei brani dal taglio “depressive black metal”, enfatizza l’atmosfera gelida de desolante. D’altronde, il titolo può essere tradotto come “Nel palazzo dell’inverno infinito”, e la sensazione è proprio quella. Ciò che stupisce è che a dar forma ai brani sono proprio i synth, che molto spesso vanno quasi a coprire le chitarre, sia nei momenti più lenti che in quelli più sostenuti (Проклятие Воды), trasformando così la sei corde in un’aggiunta più che nello strumento portante della proposta. Ad arricchire questo scenario abbandonato e dominato dal ghiaccio, abbiamo lo scream disperato e ovviamente indecifrabile, che ogni tanto va ad unirsi a dei leggeri cori (palesemente finti) dai toni ecclesiastici. Insomma, dietro le tredici copie e il mistero più assoluto, c’è comunque un lavoro interessante e perfetto per la stagione in arrivo.

Inferi – Of Sunless Realms (The Artisan Era, 2020)

Tracklist:
1. The Abhorrent Art
2. Eldritch Evolution
3. Spellbound Unearthed Terror
4. The Summoning
5. Aeons Torn


Formazione:
Steve Boiser (Voce)
Malcolm Pugh (Voce, Chitarra, Tastiere)
Mike Low (Chitarra)
Andrew Kim (Basso)
Spencer Moore (Batteria)

Cambiamo decisamente ambiente parlando del nuovo EP degli Inferi, progetto di Malcolm Pugh molto apprezzato dagli amanti del tech death più melodico ed esagerato. Con alle spalle ormai cinque album, di cui l’ultimo rilasciato lo scorso anno, gli Inferi sono da considerarsi come un gruppo ormai consolidato e che difficilmente può deludere gli ascoltatori. Ed è ciò che avviene con il nuovo Of Sunless Realms, che con i suoi venti minuti di tech death spinto al massimo fa da preludio al prossimo album. E sono venti piacevolissimi minuti, che scorrono veloci tra una moltitudine di riff sempre diversi, ricchi di scale, sweep picking e armonici. Immancabili poi gli assoli, grandi protagonisti e presenti a più riprese in ogni singolo brano (parliamo di tre/quattro assoli a pezzo). Ma ciò che ha caratterizzato il gruppo dall’inizio della carriera ad oggi, è la capacità di rendere il tutto molto melodico, curando ogni singolo aspetto dell’armonia e andando a pompare il tutto con orchestrazioni in grado di rendere epici alcuni passaggi (la conclusiva Aeons Torn). Non c’è infatti un momento che sia uno in cui i nostri si stacchino dalla melodia, anche quando sembrano soffermarsi su soluzioni più intricate; una dimostrazione di forza e di talento da parte di Pugh e soci, che nelle loro trovate ultratecniche riusciranno ancora una volta a convincere gli ascoltatori più fedeli.

FATE - II (Caligari Records, 2020)

Tracklist:
1. Where the Gods Go to Die (including Sconfitta and Marching On)
2. Virtous Mask of the Silver Death
3. Demiurge


Formazione:
G.B. (Voce, Chitarra)
L.Z. (Chitarra)
N.C.R. (Basso)
A.R. (Batteria)

Musicisti ospiti:
Jep Baxter (Synth)

Secondo demo per i nostrani FATE, gruppo nato dalle menti di quattro musicisti provenienti da Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana. Attivi anche in altri progetti, i nostri arrivano con un bagaglio d’esperienza da non sottovalutare e che ben si percepisce in questi tre brani. Ispirandosi a gruppi come Celtic Frost e Cirith Ungol, i quattro vanno a rendere la proposta più oscura grazie ad una produzione azzeccatissima, e delle accelerazioni che insieme allo stile vocale avvicinano il tutto a quella che era la primissima ondata di black metal. Pur trattandosi di soli dieci minuti, i tre brani offrono spunti validi e lasciano ben sperare per un full molto interessante; dopo una prima traccia dai toni epici e costruita su riff rocciosi, la successiva Virtous Mask of the Silver Death aumenta il minutaggio aggiungendo riff più sostenuti e un andamento più canonico. L’apice si raggiunge però con la conclusiva Demiurge, ottimo brano in cui il mix tra atmosfere cupe ed eroiche crea una narrazione che purtroppo si interrompe troppo presto. Apprezzabile poi la scelta di affidarsi a Jep Baxter dei Morgul Blade (e che presto ritroverete in questa rubrica) per la tastiera, che con il suo leggero e ragionato lavoro aggiunge maggior qualità al lavoro. Ecco, l’unico “difetto” del lavoro è la durata, perché la curiosità di sentire altro c’è tutta e speriamo possa essere soddisfatta.

