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PHIL CAMPBELL AND THE BASTARD SONS - Più forti della pandemia
07/12/2020 (555 letture)
Barry: Ciao Tyla e benvenuto su Metallized! Come stai? Qual è la situazione COVID nel tuo paese?
Tyla: Io sto bene, grazie! Sfortunatamente, per rispondere alla tua seconda domanda siamo recentemente tornati al lockdown nella nostra contea in Galles, poiché le infezioni stanno crescendo di giorno in giorno; prevalentemente, quindi, sto in casa ed esco solo per fare esercizio fisico, quattro o cinque volte a settimana.

Barry: Due anni fa rilasciavate The Age of Absurdity; nei sei ancora soddisfatto?
Tyla: Certamente, tutti noi siamo orgogliosi di quel disco, specialmente considerando che si trattava del nostro debutto. Rientrando ovviamente in uno stile diverso da quello dei Motorhead, per i quali mio padre è conosciuto, eravamo incuriositi dal vedere come critica e pubblico avrebbero reagito; devo dire che siamo rimasti piacevolmente sorpresi!

Barry: Veniamo ora al nuovo We're the Bastards; il titolo sembra essere una vera e propria manifestazione di intenti, nel primo eravate un po' “Ok, si va in scena”, mentre qui sembrate voler dichiarare “Siamo qui per restare!”, se capisci cosa intendo dire
Tyla: Capisco perfettamente! L'idea per il nome è venuta dal tweet di un nostro fan, che non vedeva l'ora di ascoltare il nuovo disco ed ha usato l'hashtag #werethebastards... abbiamo pensato che fosse un nome perfetto per un album ed una dedica ai nostri straordinari fan!

Barry: So che avete composto e registrato il nuovo disco durante il (primo, purtroppo) lockdown; come è stato lavorare ad un album in una situazione così strana?
Tyla: Abbiamo scritto l'album fra gennaio e marzo e Todd aveva prenotato presso il suo studio ad aprile, ma a metà marzo siamo entrati in lockdown totale, quindi il processo di registrazione è stato diverso dal solito: era permesso soltanto a Todd e ad un'altra persona per volta essere fisicamente presenti, quindi abbiamo registrato le nostre parti individualmente. Un simile processo ha avuto i suoi pro ed i contro naturalmente, ma alla fine penso che ce la siamo cavata bene.

Barry: La prima volta che ho ascoltato The Age of Absurdity ho pensato che aveste scritto esattamente l'album che intendevate comporre, suonava estremamente naturale... e penso la stessa cosa del nuovo lavoro, ma naturalmente si tratta del secondo, quindi ti chiedo se stavolta abbiate avvertito una maggiore pressione
Tyla: Personalmente ho avvertito un po' di pressione, ma solo perché sapevo che avevamo fatto un gran primo album e quindi volevo che anche il secondo fosse all'altezza; la prima volta che ho sentito i mix del nuovo disco, però, mi sono detto che avremmo vinto anche stavolta e, senza voler sembrare presuntuoso, penso che siamo riusciti a fare anche meglio di The Age of Absurdity.

Barry: Ho avuto l'impressione, ascoltando We're the Bastards, che si tratti di un album complessivamente più variegato del precedente; per me questa è una buona cosa, visto che il mio pezzo preferito del vostro primo disco è Dark Days, che certamente non è una tipica canzone hard rock.
Tyla: Sì, penso tu abbia ragione. All'epoca sapevamo di prenderci un rischio con Dark Days, che è molto diversa se paragonata al resto del disco, ma alla fine è il pezzo preferito di molti fan! Anzi, proprio l'accoglienza tributata a quella canzone ci ha fatto sentire più sicuri e spinti a prenderci qualche libertà espressiva in più nel nostro album numero due. Penso si possa comprendere facilmente ascoltando pezzi come Born to Roam, Desert Song e Waves.

Barry: La copertina rappresenta una sorta di riunione familiare: vorrei chiederti se riproduce una fotografia o se nasce direttamente come artwork.
Tyla: La seconda che hai detto: si tratta di un disegno originale realizzato da Matt Riste, che aveva disegnato anche l'artwork per il primo album; anche stavolta ha fatto un gran lavoro, mi piace molto l'atmosfera medievale che traspare!