Atrahasis – Antediluvian Prophecies (Desert Wastelands Productions, 2020)

Tracklist:
1. Antediluvian Cleansing
2. Kibrat Erbettim
3. Knowledge of the Serpent Through the Ages


Formazione:
Ningishzida (Voce, Chitarra, Synth)
Dumuz (Basso)
Hellaxe (Batteria)

Trio statunitense di cui sappiamo molto poco, gli Atrahasis ci consegnano la prima demo della loro carriera. Tre pezzi per un totale di circa tredici minuti in cui i tre scatenano un death metal di scuola fine anni novanta/duemila e trovando ispirazione nei vecchi Nile e Morbid Angel. Fin dalla prima traccia si nota un utilizzo frequente di riff rocciosi che sembra quasi sovrastare i più sostenuti, ed è proprio questa la particolarità del gruppo, quella di lasciare un po’ in secondo piano blast beat e riff serrati preferendo così un andamento più controllato. Sensazione confermata anche dal fatto che quando i nostri iniziano a pestare, è come se non spingessero mai troppo sull’acceleratore, cosa che gli permette di creare delle armonie e melodie ben riuscite. Soluzioni di questo tipo danno ovviamente un tono epico ai brani, creando un pathos enfatizzato dalle tastiere (e non solo) che ben si lega alle tematiche trattate dal gruppo (divinità babilonesi e sumere). Knowledge Of The Serpent Through The Ages è sicuramente il brano che più rappresenta il gruppo e quello che conferma le buone qualità compositive, con un buon utilizzo di diversi riff, una batteria più ispirata, un growl più dinamico e che con l’aiuto di cori ed altri effetti dona ancora più atmosfera e una presenza di elementi folk più accentuata. Non male per essere una prima prova.

Yxxan - Satanic Fortification Overbalance (Nuclear War Now! Productions, 2020)

Tracklist:
1. Eradication Initiation (Intro) / Holy Father - Dethroned and Desecrated
2. Eternal Adversary
3. Black Sun Stillborn
4. Kärnvapen över kärnfamiljen
5. Crucifix Grinder
6. Lead Me to War (Mother Satan) / Back in the Stone Age (Outro)


Formazione:
Morbid Aggressor (Voce, Tutti gli strumenti)

Seconda demo nel giro di due anni per la svedese Morbid Aggressor (vero nome: Aisté Skog), che con il suo progetto personale dimostra di avere le idee molto chiare e di star facendo sul serio. Talmente sul serio da essere riuscita ad attirare le attenzioni della Nuclear War Now! Productions che si occupa della pubblicazione di Satanic Fortification Overbalance, demo di sei pezzi che non può sfuggire a chi è sempre alla ricerca di war metal e black metal d’assalto. Parliamo d’assalto perché come intuibile dai titoli e dall’immagine, il progetto prende spunto dalla scena svedese black in generale e da gruppi come Blasphemy, Revenge e Beherit; dalla prima traccia e per tutti diciassette minuti si viene infatti costantemente travolti da una serie di blast beat, riff indecifrabili e una voce sempre distorta. Ci sono ovviamente dei cambi di ritmo che riprendono soluzioni vicine al crust o addirittura al d-beat (in Black Sun Stillborn c’è quello che sembra un assolo di batteria), ma non si ha mai la sensazione vera che i pezzi rallentino o lascino respirare. A rendere il tutto ancora più caotico ed enfatizzare le atmosfere da guerriglia c’è la produzione, molto in linea con le prime produzioni del genere e che rende genuina una proposta rivolta a pochissime persone. Se come la svedese, siete sempre alla ricerca di war metal intransigente, allora non potete assolutamente lasciarvi scappare questo secondo demo.



Immolazione
Venerdì 6 Novembre 2020, 13.08.05
3
Gorrch grandissimo EP, peccato per la promozione scarsissima (tra l'altro ricordo che la label annunciò l'EP qualcosa come un anno prima dell'uscita, una scelta incomprensibile). Molto bella anche la seconda demo di Yxxan, "scoprii" il progetto quando ancora non era su NWN e merita parecchio.
Luigi
Sabato 31 Ottobre 2020, 19.03.46
2
Io avevo già letto recensioni positive sugli Inferi, per cui penso che ascolterò questo loro nuovo EP.
Federico S.
Sabato 31 Ottobre 2020, 12.32.39
1
Sinceramente, non ne ho ancora ascoltato manco uno. Gorrch ed Yxxan paiono i più interessanti per me.
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