Barry: Penso che, su questo disco, siate tutti più fiduciosi nelle vostre capacità musicali: penso in particolare che Neil sia maggiormente a suo agio rispetto al primo disco.
Tyla: Potresti avere ragione, considera che Neil è ovviamente il più “esposto” fra noi, trattandosi del cantante; i paragoni con i Motorhead sono nell'ordine delle cose e, naturalmente, esiste un solo Lemmy, che nessuno potrà mai eguagliare. Neil dunque ha fatto la scelta di essere semplicemente se stesso e penso che effettivamente i benefici della sua maggior autostima si sentano su questo album.

Barry: Avete rilasciato un video per Son of a Gun: come mai proprio questa canzone?
Tyla: A volte sorgono contrasti su quale pezzo debba essere il primo singolo, ma stavolta siamo stati tutti d'accordo su Son of a Gun: ha quel tiro tipico di un brano dei Motorhead, ma presenta anche un ritornello energico che la rende perfetta come singolo.

Barry: Mi piace molto il suono di questo lavoro: ogni strumento ha il suo spazio, ma nessuno prevale sull'altro. Come avete lavorato per ottenerlo?
Tyla: Questo dovresti chiederlo a mio fratello Todd, il produttore! Ha fatto un lavoro magnifico e ci siamo avvalsi anche di Soren Anderson per il missaggio, la stessa combinazione che ha portato ottimi risultati con il lavoro solista di nostro padre lo scorso anno. Sai come si dice, no? Squadra che vince...

Barry: Penso sia molto bello che tutti voi siate musicisti, visto che non sempre (almeno qui in Italia) i figli desiderano intraprendere la stessa strada dei padri. Penso che Phil sia felice e fiero di voi.
Tyla: Sarebbe stato felice qualsiasi cosa avessimo scelto di fare, ma essendo cresciuti con la musica non abbiamo mai contemplato altra scelta! Sinceramente non so dirti cosa farei se non fossi un musicista... non mi riesce veramente bene niente, magari avrei fatto il calciatore semiprofessionista!

Barry: Ora la più classica delle domande: chi sono le tue influenze principali come bassista? Una immagino di saperla...
Tyla: Io nasco come chitarrista, ma devo dire che mi diverto molto anche al basso. Ovviamente non posso non menzionare Lemmy, ma amo molto anche Nate Mendel dei Foo Fighters: il suo sound è molto fluido e nel mix si trova esattamente nel mezzo, in modo da risultare né troppo forte, né troppo sullo sfondo.

Barry: Recentemente avete annunciato un tour in Germania per la primavera del 2021. Ovviamente non c'è nulla di certo in uesto momento, ma pensate di fare una capatina anche dalle nostre parti?
Tyla: Certamente, se tutto va bene suoneremo un paio di concerti in Italia la prossima estate!



Zagor
Lunedì 7 Dicembre 2020, 13.36.44
2
Bello il progetto Phil Campbell and ....il cantante mi ricorda con la sua timbrica quello dei Tank!
Elluis
Lunedì 7 Dicembre 2020, 10.44.50
1
@Barry bella intervista, da adoratore dei Motorhead, ho seguito da subito con molto interesse questo nuovo progetto di Phil Campbell, conscio del fatto che era un nuovo progetto e quindi non poteva essere paragonato alla precedente celebre band di Campbell. The Age of Absurdity mi era piaciuto, questo We're the Bastards secondo me è decisamente superiore, come dici tu giustamente nell'intervista è più variegato nel sound (Desert Song o Lie to Me ne sono chiari esempi). Ottimi i suoni e ottima produzione, ma chi proprio da sempre non mi convince è Neil Starr, non è un cattivo cantante, ma a mio avviso non c'entra con il suono della band, e oltretutto trovo la sua voce troppo "flat", non c'è mai un acuto, una variazione vocale, inizia e finisce sempre alla stessa maniera. Con un singer un pò più incisivo la band ne guadagnerebbe sicuramente.
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